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Visto che io sono un lazzarone non ho letto le vecchie discussioni.....:leggi::leggi: chiedevo come vanno i semementi della Limagrain o LG.... visto che quest'anno provo circa 2 ettari con un prodotto chiamato Azuaga... il resto verrà seminato con Pioneer circa 30-35ha e anche lì una prova di 2 ettari di Dekalab (solo perchè il venditore è insistente :asd::asd::asd: con il 6854....) Volevo chiedere per mia curiosità dei prodotti Limagrain visto anche il prezzo a dose che costa quasi la metà di Pioneer.....:ave: non vorrei veder un mais alto 2m sennò lo brucio:asd::asd:

La varietà Azuaga l'ho usata per parecchio tempo, è ideale per trinciato. Il gambo è grosso e sano la spiga è buona come pure le produzioni di granella. Quindi, se usato a trinciato si ha un ottimo prodotto. Lo abbinavo a Maciste, sempre della, allora, Verneuil ( ora Limagrain) anche lui ottimo a trinciato. Quest'anno provo il Lg37.10 (spero di ricordare la sigla giusta) per trinciato, un paio di ettari. Di limagrain semino anche qualche precoce da granella, in particolare Agrister 125 giorni che produce bene, l'anno scorso ha prodotto come i 128-130 giorni con una irrigazione in meno (2 al posto di 3); quindi anche quest'anno lo semino e , in fianco, provo il nuovo limagrain Lg 35.40 122 giorni che mi hanno detto essere all'altezza di agrister.

Io semino 70% pioneer e 30% Limagrain, dekalb ho provato un paio di varietà ma con scarso successo. Pioneer semino da trinciato A34 e Y43, da pastone B10 e da granella D24 F73 e G44. Domani vi metto i risultati del campo nast che faccio a casa mia ogni anno (spero si possa)

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Nessuno dice che i prezzi sian bassi, ma se il mais vale tot, io a meno del listino non venderei. È un anno favorevole per i cerealicoltori e non vedo il male di vendere a prezzi alti /giusti per mig

Oggi ho visto 2 aziende in cui stavano seminando mais,credo che la siccità molti L abbiano nella testa…sono senza parole, tra elementi così e agriinfluencer che invece di far capire i problemi legati

Sarchiato ieri e oggi mais 7107, 7084 e 6808 dopo aver dato 330kg/ha di urea domenica  7107 7084 6808  

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dunque basa , il duiscorso che faccio io e' un altro

 

il forum e' imperniato sull'aagrivoltura italiana , e fare i paragoni con quella estera , non e' gradita ai piu.

 

 

io parto da un pesupposto molto ssemplice , che al di al degli oltre 800 euro a ettaro di profitto ove si producono piu di 160 qui ad ettaro , ma dove si pagano anche fior di affitti , la maggioranza delle zone maidicole al mondo sono zone dove si preferisce utilizzare meno fattori produttivi e giocarsela sulla superficie.

 

in caso di ridotta capacita idrica, secondo me ha senso usare i cicli corti , che con poca spesa sia di concimi che di affitto alla fine si porta a casa 80/90 q.lui di mais , e anche un po di reddito .

 

oltre tutto un ciclo corto seminato presto viene trebbiato a fine luglio inizi di agosto ,

 

e al di la di quei problemi che posso insorgere in fatto di sanita della granella dovuti alle muffe che qui chiamiano da siccita', che non sono quantificabili nel numero chicchi alterati , ma che sono muffe riscontrabili solo da una analisi chimica vera e prorpia,

 

in genere e' un periodo in cui il mais ha un buon mercato , e soprtutto di una qualita superiore ,rispetto ad un ciclo lungo

 

questa qualita superiore , in passato era sempre pagata, vedasi la differenza di prezzo che c'era tra il mais nazionale e il francese ( ora indicato come comunitario),dovuto sia al peso pecifico superiore , sia che molte volte si trattava si semivitreo , molto apprezzato dai produttori di uova.

 

Basa il tuo discorso andrebbe ben se il terreno non fosse l'unico fattore della produzione disponibile in maniera illimitata, mentre in questi giorni dove si parla di specualzione nell'ambito agricolo , il fatto che i terreni fertili per il mais sono veramente pochi e stanno diminuendo , per il fatto dell'espansione delle citta' metropolitane,

rispetto alla totalita , fa si che non sia poi una fonte di reddito sicura, ma molto altalenante.

 

ricordo sempre quello che mi dissero in fatto di mais, che se vuoi aumentare la produttivita media, non devi puntare solo ad aumentare le rese , nei terreni fertili , ma anche giocare la carta di sfruttare i terreni difficili in aridocultura, facendo dei mais particolari , come il Poulen della LG , mais vitrei semivitrei , cicli corti da vendere in pre raccolta , ma enza spendere un esagerazione, sia come soldi sia come tempo.

 

DKC 440 docet

Edited by GGyno
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Quindi GGyno secondo te fare 80-90 q.li/ha di Mais in zone non proprio vocate ha ancora un senso?

 

Quanti q.li/ha di urea daresti con la tua tecnica? quanti q.li di fosforo e potassio? Lavorazioni? Aratura o ripuntatura? lavorazioni complementari?

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il dkg 440 era fino a qualche anno fa classificato come 97 gg , ora lo hanno portto a 105

 

ma di questi ibridi , avevo provatoa nche quello della golden harvester , una decina di anni fa , con buoni risultati , sopratutto nella qualita dellla granella , con un ottimo ps , se consideriamo che un rimorchio di 4x2m 2 sponde piu spondina , sul peso era piu di 85 q.li secchi netti.

 

djrudy

 

secondo me si , primo son terreni che raramente superano un affitto di 200/250euro ad ettaro , secondariamente , ma nomeno importante , bisogna intenderli dentro una rotazione ,

se li fai seguire da uno squarcio di erba medica , letamato il giusto(450q.li) , con un po' concime 150kg di urea a spaglio in presemina e 150kg di 18/46 sulla fila e 250kg di potassa e diserbandoli in pre emergenza , senza sarchiatura o diserbo post , non dico che porti a casa dei redditi da paura , pero qualcosa porti ancora a casa, sopratutto se gran parte vanno nell'autoconsumo, e a volte guardi piu la qualita che la quantita.

tenete presente che a meta a gosto questi ibridi sono trebbaiati con umidita di 20 /22%, per cui essiccati con poca spesa, e se la spesa della trebbiatura , viene pagata un tot al quintale sul verde , come avviene in certe zone , non incide piu di tanto.

 

Vi proporrei di fare una prova, prendete 20 galline ovaiole , e dividetele in 2 gruppi da dieci , nel primo fate un mangime (60kg di mais +40kg di mangime complementare) con il mais di una classe 600/700 , e nell'altro fate lo stesso tipo di mangime , con un semivitreo (tipo lg poulen) , poi confrontate le tesi , senza cambiare nulla sel resto , dalle ore di luce notturne , ecc ecc, poi mi dite..

 

 

certo a 13 euro e' dura ,pero guardiamo al futuro , in una pianura padana in cui ogni giorno piu di 10 Ha di terreno vengono cemetificati , e non sono quelli meno fertili in genere, se coltivassimo solo quelli dove la produzione di mais e' superiore ai 130q.lui vorrebbe dire dipendere dall'estero.

 

certo che in quelli che se ne producono meno di 70qlui sarebe meglio lasciarli , ma gia quelli che nella medi asi attestano sui 80/90c'e da fare un pensiero , sopra

 

come operazioni colturali ridotte all'osso in questi casi e' d'obbligo

 

 

quante file di bordo scartate nei waxy?

Edited by GGyno
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Vorrei aggiungere un ulteriore elemento alla discussione sempre di carattere economico ma non riferito al breve periodo ovvero al ciclo colturale annuale, ma sul lungo periodo almeno 10 15 anni.

Mi rendo conto che sia un discorso che poco si adatta alle numerose realtà geografiche di cui abbiamo parlato ma vi assicuro che dalle mie parti calza a pennello.

In sostanza voglio dire che nel bresciano la terra é diventata un vero e proprio bene rifugio. Oramai troppo spesso assisto a cessioni di terreni sia in vendita che in affitto a prezzi folli ( anche 195000 euro ettaro o affitti quindicinali di 1500 euro ettaro annuali ) da parte di gente che non appartiene al settore agricolo, molto spesso sono industriali o grandi artigiani che impiegano il proprio denaro in un bene che ritengono il più sicuro e il meno soggetto all ‘ inflazione.

Come ho già detto in un altro post il valore della terra negli ultimi 10 anni dalle mie parti si è rivalutata del 100% ovvero il doppio...il che è tutto dire....

Molti quindi vedono l'investimento fondiario come una speculazione: si aggiunga poi che qui nel bresciano la terra è sempre meno, causa strade, centri commerciali, cave, discariche ecc. ecc. in più con la nuova legge nitrati molti agricoltori allarmati si sono messi disperatamente a cercare terra quindi il valore dei terreni è schizzato alle stelle.

Con questo non voglio giustificare alcune cifre irreali per un mercato che vive dei prodotti che raccoglie dalla terra ma la realtà dei fatti è questa: una commistura di agricoltori artigiani ed industriali che per motivi diversi lottano per accaparrarsi la terra non curandosi del reddito che ne potranno trarre ma dalla rivalutazione annuale.

Esempio: se 10 anni fa la terra costava 150 milioni di lire ettato oggi costa 150.000 euro ettaro. Si è rivalutata del doppio in dieci anni e nello specifico circa 10 milioni delle vecchie lire o se preferite 5.000 euro attuali…. Ecco perché di alcune cifre fuori dal mercato….come si deduce anche se ci si perde qualche centinaio di euro ettaro anno, l’industriale o l’artigiano non guardano al reddito ma alla rendita comprensiva di rivalutazione e quindi più che in attivo…

Per l’agricoltore invece che vive del prodotto della terra poco gli interessa della rendita, è il reddito che lo fa mangiare…

Discorso analogo per gli affitti che sono lievitati negli ultimi 15 anni grazie o per colpa, dipende dal punto di vista, del mercato suinicolo: mi spiego la quasi totalità dei suinicoltori bresciani e non solo negli ultimi anni ha investito notevolmente in strutture per aumentare i numeri spesso raddoppiando o triplicando i capi in meno di un lustro visto che il mercato era molto molto florido.

Come diretta conseguenza, per lo spandimento dei reflui vi è stato un incremento fortissimo di domanda di terra.

Il discorso però purtroppo è sempre stato slegato tra i due fattori produttivi: gli eventuali prezzi esorbitanti di acquisto o di affitto o ancor peggio le ingenti perdite a ettaro dovute a molteplici motivi sia di carattere economico che agronomico venivano supplite dagli enormi guadagni con i suini i quali dal canto loro non sarebbero potuti essere allevati senza la terra….

Ho cercato di chiarire il motivo di alcuni valori fondiari e di affitto che si sono raggiunti negli anni e che non si giustificano con le sole rese areiche.

Concordo pienamente quindi nel dire che sotto certi valori di produzione è antieconomico seminare mais ma spesso dietro a quei terreni apparentemente in perdita ci sono realtà che non conosciamo….

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sul fatto che a volte non convenga coltivare il mais al di sotto dei 90qlui ad ettaro , c'e anche da fprendere in considerazione anche una cosa , cioe bisogna prendere anche in considerazione come si calcolano i costi di produzione variabili , che sono quelli ove si possono limare in maniera considerevole.

 

certo che quest'anno nessuno semina, il prezzo sale , e a 20 euro al quintale , rientrerebbero anche i terreni un po meno fertitli

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mah! speriamo 20€:ave: mi accontenterei anche di un po meno!!

 

domanda, caussade lo semina nessuno??

 

 

pienamente d'accordo O0

Dato che io con 13€ non riesco quasi a pagarmi le spese facendo fare molte al terzista.

 

Parlando di concimazione qualcuno di voi ha provato l'urea a lenta cessione. Quest'anno ne proverò un po' su circa due ettari. Il maggior osto viene davvero ripagato? molti dicono che va veramente bene altri che è inutile...

Edited by Manu
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manu dipende dal meccanismo che si applica per rallentare la nitrificazione dell'urea , se di tipo chimico o fisico.

 

per me usare un prodotto chimico che di fatto limita i batteri nitrificatori , puo avere un senso per coloro che ricorrono a letame o liquame .

 

per chi non riporta la flora a livello iniziale , alla lunga secndo me , puo portare al problema opposto .

 

io comunque con l'entec 25/15 localizzato mi ero trovato discretamente bene , solo una taglia dello stocco leggermente piu bassa

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da me hanno provato, ma non ha fatto grandi disultati...quindi son tornati da mamma dekalb e babbo pioneer

 

Beh visto le eccesive produzioni...mi sà che anche Babbo e mamma sono un pò in difficoltà :asd::asd::asd::asd::asd:

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  • 2 weeks later...

Io do solo organico (letame liquame) prima di arare. Poi fino alla sarchiatura più nulla.

Alla sarchiatura 250kg di nitrato ammonico al 27%, poi fertirrigazione (in una o due volte dipende dall'annata) con altri 250 kg di 30.0.0 liquido. Questo è il mio sistema:)

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Io di solito concimo in pre semina con un complesso (quest'anno ho usato un 6-13.21) alla dose di circa 3 quintali ad ettaro. Inoltre uso del fosfato biammonico (il classico 18-46) nella seminatrice alla dose di 2 quintali per ettaro. La concimazione in presemina la faccio prima di passare con l' erpice rotante.

In copertura soilitamente uso urea con la sarchiatrice, circa 4 quintali ad ettaro distribuiti in due passate.

Edited by Paolo B
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quest'anno diamo 3qli di 30-0-0 in presemina 1 qle di 10-34 con la seminatrice ed in sarchiatura +o- 4 qli di 30-0-0, dipende da come va l'annata

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se gli vuoi dare altro azoto,a meno che non usi la fertiirrigazione,non vi è altro sistema poi smuovendogli la terra ne beneficia anche la pianta e togli qlc erbaccia

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Io il mais lo sarchio sempre (tranne lo scorso anno che non sono potuto entrare a causa delle troppe piogge) quindi non saprei dirti se si hanno differenze di produttività.

Comunque un fatto certo è che sarchiando smuovi il terreno e quindi interrompi la risalita capillare dell'acqua, inoltre elimini buona parte delle infestanti e se con la sarchiatura fai anche la concimazione interri subito il concime limitandone le perdite.

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Io il mais lo sarchio sempre (tranne lo scorso anno che non sono potuto entrare a causa delle troppe piogge) quindi non saprei dirti se si hanno differenze di produttività.

Comunque un fatto certo è che sarchiando smuovi il terreno e quindi interrompi la risalita capillare dell'acqua, inoltre elimini buona parte delle infestanti e se con la sarchiatura fai anche la concimazione interri subito il concime limitandone le perdite.

anche noi abbiamo sempre sarchiato tranne l'anno scorso, però credo che se sarchi il lavoro è migliore.

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sarchiando utilizzate sicuramente delle ruote strette,ma in terreni non regolari,quando trovate le file incrociate o a fine campo nelle svolte come fate,in questi casi abbattete un gran numero di piante o avete delle soluzioni

avete qualche foto di queste manovre?

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Io a sarchiare uso l'atlanta e l'aurora 45 con le ruote originali 12.4r28

Negli incroci è un bene eliminare qualche pianta in modo da diradarle. Nelle capezzagne svolto normalmente qualche pianta viene rotta è normale! Comunque sarchiando vi sono molti vantaggi che ha già elencato chi è intervenuto prima di me

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sarchiando utilizzate sicuramente delle ruote strette,ma in terreni non regolari,quando trovate le file incrociate o a fine campo nelle svolte come fate,in questi casi abbattete un gran numero di piante o avete delle soluzioni

avete qualche foto di queste manovre?

Io sarchio con l'80 90 e le gomme dietro 16.9 R 34 quindi ci passo tra le file ma non ho moltissimo margine di errore. Potrei usare il 450 con le gomme strette ma non ce la fa ad alzare la sarchiatrice piena e poi è molto più basso. Per come ho i terreni io non ho nessun problema di file che si incrociano infatti ho tutti i terreni di forma rettangolareO0 e sulle testate ho le capezzagne perciò esco dritto e giro sulla capezzagna senza rompere tante pianteO0.

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