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Inviato

La mia azienda si sviluppa su circa 25 ettari di prato stabile, di questi circa un terzo sono collocoti all'interno di boschi di abete. Da questi fondi ricavo sempre un prodotto molto scadente, non posso falciare precocemente perchè il foraggio troppo verde richiede troppi giorni per esser essicatto. Per farti capire meglio nella mia zona nel mese di giugno i giorni di bel tempo stabile sono raramente più di 4 consecutivi.

La possibilità di procedere anche se il tempo non è stabile mi darebbe la possibilità di racavare anche da questi fondi un prodotto di ottima qualità, che ora invece devo acqustare sul mercato.

Sto raccogliendo informazioni perchè l'anno prossimo vorrei realizzare una cella di prova per capire come si potrebbe organizzare il cantiere.

Inviato
La mia azienda si sviluppa su circa 25 ettari di prato stabile, di questi circa un terzo sono collocoti all'interno di boschi di abete. Da questi fondi ricavo sempre un prodotto molto scadente, non posso falciare precocemente perchè il foraggio troppo verde richiede troppi giorni per esser essicatto. Per farti capire meglio nella mia zona nel mese di giugno i giorni di bel tempo stabile sono raramente più di 4 consecutivi.

La possibilità di procedere anche se il tempo non è stabile mi darebbe la possibilità di racavare anche da questi fondi un prodotto di ottima qualità, che ora invece devo acqustare sul mercato.

Sto raccogliendo informazioni perchè l'anno prossimo vorrei realizzare una cella di prova per capire come si potrebbe organizzare il cantiere.

 

E'evidente che devi anticipare il cantiere e portare a casa un prodotto con meno ossidazione possibile su campo. Probabilmente non hai perdita meccanica (non trattandosi di erba medica) e quindi potresti sfalciare il primo giorno e raccoglierlo il terzo giorno (tempo permettendo). Per anticipare ' essiccazione su campo, ti consiglio una falcia conndizionatrice. Devi essere equipaggiato di autocaricante e se possibile dovresti avere i terreni non troppo distanti in modo che tu possa caricare l' essiccatoio in giornata. Potresti caricare la cellasolo con il primo taglio. Evita di tenerne una unica per diversi tagli perchè i prodotti sarebbero troppo difformi.

Inviato

Per quanto rigurda la distanza dal centro aziendale non ci sono problemi, i fondi sono al massimo ad un chilometro.

Sò che adesso mi prenderete per folle, ma l'idea che avevo era quella di creare una cella di circa 30 mq con un altezza di carico massima di 4 m, procedere al carico con un carro ponte e poi scaricarla e procedere alla pressatura con la rotopressa.

Non è che sia una mia idea, ma ne ho sentito parlare in austria.

Inviato
Per quanto rigurda la distanza dal centro aziendale non ci sono problemi, i fondi sono al massimo ad un chilometro.

Sò che adesso mi prenderete per folle, ma l'idea che avevo era quella di creare una cella di circa 30 mq con un altezza di carico massima di 4 m, procedere al carico con un carro ponte e poi scaricarla e procedere alla pressatura con la rotopressa.

Non è che sia una mia idea, ma ne ho sentito parlare in austria.

 

Non è una brutta idea considerando che con ogni probabilità non avrai leguminose e quindi non rischi la perdita meccanica. Con le caratteristiche del fienile di 30 mq e un' altezza di 4 metri riuscirai a farci stare 60/70 q.li per volta

Inviato

Avevo anche pensato alla pressatura mediante una pressa statica, tipo quelle per la carta, in modo da ottenere balle prismatiche. Sino ad ora peò non ho approfondito con nessun produttore il loro possibile impiego, anche perchè prima vorrei provare con la rotopressa che ho gia in casa. Ho contattato la ditta tedesca di cui hai parlato per avere un primo preventivo sull'impianto. Vagando per la rete avevo trovato anche la RTS che produce un bel monoblocco (ventilatore + deumidificatore )per il trattamento dell'aria, ideale per fienili fino a 40 mq. Ho si studiato tedesco, ma non lo mastico così bene da capire quello che c'è sul loro sito, il materiale sarebbe tanto.

Quando avrò novità vi faccio sapere.

 

Ciao

Inviato
Avevo anche pensato alla pressatura mediante una pressa statica, tipo quelle per la carta, in modo da ottenere balle prismatiche. Sino ad ora peò non ho approfondito con nessun produttore il loro possibile impiego, anche perchè prima vorrei provare con la rotopressa che ho gia in casa. Ho contattato la ditta tedesca di cui hai parlato per avere un primo preventivo sull'impianto. Vagando per la rete avevo trovato anche la RTS che produce un bel monoblocco (ventilatore + deumidificatore )per il trattamento dell'aria, ideale per fienili fino a 40 mq. Ho si studiato tedesco, ma non lo mastico così bene da capire quello che c'è sul loro sito, il materiale sarebbe tanto.

Quando avrò novità vi faccio sapere.

 

Ciao

 

Il deumidificatore non è il massimo dato che sei in una zona di montagna. E' preferibile un blocco con ventilatori speciali di uso industriale ( meglio se con pala alare, no centrifuga, no elicoidale)con un generatore di calore che funziona a gasolio agricolo e collegato con un umidostato: più semplice e più efficace.

Se vuoi il top, fatti mettere anche un inverter sul ventilatore così potrai controllare i giri della ventilazione da utilizzare a seconda del tipo di foraggio che devi essiccare.

  • Thanks 1
  • 13 anni dopo...
Inviato

Riapro una discussione un po' vecchia...

e chiedo, come mai un impianto di essiccazione è molto raro da trovare in un allevamento? Almeno qua in zona (Cremona/Mantova), sono a conoscenza di un solo allevatore che ce l'ha. Visto quello che può fare mi sembra interessante per un foraggio di qualità superiore. O costa troppo l'impianto o l'utilizzo? O per un allevamento di una certa dimensione è un lavoro in più?

Io non ho la stalla, produco 700 balloni di media di medica all'anno da vendere e mi interesserebbe un qualcosa di piccolo per seccare ogni tanto qualche ballone in condizione non ottimale, anche artigianalmente... Perché immagino che un impianto a regola d'arte costicchi.

Però mi piacerebbe sapere anche un parere di qualcuno che ce l'ha...

Inviato
19 ore fa, Cava90 ha scritto:

Riapro una discussione un po' vecchia...

e chiedo, come mai un impianto di essiccazione è molto raro da trovare in un allevamento? Almeno qua in zona (Cremona/Mantova), sono a conoscenza di un solo allevatore che ce l'ha. Visto quello che può fare mi sembra interessante per un foraggio di qualità superiore. O costa troppo l'impianto o l'utilizzo? O per un allevamento di una certa dimensione è un lavoro in più?

Io non ho la stalla, produco 700 balloni di media di medica all'anno da vendere e mi interesserebbe un qualcosa di piccolo per seccare ogni tanto qualche ballone in condizione non ottimale, anche artigianalmente... Perché immagino che un impianto a regola d'arte costicchi.

Però mi piacerebbe sapere anche un parere di qualcuno che ce l'ha...

Nelle nostre zone l'essicatoio non ha preso piede perché il metodo più economico semplice efficiente è veloce di conservazione del prodotto è l'insilamento. Se ti sposti in zona parmigiano dove qualsiasi tipo di insilato non è consentito l'essicazione diventa essenziale e ti organizzi anche con essicatoi. Per quanto riguarda i costi di impianto non ti so proprio dire ma servono grandi volumi per essere sostenibili. Sicuramente per la medica è la morte sua. La medica ventilata seccata a basse temperature è un prodotto di qualità eccezionale. La tagli in campo tenera anche a 22-24gg  la pressi verde a umidità abbastanza alta e ventilata hai un prodotto super. Infatti vale anche qualche euro in più della medica seccata classica. Diversa è la disidratazione che viene trinciata in campo e l'essicazione avviene ad alte temperature. Qualsiasi foraggio essiccato in seccatoio ha vantaggi tra cui quello di poter anticipare la raccolta e avere una fibra migliore . Sicuramente è un investimento che punta sulla qualità del prodotto. Ad averne, parlo da consumatore

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  • 2 mesi dopo...
Inviato

In zona ce ne sono diversi ma ormai quasi abbandonati, uno molto grosso per fieno alla rinfusa a pavimento con ben un capannone e celle a 2 campate per 3 celle. Molti hanno essiccatoi modello e fattura Yuchathan da balloni ad aria forzata con uno o due semplici turbine. I seccatoi alla rinfusa possono avere un perchè ma rendono molto per la medica pre appassita, quelli da balloni sono molto più lenti e non sempre comodi e soprattutto l'essiccazione dei balloni è lunga max 24 balloni non sempre comodi e validi da impilare a due. Medica e trifogli o graminacee molto pregiate come bromo cathartico e erba mazzolina hanno un senso per via della conservazione della foglie. Ma il vero core è la zona del reggiano specie di montagna dove ha senso fare il fleolo pratense e la medica che in essiccatoio aumentano il contenuto di foglia e proteine anche nei tegli giovani.  Concordo che la medica ma tutte le essenze preguate sono ben altra cosa nei forni rotativi e con essicazione dinamica a tappeto rispetto agli essiccatoi stati seppur gli essiccatoi dinamici a tappeto o rotativi hanno il difetto di spaccare e perdere molta foglia che viene comunque recuperata e riciclata per altri prodotti.

Hanno senso tutti in annate come il 2024 neno nel 2023, in zone a parmiguano o nei masi di montagna hanno grande senso, nella quotidianità di pianura non troppo. Quelli da balloni sono lenti e bisogna comunque trattare be e e imballare bene il foraggio in campagna però a blocchi di 24 non passa più. Alla rinfusa ha senso se il cassero è omogeneo e il tempo fra un raccolto e l'altro è poco e se si riesce a riempire almeno della metà il cassero di essiccazione. Alla rinfusa con gli autocaricanti di adesso la questione è eternamente più veloce però serve avere superficie. I seccatoi dinamici costano un'inferno e sono praticamente industriali e sono tipici del sul del Po da Pavia al Polesine spesso ci sono impianti più o meno a recupero di calore e ad alta efficienza. Quelli da balloni solo di gasolio costano un botto e non recuperano e sono abbastanza piccoli a meno di non averli esterni e non integrati nel pavimento o nella struttura simil fienile. Ho diversi conoscenti che ce l'hanno ma lo usano pochissimo. Uno alla rinfusa c'è nelle grandi aziende come le Orsine che sono anche biologiche e possono avere una certa esigenza ed economicità fatto restando che sono impianti riadattati ma datati anni 70-80 di grandezza di interi capannoni con tanto di tappeto dosante e soffiatori con nastri trasportatori.

Il preappassimento nei seccatoi aziendali è fondamentale in quelli industriali è meglio farlo poi l'uso dipende da che razione uno si ritrova. 

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