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Parliamo di FieldView: chi lo conosce? Esperienze?


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FieldView sta prendendo sempre più piede, piattaforma molto interessante per fare mappatura delle rese, mappe di concimazione, rateo variabile, e volendo anche tracciatura di tutta la filiera produttiva di una determinata coltura. 

Insieme al tecnico Bayer di zona sono venuti a proporlo anche a me, ma non avendo trebbia con quantimetro, posso fare ben poco, allora per iniziare intanto faremo una prova su grano dividendo un appezzamento a metà e facendo metà linea di difesa fungina Bayer e metà un'altra linea per evidenziare la differenza che si vedrà anche con le immagini satellitari FieldView, come in queste prove fatte anno scorso in 3 località diverse:

https://www.cropscience.bayer.it/magazine/articoli/approfondimenti/aviator-xpro-fieldview

Metto video di Agri957 su mappatura mais da insilato.

.

Canale FieldView Italia dove ci sono molti video interessanti per capire cosa riesce a offrire la piattaforma:

https://www.youtube.com/channel/UCXXW1kMLUELrG4jk2Ni_yAQ

 

Voi avete esperienze con questa piattaforma?

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Vi rendo partecipi di una delle tante belle esperienze fatte quest anno di concimazione azotata a rateo variabile su grano, esperienza fatta la settimana scorsa da un azienda di Rovigo che mi ha autor

A me l'hanno proposto, ma sinceramente non ci vedo nulla di diverso da altri programmi, se non il fatto che sia sponsorizzato da Bayer. La vigoria delle produzioni la si può tranquillamente monit

L’unica cosa è che tutto questo toglie la bravura del trattorista, una volta quando vedevi seminato perfettamente dritto o preparati i terreni dicevi guarda che bel lavoro, ora è la prassi perché anch

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io ho attivato il piano base dove ci sono solo le foto aeree, perché ho solo lo spandiconcime compatibile e quindi fare il pacchetto completo è un po' sprecato, dalle immagini faremo mappe di prescrizione per la concimazione di grano e colza, poi staremo a vedere in futuro se effettuare anche una mappatura dei terreni per aggiungere informazioni per le mappe di prescrizione

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Io Fieldview lo uso dall’anno scorso, ma solo per monitoraggio della vigoria e consumo idrico del mais. Da quest’anno invece ci sono anche le altre colture, ma sempre solo vigoria e consumo idrico.

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anche nelle nostre zone è abbastanza diffuso ,vuoi che un tecnico è di qua vicino e conosce molto bene le aziende ,vuoi che è abbastanza semplice da usarei vuou xkè ormai la direzione è quella.ormai grosse aziende e terzisti con la T maiuscola devono cadere li se vogliono fare un ulteriore salto di qualità.sistema semplice da usare,una volta che hai salvato appezzamenti, trattori e macchinari fa tutto da solo

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L’unica cosa è che tutto questo toglie la bravura del trattorista, una volta quando vedevi seminato perfettamente dritto o preparati i terreni dicevi guarda che bel lavoro, ora è la prassi perché anche il peggior trattorista va dritto
Ed infatti vedi porcate allucinanti in fase di semina perché non scendono più a vedere come semina....
I giovani oggi non impareranno mai a lavorare come si deve.

Detto da uno che usa le guide anche con la botte...


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1 ora fa, JD7810 ha scritto:

L’unica cosa è che tutto questo toglie la bravura del trattorista, una volta quando vedevi seminato perfettamente dritto o preparati i terreni dicevi guarda che bel lavoro, ora è la prassi perché anche il peggior trattorista va dritto emoji1.png
Ed infatti vedi porcate allucinanti in fase di semina perché non scendono più a vedere come semina....
I giovani oggi non impareranno mai a lavorare come si deve.

Detto da uno che usa le guide anche con la botte...


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no,è una piattache raccoglie,gestisce ed elabora dati,non ti fa guidare dritto,x quello rtk

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L’unica cosa è che tutto questo toglie la bravura del trattorista, una volta quando vedevi seminato perfettamente dritto o preparati i terreni dicevi guarda che bel lavoro, ora è la prassi perché anche il peggior trattorista va dritto

Ed infatti vedi porcate allucinanti in fase di semina perché non scendono più a vedere come semina....

I giovani oggi non impareranno mai a lavorare come si deve.

 

Detto da uno che usa le guide anche con la botte...

 

 

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Bhe ma il bravo trattori sta lo vedi nelle finiture, sovrapposizioni, angoli ecc.

 

Comunque fieldview prende piede ma serve per la mappatura e per creare mappe di prescrizione

 

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A me l'hanno proposto, ma sinceramente non ci vedo nulla di diverso da altri programmi, se non il fatto che sia sponsorizzato da Bayer.

La vigoria delle produzioni la si può tranquillamente monitorare da Sentinel hub, potendo vedere l'immagine reale e quelle filtrate (tipo NDVI).
 

Ho partecipato anche alla presentazione del prodotto ad un incontro organizzato da Bayer e, sinceramente, alcune perplessità su quanto detto le avevo: non tutte le differenze di vigoria evidenziate portano ad una differenza di resa e non tutti gli aumenti di resa ottenuti con linee fungicide "top class" sono giustificabili in termini economici.

Per la creazione delle mappe di prescrizione è attivo il servizio Agrosat messo a disposizione gratuitamente dal CNR: non sarà scientifico come il Farmer Pro della Trimble, ma per un'idea di massima va più che bene.

Riguardo la gestione delle mappe di produzione, i fornitori dei sistemi di "lettura" hanno tutti i loro software dedicati.

I problemi adesso sono due a mio avviso:

1- la mancata, o parziale, comunicabilità tra i differenti sistemi: se un'azienda al suo interno ha sistemi differenti non riuscirà mai ad avere i dati riuniti in un unico software, ma ne mancherà sempre un pezzo;
2- questi sistemi permettono di raccogliere innumerevoli dati: ma siamo in grado di elaborarli? abbiamo tempo per farlo? abbiamo le capacità?

 

Comunque, come alternativa al FieldView ci sono altri software che fanno lo stesso lavoro, tra i quali mi viene in mente MyEasyFarm che, oltretutto, si integra al 100% con Geofolia di Isagri (almeno così è in Francia, in Italia ancora non sanno nemmeno di cosa stiamo parlando), permettendo così di raccogliere i dati in un unico software che funge anche da gestionale.

Concludendo, FieldView sarà indubbiamente un software utile, ma non è l'unico e, per farlo funzionare, ha bisogno di molti dati e di capacità tecniche in grado di interpretare i dati.

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Quindi per fare le mappe per semina a rateo variabile serve la pesa e satellitare sulla trebbia oltre a fielview?

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1 ora fa, Edo ha scritto:

Quindi per fare le mappe per semina a rateo variabile serve la pesa e satellitare sulla trebbia oltre a fielview?

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no,puoi fare la mappa si semina variabile con i dati che vuoi tu.all'inzio quando il sistema c'era ma nn c'era facevi la tessitura del terreno con la slitta dietro il quad,facevi i carotaggi e avevi un reticolato immaginario del campo. da li magari facevi la mappa calando i semi/mq sulla terra scarta e aumentavi sulla terra buona.poi sono uscite le immagini dello stress idrico che potevano darti un altro aiuto x valutare la densità di semina,poi sono uscite le mappe di resa sulle macchina da raccolta che dicono metro x metro la reale produzione.case,nh e jd hanno il sistema migliore di pesatura, class invece ha un sistema volumetrico che va tarato molto spesso x via dei cali naturali del peso dovuti a umidità, ps etc.le trince invece solo sensore volumetrico chiaramente visto la massa enorme di materiale che passa.cmq la mappa te la puoi fare in base ai parametri che vuoi tu,chiaramente più dati hai(tessitura,fotocromatico,storico produzione)piu precisa è.

la trebbia con pesa e satellitare serve solo a raccogliere dati di produzione

Edited by Alessandro82
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Fatemi capire come posso determinare la dose da applicare alla singola area determinata sull'indice di vigore vegetativo se non conosco come minimo la fertilità del terreno (analisi chimico fisiche) e la correlazione tra valore dell'indice di vigore (NDVI, NDRE, etc.) e la risposta della coltura in atto (che varia anche con la varietà) alla concimazione? Devo almeno avere le curve di calibrazione altrimenti rimane un'agricoltura un po' meno spannometrica ma di certo non è agricoltura di precisione.

Inoltre, non basta vedere colori diversi sulla mappa, quali sono le scale? Le differenze di vigore sono statisticamente significative da giustificare applicazioni differenziate?  Teniamo conto dei valori di saturazione dell'indice? I sensori a bordo delle macchine di raccolta sono tarati correttamente e il dato è stato acquisito correttamente? Come ci comportiamo nelle aree di vigore differenziato, andiamo a incrementare la dose di concime dove il vigore è più basso per tentare di  uniformare la produzione o dove ho il maggior vigore e quindi dove la pianta risponde meglio alla maggior fertilità e fino a che punto? Sono tutte variabili che devono essere valutate da persone competenti se si vogliono fare le cose seriamente, non si fa agricoltura di precisione dividendo il campo in 3/4 zone solo perchè il satellite ci da una diversa colorazione...... 

Diffidate dalle soluzioni semplicistiche per ora l'intelligenza artificiale non è ancora in grado di sostituire un serio professionista, di certo ci arriveremo, ma non a breve.

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Diciamo che ad un buon professionista, queste tecnologie forniscono un ottimo supporto, ma non esula dal fatto che i piedi in campo vanno comunque messi...

L'esempio della dose di concime più o meno alta nelle dosi a vigore differente è l'esempio che porto sempre anche io quando si discute di queste cose.... Oppure semini più fitto dove la potenzialità del terreno è maggiore, o il contrario?

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3 ore fa, Turf ha scritto:

 

Diffidate dalle soluzioni semplicistiche per ora l'intelligenza artificiale non è ancora in grado di sostituire un serio professionista, di certo ci arriveremo, ma non a breve.

grazie!che discorsi!sicuro che il lavoro finale spetta sempre all'agronomo o chi x lui,ma piu dati riesci a raccogliere e più decisione mirata puoi prendere.cmq io rispondevo a Edo che ha chiesto se x fare una mappa x semina serve la trebbia.la risp è no perchè tu puoi farti una mappa anche senza dati(poi bisogna vedere se è giusta o meno).la trebbia raccoglie solo i dati di produzione,che sommati alle analisi del terreno,alla tessitura,etc etc possono darmi un 'idea più precisa su come muovermi.tutto li,non ho mai detto che fa tutto fieldview

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4 ore fa, Turf ha scritto:

Fatemi capire come posso determinare la dose da applicare alla singola area determinata sull'indice di vigore vegetativo se non conosco come minimo la fertilità del terreno (analisi chimico fisiche) e la correlazione tra valore dell'indice di vigore (NDVI, NDRE, etc.) e la risposta della coltura in atto (che varia anche con la varietà) alla concimazione? Devo almeno avere le curve di calibrazione altrimenti rimane un'agricoltura un po' meno spannometrica ma di certo non è agricoltura di precisione.

Inoltre, non basta vedere colori diversi sulla mappa, quali sono le scale? Le differenze di vigore sono statisticamente significative da giustificare applicazioni differenziate?  Teniamo conto dei valori di saturazione dell'indice? I sensori a bordo delle macchine di raccolta sono tarati correttamente e il dato è stato acquisito correttamente? Come ci comportiamo nelle aree di vigore differenziato, andiamo a incrementare la dose di concime dove il vigore è più basso per tentare di  uniformare la produzione o dove ho il maggior vigore e quindi dove la pianta risponde meglio alla maggior fertilità e fino a che punto? Sono tutte variabili che devono essere valutate da persone competenti se si vogliono fare le cose seriamente, non si fa agricoltura di precisione dividendo il campo in 3/4 zone solo perchè il satellite ci da una diversa colorazione...... 

Diffidate dalle soluzioni semplicistiche per ora l'intelligenza artificiale non è ancora in grado di sostituire un serio professionista, di certo ci arriveremo, ma non a breve.

concordo le analisi chimico fisiche di un terreno servirebbero a prescindere

comunque di solito dove la terra è meno fertile e la coltura è più brutta si tende sempre a diminuire la dose di semina e anche la dose di concime, io invece ci porterei un 800q.li/ha di letame e poi vedi come va a fondo scala l'indice di vigoria😂

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17 ore fa, Alessandro82 ha scritto:

grazie!che discorsi!sicuro che il lavoro finale spetta sempre all'agronomo o chi x lui,ma piu dati riesci a raccogliere e più decisione mirata puoi prendere.cmq io rispondevo a Edo che ha chiesto se x fare una mappa x semina serve la trebbia.la risp è no perchè tu puoi farti una mappa anche senza dati(poi bisogna vedere se è giusta o meno).la trebbia raccoglie solo i dati di produzione,che sommati alle analisi del terreno,alla tessitura,etc etc possono darmi un 'idea più precisa su come muovermi.tutto li,non ho mai detto che fa tutto fieldview

Ma hai la coda di paglia? Rilassati, io non ti ho citato e non ho neanche preso in considerazione il tuo intervento, ho solo espresso il mio pensiero sulle piattaforme che spacciano l'agricoltura di precisione come una cosa semplicistica dove tracci 4 linee e fai aree di colori diversi, PUNTO. Se non si capiscono i dati che si utilizzano e quindi la loro valenza, non si può ottimizzare un bel nulla. 

15 ore fa, green deer ha scritto:

comunque di solito dove la terra è meno fertile e la coltura è più brutta si tende sempre a diminuire la dose di semina e anche la dose di concime,

Non è proprio così ci sono scuole di pensiero che dicono per esempio su cereali autunno vernini, faccio una concimazione con una dose maggiore dove ho minore vigoria per aumentare l'accestimento mentre l'ultima la aumento dove il terreno ha più potenziale magari per aumentare il contenuto proteico, lo stesso dicasi per la densità di semina, posso incrementare dove ho meno fertilità per sopperire ad un minore accestimento delle piante. Insomma le situazioni vanno valutate sul campo. 

 

Edited by Turf
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A me l'hanno proposto, ma sinceramente non ci vedo nulla di diverso da altri programmi, se non il fatto che sia sponsorizzato da Bayer.
La vigoria delle produzioni la si può tranquillamente monitorare da Sentinel hub, potendo vedere l'immagine reale e quelle filtrate (tipo NDVI).
 
Ho partecipato anche alla presentazione del prodotto ad un incontro organizzato da Bayer e, sinceramente, alcune perplessità su quanto detto le avevo: non tutte le differenze di vigoria evidenziate portano ad una differenza di resa e non tutti gli aumenti di resa ottenuti con linee fungicide "top class" sono giustificabili in termini economici.
Per la creazione delle mappe di prescrizione è attivo il servizio Agrosat messo a disposizione gratuitamente dal CNR: non sarà scientifico come il Farmer Pro della Trimble, ma per un'idea di massima va più che bene.
Riguardo la gestione delle mappe di produzione, i fornitori dei sistemi di "lettura" hanno tutti i loro software dedicati.
I problemi adesso sono due a mio avviso:
1- la mancata, o parziale, comunicabilità tra i differenti sistemi: se un'azienda al suo interno ha sistemi differenti non riuscirà mai ad avere i dati riuniti in un unico software, ma ne mancherà sempre un pezzo;
2- questi sistemi permettono di raccogliere innumerevoli dati: ma siamo in grado di elaborarli? abbiamo tempo per farlo? abbiamo le capacità?
 
Comunque, come alternativa al FieldView ci sono altri software che fanno lo stesso lavoro, tra i quali mi viene in mente MyEasyFarm che, oltretutto, si integra al 100% con Geofolia di Isagri (almeno così è in Francia, in Italia ancora non sanno nemmeno di cosa stiamo parlando), permettendo così di raccogliere i dati in un unico software che funge anche da gestionale.
Concludendo, FieldView sarà indubbiamente un software utile, ma non è l'unico e, per farlo funzionare, ha bisogno di molti dati e di capacità tecniche in grado di interpretare i dati.

Ciao, mi puoi per favore spiegare come si utilizza sentinel?ho dato un occhiata ma la risoluzione non è un granché, comunque se mi spieghi a grandi linee mi fai un favore


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1 ora fa, Turf ha scritto:

Ma hai la coda di paglia? Rilassati, io non ti ho citato e non ho neanche preso in considerazione il tuo intervento, ho solo espresso il mio pensiero sulle piattaforme che spacciano l'agricoltura di precisione 

 

tranquillo, nessun problema.pensavo che avessi preso spunto dalla mia risp a Edo.cmq IO non ho interessi a parlare o sparlare male di nessuno,visto che IO nn vendo o mi occupo di sistemi x l'agricoltura di precisione.tutto qua

 

 

Edited by Alessandro82
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Ciao a tutti, mi sono presentato nell'apposita sezione ma lo facci in breve anche qua. Sono Nikolas e assieme a 5 colleghi seguo la Climate FieldView per l'italia.

Faccio chiarezza principalmente su una cosa:

La piattaforma FieldView non vuole sostituirsi alle decisioni dell'agricoltore/agronomo. Ma bensì rendere possibile che attraverso le varie cose che la piattaforma può gestire (mappe satellitari di 4 tipi, mappe di resa e analisi dei dati, mappe di applicazione e di semina, creazione di mappe di prescrizione e conseguenti applicazioni a rateo variabile, analisi del suolo che posso importare) l'agricoltore stesso o un suo agronomo possa prendere decisioni in modo diverso o migliore e comunque poterne rianalizzare poi la decisione presa, in un modo di facile comprensione. L'unico caso in cui la piattaforma da già lei un qualcosa di finito (ma comunque poi modificabile a piacimento) è la mappa di prescrizione avanzata per la semina a rateo variabile del mais.

Vi allego un video informativo fatto assieme ad Agri957

In ogni caso per qualsiasi curiosità o dubbio chiedete pure, sono a disposizione👋.

 

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Io Fieldview lo uso dall’anno scorso, ma solo per monitoraggio della vigoria e consumo idrico del mais. Da quest’anno invece ci sono anche le altre colture, ma sempre solo vigoria e consumo idrico.
Anche io come te.. e mi trovo bene, per esempio lo scorso anno c'era un punto in cui il mais segnava rosso sulla mappa di monitoraggio della vigoria ed era una bollata dove c'era pieno di ferretto.

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2 ore fa, Pello97 ha scritto:

Anche io come te.. e mi trovo bene, per esempio lo scorso anno c'era un punto in cui il mais segnava rosso sulla mappa di monitoraggio della vigoria ed era una bollata dove c'era pieno di ferretto.

Inviato dal mio Mi 9T utilizzando Tapatalk
 

Quest'anno dove ho orzo e l'anno scorso mais, ho le stesse zone rosse/verdi. Sicuramente sarà dovuto al terreno, se mappassi il suolo sicuramente comparirà una zona meno fertile. Strumento che ti permette già ad occhio di valutare bene quali zone sono più/meno produttive.

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Vi rendo partecipi di una delle tante belle esperienze fatte quest anno di concimazione azotata a rateo variabile su grano, esperienza fatta la settimana scorsa da un azienda di Rovigo che mi ha autorizzato a condividerla.

Questa azienda avendo a disposizione le immagini satellitari di monitoraggio e vegetazione dei suoi appezzamenti di grano, avendo anche attrezzatura in grado di gestire delle mappe di prescrizione e lavorare in variabile, in questo caso trattore JD con monitor JD 4640 + spandiconcime Amazzone ZA TS isobus. Si è creata delle mappe di prescrizione per gestire/migliorare la variabilità dei suoi appezzamenti.

  • Primo passo conoscere e determinare la variabilità. L' unico modo secondo me per capire e misurare la variabilità con la coltura in atto in un campo di un cereali autunno vernini è guardando quella che è la situazione in campo a ridosso dell'intervento che si vuole effettuare. In questo caso è stato fatto attraverso l'immagine del monitoraggio che evidenzia in modo semplificato lo stato di salute dell'appezzamento (verde scuro zone dove il grano è più sviluppato ed ha accestito di più, rosso zone con minor accestimento e piante meno sviluppate) e poi confrontato anche con le mappe satellitari NDVI (vegetazione)

IMG_0994.PNG

IMG_146546DDCFD7-1.jpeg

  • Capendo che c'è parecchia variabilità ha usato un concetto vecchissimo ma super funzionale, che sono convinto che usavano anche i nostri nonni (esatto sono convinto che anche i nostri nonni inconsciamente e rudimentalmente facevano agricoltura di precisione e concimazioni a rateo variabile😁), ovvero distribuire più azoto dove la coltura è meno sviluppata o ha accestito di meno per cercare di migliorare la situazione, e distribuire meno azoto dove la coltura è più sviluppata ed ha accestito di più per cercare di risparmiare fertilizzante e ridurre il rischio di allettamento. I nostri nonni dovevano farlo manualmente regolando l'apertura dello spandi o la velocità di avanzamento, ora la tecnologia ci ha dato una grossa mano gestendo il tutto attraverso una prescrizione.
  • Prescrizione e dosaggi. Quest azienda se avesse dovuto concimare a rateo fisso avrebbe distribuito 80 unità/ha di azoto (170 kg/ha di Urea) ha quindi assegnato questo dosaggio alla zona con salute media dell'appezzamento e poi aumentato/diminuito il dosaggio di un 10% in base alle zone. Questo tecnica non ce la siamo inventata ma è la tecnica maggiormente utilizzata da paesi tipo Francia, Germania, UK dove giá da parecchi anni la concimazione a rateo variabile dei cereali autunno vernini è uno standard, ed è anche la stessa teoria che si può trovare sulla bibliografia che parla di concimazione a rateo variabile. E questa infine è la prescrizione fatta:

Schermata 2020-03-17 alle 14.06.33.png

  • Mappa satellitare di monitoraggio vs mappa di prescrizione:

IMG_0991.PNG

  • A questo punto il compito è passato al monitor isobus del trattore che ha "trasformato un file in una applicazione a rateo variabile", e questo è il confronto tra prescrizione e quello che realmente ha distribuito lo spargiconcime (a dx il reale applicato):

IMG_0989.PNG

  • A questo punto se la concimazione azotata a rateo variabile farà il suo effetto🤞, con le prossime mappe satellitari dovrà vedere un po' di uniformità in più nell appezzamento e a giugno con la mappa di resa dalla mietitrebbia potrà valutare il vantaggio/risparmio dato dall'applicazione a rateo variabile.

Unica cosa che manca per valutare al meglio l'efficacia di questa tecnica sono delle strisciate concimate a rateo fisso, in modo da poter poi valutare zona per zona il rateo fisso vs il rateo variabile. Questa azienda ormai è al 3 anno di rateo variabile ed essendosi fatta ormai la sua esperienza ha utilizzato la stessa tecnica degli anni precedenti senza inserire strisciate a rateo fisso.

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Vi rendo partecipi di una delle tante belle esperienze fatte quest anno di concimazione azotata a rateo variabile su grano, esperienza fatta la settimana scorsa da un azienda di Rovigo che mi ha autorizzato a condividerla.
Questa azienda avendo a disposizione le immagini satellitari di monitoraggio e vegetazione dei suoi appezzamenti di grano, avendo anche attrezzatura in grado di gestire delle mappe di prescrizione e lavorare in variabile, in questo caso trattore JD con monitor JD 4640 + spandiconcime Amazzone ZA TS isobus. Si è creata delle mappe di prescrizione per gestire/migliorare la variabilità dei suoi appezzamenti.
  • Primo passo conoscere e determinare la variabilità. L' unico modo secondo me per capire e misurare la variabilità con la coltura in atto in un campo di un cereali autunno vernini è guardando quella che è la situazione in campo a ridosso dell'intervento che si vuole effettuare. In questo caso è stato fatto attraverso l'immagine del monitoraggio che evidenzia in modo semplificato lo stato di salute dell'appezzamento (verde scuro zone dove il grano è più sviluppato ed ha accestito di più, rosso zone con minor accestimento e piante meno sviluppate) e poi confrontato anche con le mappe satellitari NDVI (vegetazione)
IMG_0994.thumb.PNG.26303c03597ecb468990a20d39d40c42.PNG
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  • Capendo che c'è parecchia variabilità ha usato un concetto vecchissimo ma super funzionale, che sono convinto che usavano anche i nostri nonni (esatto sono convinto che anche i nostri nonni inconsciamente e rudimentalmente facevano agricoltura di precisione e concimazioni a rateo variabile), ovvero distribuire più azoto dove la coltura è meno sviluppata o ha accestito di meno per cercare di migliorare la situazione, e distribuire meno azoto dove la coltura è più sviluppata ed ha accestito di più per cercare di risparmiare fertilizzante e ridurre il rischio di allettamento. I nostri nonni dovevano farlo manualmente regolando l'apertura dello spandi o la velocità di avanzamento, ora la tecnologia ci ha dato una grossa mano gestendo il tutto attraverso una prescrizione.
  • Prescrizione e dosaggi. Quest azienda se avesse dovuto concimare a rateo fisso avrebbe distribuito 80 unità/ha di azoto (170 kg/ha di Urea) ha quindi assegnato questo dosaggio alla zona con salute media dell'appezzamento e poi aumentato/diminuito il dosaggio di un 10% in base alle zone. Questo tecnica non ce la siamo inventata ma è la tecnica maggiormente utilizzata da paesi tipo Francia, Germania, UK dove giá da parecchi anni la concimazione a rateo variabile dei cereali autunno vernini è uno standard, ed è anche la stessa teoria che si può trovare sulla bibliografia che parla di concimazione a rateo variabile. E questa infine è la prescrizione fatta:
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  • Mappa satellitare di monitoraggio vs mappa di prescrizione:
IMG_0991.thumb.PNG.5e30c794cd68e722ad1e6e4ecad42a83.PNG
  • A questo punto il compito è passato al monitor isobus del trattore che ha "trasformato un file in una applicazione a rateo variabile", e questo è il confronto tra prescrizione e quello che realmente ha distribuito lo spargiconcime (a dx il reale applicato):
IMG_0989.thumb.PNG.9075c4a9648a53fc146bf6304bbb1c25.PNG
  • A questo punto se la concimazione azotata a rateo variabile farà il suo effetto, con le prossime mappe satellitari dovrà vedere un po' di uniformità in più nell appezzamento e a giugno con la mappa di resa dalla mietitrebbia potrà valutare il vantaggio/risparmio dato dall'applicazione a rateo variabile.
Unica cosa che manca per valutare al meglio l'efficacia di questa tecnica sono delle strisciate concimate a rateo fisso, in modo da poter poi valutare zona per zona il rateo fisso vs il rateo variabile. Questa azienda ormai è al 3 anno di rateo variabile ed essendosi fatta ormai la sua esperienza ha utilizzato la stessa tecnica degli anni precedenti senza inserire strisciate a rateo fisso.
Sarebbe moooolto bello se ci potessi tenere aggiornati con gli sviluppi e le rese di questo appezzamento!
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