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CBO

Potatura vigna (Metodi,tecniche,soluzioni)

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4 ore fa, ALAN.F ha scritto:

Intanto anche oggi primavera.   🙄

Da me quest'anno camicie in pile rigorosamente dentro l'armadio per ora. Domani mattina glifo e poi la faccio potare.

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9 ore fa, superbilly1973 ha scritto:

Allora io mi devo muovere perchè a novembre ha diluviato e qua sta facendo temperature costanti medio alte e con insolazione da tintarella. Mandorli già sfioriti e stanno fogliando . Altre drupacee stanno fiorendo lo stesso

L'importante e' stralciare. Poi si puo' anche aspettare ad archettare per chi lo fa.

Il 28/1/2020 Alle 14:04, BIANCO86VE ha scritto:

. Un supplizio potare da solo

Immagino soprattutto se pensi che da prove fatte in campo un treno di potatura (taglio + stralco + archettatura e rifinitura) fa un 20/25 % in piu' di lavoro rispetto a uno singolo.

E' tanto eppure e' cosi'. Sfido chiunque a dimostrare il contrario.

Cari colleghi e' tornata la Monica. Si e' munita di occhiali e ginocchiere ma soprattutto ha rivelato una verve ironica.

Io mi sono innamorato in modo definitivo. 

Non importa l'inghippo del tiralinfa. Chi se ne frega. Con il pubblico apatico che aveva poteva dire di tutto e di piu'. Manco il prof. l'ha richiamata all'ordine ...

Dateci un occhiata perche' la Monica ha cambiato un particolare della sua potatura. Vediamo chi se ne accorge. 

La Monica piu' recente

La Monica gia' vista

 

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Forse le tre gemme in caso non fossero in asse.

Intanto  serpeggia molta molta preoccupazione sull anticipo della ripresa vegetativa.

I modelli prevedono un Vp compatto fino almeno al 15 febbraio  con zonalita' atlantica sparata, quindi tranne l 8 , simil primavera.

Poi prima o poi il Vp andrà in frantumi....e saranno dolori.

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X me ha cambiato taglio di capelli...

 

cbo, voglio che anche la tua regina si metta a fare i video di potatura così da poter confrontare le differenze....ovviamente differenze di taglio.

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Potare con quelle vitine li SEMBRA più facile...5/6 cavetti lunghi al max un metro......nelle mie in quelle di Alan di Gianni di Martinaz la situazione si complica un po...almeno il doppio dei cavi e lunghi il triplo..

La prossima settimana mi son fatto un regalo tre giorni con maestri simonit e sirch....qui in zona...vediamo cosa viene fuori 

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Il 28/1/2020 Alle 14:54, Gianni il Folle ha scritto:

Ma tu bianco quanta ne gestisci? Poti tutto da solo? Cmq riguardo al discorso anticipo, non conosco i vostri areali ma da noi prima di aprile non partono sicuro.

 

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Io di potatura faccio solo le mie che sono 7 ettari a sylvoz. In totale ne gestiamo circa 250 ettari di lavoro conto terzi, 

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Io di potatura faccio solo le mie che sono 7 ettari a sylvoz. In totale ne gestiamo circa 250 ettari di lavoro conto terzi, 
Ah ok, capito!

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14 ore fa, 5500 ha scritto:

Potare con quelle vitine li SEMBRA più facile...5/6 cavetti lunghi al max un metro......nelle mie in quelle di Alan di Gianni di Martinaz la situazione si complica un po...almeno il doppio dei cavi e lunghi il triplo..

La prossima settimana mi son fatto un regalo tre giorni con maestri simonit e sirch....qui in zona...vediamo cosa viene fuori 

Che poi quest'anno non riesco a fare lavoro ,non so voi altri in romagna!

una mole di sarmenti esagerata , di spessore e lunghezza fuori dal normale ...la mancanza di quel 30% in quintallagio è finita tutta in vigoria

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Che poi quest'anno non riesco a fare lavoro ,non so voi altri in romagna!
una mole di sarmenti esagerata , di spessore e lunghezza fuori dal normale ...la mancanza di quel 30% in quintallagio è finita tutta in vigoria
Si concordo. Nelle mie giovani ho avuto anche qualche problema di mancato agostamento.

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Anche noi siamo a potare con un po di titubanza,perche non si capisce come si andra a  finire con queste temperature.

io ho sempre creduto che prima poti e prima partono,abbiamo anche un azienda che ha un impianto di un anno,quello lo faremo per ultimo,rispetto agli altri ovvero dopo il 20 di marzo.

Mai visti prima video di questa signora

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2 ore fa, Toso ha scritto:

Anche noi siamo a potare con un po di titubanza,perche non si capisce come si andra a  finire con queste temperature.

io ho sempre creduto che prima poti e prima partono,abbiamo anche un azienda che ha un impianto di un anno,quello lo faremo per ultimo,rispetto agli altri ovvero dopo il 20 di marzo.

Mai visti prima video di questa signora

Per posticipare in maniera evidente la partenza dovresti potare davvero a ridosso del germogliamento, quantomeno a gemma cotonosa. Altrimenti si, puoi avere qualche differenza ma, perlomeno su pinot e glera, non significativa. Questa,la mia esperienza. Comunque, adesso comincio a vedere i risultati del metodo Simonit (che non è suo, ma giusto per capirsi). Le ore di potatura diminuiscono ma, soprattutto, aumenta la qualità del lavoro. Doppio risultato. Certo, bisogna impostare le piante fin dal primo anno e, almeno per i primi 3 anni, potare senza pensare minimamente alla produzione bensì concentrandosi sull'impostazione della pianta. Poi, se devo dire, la produzione l'ho fatta lo stesso. Spesso si sottovaluta la capacità di autoregolazione della pianta che, nel caso della vite, è davvero importante. Sul discorso MDE, secondo me la differenza sarà risibile, benché si eliminino i grossi tagli. Ultima cosa, una frivolezza: le piante son belline da guardare.

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12 ore fa, martinaz ha scritto:

Che poi quest'anno non riesco a fare lavoro ,non so voi altri in romagna!

una mole di sarmenti esagerata , di spessore e lunghezza fuori dal normale ...la mancanza di quel 30% in quintallagio è finita tutta in vigoria

Ti quoto appieno c'è una strina di sarmenti in terra da paura...

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2 ore fa, alefriuli ha scritto:

Per posticipare in maniera evidente la partenza dovresti potare davvero a ridosso del germogliamento, quantomeno a gemma cotonosa. Altrimenti si, puoi avere qualche differenza ma, perlomeno su pinot e glera, non significativa. Questa,la mia esperienza. Comunque, adesso comincio a vedere i risultati del metodo Simonit (che non è suo, ma giusto per capirsi). Le ore di potatura diminuiscono ma, soprattutto, aumenta la qualità del lavoro. Doppio risultato. Certo, bisogna impostare le piante fin dal primo anno e, almeno per i primi 3 anni, potare senza pensare minimamente alla produzione bensì concentrandosi sull'impostazione della pianta. Poi, se devo dire, la produzione l'ho fatta lo stesso. Spesso si sottovaluta la capacità di autoregolazione della pianta che, nel caso della vite, è davvero importante. Sul discorso MDE, secondo me la differenza sarà risibile, benché si eliminino i grossi tagli. Ultima cosa, una frivolezza: le piante son belline da guardare.

Che sistema di allevamento hai?

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12 minuti fa, BIANCO86VE ha scritto:

Che sistema di allevamento hai?

 Capovolto e sylvoz.

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15 ore fa, martinaz ha scritto:

Che poi quest'anno non riesco a fare lavoro ,non so voi altri in romagna!

una mole di sarmenti esagerata , di spessore e lunghezza fuori dal normale ...la mancanza di quel 30% in quintallagio è finita tutta in vigoria

Confermo Martinaz, una giungla mai vista

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20 ore fa, ALAN.F ha scritto:

Ecco.....

IMG-20200201-WA0076.jpeg

Insomma. Vorrei dirti che il mio glera di 2 metri non si tira indietro. Devo fare fotine?

Tornando a bomba sulla Monica 😁.

La Monica del passato lasciava  legno anche sul taglio di 1 anno. La Monica del presente va a corona. 

In attesa di vedere la Monica del futuro e' inutile dire che la preferivo con i leggings (non so se sia la mimetica ma mi sembra abbia messo su un po' di ciccia).

L'ho chiesto a piu' di un professionista della potatura: perche' su un glera di un anno che puo' avere una base di 2 cm e oltre vado a corona e su un pg o su un cabernet che raggiunge lo stesso diametro al 2/3 anno mi pongo il problema del legno? Ad oggi non ho ricevuto una risposta convincente e nel dubbio convengono con me che lasciare legno da rifilare va comunque bene.

Da un punto di vista pratico per un potatore che non lavora in slow motion sara' piu' semplice lasciare legno piuttosto che scambiare un taglio a corona per uno a raso specie. 

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Data la mia ignoranza vorrei aprire una piccola parentesi e chiedere ,a proposito dei coni di disseccamento, come reagisce la vite alla pratica di degemmatura.
https://news.agrimag.it/post/2899/la-degemmazione-delle-viti-in-allevamento?ref=feed
In questo articolo sembrerebbe che la degemmatura non crei coni di disseccamento, è così?
Seconda domanda (ancora più da ignorante): ma la linfa non scorre nella parte più esterna del fusto?"spellare" alcune piante da frutto significa decretarne la morte proprio perché la linfa non ha più la possibilità di scorrere... Questo mi porterebbe a pensare ( ed evidentemente mi sbaglio) che la parte interna del fusto non sia poi così importante e che quindi anche i coni di disseccamento non lo siano...

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Data la mia ignoranza vorrei aprire una piccola parentesi e chiedere ,a proposito dei coni di disseccamento, come reagisce la vite alla pratica di degemmatura.
https://news.agrimag.it/post/2899/la-degemmazione-delle-viti-in-allevamento?ref=feed
In questo articolo sembrerebbe che la degemmatura non crei coni di disseccamento, è così?
Seconda domanda (ancora più da ignorante): ma la linfa non scorre nella parte più esterna del fusto?"spellare" alcune piante da frutto significa decretarne la morte proprio perché la linfa non ha più la possibilità di scorrere... Questo mi porterebbe a pensare ( ed evidentemente mi sbaglio) che la parte interna del fusto non sia poi così importante e che quindi anche i coni di disseccamento non lo siano...

Bello, questa è un'ottima domanda, a rispondere ci vuole un pò di tempo ci vorrebberoni vocali.
La degemmatura, la smanacciata la si fa sui germogli in avanzato sviluppo per evitare lw gemme di corona o le sottogemme. Lascia un buco superficiale se fatta bene col caldo cicatrizza. Il.fatto è che noi ci fermiamo alla pianta ma purtroppo dobbismo mettere in scana i funghi e i batteri con attinomiceti che vanno sul e dentro il legno.
In frutticoltura c'è anche lo strappo e la torcitura ma non arrivi a compromettere il floema più interno, si la linfa scorre nel.floema che è sotto il.cambio ma è un tessuto vivo che reagisce, il legno, xilema interno non reagosce o lo fa pochissimo.
Questi9ne bella e vasta molto aperta.

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Da me,nel mio vigneto e anche vedendo dai miei vicini si fa molta attenzione alla selezione delle gemme a maggio quando di fa la prima scacchiatura
Mentre invece in pittura non si fa la degenmmazione

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Il 2/2/2020 Alle 14:57, EnricoTr ha scritto:

Data la mia ignoranza vorrei aprire una piccola parentesi e chiedere ,a proposito dei coni di disseccamento, come reagisce la vite alla pratica di degemmatura.
https://news.agrimag.it/post/2899/la-degemmazione-delle-viti-in-allevamento?ref=feed
In questo articolo sembrerebbe che la degemmatura non crei coni di disseccamento, è così?
Seconda domanda (ancora più da ignorante): ma la linfa non scorre nella parte più esterna del fusto?"spellare" alcune piante da frutto significa decretarne la morte proprio perché la linfa non ha più la possibilità di scorrere... Questo mi porterebbe a pensare ( ed evidentemente mi sbaglio) che la parte interna del fusto non sia poi così importante e che quindi anche i coni di disseccamento non lo siano...

L' articolo va contestualizzato: " ...Considerando che in un'ottica moderna quasi tutti i nuovi impianti dovrebbero essere impostati per la meccanizza­zione integrale,  ...". Se accetti l'assunto devi degemmare tutto a parte del tronco. 

La degemmatura non e' indolore per la pianta. Per evitare che ricacci si toglie la "corona". Qui si deve andare a raso altrimenti conviene non fare nulla. 

Quello che differenzia questo raso e' il legno su cui viene fatta: legno di un anno.

Il legno di un anno e' un tubo estremamente vascolarizzato anche in superfici. Il richiamo di sostanze nutritive con effetto ossidante e' istantaneo.

Soprattutto il legno di un anno e' un tubo in formazione. Mentre una cordone di 4/5 anni puo' essere gia' visto come un tubo al cui interno corre una rete di tubicini (il legno e' compartimentato come un sommergebile) per cui se uno viene danneggiato la linfa viaggia comunque sul resto della rete e si arriva all'abbandono del tubicino quando il danno e' importante, il legno di un anno e' un tubo unico la linfa o passa da li' o passa da li', non ci sono alternative. La vite non puo' permettersi di perdere legno.

Vascolarizzazione e struttura del legno di un anno sono i fattori che determinano la formazione non tanto di un cono ma di un vero e proprio callo che con l'aumentare del diametro del tubo si allontanera' sempre piu' dalla rete linfatica primaria fino a sparire perche' assorbito.

Chiudo con una nota pratica per chi volesse cimentarsi in questa pratica. Fatelo solo se il tubo e' dimensionato motivo per cui io il primo anno coltivo il motore e in seconda battuta la parte aerea. Su un tubo dimensionato la o le gemne saranno piu' esposte e l'operazione vi verra' piu' semplice. Due avrete piu' erbaceo e quindi piu' sostanza ossidante.

Nel dubbio non fatelo. La pianta vi ringraziera'.

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11 ore fa, Toso ha scritto:

Da me,nel mio vigneto e anche vedendo dai miei vicini si fa molta attenzione alla selezione delle gemme a maggio quando di fa la prima scacchiatura
Mentre invece in pittura non si fa la degenmmazione

Tu fai scacchiatura ovvero selezioni i germogli. La degemmatura serve per eliminare i punti di origine dei germogli.

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41 minuti fa, CBO ha scritto:

L' articolo va contestualizzato: " ...Considerando che in un'ottica moderna quasi tutti i nuovi impianti dovrebbero essere impostati per la meccanizza­zione integrale,  ...". Se accetti l'assunto devi degemmare tutto a parte del tronco. 

La degemmatura non e' indolore per la pianta. Per evitare che ricacci si toglie la "corona". Qui si deve andare a raso altrimenti conviene non fare nulla. 

Quello che differenzia questo raso e' il legno su cui viene fatta: legno di un anno.

Il legno di un anno e' un tubo estremamente vascolarizzato anche in superfici. Il richiamo di sostanze nutritive con effetto ossidante e' istantaneo.

Soprattutto il legno di un anno e' un tubo in formazione. Mentre una cordone di 4/5 anni puo' essere gia' visto come un tubo al cui interno corre una rete di tubicini (il legno e' compartimentato come un sommergebile) per cui se uno viene danneggiato la linfa viaggia comunque sul resto della rete e si arriva all'abbandono del tubicino quando il danno e' importante, il legno di un anno e' un tubo unico la linfa o passa da li' o passa da li', non ci sono alternative. La vite non puo' permettersi di perdere legno.

Vascolarizzazione e struttura del legno di un anno sono i fattori che determinano la formazione non tanto di un cono ma di un vero e proprio callo che con l'aumentare del diametro del tubo si allontanera' sempre piu' dalla rete linfatica primaria fino a sparire perche' assorbito.

Chiudo con una nota pratica per chi volesse cimentarsi in questa pratica. Fatelo solo se il tubo e' dimensionato motivo per cui io il primo anno coltivo il motore e in seconda battuta la parte aerea. Su un tubo dimensionato la o le gemne saranno piu' esposte e l'operazione vi verra' piu' semplice. Due avrete piu' erbaceo e quindi piu' sostanza ossidante.

Nel dubbio non fatelo. La pianta vi ringraziera'.

A questo punto ti faccio la domanda: su legno di un anno (intendo anno successivo a quello di impianto) il taglio ‘principe’, cioè quello che diventerà poi la testa della vite, lo fai sopra o sotto l’internodo? Secondo questo discorso farlo immediatamente sotto, vale a dire il più lontano possibile dal tralcio produttivo che abbiamo scelto, porta alla formazione di un cono di disseccamento...con quali conseguenze?
Farlo invece sopra, avendo cura di rasarlo, può fare la funzione di tiralinfa a patto però di sapere che per quell’anno li probabilmente va a scapito del tralcio produttivo ? 

Edited by fatmike

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7 minuti fa, fatmike ha scritto:

A questo punto ti faccio la domanda: su legno di un anno (intendo anno successivo a quello di impianto) il taglio ‘principe’, cioè quello che diventerà poi la testa della vite, lo fai sopra o sotto l’internodo? Secondo questo discorso farlo immediatamente sotto, vale a dire il più lontano possibile dal tralcio produttivo che abbiamo scelto, porta alla formazione di un cono di disseccamento...con quali conseguenze?
Farlo invece sopra, avendo cura di rasarlo, può fare la funzione di tiralinfa a patto però di sapere che per quell’anno li probabilmente va a scapito del tralcio produttivo ? 

Scusa mike ma non ho mica capito.

Il legno di un anno e' quello che si genera l'anno in cui metti a dimora la barbatella.

Io quello lo riporto a 2 gemme in modo da far radicare il motore. 

Il fusto e una porzione o tutto il cordone sara' il germoglio della prima gemma ed e' su questo che degemmo. A stagione avvanzata (fine giugno/inizio luglio) elimino il germoglio della seconda gemma. 

Fin qui tutto chiaro credo.

Non ho capito a quale internodo ti riferisci. Se mi dice come poti (sylvoz. guyot ...) forse ci capiamo di piu'.

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L' articolo va contestualizzato: " ...Considerando che in un'ottica moderna quasi tutti i nuovi impianti dovrebbero essere impostati per la meccanizza­zione integrale,  ...". Se accetti l'assunto devi degemmare tutto a parte del tronco. 
La degemmatura non e' indolore per la pianta. Per evitare che ricacci si toglie la "corona". Qui si deve andare a raso altrimenti conviene non fare nulla. 
Quello che differenzia questo raso e' il legno su cui viene fatta: legno di un anno.
Il legno di un anno e' un tubo estremamente vascolarizzato anche in superfici. Il richiamo di sostanze nutritive con effetto ossidante e' istantaneo.
Soprattutto il legno di un anno e' un tubo in formazione. Mentre una cordone di 4/5 anni puo' essere gia' visto come un tubo al cui interno corre una rete di tubicini (il legno e' compartimentato come un sommergebile) per cui se uno viene danneggiato la linfa viaggia comunque sul resto della rete e si arriva all'abbandono del tubicino quando il danno e' importante, il legno di un anno e' un tubo unico la linfa o passa da li' o passa da li', non ci sono alternative. La vite non puo' permettersi di perdere legno.
Vascolarizzazione e struttura del legno di un anno sono i fattori che determinano la formazione non tanto di un cono ma di un vero e proprio callo che con l'aumentare del diametro del tubo si allontanera' sempre piu' dalla rete linfatica primaria fino a sparire perche' assorbito.
Chiudo con una nota pratica per chi volesse cimentarsi in questa pratica. Fatelo solo se il tubo e' dimensionato motivo per cui io il primo anno coltivo il motore e in seconda battuta la parte aerea. Su un tubo dimensionato la o le gemne saranno piu' esposte e l'operazione vi verra' piu' semplice. Due avrete piu' erbaceo e quindi piu' sostanza ossidante.
Nel dubbio non fatelo. La pianta vi ringraziera'.
Grazie, Risposta esaustiva.
Posto la foto che ho fatto ad una vigna di glera degemmata dal sottoscritto, ora non ricordo bene ma mi sembra di aver eseguito la degemmatura a inizio 2018
Si vede come la vite cerchi di richiudere la ferita, mi piacerebbe sezionarle il fusto in corrispondenza del nodo per vedere internamente come la pianta ha reagito.7b8b109af45759421842338a974655ee.jpg
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