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Salve Buone cose a tutti.

Sono nuova di questo forum.
Posseggo una piccola proprietà di terreno di circa 4/5000 mq più una piccola cantina di 25mq.
Vivo in un paese molto turistico ed avrei in mente l'idea, (come hobby e magari anche come piccola integrazione al mio reddito) di aprire una piccola cantina dimostrativa adatta a piccoli tour.
La mia intenzione è di produrre  2 o 3 vini tipici del mio territorio (1 rosso e 1 Bianco o 1 rosso e 2 bianchi) raggiungendo almeno 300 bottiglie per tipologia di vino cercando di ottenere una buona qualità.
Ed eccomi alle domande:
Questi terreni sono già accatastati come vigneti,ma non tutti già impiantati. Per impiantarli devo creare una piccola azienda agricola e richiedere autorizzazione ad impianto o essendo già accatastati non ho bisogno dell'autorizzazione?
Puntando ad un prodotto di buona qualità avrò bisogno di un enologo, quanto può essere secondo voi, la spesa in tale figura per una comunque così esigua quantità prodotta?
Le cure di cui ha bisogno un vigneto di queste dimensioni, quali sono? Posso ricorrere al fai da te avendo a disposizione come tempo libero il week end?
Grazie e saluti a tutti.
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Vedi, anch’io ho due figlie ma, potrebbe anche succedere che ti gira di traverso! Ad esempio un genero “agricolo”! L’apoteosi della sfiga!

Io cerco di dare corda a cbo se no poi smette di scrivere. Quello che scrivo io è puramente inventato e frutto della mia immaginazione. Anzi non pensavo foste tutti lì a leggere queste monate... Invi

mi sembra che il titolo "cantina dimostrativa" parlasse di altro. suggerisco a CBO di aprire un topic: "io e gli altri: finanza d'assalto" ...o qualsiasi altro titolo. ...almeno chi apre sa

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Il 4/4/2020 Alle 22:12, Vincenza ha scritto:
Salve Buone cose a tutti.

Sono nuova di questo forum.
Posseggo una piccola proprietà di terreno di circa 4/5000 mq più una piccola cantina di 25mq.
Vivo in un paese molto turistico ed avrei in mente l'idea, (come hobby e magari anche come piccola integrazione al mio reddito) di aprire una piccola cantina dimostrativa adatta a piccoli tour.
La mia intenzione è di produrre  2 o 3 vini tipici del mio territorio (1 rosso e 1 Bianco o 1 rosso e 2 bianchi) raggiungendo almeno 300 bottiglie per tipologia di vino cercando di ottenere una buona qualità.
Ed eccomi alle domande:
Questi terreni sono già accatastati come vigneti,ma non tutti già impiantati. Per impiantarli devo creare una piccola azienda agricola e richiedere autorizzazione ad impianto o essendo già accatastati non ho bisogno dell'autorizzazione?
Puntando ad un prodotto di buona qualità avrò bisogno di un enologo, quanto può essere secondo voi, la spesa in tale figura per una comunque così esigua quantità prodotta?
Le cure di cui ha bisogno un vigneto di queste dimensioni, quali sono? Posso ricorrere al fai da te avendo a disposizione come tempo libero il week end?
Grazie e saluti a tutti.

Buongiorno,

mi era sfuggita la domanda, adesso provo a rilanciare.

dal punto di vista legislativo sicuramente nel forum ci sono persone più formate e fonti più sicure di me (che non so sostanzialmente nulla): il limite per impiantare per uso personale sono 1000mq, per cui alla sua richiesta direi che bisognerebbe aprire una posizione iva di qualche tipologia, anche per poter vendere poi il prodotto.

dal punto di vista tecnico: in che zona siete? pianura, collina, regione...

quali vitigni sono già impiantati e/o quali vorrebbe impiantare?
circa la necesità di un enologo: mi verrebbe foglia di farlo io gratis...la quantità è davvero esigua per permettersi di pagare una persona (ovviamente consulente esterno).

per gli altri quesiti abbiamo bisogno di maggiori informazioni, altrimenti si danno risposte banali, scontate e inutili

grazie

Edited by Francesco F.
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Il 4/4/2020 Alle 22:12, Vincenza ha scritto:

Questi terreni sono già accatastati come vigneti,ma non tutti già impiantati. Per impiantarli devo creare una piccola azienda agricola e richiedere autorizzazione ad impianto o essendo già accatastati non ho bisogno dell'autorizzazione?

qui per essere sicura delle normative devi andare in un' associazione di categoria e chiedere delucidazioni certe, il resto viene a seguire.

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6 ore fa, siesa ha scritto:

qui per essere sicura delle normative devi andare in un' associazione di categoria e chiedere delucidazioni certe, il resto viene a seguire.

L' accatastamento come arboreo non e' sufficiente.

Anzi. Anche se accatastato come arboreo ma per incuria vi e' cresciuto un bosco e tu pensi di eliminarlo potresti trovarti la Forestale in casa con in mano i rilievi fotoaerei e son dolori. Da noi almeno.

Il terreno deve essere accatastato vome arboreo, libero e per piantumare in assenza di ex diritti (sta per scadere il termine per portarseli al 2023 tra l'altro) devi chiedere un autorizzazione e quindi necessiti di p.i.

La gestione di 5mili mq si puo' gestire nel w.e.

Bisogna vedere se uno lo sa fare ...

Io non so cosa abbia in testa Vincenza ma con una metratura del genere il suo progetto non puo' essere qualificato nemmeno come fattoria didattica perche' data la coltura non ci sono i requisiti tempo/redittuali.

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Grazie per le risposte

La zona in cui sono è la costa campana alta e frastagliata, sono a circa 70/80 metri di altitudine. 

Gli impianti vicini sono tutti autoctoni ( Falanghina, piedirosso ecc). Come già detto il mio obbiettivo è quello di coltivare la mia passione per il verde e la vinificazione (ho una buona esperienza ma certo non sono un professionista) e condividerla con i numerosi ospiti della mia terra.

Appena sarà possibile cercherò di contattare le associazioni di categoria, ma credo sia obbligatorio a questo punto, aprire una P.Iva e dover pagare i vari contributi, anche se non avrò alcun reddito almeno per i primi 4 anni.

 

 

 

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da noi sotto i 7mila euro annui sei in regime di esonero quindi esente da tutto anche dalle scritture contabili, ma devi conservare le fatture , almeno così mi hanno detto, comunque appunto chiedi.

Edited by siesa
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  • 10 months later...

Ai piu' sara' passato inosservato ma e' di questi giorni la notizia del passaggio di una cantina simbolo di un certo territorio.

L'erede aveva gia' lasciato ufficiosamente da un po'. Ora l'ufficialita'. 

E' sempre triste leggere di cessioni totali o parziali (che nel giro di pochi anni diventano totali) di aziende non per motivi finanziari ma di stanchezza dell'erede che vuole vivere in quiete. 

Dovesse capitarci lo vivrei come un tradimento degli eredi. Oggi ci sono diversi tipi di gestione alternative a quella diretta ma la regola e' una: La terra non si monetizza.

Solo i pro monetizzano. Gli hobbisti picchettano.

https://www.google.com/amp/s/www.winemag.it/antinori-jermann-e-fatta/%3famp

Ps. L'8 marzo si picchetta? Boh. 

Non ho ancora capito e sono le 18 passate.

20210308_180516.jpg

 

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56 minuti fa, CBO ha scritto:

Ai piu' sara' passato inosservato ma e' di questi giorni la notizia del passaggio di una cantina simbolo di un certo territorio.

L'erede aveva gia' lasciato ufficiosamente da un po'. Ora l'ufficialita'. 

E' sempre triste leggere di cessioni totali o parziali (che nel giro di pochi anni diventano totali) di aziende non per motivi finanziari ma di stanchezza dell'erede che vuole vivere in quiete. 

Dovesse capitarci lo vivrei come un tradimento degli eredi. Oggi ci sono diversi tipi di gestione alternative a quella diretta ma la regola e' una: La terra non si monetizza.

Solo i pro monetizzano. Gli hobbisti picchettano.

https://www.google.com/amp/s/www.winemag.it/antinori-jermann-e-fatta/%3famp

Ps. L'8 marzo si picchetta? Boh. 

Non ho ancora capito e sono le 18 passate.

20210308_180516.jpg

 

Una grandissima cantina , eccelsa ....ma venditi e pentiti.

Il gruppo Antinori farà un buon affare, e il buon Jermann idem.

Caro Cbo quando mangi ( son buonissimi) un grissino Fragolosi della GrissinBon , compri l erede che vuol vivere in quiete in quel di Massalombarda 

Io stesso mi rodo come il conte Ugolino rodeva il fiero pasto, che senso ha continuare a coltivare un ricordo del nonno, addirittura mi son spinto a pensare a comprare la casa dove è vissuto, follia..

La lucida analisi consiglierebbe un isola dove andare a spendere i risparmi e godersi la.pensione , senza figli sarebbe l.unica cosa sensata , scappare da questo paese malato...

Non mi sento di condannare chi lo fa. 

 

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Ai piu' sara' passato inosservato ma e' di questi giorni la notizia del passaggio di una cantina simbolo di un certo territorio.
L'erede aveva gia' lasciato ufficiosamente da un po'. Ora l'ufficialita'. 
E' sempre triste leggere di cessioni totali o parziali (che nel giro di pochi anni diventano totali) di aziende non per motivi finanziari ma di stanchezza dell'erede che vuole vivere in quiete. 
Dovesse capitarci lo vivrei come un tradimento degli eredi. Oggi ci sono diversi tipi di gestione alternative a quella diretta ma la regola e' una: La terra non si monetizza.
Solo i pro monetizzano. Gli hobbisti picchettano.
https://www.google.com/amp/s/www.winemag.it/antinori-jermann-e-fatta/%3famp
[/url] Ps. L'8 marzo si picchetta? Boh. 
Non ho ancora capito e sono le 18 passate.
20210308_180516.thumb.jpg.5387d3d9fbb9396a6e3de70750e28c3f.jpg

 
Xké scusa vedrai il defilarsi come uno sgarbo? Ognuno con la propria vita fa ciò che vuole, non mi sembra giusto obbligare gli eredi a continuare sulla nostra strada. Se avranno voglia e qualità lo faranno autonomamente senza che si intervenga, se avranno altro per la testa, non ci saranno santi che tengano ed il loro futuro sarà altrove. Legare le ali non è mai una buona idea...

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10 ore fa, Gianni il Folle ha scritto:

Leggo solo parzialmente il tuo post, non so se e' un mio problema, ma intuisco il tuo pensiero perche' e' anche il mio. 

Non credo di aver mai forzato gli eredi nelle loro scelte. Uno dei gemelli ha fatto lo scientifico e mo ha iniziato un percorso che puo' incrociare come no quello degli altri erede che hanno scelto diversamente.

Mi dispiace? Certo che si perche' e' un cerchio che si rompe ed e' un elemento che nel futuro prossimo potrebbe indebolire anche gli altri eredi ma chi sono io per decidere per gli eredi.

Non sarebbe stato giusto nei loro confronti e non sarebbe stato giusto nei confronti della mia nipotina che e' portatrice di legittime aspettative di continuita' per suo conto.

Quello che posso decidere e' di non avere tra i piedi gente, eredi o no, che sono gia' seduti prima ancora di alzarsi. Sarebbe un offesa a me stesso.

Se vogliono il bastone devono dimostrare di avere un certo limite di nervo. In caso contrario il mio prepensionamento aspettera' sine die. Non ho nessuna fretta. 

Comunque quello che voglio dire e' che oggi piu' di ieri ci sono alternative alla vendita se uno e' stanco (proprio Antinori docet) e l'erede o gli eredi non sono all'altezza o hanno altri interessi.

La domanda quindi e': perche' vendere un bene come la terra se non ne hai bisogno? Una terra che e' legata al tuo nome tra l'altro. Il tuo nome ad uso e consumo di altri. La terra non e' un capannone che si sposta in base al tax planing personale. La terra e' li' e li rimane. E' un punto fermo anche per quello che non e' la nostra vita lavorativa.

Engioi

 

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12 ore fa, ALAN.F ha scritto:

Una grandissima cantina , eccelsa ....ma venditi e pentiti.

Il gruppo Antinori farà un buon affare, e il buon Jermann idem.

Caro Cbo quando mangi ( son buonissimi) un grissino Fragolosi della GrissinBon , compri l erede che vuol vivere in quiete in quel di Massalombarda 

Io stesso mi rodo come il conte Ugolino rodeva il fiero pasto, che senso ha continuare a coltivare un ricordo del nonno, addirittura mi son spinto a pensare a comprare la casa dove è vissuto, follia..

La lucida analisi consiglierebbe un isola dove andare a spendere i risparmi e godersi la.pensione , senza figli sarebbe l.unica cosa sensata , scappare da questo paese malato...

Non mi sento di condannare chi lo fa. 

 

Nonno negli ultimi 10 anni ha ripetuto piu' volte "meio postocca ma terra" oppure "la tera non le mai vecia". Tradotto "meglio abbandonata ma terra". La seconda e' chiara di suo. 

E' strano che lo dica il nonno che come il babbo non hanno mai comprato terra. Per il tempo ne avevano gia' a sufficienza. 

A me e a mio fratello e' capitato. E capitera' perche' pur avendo chiaro il concetto di diversificazione il nostro cor bisnes rimane la terra. 

Quando rogito io sono felice e piu' il tavolo dove rogito e' tremolante piu' godo perche' piu' alto e' l'obbiettivo da raggiungere. 

Quando ho comprato sul Montello ero ancora sotto effetto adrenalico del padovano. 

A fine febbraio 2020 l'adrenalina e' salita a mille e non vedo l'ora di vedere come finira'.

Sono queste cose che mi fanno alzare presto al mattino. Senza rimarrei a letto. 

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27 minuti fa, CBO ha scritto:

Leggo solo parzialmente il tuo post, non so se e' un mio problema, ma intuisco il tuo pensiero perche' e' anche il mio. 

Non credo di aver mai forzato gli eredi nelle loro scelte. Uno dei gemelli ha fatto lo scientifico e mo ha iniziato un percorso che puo' incrociare come no quello degli altri erede che hanno scelto diversamente.

Mi dispiace? Certo che si perche' e' un cerchio che si rompe ed e' un elemento che nel futuro prossimo potrebbe indebolire anche gli altri eredi ma chi sono io per decidere per gli eredi.

Non sarebbe stato giusto nei loro confronti e non sarebbe stato giusto nei confronti della mia nipotina che e' portatrice di legittime aspettative di continuita' per suo conto.

Quello che posso decidere e' di non avere tra i piedi gente, eredi o no, che sono gia' seduti prima ancora di alzarsi. Sarebbe un offesa a me stesso.

Se vogliono il bastone devono dimostrare di avere un certo limite di nervo. In caso contrario il mio prepensionamento aspettera' sine die. Non ho nessuna fretta. 

Comunque quello che voglio dire e' che oggi piu' di ieri ci sono alternative alla vendita se uno e' stanco (proprio Antinori docet) e l'erede o gli eredi non sono all'altezza o hanno altri interessi.

La domanda quindi e': perche' vendere un bene come la terra se non ne hai bisogno? Una terra che e' legata al tuo nome tra l'altro. Il tuo nome ad uso e consumo di altri. La terra non e' un capannone che si sposta in base al tax planing personale. La terra e' li' e li rimane. E' un punto fermo anche per quello che non e' la nostra vita lavorativa.

Engioi

 

Sono assolutamente d'accordo con te, ed è la lezione che ho appreso dai miei nonni.

Terra non se ne vende al massimo si compera.

Se vuoi gestire l'azienda devi dimostrare di avere le sfere e la capacità per farlo, poi forse diventerai il capo ma con calma.

Se non  vuoi gestire fai un contratto di cogestione o affitto o quello che vuoi ma la zolla tradizione della tua famiglia, l'eccellenza che hanno creato i tuoi nonni e i tuoi genitori non la puoi vendere.

 

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Sono assolutamente d'accordo con te, ed è la lezione che ho appreso dai miei nonni.
Terra non se ne vende al massimo si compera.
Se vuoi gestire l'azienda devi dimostrare di avere le sfere e la capacità per farlo, poi forse diventerai il capo ma con calma.
Se non  vuoi gestire fai un contratto di cogestione o affitto o quello che vuoi ma la zolla tradizione della tua famiglia, l'eccellenza che hanno creato i tuoi nonni e i tuoi genitori non la puoi vendere.
 
Pensieri più che retrogradi, la terra è un bene come qualsiasi altro per un imprenditore. Bezos credete non abbia terreni? È più contadino di tutti noi nessun insieme anche se non ha mai preso in mano una zappa. Bill gates anche dei più, ho letto da qualche parte che potrebbe essere l'uomo con più terreni nel mondo. Ma che c'entrano i terreni, i capannoni, le miniere, anche solo brevetti informatici, ragazzi!!! Per un imprenditore sono solo strumenti, tutti uguali, anzi no, hanno tutti valori diversi quindi se qui si prende 10 avendo la terra e là di prende 11 avendo una miniera, si va immediatamente là. Se poi con una azienda di packaging di prende 12, di vende immediatamente la miniera e si acquista l'azienda. Bisogna staccarsi da questo attaccamento materiale tipico dei contadinacci vecchio stile, se gli eredi hanno le capacità e riescono a valorizzare il patrimonio vendendo ciò che gli avete lasciato, è sempre un passo avanti. Aprite i vostri orizzonti.

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Gianni sono felicemente retrogrado, ho avuto anche la possibilità di vendere e comperare altro 10 volte la terra che vendevo ma non l'ho fatto perchè credo nel mio progetto.

Sai che io ho un'altra attività oltre alla agricoltura e 15 anni fa non ho esitato un attimo a vendere un ramo d'azienda perchè mi davano dei bei soldi, lo farei anche col resto logicamente ma la terra che ha comperato mio papà e per la quale ho fatto dei sacrifici non se ne parla neanche.

E poi scusami, comodo fare i paperoni con patrimoni multimiliardari, hai nominato solo persone con delle dinamiche imprenditoriali per cui ci saranno 20 nel mondo come loro..................

Se arriva uno e ti da 2000000 per la tua azienda la vendi per prendere altro?

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Gianni sono felicemente retrogrado, ho avuto anche la possibilità di vendere e comperare altro 10 volte la terra che vendevo ma non l'ho fatto perchè credo nel mio progetto.
Sai che io ho un'altra attività oltre alla agricoltura e 15 anni fa non ho esitato un attimo a vendere un ramo d'azienda perchè mi davano dei bei soldi, lo farei anche col resto logicamente ma la terra che ha comperato mio papà e per la quale ho fatto dei sacrifici non se ne parla neanche.
E poi scusami, comodo fare i paperoni con patrimoni multimiliardari, hai nominato solo persone con delle dinamiche imprenditoriali per cui ci saranno 20 nel mondo come loro..................
Se arriva uno e ti da 2000000 per la tua azienda la vendi per prendere altro?
Ovvio, se ho in mano una alternativa più redditizia sarebbe da fessi perdere l'opportunità. Se mi offrono 2 milioni e investendo in un altro settore ne ricavi 3, xchè non dovrei farlo scusa? Xchè mio nonno 50 anni fa piantava dei cocomeri e li vendeva al mercato a Cesena?!? Il lavoro è business, in caso contrario diventa un hobby.

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Gianni cerca di non dare del fesso a chi non la pensa come te ok? 

Non sono d'accordo con te solo perchè per generare aumenti di quella portata 2 milioni sono pochi partecipi ancora alla guerra dei poveri anche se sembrano tanti.

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Gianni cerca di non dare del fesso a chi non la pensa come te ok? 
Non sono d'accordo con te solo perchè per generare aumenti di quella portata 2 milioni sono pochi partecipi ancora alla guerra dei poveri anche se sembrano tanti.
Non credo di aver dato del fessoa nessuno anzi, il primo fesso molte volte sono io.
Cmq tanti o pochi non cambia il nocciolo della questione, anche se avessi un ettaro di terra da 30 Mila euro che mi rende 10 e un investimento da 30 mila euro che mi potrebbe rendere 11, avrebbe senso vendere il terreno ed investire dall'altra parte senza pensarci su. Piuttosto tu dovresti mettermi in scacco chiedendomi il rischio della strada nuova cioè la sicurezza del nuovo investimento, è lì il vero problema. Si deve essere sicuri di non rimanere con cerino in mano, ma questo è un altro discorso, ben diverso dal dire "assolutamente no, la terra del nonno non si tocca".

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1 ora fa, Gianni il Folle ha scritto:

Pensieri più che retrogradi, la terra è un bene come qualsiasi altro per un imprenditore. Bezos credete non abbia terreni? È più contadino di tutti noi nessun insieme anche se non ha mai preso in mano una zappa. Bill gates anche dei più, ho letto da qualche parte che potrebbe essere l'uomo con più terreni nel mondo. Ma che c'entrano i terreni, i capannoni, le miniere, anche solo brevetti informatici, ragazzi!!! Per un imprenditore sono solo strumenti, tutti uguali, anzi no, hanno tutti valori diversi quindi se qui si prende 10 avendo la terra e là di prende 11 avendo una miniera, si va immediatamente là. Se poi con una azienda di packaging di prende 12, di vende immediatamente la miniera e si acquista l'azienda. Bisogna staccarsi da questo attaccamento materiale tipico dei contadinacci vecchio stile, se gli eredi hanno le capacità e riescono a valorizzare il patrimonio vendendo ciò che gli avete lasciato, è sempre un passo avanti. Aprite i vostri orizzonti.

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Se leggi i post come leggi le etichette sei piu' hobbista di me.

6 ore fa, CBO ha scritto:

... La domanda quindi e': perche' vendere un bene come la terra se non ne hai bisogno? ...

 

Se non ne hai bisogno ovvero quando la vendita ti rende un semplice accomulatore di carta moneta fine a se stessa. 

Sembra facile ma sapere dove allocare in modo razionale sacchi e sacchi di carta moneta non lo e' per niente. 

Qualcuno e' arrivato veramente al punto di investire in una moderna attivita' di estrazione mineraria e tra parentesi la prima attivita' in Italia ad accettare il prodotto di questa estrazione come forma di pagamento e' stato un ristorante a Venezia. Sapevatelo.

Diversa e' la prospettiva di chi vende per finanziare un investimento che ritiene piu' remunerativo.

Diverso ancora chi investe un utile estraneo per diversificare.

Mio suocero si definisce artigiano ma e' finito suoi giornali locali anche 10 giorni fa insieme al solito gruppetto di amici che artigiani non sono e siccome lui non e' certamente diverso da me e io da hobbista non stringo affari seri con i pro do per scontato per una proprieta' transitiva indiretta tra affini che pure lui non sia artigiano faccendo affari seri con gli industriali.

Ha vigneti. Ha cercato di rifilarmeli come gesto distensivo dopo un lungo periodo di accesa antipatia reciproca ma ho dovuto rifiutare. 

Mi ero gia' preso una sua erede. Accettare sarebbe stato una vera "avarata" ovvero avidita' elevata all'ennesima potenza 😎 

Per lui i vigneti erano semplice diversificazione. Ha ricevuto notte tempo l'imput temporale perfetto per piantumare e lo ha fatto. Ha comprato o aveva gia', non so e non mi interessa saperlo, una vastita' di sabbia del valore di 2/3 eurini/mq, ci ha messo sopra altri 2/2.5 eurini/mq di diritti+impianto e mo si trova con un capitale semiliquido di 18 eurini/mq al netto di un dividendo annuale che oggi e' del 16/17% esentasse ma che fino all'altro di' superava il 25%.

C'est la vie. Fa un altro lavoro ma e' anche piu' capace di me nel mio. Se uno cosi' non e' antipatico ditemi voi cos'e'. 

Non posso nemmeno dire "se avesse i to soldi e a me testa" perche' rischiarei una patta.

Lo stesso hanno fatto i Benetton con Maccarese, Doris/Adreeta a Torviscosa/Caorle (ex Ferruzzi), Gavio con BF, Mr Farinetti che ha tra le altre il bastone anche di una cantina locale, Mr Jeans bucato che in questi giorni ha puntato sul rosso feticista, i Marzotto che hanno S.Margherita ma hanno anche appena venduto l'oasi di Zignago a lato di Brussa in quel di Caorle. Sempre a Caorle c'e' Ca' Corniani delle Generali e a 40 km Ca' Tron di Cattolica. E posso continuare con nomi a te noti e non finirei piu' se mi mettessi a nominarti anche gente locale che tu non conosci. 

Dimenticavo. Il signor Del Vecchio (Luxottica) a Conegliano citta' ha una tenuta che riporta alle sue origini da orfano.

Il Franciacorta nasce da un idea di un non agricolo. 2 delle maggiori cantine di quella denominazione sono di non agricoli.

Per contro non conosco un agricolo che abbia o abbia avuto una societa' di intermediazione di beni di consumo su larga scala o che sia monopolista della produzione di occhiali o che sia capace di disegnare cerchi perfetti facendo perno su se stesso.

Last bat not list, 

https://forbes.it/2021/03/09/tesla-svendita-brutale-wall-street-308-miliardi-persi-40-giorni/

Lui e' il piu' spietato di tutti, una sorta di Farinetti ma simpatico: ha gia' venduto due sue creature (voi usate paypal? Io no, son retrogrado) per reinvestire ogni volta in un progetto nuovo e ogni volta in tempi piu' o meno rapidi ha fatto bingo. 

Spietato o fortunato? O semplicemente uno spietato fortunato. 

Comunque guardiamo il grafico comparativo di Tsla e Stla. Il dubbio che avevo espresso a gennaio u.s. era se valeva la pena svuicciare T con S ovvero con Pejo che si e' comprata la fica nostrana stando alla borsa. Vediamo:

20210309_172806.jpg

Svuicciare era buono e giusto.

Ma vediamo cosa sarebbero successo se uno, poco piu' di 10 anni fa, avesse puntato 1000 dollari sul terribile fortunato

20210309_172723.jpg

Interessante. Solo pochi giorni fa i 1000 dollari di ieri valevano di piu' di un ettaro di doc di oggi.

Ergo cosa ci insegna questa sequenza non randomatica di eventi legati allo spietato fortunato?

Io non ho dubbi: vendere subito per avere sacchi di carta moneta da investire nelle prossime ipo. E fra 10 anni ricomprare a prezzo di sconto.

Sbaglio?

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Se non ne hai bisogno ovvero quando la vendita ti rende un semplice accomulatore di carta moneta fine a se stessa. 
Sembra facile ma sapere dove allocare in modo razionale sacchi e sacchi di carta moneta non lo e' per niente. 
Qualcuno e' arrivato veramente al punto di investire in una moderna attivita' di estrazione mineraria e tra parentesi la prima attivita' in Italia ad accettare il prodotto di questa estrazione come forma di pagamento e' stato un ristorante a Venezia. Sapevatelo.
Diversa e' la prospettiva di chi vende per finanziare un investimento che ritiene piu' remunerativo.
Diverso ancora chi investe un utile estraneo per diversificare.
Mio suocero si definisce artigiano ma e' finito suoi giornali locali anche 10 giorni fa insieme al solito gruppetto di amici che artigiani non sono e siccome lui non e' certamente diverso da me e io da hobbista non stringo affari seri con i pro do per scontato per una proprieta' transitiva indiretta tra affini che pure lui non sia artigiano faccendo affari seri con gli industriali.
Ha vigneti. Ha cercato di rifilarmeli come gesto distensivo dopo un lungo periodo di accesa antipatia reciproca ma ho dovuto rifiutare. 
Mi ero gia' preso una sua erede. Accettare sarebbe stato una vera "avarata" ovvero avidita' elevata all'ennesima potenza  
Per lui i vigneti erano semplice diversificazione. Ha ricevuto notte tempo l'imput temporale perfetto per piantumare e lo ha fatto. Ha comprato o aveva gia', non so e non mi interessa saperlo, una vastita' di sabbia del valore di 2/3 eurini/mq, ci ha messo sopra altri 2/2.5 eurini/mq di diritti+impianto e mo si trova con un capitale semiliquido di 18 eurini/mq al netto di un dividendo annuale che oggi e' del 16/17% esentasse ma che fino all'altro di' superava il 25%.
C'est la vie. Fa un altro lavoro ma e' anche piu' capace di me nel mio. Se uno cosi' non e' antipatico ditemi voi cos'e'. 
Non posso nemmeno dire "se avesse i to soldi e a me testa" perche' rischiarei una patta.
Lo stesso hanno fatto i Benetton con Maccarese, Doris/Adreeta a Torviscosa/Caorle (ex Ferruzzi), Gavio con BF, Mr Farinetti che ha tra le altre il bastone anche di una cantina locale, Mr Jeans bucato che in questi giorni ha puntato sul rosso feticista, i Marzotto che hanno S.Margherita ma hanno anche appena venduto l'oasi di Zignago a lato di Brussa in quel di Caorle. Sempre a Caorle c'e' Ca' Corniani delle Generali e a 40 km Ca' Tron di Cattolica. E posso continuare con nomi a te noti e non finirei piu' se mi mettessi a nominarti anche gente locale che tu non conosci. 
Dimenticavo. Il signor Del Vecchio (Luxottica) a Conegliano citta' ha una tenuta che riporta alle sue origini da orfano.
Il Franciacorta nasce da un idea di un non agricolo. 2 delle maggiori cantine di quella denominazione sono di non agricoli.
Per contro non conosco un agricolo che abbia o abbia avuto una societa' di intermediazione di beni di consumo su larga scala o che sia monopolista della produzione di occhiali o che sia capace di disegnare cerchi perfetti facendo perno su se stesso.
Last bat not list, 
https://forbes.it/2021/03/09/tesla-svendita-brutale-wall-street-308-miliardi-persi-40-giorni/
Lui e' il piu' spietato di tutti, una sorta di Farinetti ma simpatico: ha gia' venduto due sue creature (voi usate paypal? Io no, son retrogrado) per reinvestire ogni volta in un progetto nuovo e ogni volta in tempi piu' o meno rapidi ha fatto bingo. 
Spietato o fortunato? O semplicemente uno spietato fortunato. 
Comunque guardiamo il grafico comparativo di Tsla e Stla. Il dubbio che avevo espresso a gennaio u.s. era se valeva la pena svuicciare T con S ovvero con Pejo che si e' comprata la fica nostrana stando alla borsa. Vediamo:
20210309_172806.thumb.jpg.05e4d3ee07249f0907f22de4b8dd96b4.jpg
Svuicciare era buono e giusto.
Ma vediamo cosa sarebbero successo se uno, poco piu' di 10 anni fa, avesse puntato 1000 dollari sul terribile fortunato
20210309_172723.thumb.jpg.41ac26e895503a8896228e5bff8d5337.jpg
Interessante. Solo pochi giorni fa i 1000 dollari di ieri valevano di piu' di un ettaro di doc di oggi.
Ergo cosa ci insegna questa sequenza non randomatica di eventi legati allo spietato fortunato?
Io non ho dubbi: vendere subito per avere sacchi di carta moneta da investire nelle prossime ipo. E fra 10 anni ricomprare a prezzo di sconto.
Sbaglio?
Stai uscendo agevolmente dal seminato, tu hai affermato che saresti dispiaciuto se i tuoi eredi vendessero il tuo ambaradan. E io ti ho risposto che sbagli. Il resto è fuffa
Ps regola n.2
I soldi vanno sempre verso altri soldi. E il tuo caso non fa eccezione, capo.
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12 ore fa, Gianni il Folle ha scritto:

Stai uscendo agevolmente dal seminato, tu hai affermato che saresti dispiaciuto se i tuoi eredi vendessero il tuo ambaradan. E io ti ho risposto che sbagli. Il resto è fuffa

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No, Gianni, perche' come ho scritto anche io condivido il tuo pensiero. 

Leggi bene il post precedente al tuo

Il 8/3/2021 Alle 18:08, CBO ha scritto:

Ai piu' sara' passato inosservato ma e' di questi giorni la notizia del passaggio di una cantina simbolo di un certo territorio.

L'erede aveva gia' lasciato ufficiosamente da un po'. Ora l'ufficialita'. 

E' sempre triste leggere di cessioni totali o parziali (che nel giro di pochi anni diventano totali) di aziende non per motivi finanziari ma di stanchezza dell'erede che vuole vivere in quiete. 

Dovesse capitarci lo vivrei come un tradimento degli eredi. Oggi ci sono diversi tipi di gestione alternative a quella diretta ma la regola e' una: La terra non si monetizza.

Solo i pro monetizzano ...

 

Non per motivi finanziari.

Mi renderebbe triste il fatto che gli eredi vendessero per vivere seduti. 

Possono fare tutto nella loro vita lavorativa ma non stare seduti su quello che ho contribuito a creare facendomi il culo per me e per loro.

Sarebbe un offesa a me stesso e a chi mi ha preceduto soprattutto. 

Per contro potrei valutare l'opportunita' di finanziare una loro idea imprenditoriale se accompagnata da un piano di fattibilita' con annessa nota spese caratterizzato da un rischio razionale e non solo passionale. 

Passo e chiudo. 

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Non per motivi finanziari.
Mi renderebbe triste il fatto che gli eredi vendessero per vivere seduti. 
Possono fare tutto nella loro vita lavorativa ma non stare seduti su quello che ho contribuito a creare facendomi il culo per me e per loro.
Sarebbe un offesa a me stesso e a chi mi ha preceduto soprattutto. 
Per contro potrei valutare l'opportunita' di finanziare una loro idea imprenditoriale se accompagnata da un piano di fattibilita' con annessa nota spese caratterizzato da un rischio razionale e non solo passionale. 
Passo e chiudo. 
Punto 1. Ognuno lavora per se stesso, non diamo la colpa ai figli del nostro tribolare, se tu non avessi avuto eredi avresti lavorato alla stessa maniera se non di più.
Punto 2. Vendere tutto per vivere seduti, avranno un hobby sti ragazzi?? Se gli piacciono le auto sportive, possono vendere tutto e intraprendere un business di supercar, unendo l'utile al dilettevole. Se gli piace il golf, possono creare un loro circolo e giocare facendo business. Non vi preoccupate, morti noi i figli troveranno la loro strada autonomamente, non c'è bisogno di approvare progetti, svincolare soldi, vendere terreni ecc. La vita fila via lineare, non mi piacciono xo i vecchi che seppur lavorando una vita, non hanno la forza di lasciare la baracca in mano al nuovo che avanza. Sapete, nella tomba nessuno ha mai portato la terra che ha comprato in vita...

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Gianni!! Ottimo pensiero razionale......ma un pò di mio un pò di passione.....se i miei figli vendessero quel briciolo che ho "fatto" mi farebbe male.....ma è gisuto che siano liberi di fare ciò che più li gratifica....

 

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Gianni!! Ottimo pensiero razionale......ma un pò di mio un pò di passione.....se i miei figli vendessero quel briciolo che ho "fatto" mi farebbe male.....ma è gisuto che siano liberi di fare ciò che più li gratifica....
 
La passione ce l'ho ma in ciò che faccio io, non si può costringere qualcuno a seguire forzatamente la propria passione. Cosa diversa invece lavorare per fare crescere anche in loro la stessa passione nostra, se si cerca la continuità aziendale serve questo, e non è da tutti xké molto difficile. In quest'ultimo caso, i figli vi stupiranno.

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Qua però si mescola la ragione finanziaria col sentimento ed è sbagliato.

Se parliamo di soldi certamente uno fa il ragionamento che fa Gianni e siamo tutti d'accordo.

Se invece parliamo di successioni e educazione dei figli tradizioni di famiglia allora è tutto diverso e qua Gianni la stai ciurlando come ti piace a te.

Hai scritto commercio di macchine sportive golf magari un puttanaio perchè no rende sicuro...................(lo so che sono esempi estremi scritto apposta ma mi sono attaccato) 

Io prima di mettere in mano della mia pecunia (che not olet finchè e la mia ma in mano a lui olet) pretendo che i miei figli abbiano una chiara idea di cosa voglia dire sudarsi il denaro, poi allora possono anche ambire a aprire la concessionaria ferrari o frisone a due gambe no problem li aiuto pure nei test, ma devono SAPERE cosa vuol dire sudarsi il denaro e devono aver chiaro il percorso che qualcuno ha fatto per guadagnarselo.

Ho la massima fiducia nei miei figli e non pretenderò mai da nessuno che continui con quello che faccio io, ma il percorso di cui sopra deve essere chiaro a loro e quindi devono conoscere BENE da dove arrivano le Hogan l'iphone la 500 abarth e chi paga l'università (faccio per dire).   

Se avrò un minimo dubbio che uno dei due non abbia la contezza di cosa voglia dire sudarseli non potrà beneficiare di nulla finchè io sarò in vita al massimo qualche sostegno e poi vediamo se magari in quello che lascio non metto qualche clausola balorda. 

E questo l'hanno fatto con me partito con la manovalanza spinta per poi avere il diritto di fare di mia volontà vedi cantina e vino.

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Leggermente OT la premessa di Galimberti, ma i contenuti sono quelli, al minuto 7:00 circa.

 

Segnalo anche il film con Mastrandrea "La felicità è un sistema complesso"

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