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rispolveriamo un po' questa discussione. devo fare 3 filari questo autunno e non riesco ancora a decidermi tra gisela 5 o 6. e soprattutto sulla varietà. ferrovia sicuramente, poi ero tentato da una giorgia, ma volevo sapere da voi quali sono quelle che hanno dato i migliori risultati con il fusetto. distanze di impianto poi? ce ne sono una marea e si fa fatica a decidere. c'è chi va dai 50 cm ai 2,50

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Non sono l'ultimo Moikano del cigliegio e speravo in un risveglio della coltura, sono propenso per il siepone ma non mi piaciono le varietà ricadenti tipo cigliegio acido e marasche. Sui tagli radicali sono spaventato a casa mia....relitto pliocenico della cerasicoltura.....è una pazzia a causa dei simpaticissimi funghi del legno e del suolo. Anni fa si era tentato con le gabbie ma in zone umide l'Armillaria resta un problema come lo è la Roselinia in Puglia o lo Steeum in casi di stress....direi in questi anni molto frequenti. Ci sarebbero delle nuove combinazioni nesto/portainnesto che evitano sti funghi e pratiche fisiologiche al limite del......assassinio?

Mi hanno proposto i sieponi ma ho condizioni lontane da quelle della bassa...abbastanza umide e suoli grossolani franchi ma irrigabili.

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ma per siepone intendi i fusetti su gisela? stavo pensando di mettere qualche filare per la vendita diretta visto che si prestano bene

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Vere siepi colonne non dei fusetti impalcati, vengono tipo cipressi, pioppi cipressini. Nulla a che vedere coi fusetti. Una siepe di simil camaecipis.

Con o senza reti alle radici, non Gisela ma nanizzati estremi e tenuta della vegetazione spinta essendo in pianura.

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ho capito. gli assi colonnari. piantati a mezzo metro. hanno buone rese?non sono troppo spinti?poi leggevo che necessitano di continue fertirrigazioni

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Come i super spindel, dipende da cosa vuoi. Se io facessi impianti normali mi verrebbero cedri del Libano anche adottando portainnesti semi-nanizzanti o Gisela, persino i Cab spingono, sono terre che appena condedi raccogli biomassa. Non per niente a mais superi i 900 q/ha tranquillamente senza troppi sforzi ed essendo organiche e veloci a mineralizzare sono facilmente terreno fertile per funghi radicali o l'armillaria mellea ossia il chiodino....che sarà buono per i risotti ma non certo un fungo amico dei coltivatori.

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io pensavo di fare qualche filare per la vendita diretta. gisella 6 e come varietà ferrovia kordia e una precoce per riempire tutta la stagione, come early star o sweet early. come sostegno, essendo filari di 50 m pensavo di mettere un palo ogni 10 m. gisela 5 lo trovo troppo delicato. il 6 lo vedo un po' più longevo e stabile.

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Video relativi a varietà nane e alla raccolta meccanizzata che ne pensate?

Sto pensando di impiantare qualche filare

Edited by MCT

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sto pensandoci anche io, ma sono ancora indeciso tra gisela 5 e gisela 6. non ho ancora trovato qualcuno capaci di togliermi il dilemma

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A sentire il 5 era ancora meno vigoroso dopo dipende dalla vigoria della varietà

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quanto meno? un gisela 5 mi sembra troppo delicato. deve essere continuamente concimato con fertirrigazione, adacquato. il gisela 6 invece forse rischia anche di arrivare a 4 metri, ma è un po' più rustico, anche se lontano dai vari colt, franco ecc. nessuno a giù i gisela 6?

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Da quello che riesco a capire più il portainnesto è rustico più la pianta diventa alta, io non ho molta possibilità di irrigare i quanto i primi anni potrei pure farlo con delle irrigazioni di soccorso ma dopo non penso di poterlo fare in quanto non ho acqua sul posto, nel caso specifico il gisela 5 per voi è troppo delicato?

Che portainnesto usereste, considerato che sono in collina con terreno abbastanza sciolto e profondo e la cliegia era una delle colture più sviluppate nella mia zona fino agli anni 90, quindi vocata.

Per la raccolta meccanizzata altre la varietà linda conoscete altre varietà?

E dove si possono reperire sperando che non diano fregature dicendo di aver venduto una cosa e poi magari sopo anni ci si ritrova a capire che mi hanno dato tutt'altro?

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evita allora gisela come portainnesto. perché se non puoi irrigare soffrono troppo. pensa che alcuni su gisela 5 usano rincalzare sopra il punto di innesto per infrancare un po' la pianta e aumentarne la vigoria. meglio se ti orienti verso mm colt o roba del genere. poi i gisela hanno bisogno di una spalliera.

Da quello che riesco a capire più il portainnesto è rustico più la pianta diventa alta, io non ho molta possibilità di irrigare i quanto i primi anni potrei pure farlo con delle irrigazioni di soccorso ma dopo non penso di poterlo fare in quanto non ho acqua sul posto, nel caso specifico il gisela 5 per voi è troppo delicato?

Che portainnesto usereste, considerato che sono in collina con terreno abbastanza sciolto e profondo e la cliegia era una delle colture più sviluppate nella mia zona fino agli anni 90, quindi vocata.

Per la raccolta meccanizzata altre la varietà linda conoscete altre varietà?

E dove si possono reperire sperando che non diano fregature dicendo di aver venduto una cosa e poi magari sopo anni ci si ritrova a capire che mi hanno dato tutt'altro?

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Sì tutti i nani e supernani hanno bisogno della spalliera come i meli su m9. Cosa comunissima ai nanizzanti dover essere assistiti, anni fa li ingabbiavano le radici. Non amano troppo il calcare come i veri cigliegi.

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qualcuno conosce le varietà grace star e black star? mi interessavano per pezzatura, resistenza al cracking e monilia e per la precocità

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Sono molto recenti, c'è una nuova serie di varietà ma sulla monilia nulla di certo perché dipende dai ceppi di monilia e dal clima...che in questi ultimi anni è decisamente favorevole....alla monilia.

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io sto cercando varietà resistenti al cracking, visto che devo mettere poche piante volevo fare qualcosa di anche esteticamente carino senza avere teloni ecc. anche perché per neanche 100 piante mi sembra una spesa eccessiva. meglio orientarmi su varietà resistenti e poi anche se perdo una piccola percentuale è accettabile.

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Partiamo dal presupposto che il ciliegio crepa tutto, poi in base alle varie epoche di maturazione ci sono cultivar più sensibili ed altre meno ma la cultivar che non spacca non esiste. Alcune tra le più resistenti sono lapins samba regina e kordia. Io questa anno ho piantato circa 60 piante di folfer, varietà che dovrebbe essere abbastanza resistente ma non ho esperienza su questa cultivar. Dopo che hai scelto le varietà devi tenere in considerazione epoca di raccolta, il terreno che deve essere drenante ma aver a disposizione molta acqua per irrigarè, e de idee la forma di allevamento.

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E non ultimo in base alla cultivar e alla forma di allevamento scegli il portinnesto. Sembra una cultura facile ma non lo è. Il punto più importante è in base alla cultivar e alle caratteristiche del terreno scegliere il giusto portainnesto e tener la pianta equilibrata tra potatura irrigazione e concimazione per aver un prodotto con il giusto compromesso tra calibro e resa in kg per pianta. Chi ha intenzione di piantare secondo me deve per forza coprire per aver la sicurezza di raccogliere e portare a casa due soldi visto il costo di questi impianti. I portainnesti nanizzati vogliono trattati coi guanti e bisogna essere seguiti da un buon tecnico visto che bisogna sciegliene varietà non troppo produttive per non uccidere la pianTa è saper come potrà perché non voglio fare il professore e non voglio contraddire nessuno ma su Gisela per le esperienze che abbiamo fatto nell areale vignolese i tagli anulare o del caporale sono da evitare i più possibile per non avere il ricambio di gomma dal taglio e soprattutto il Gisela in condizione di forte stress on reagisce ai tagli di ritorno

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E occhio al discorso trattamenti. Non è vero che con 4/5 trattamenti all anno si è a posto. In base alla stagione si va dai 10 in su, e non è da sottovalutare la drosophila Suzuki che negli ultimi anni sta creando molti problemi

Edited by davide85

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1) Rame invernale (non essenziale secondo me)

 

2) Dopo la rottura delle gemme olio + ziram/tiram + fluvalinate/pirimicarb

 

3) Neonicotinoide + captano post allegagione (+ concime fogliare optional)

 

4) Fosmet +14 dalla raccolta e piretroide/spinosad +7 dalla raccolta per mosca e Ds + con aggiunta in botte di antimonilia specifico..interventi eseguiti una volta per gruppo di maturazione

 

Si entra con l'atomizzatore massimo 5-6 volte, il resto è in più secondo me...se piove spaccano e la monilia non ce la toglie nessuno, mentre se è asciutto un intervento basta...se c'é infestazione forte di Ds i trattamenti chimici da soli sono inutili, bisogna anche velocizzare il cantiere di raccolta

 

Secondo me il captano post fioritura risolve un sacco di problemi

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Ehhhhhh almeno, un anno di monilia e afidi altro che 5....x3, fluvalinate è un piretroide con pregi ma con tutti i difetti.....

Sul rame non sono d'accordo non uno, almeno due e alterni con carbammati sia in autunno che in inverno. Monilia di tutto di più quello autorizzato e quello bio. I portainnesti nanizzanti, tutti, sono delicati vanno seguiti con i guantini, concimi fogliari, irrigazione....anche pesante a scorrimento e non solo basta che non vadano in stress e non spacchino o ricaccino.

Ottimo il Serenade, i propoli certificato, gli olii. Mosca estremo monitoraggio e esche.

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Il rame e ziram invece secondo me sono molto utili. Io faccio

1 rame ziram A caduta foglie

2 olio rame ziram e insetticida cocciniglia a bottoni bianchi

3 antimonillia in fioritura

4 afidi e antimonillia A caduta petali

5 dimetoato acido giberillico e antimonillia an invaiatura

6 passato la carenza del dimetoato spinosad sulle Precoci e antimonillia tipo simitar

7 sulle medie tardive actara e antimonillia

8 9 10 una volta ogni 7/8 giorni ripeto alternando laser e actara rispettando giorni di carenza e numero max di trattamenti. Io di antimonillia uso di solito folicur simitar switch alternandosi in base alle esigenze di raccolta e di concime fogliare faccio pochi trattamenti, ritengo più utile la fertirrigazione. Io con meno trattamenti non salvo niente, e se si potessero evitare lo farei volentieri per contenere costi e inquinamento ma purtroppo dalle mie parti e infattibile

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