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Nel finire degli anni 50, Same brevetta la SAC, la celebre "Stazione Automatica di Controllo".

Si trattava di un nuovo tipo di sollevatore idraulico, in grado di rilevare lo sforzo e di adeguare successivamente in automatico la profondità di lavoro.Consideriamo che all'epoca, i sollevatori idraulici erano quasi sempre degli "alza abbassa" senza altre funzioni; unica eccezione il "sistema" Ferguson, sistema con il quale si definì l'attuale sistema di attacco a tre punti con rilievo dello sforzo e successivo adeguamento.

Il rilievo dello sforzo, nella Sac Same, avveniva ai bracci inferiori, e non al terzo punto.

Il sistema, a prima vista poteva somigliare molto al sistema Ferguson (anch'esso coperto da brevetto) e sembra infatti che all'epoca vi siano state alcune recriminazioni proprio da parte di questo Costruttore.

 

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La nuova SAC e i relativi comandi al volante, equipaggiamento del nuovo Same 240

 

 

 

 

Questa nuova SAC, verrà utilizzata per la prima volta nel modello 240.

Questo trattore venne presentato tra il 1958 e il 1959. Si trattava di un nuovo modello, certamente basato sulla precedente serie DA, ma comunque con molte novità rispetto ad essa.

Anzitutto, il motore: la tipologia rimaneva la medesima dei precedenti (raffreddamento ad aria, gruppi termici naturalmente divisi, pompa in linea con regolatore separato, ventola di raffreddamento comandata a cinghia, iniezione diretta, etc etc), ma venne aumentato l'alesaggio, portandolo a 115mm (in precedenza Same utilizzava l'alesaggio 110). La corsa invece rimase la stessa, a 120 mm.

 

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Bellissimo esemplare di SAME 240DT in risaia a Vercelli: notare i soggetti femminili scelti all'epoca per la campagna pubblicitaria.

 

 

Il cambio prevedeva 6 marce avanti ed una retromarcia con unica leva. La frizione era disponibile sia in monodisco sia in bidisco (ossia con disco dedicato per la pto). La presa di forza era disponibile con velocità unificata (540) e sincronizzata al cambio. La particolarità però di quest'ultima era la presenza di un codolo dedicato, di fatto quindi i rimorchi trazionati potevano avere anche il secondo albero cardanico per l'azionamento dell'attrezzatura (pensiamo ad esempio agli autocaricanti).

La riduzione finale alle ruote avveniva all'interno della cassa del cambio, a monte del differenziale: alle ruote pertanto non vi era alcuna riduzione. I freni erano a tamburo sulle ruote posteriori, proprio a ridosso delle flange dei cerchioni.

Il bloccaggio era di serie, a pedale, con ritorno automatico.

Ottima la velocità massima espressa dal mezzo: al regime massimo arrivava a poco meno di 30 km/h.

 

La Doppia Trazione era la classica Same, quella che fu il cavallo di battaglia del Costruttore per buona parte degli anni 50: moto derivato dalla corona della riduzione finale interna con secondo pignone, innesto a manicotto, albero telescopico decentrato verso sinistra, assale anteriore senza riduzione finale.

La versione 2 ruote motrici disponeva in opzione della carreggiata variabile.

 

Con l'occasione venne presentata una nuova carrozzeria: anzitutto Same abbandona definitivamente l'arancio dei DA per passare al "rosso" (arancio scuro), con meccanica "grigio macchine";la carrozzeria diventa ancora più tondeggiante e "ricercata" rispetto ai DA, con fari anteriori raccordati sulla mascherina (certamente un lavoro di pregio, per l'epoca), esponendoli meno agli urti, e con una raffinata cornice cromata con "palpebra".

 

Il sollevatore posteriore, come detto, sarà finalmente dotato di SAC; lo sforzo viene rilevato ai bracci inferiori, che sono infulcrati davanti ai semiassi (sono sagomati per passarci sotto); questo accorgimento permetterà di "caricare" maggiormente il peso dell'attrezzo sul trattore, aumentandone la trazione nei lavori difficili.

 

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Disposizione del sollevatore e della SAC, con visibili tutti i componenti e le loro locazioni

 

Le due leve di comando (gialla di "manovra", verde selettore dello sforzo massimo) verrano felicemente allocate sotto al volante, alla destra dello stesso, in posizione facilissima da raggiungere e da tenere sotto controllo.

La pompa idraulica di comando era inglobata nella fusione della scatola della SAC, prendendo il moto dall'albero della PTO.

 

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Esemplare 240 DT in aratura

 

Il posto di guida prevedeva sedile molleggiato, con secondo molleggio a "martinetto" (idraulico) in opzione, flangiato dietro al sedile. Leva delle marce nel lato sinistro, comando sollevatore al volante, cruscotto con pressione olio e spia carica batteria. In opzione contagiri-contaore oppure il dispositivo chiamato "endometro", un particolare (e brevettato) strumento di bordo in grado di misurare ed indicare lo sforzo al traino sul sollevatore.

Possibilità di richiedere il parabrezza anteriore (in perfetto stile "ciclomotoristico") con anche il telo cerato per riparare le gambe del guidatore da pioggia e freddo.

 

Queste, in sostanza, le caratteristiche salienti della macchina.

 

Subito a seguire, Same farà debuttare altri modelli della stessa "gamma" (all'epoca stava appunto prendendo piede, nei Costruttori Italiani, la filosofia della serie di modelli modulari, con parti comuni e stile estetico identificativo).

Arrivarono infatti il 360 ed il 480. Si trattava di macchine, come detto, con estetica del tutto simile al modello 240. Anche i motori in essi installati erano le nuove unità (rispettivamente a 3 e a 4 cilindri; il 240 invece era bicilindrico) con la canna da 115. Il resto della meccanica invece era direttamente mutuata dai precedenti DA.

Tutta la trasmissione infatti era la medesima dei DA55 e DA67; anche il sollevatore idraulico era mutuato dai modelli precedenti, non fu infatti utilizzata la nuovissima SAC (che come detto invece fu utilizzata fin da subito sui 240).

 

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Same 360 DT prima versione

 

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Immagine pubblicitaria del nuovo 480 DT prima versione

 

Anche nel "basso" della gamma, il Sametto segue i nuovi parametri di casa Same, adottando la nuova canna da 115., ma non la nuova carrozzeria.

 

Questa nuova serie di macchine verrà definita la serie AUTOMAZIONE; Same utilizzò in alcune targhette ed in alcune pubblicità dell'epoca proprio questa dicitura (in "onore" alla Stazione Automatica di Controllo), e di fatto questa serie di macchine viene così identificata tuttora.

Come abbiamo già detto, nella realtà all'inzio della produzione l'unico "vero Automazione" era solo il 240, gli altri di "automatico" non avevano nulla.

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Logo pubblicitario della SERIE AUTOMAZIONE

Edited by Filippo B

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Il cavallo di battaglia di questa serie, sarà all'inizio certamente il 240; come detto aveva alcune caratteristiche salienti molto interessanti.

Aveva però anche alcuni difetti; anzitutto il posto di guida era non particolarmente comodo, con degli assurdi poggiapiedi flangiati più verso il muso rispetto i pedali, di fatto per frenare e frizionare era necessaria una "manovra" delle gambe molto meno naturale di quando i piedi sono poggiati su comode pedane;

La raffinata SAC aveva però il grande difetto di avere la pompa idraulica che prendeva il moto dall'albero della trasmissione PTO; in particolare nelle macchine monofrizione l'uso era una vera "odissea", nel senso che una volta premuta la frizione per fare manovra, il sollevatore non funzionava più. In un certo senso fu un passo indietro in quanto il precedente sistema idraulico Same (che come detto continuerà ad essere installato sugli altri modelli, vedi appunto 360 e 480) aveva la pompa idraulica azionata dalla cinghia della ventola del motore, quindi di fatto assolutamente indipendente dalla trasmissione.

La riduzione finale pre-differenziale aveva certamente valenza nel contenimento "teorico" delle dispersioni di potenza al cambio, ma strutturalmente non era molto robusta, in quanto avendo il differenziale stesso che girava molto più lento rispetto a schemi "convenzionali", soffriva di stress meccanici notevoli, tali che alcuni esemplari hanno avuto il "mal del differenziale" ; molti utilizzatori hanno riportato la rottura totale di questo componente (lo schema è comune anche al 360 e al 480).

Comunque il 240 è certamente una macchina che si è fatta voler bene (e si fa voler bene tuttora dai suoi estimatori, scrivente compreso).

Di seguito, riepiloghiamo i dati salienti del modello 240:

 

Motore 2 cilindri cilindrata totale 2490cm3, potenza 42cv a 2000 giri, coppia massima a 1400 giri, cambio a 6 marce avanti ed 1 retromarcia, gomme posteriori 10-28 (DT) e 11-28 (2R) anteriori 7,50-20 (DT) e 6-16 (2R), velocita max 28km/h (DT) e 29km/h (2R), peso 2060 Kg (DT) e 1830 (2R).

 

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motore 1152 adottato dal modello 240, con anche i dati salienti

 

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bellissimo spaccato del modello 240 DT

 

 

 

La serie Automazione, pertanto, adesso è cosi composta:

-120 Sametto

-240

-360

-480

Ad eccezione del Sametto (che non fu aggiornato sin da subito con nuova carrozzeria ma comunque da quanto risulta allo scrivente ebbe il nuovo motore con canna da 115), gli altri modelli avevano sigla numerica; tale sigla indicava con il primo numero il frazionamento del motore (numero cilindri), con le altre due cifre in livello di potenza dichiarata.

 

Nel 1960 (circa) il modello 360 riceve alcune migliorìe: anzitutto finalmente viene dotato di SAC (come il 240), il cambio viene ridisegnato completamente, anche se il frazionamento rimane uguale alla precedente unità mutuata dai DA (5 Av + 1 Rm). Esteticamente vi sono alcuni dettagli che possono distinguere le due serie: anzitutto i parafanghi posteriori diventano uguali a quelli adottati sui 240, e non più "simil- DA", il filtro dell'aria non è piu sul lato sinistro del motore, flangiato sul convogliatore aria, ma viene allocato sotto il cofano, appena dietro il serbatoio (come il 240); va tuttavia precisato che con buona probabilità il filtro cambiò locazione già prima di questa nuova variante di 360.

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Esemplare di 360 seconda serie, a due ruote motrici

 

 

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dettagli motore 360

 

Nello stesso anno anche il Sametto verrà aggiornato con nuova linea di carrozzeria, adottando anche la SAC e una nuova variante di trasmissione.

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decalcomanie sul cofano del Sametto "serie automazione

 

 

Il 1961 è un anno ricco di novità in casa Same; viene aggiunto un nuovo modello; si tratta del Same Puledro. Stesso motore del modello 240 (quindi bicilindrico), ma con regime di giri fissato a 1700 rpm.

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immagine pubblicitaria di Same, con raffigurato il Puledro prima serie , DT

 

 

A parte il motore comunque, tutto il resto è completamente diverso:

Nuova trasmissione, con 3 marce avanti e 2 gamme, per totali 6 marce avanti e 2 retromarce, nuovo posto di guida, nuova barca frontale, nuova impostazione del sollevatore e nuova riduzione finale (a chitarre); il Puledro era dichiarato per 35cv, quindi tutto sommato non molto distante dal 240(che allo stesso regime di giri produce gli stessi identici cv), ma la sua impostazione rendeva questa macchina molto diversa dal menzionato 240 , e quindi più adatta ad impieghi su colture a file, piuttosto che lavori di ripasso piuttosto che altri lavori definiti "leggeri"; il 240 invece era molto piu adatto ad impieghi pesanti. Basta guardare il peso di entrambi per rendersi conto che vi sono molte differenze. Il Puledro DT pesa circa 1600 chili, contro gli oltre 2000 del 240.

Proprio in virtù delle caratteristiche menzionate sopra, il Puledro nasce fin da subito in tre varianti: "standard", Trento e Vigneto. Le ultime due sono versioni compatte per impieghi in frutteto e vigneto. Tutte a due e quattro ruote motrici.

Altra differenza di rilievo rispetto al 240, era la Doppia Trazione: nel Puledro infatti il differenziale viene collocato al centro, sotto la barca. Stessa caratteristica propria anche del Sametto. Si tratta comunque di un ponte anteriore del tipo "classico", ossia con albero di trasmissione telescopico con giunti. Il ponte con trasmissione coassiale verrà brevettata proprio da Same negli anni seguenti, ed impiegato nella serie successiva a quella in oggetto.

Sembra, ma non vi sono molti dati a riguardo, che i primissimi esemplari di Puledro prodotti adottassero ancora la carrozzeria dei precedenti DA; come detto la stessa cosa avveniva per il Sametto 120.

 

 

 

 

Sempre nel 1961, viene presentato un veicolo che farà molto parlare di sè, sia all'epoca sia tuttora: Same presenta il Samecar. Meccanica derivata dai modelli gia menzionati con però posto di guida anteriore e cassone sopra la trasmissione; in sostanza un camioncino, che però conservava le doti di trazione di un trattore (ed era naturalmente offerto con presa di forza e sollevatore). Era disponibile sia in versione DT che in versione 2R, cabinato o meno.

Due i modelli disponibili: il Samecar Puledro basato, appunto, sulla meccanica del Puledro, e il Samecar 240 con meccanica del modello 240. Per questi due modelli valgono le stesse considerazioni riportate in occasione del "confronto" tra Puledro e 240.

 

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Esemplare di Samecar Puledro in aratura, si notino i due posti a bordo, con cabina

 

 

 

Dovrebbe essere dello stesso anno (1961) la messa in produzione dell'evoluzione del modello 240, ossia il 250; nonostante la sigla numerica, in realtà la potenza era di 45cv. Si trattava di un miglioramento del precedente modello, con alcuni accorgimenti; anzitutto, una nuova disposizione di alcuni componenti, quali ad esempio la batteria che sparisce da sotto il cofano, permettendo di utilizzare un serbatoio combustibile piu grande con bocchettone sopra cofano (il 240 aveva il bocchettone laterale con batteria sopra serbatoio); le batterie ora diventano due (da 6V in serie) e vengono collocate dietro al sedile del conducente; l'assale anteriore DT viene aggiornato con il differenziale centrale (e non piu laterale come il 240), anche se va precisato che con buona probabilità i primi esemplari di 250 prodotti erano dotati ancora di assale vecchio tipo. Cambia anche la coppa dell'olio motore.

Due particolarità: viene offerto il cuscino per il sedile fornito di serie, e il peso dichiarato di circa un quintale in meno del 240 (cosa alquanto singolare, visto il teorico aumento di potenza).

 

Visto il nuovo 250, il Samecar 240 viene naturalmente aggiornato in Samecar 250.

Edited by Filippo B

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Nel 1963 il Puledro subisce una "metamorfosi" e diventa "Puledro Serie B". La prima serie di questo modello non ha brillato particolarmente per la solidità della parte cinematica posteriore, pertanto Same mette in produzione questa variante con alcune parti rinforzate. Inoltre cambiano molti particolari, compresa tutta la carrozzeria; nuovi parafanghi completamente avvolgenti con sellini passeggeri, nuovo cofano e mascherina uguali a quelli di 250 e 360 (prima la carrozzeria era la stessa utilizzata anche nel Sametto, con mascherina anteriore molto piu piccola e priva di fenditure). Pare ci sia stata anche una modifica alla regolazione della pompa di iniezione per rendere il propulsore leggermente piu brillante. Il peso aumenta di piu di un quintale. La targhetta sul cofano si trasforma e acquisisce la B.

 

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Targhetta identificativa del Nuovo Puledro serie B

 

 

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depliant del nuovo Puledro serie B

 

 

Nello stesso anno il 360 acquisisce una C (e un paio di cv in piu). Same presenta, appunto, il 360C.

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Same 360 versione C, sia a 2 che a 4 ruote motrici

 

Le caratteristiche che lo distinguono dal precedente 360 sono: nuova trasmissione con "amplitorque", ovvero riduttore a pedale basato su un epicicloidale. Di fatto le marce diventano 9+2. Nuovo posto di guida con nuova pedaliera, pedali dei freni a tre pedali (freno dx, freno sx, pedale per frenata simultanea) anzichè a due come il precedente modello, volante e sedile piu alti. Batteria di avviamento collocata a sx del motore, su mensola dedicata. Nuovo avviamento potenziato (grazie anche alla maggiorazione delle batterie). Leggero aumento del peso dichiarato, segno di irrobustimenti strutturali.

L'assale anteriore (nei DT) rimarrà quello con differenziale decentrato.

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confronto tra le due tipologie di trazione anteriore Same, dotazione delle macchine in oggetto: a sinistra la Doppia trazione decentrata, peculiarità di 240, 360 e 480. A destra doppia trazione con differenziale centrale, peculiarità di Sametto, Puledro e 250

 

Dovrebbe (nel caso il condizionale è d'obbligo) essere questo l'anno in cui Same presenta anche il nuovo 480 "Ariete". In precedenza il 480 era rimasto ancora con vecchia trasmissione e vecchio sollevatore. Va però precisato che, prima di chiamarsi Ariete, il 480 ha subìto la metamorfosi meccanica ed estetica che andremo poi a vedere; sembra tuttavia che si trattasse di una pre-produzione o comunque una produzione di poche unità, tali da non essere menzionate. In verità mi è capitato di vedere proprio un esemplare della macchina in oggetto, con le caratteristiche tipiche dell'Ariete, marchiato però in realtà soltanto 480. Chi eventualmente ne sa di più prego riporti i fatti.

Le caratteristiche della nuova macchina, in sintesi, erano:

adozione della SAC (naturalmente dimensionata per la potenza del mezzo), nuova trasmissione completamente riprogettata, con 4 marce avanti su due gamme piu gamma retromarce, di fatto il cambio era un 8av+4rm. Motore dichiarato per 84cv. Nuova disposizione delle batterie (a lato conducente, come per il Puledro), nuovo posto di guida con pedaliera come 360C. Possibilità di avere il superiduttore (15av+8rm) e i freni a disco in opzional. Non so però dire se fin da subito oppure se opzionals aggiunti durante la produzione degli anni successivi.

Carrozzeria aggiornata con i nuovi parafanghi "integrali" con anche sellini per i passeggeri, fari anteriori flangiati su assale anteriore (come pure 360C). Arietino sul cofano, targhette dedicate.

Parafanghi in versione "semi" a richiesta per la versione "risaia" (per montare ramponi e/o ruote metalliche).

Il filtro aria motore (anzi, i filtri visto che sono due o, addirittura, tre) rimangono "appesi" al convogliatore aria raffreddamento motore, quindi esterni al cofano.

Servosterzo originale nella versione a Doppia Trazione.Sedile su slitta regolabile, imbottito e con braccioli.

Assale anteriore DT con differenziale decentrato a sinistra.

 

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esemplare di 480 Ariete DT, ritratto ad una manifestazione

 

Nel 1964 fanno la comparsa i motori a V Same; vengono impiegati per la prima volta nel "Sametto V", mentre dopo pochissimo comparirà il nuovo 450V. Meccanica del 250 (che a quanto mi risulta si estingue) e motore a 4 cilindri a V, con alesaggio a 95mm (corsa sempre 120mm).

Il Sametto V acquisisce un estetica del tutto simile a quella del PuledroB, anche il 450V segue il medesimo stile. I cofani naturalmente vengono "gonfiati" ai lati per adattarsi alle nuove testate del motore.

 

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cofano del modello 450V: si notino le "gonfiature" per ospitare il nuovo motore e la targhetta specifica coi colori della bandiera italiana

 

Nel 1965 Same comincia a presentare trattori con motore a V e con nuova carrozzeria "spigolosa". Con il Centauro, poi, si darà il via alla produzione di una meccanica completamente nuova.

Di fatto questo determina la fine della "Serie Automazione".

Non per tutti i modelli però, infatti l'Ariete "sopravvive", andando a completare l'offerta Same nelle alte potenze (coi V Same si ferma al Leone 70 e successivamente 75cv). La stessa estetica "automazione" rimarrà fino ad almeno il 1968 (con pochissimi dettagli modificati, tipo i fanali forma squadrata e la meccanica che dovrebbe essere divenuta blu). Nel 1968 anche l'estetica del grande Ariete verrà aggiornata con le nuove linee di prodotto Same. Il nome rimarrà sempre Ariete, e al momento non mi risultano particolari differenze tecniche con il precedente modello.

Edited by Filippo B

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VERSIONI NORMALI E VERSIONI UNIVERSALI

 

Same ha utilizzato le due definizioni in oggetto ("normale" ed "universale"), per fare distinguo negli allestimenti delle macchine;

infatti i trattori dotati di SAC avevano la possibilità di essere dotati di frizione semplice o a doppio disco (con disco dedicato alla pto).

Non mi risulta fosse possibile richiedere la doppia frizione nei primi 360 e 480 (quelli con vecchia meccanica). Stessa cosa nel Sametto.

La doppia frizione era abbinata alla carreggiata variabile delle versioni 2ruote motrici, quindi di fatto Same scelse di proporre le macchine in versione Normale (monofrizione e, nei 2r, assale anteriore fisso) e Universale (frizione bidisco e, nei 2r, assale anteriore regolabile e cerchioni posteriori con flangia a quattro posizioni).

Non mi risulta siano possibili la monofrizione e l'assale anteriore fisso nei 360C e nei 480Ariete, ma la produzione è stata talmente "variegata" che spesso è difficile determinare esattamente i fatti, e neppure la documentazione a volte è esaustiva.

Oltre alla dotazione "meccanica" gia menzionata, le macchine sono facilmente distinguibili per le lettere "N" o "U" apposte tra la sigla del modello e il numero di matricola, sulla barca, lato DX. Per citare un esempio, su di un 360 normale troveremo la scritta "360 N ****" (gli asterischi indicano il numero di matricola), mentre per un Puledro Universale troveremo la scritta "PUL U *****"

 

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punzonatura tipica dei trattori in oggetto, riportante il modello, la versione e i numeri di matricola (naturalmente omessi in foto)

 

VERSIONI SPECIALI

A parte le versioni Trento e Vigneto già menzionate del Puledro, erano possibili anche altre versioni speciali;

Anzitutto va precisato che il sollevatore posteriore (dotato di SAC) è sempre stato a richiesta, quindi di fatto le macchine in oggetto sono state prodotte anche con solo barra di traino.

Abbiamo anche menzionato la "versione risaia": al momento mi risulta sia stata disponibile per 360C e 480Ariete, ed indicava la presenza di freni a disco a tenuta stagna (e, sembra "ufficiosamente", la presenza anche di semiassi rinforzati).

Vi sono poi state alcune versioni militari con ruote isodiametriche industriali e cabinetta: ricercando nel net è possibile trovare anche alcune fotografie.

Oltre a queste versioni, Same ha prodotto versioni "speciali" per impieghi civili, quali mezzi sgombraneve e mezzi per il traino di aerei. In particolare va menzionato il 480, del quale saranno visibili delle foto sotto: è possibile notare come la carrozzeria sia in realtà la precedente utilizzata sul DA67, con l'aggiunta di parafanghi avvolgenti e gomme industriali.

 

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esemplare di 480 primo tipo impiegato all'aeroporto di Ciampino, con carrozzerie dei precedenti DA. Il modello veniva infatti chiamato "480 Ciampino"

Edited by Filippo B

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L'argomento naturalmente è a disposizione di chiunque voglia integrare le informazioni riportate finora o voglia apportare correzioni a quanto scritto.

Quanto riportato sopra vuole essere un breve sunto della Serie Automazione Same, lasciando ampio spazio a chiunque voglia approfondire con maggior dovizia di particolari la Storia delle macchine in oggetto.

Edited by Filippo B

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Allego due foto per mostrare il trattore Ariete 480 con freni classici a tamburo....

 

t3103_IMGA2251.JPG

 

 

........e con freni a disco, dei quali è ben visibile la cassa in fusione sui due semiassi, sotto all'attacco dei parafanghi:

 

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Questi ultimi erano a richiesta nei primi (versione denominata "risaia"), ma sembra che la seconda parte della produzione li avesse di serie.

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Ho dato uno sguardo ai libretti uso e manutenzione degli Ariete a cofano tondo e ho ricavato che in quello datato maggio 1964, vengono citati solo i freni (di servizio e stazionamento) a tamburo sulle ruote motrici posteriori, diametro interno tamburo mm 400 e larghezza ceppi 60 mm.In quello edito nel maggio 1967 vengono citati solo freni servizio e stazionamento a dischi sui semiassi delle ruote posteriori, con diametro di mm305.Non vengono riportati impianti frenanti in alternativa.Era omologato anche la versione …../I equipaggiata con impianto di frenatura misto-automatico pneumatico per la frenatura rimorchio; con componenti principali marca OMP.i3338_arietedt.jpg

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Approfitto della discussione per caricare una bella immagine che ritrae lo stabilimento SAME a "pieno regime" mentre sforna dei 240.

 

 

i4386_stabilimento.jpg

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molto ben descritta da filippo b la serie automazione di Same sicuramente sara' utile agli utenti del forum................leggermente fuori tema in quanto non si tratta di un Same serie automazione ma di un 480 sicuramente una prima serie o preserie con carrozzeria simile o uguale al DA67 ....................lo fotografai circa 15 anni fa dal di fuori di una recinzione di una concessionaria.............quando andai per vederlo bene e per capire l'anno di produzione ecc....,il trattore era gia' partito per il Marocco.................ricordo la scritta 480(sono sicuro)se pur sbiadita e un sollevatore tipo i modelli DA.................non ne ho visti altri simili ...........casa ne dite?

 

 

i4889_480DT.jpg

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Bello davvero Giampaolo.

Nel net si è gia visto un 360 che parrebbe essere un preserie, con carrozzeria DA.

E' verosimile che anche questo faccia parte della stessa preserie.

All'inizio ero piuttosto incredulo circa la reale esistenza di questa "primissima serie", ma ora pare concretizzarsi questa possibilità.

Noto un solo filtro aria, strano, i primi motori 1154 mi parevano sempre e solo dotati del doppio filtro con il doppio prefiltro. e non con il singolo prefiltro e raccordo a T sui due filtri.

 

 

Bello anche il 450V dietro al protagonista della foto.

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Piccolo compendio illustrato, tratto da una pubblicità dal quindicinale "il trattorista" del 1960.t6517_20081215sameautommondo.JPG

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Pubblicità Same 240 Automazione tratta da "il trattorista" 1960t7045_20081221same240pubbl.JPG

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Certo che, caro Tiziano, già all'epoca il "marketing" la faceva da padrone......

"Tutti ne parlano".... "obbedisce ai comandi del guidatore con la precisione di un essere intelligente"......

Tutte frasi confezionate con una certa cura, per focalizzare l'attenzione del possibile compratore sul "prodotto".

Chissà se qualcuno dei venditori spiegava ai possibili compratori che quella "cosa" che rendeva intelligenti le trattrici in oggetto (la SAC) aveva i comandi che rendevano innaturale la posizione di guida. Con aratri e con altri attrezzi interrati, generalmente si assume una posizione del corpo torsionata verso destra, per sorvegliare il lavoro che si svolge. I comandi sollevatore posti a fianco del sedile sono cosi in posizione facilmente raggiungibile.

I comandi SAC, invece, essendo posizionati sul volante, sono piu scomodi da raggiungere, a meno che il guidatore non giri il proprio busto dalla parte opposta (sinistra). Per altri impieghi, invece, i comandi SAC sono in una posizione facilissima da governare e sorvegliare.

 

Allego depliant del 1962, che riassume la gamma di quell'anno.

 

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In effetti, nella conduzione dei trattori, c'è qualche persona che trova più naturale "torcersi" dal lato sinistro per controllare l'attrezzo posteriore; a mio avviso il fatto di posizionare i comandi della SAC sotto il volante è una moda mutuata dalle vetture statunitensi, infatti a quei tempi quasi tutte le autovetture avevano il cambio al volante (Fiat 1100, 1800-2100-2300, Alfa Romeo Giuglietta e 1900, Lancia Appia e via discorrendo) perchè la moda "americana" dettava legge e faceva molto moderno.Però avere i comandi SAC sotto al volante comportava rinvii, che non sono mai un pregio.Filippo: sempre belle le Tue immagini

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I comandi della SAC potevano essere modificati creando un collegamento fra i tiranti che possano a fianco della scatola del cambio sui quali andare a bloccare duestaffe in ferro che andavano a formare le nuove leve di camando che si venivano a trovare a lato della coscia dx del trattorista, allo stesso tempo le leve sotto il volante rimanevano attive e utili per altri usi.

Certo che fra tante buone cose chi decise di mettere quelle leve del sollevatore lì forse più che ad un trattore penssava ad una Cadillac o a qualche passeggera.

Edited by MCT

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Attenzione: la mia non voleva essere una critica "totale" alla posizione delle leve, ma solo per determinati impieghi.

Parlo di aratura e similari, oltre a questo va infatti aggiunto che la leva del cambio è a sinistra.

 

Per altri impieghi invece la posizione delle leve è fantastica, di una comodità incredibile. Per fare un raffronto, i Fiat con leve a fianco del sedile in genere costringono (in particolare quelli alti come me) a stare leggermente piegati per raggiungere i comandi.

Le leve Same al volante invece sono a portata di mano, a portata di "vista" (si puo' leggere con facilità la posizione sul corsoio).

Trovo, appunto, scomodo stare girato verso dietro dalla parte destra, la mano preposta allla manovra dei comandi (la destra), in genere si appoggia sul parafango rendendo innaturale il fatto di andare a comandare il sollevatore.

Nel caso di altri lavori con sollevatore, l'operatore si abitua (almeno io) a torcersi a sinistra, ma lì allora subentra il problema della leva del cambio a sinistra, difficilmente raggiungibile dalla mano rimasta ai comandi (la destra).

Nell'uso in avanmarcia, invece, l'operatore si abitua in fretta a cambiare con la sinistra. Anzi, nel mio caso mi son talmente "assimilato" queste macchine, che qualunque trattore con leve del cambio centrale usi, adopero la sinistra per manovrare la trasmissione.

Edited by Filippo B

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Risveglio un po' l' argomento inserendo una bella immagine di un 360 c dt in aratura (apparentemente in movimento ma con gli strumenti a zero); notare bene la presenza, nientemeno, di Sua Maestà il Signor Servosterzo; ricordiamoci che siamo negli anni '60 e certi lussi non erano all'ordine del giorno, roba per pochi privilegiati.

 

t16449_20090418same360dtara.JPG

 

t16450_20090418360cservosterzo.JPG

Edited by Filippo B
non si vedeva la prima immagine

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Bellissima immagine Tiziano, e bellissimo il soggetto. Un 360C DT è uno dei miei prossimi obiettivi.

 

Il servosterzo tipo "calzoni" è originale, veniva montato su richiesta in alcuni modelli. Il 360C mi risulta però lo abbia avuto solo verso la fine della produzione (bisognerebbe però indagare sui mercati esteri...).

 

Nelle immagini sotto, si puo' notare il marchio Same sulla staffa di fissaggio a fianco del monoblocco:

 

t16455_IMGA2254.JPG

 

t16454_IMGA2255.JPG

 

Mentre questa è la pompa idraulica con il vaso di espansione integrato:

 

t16456_IMGA2303.JPG

 

______________

 

Comunque il servosterzo sul 360 (e a maggior ragione sul 480) in versione dt era un vero toccasana, notoriamente non erano macchine "morbide" di sterzo (roba da duri, insomma...)

Onestamente, in vita mia non ho mai visto un 360 Dt dotato di tale accessorio, a differenza del 480 Ariete.

 

 

____________

 

Approfitto inoltre per inserire una foto di un Sametto V di un mio amico:

 

t16458_IMG5083.JPG

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Bellissimo il Sametto"V", trovo che gli Automazione con i motori a V siano una specie "avanguardia futurista" della raffinatezza meccanica; ci volle del coraggio a presentarsi con una scelta tecnica così inconsueta (al di la dell'aeffettiva utilità) per dei motori di modeste pretese come potevano essere definiti quelli agricoli.

Trovo poi "fascinosa" la soluzione adottata, sui primi, di avere lo scarico che "circumnavigava" posteriormente il motore.

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Un Sametto V! :) Giuseppe una cosa, il sollevatore è l'originale Same? A me non sembra.

 

P.S. bellissimo anche il cingolino dietro, credo un Gallamini.

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Prova a vedere se lo capisci da questa foto,io non ho guardato.

 

t22809_SamettoV1.jpg

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E bravo Filippo! Che occhio, ora, da dietro, si capisce bene, dal davanti non era facile.

Si vede che c'è un pistone esterno con relativa tubazione quindi niente sac same.

Bella la foto (complimenti al fotografo) e bello il mezzo!

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Rimanendo in tema alla stessa manifestazione c'erano anche questi.

t22811_Ariete.jpgt22812_Ariete1.jpgt22813_Same360.jpgt22814_Same3601.jpgL]

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