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Rimorchio Vendemmia Manuale e meccanica


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Sono in procinto di comperare un rimorchio vendemmia, nel senso che sto valutando di rendermi autonomo (siccome nel vigneto costa tutto un patrimonio si fa un pochino alla volta).

Io devo attrezzarmi per vendemmia manuale (purtroppo) e quindi ho solo due alternative raccogliere in bins o in cassette.

I bins li ho scartati perchè voluminosi e necessitano un sacco di mezzi e scomodi da spostare nella vigna, a questo punto si aprono due scenari:

Prendere un rimorchio porta cassette e usare quello per stendere e caricare tipo questo dell'agrofer:

image.jpeg

Oppure usare il mio muletto per stendere e recuperare le casse con una cesta che mi sono costruito che porta 100 casse vuote (96) per la precisione e caricare l'uva su un rimorchio a barchetta che mi permetterebbe di portare l'uva e metterla nella lavatrice scaricando lentamente e anche caricare il rimorchio del terzista che manda chi compera l'uva.

La barchetta sarebbe tipo questa con lo scarico vibrante

 

sthik.png

A parte passare alla raccolta meccanizzata (cosa impensabile viste le resistenze della socie) voi che fareste?

Io pensavo portacassette e saluti perchè la barchetta mi serve poco durante l'anno, però caricherei una volta sola non due con l'opzione barchetta..........................

Alla fine sevirebbero tutti e due

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Da qualche anno sono passsato ai bins, che pieni hanno un netto di 250-300 kg.

 

Raccolgo in cassa poi passo con trattore/muletto e bins e si svuotano le casse. Rimorchio in capezzagna e carico i bins

Poco sbattimento e la schiena ringrazia

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Certo, la cassettina è la migliore.

Però usando un ribalta bins, non so quanto di più si rompe l'uva rispetto alla barchetta.

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Assolutamente non c'è differenza sulla integrità dell'uva è solo una questione di comodità di scarico il bins lo rovesci e non è facile farlo andare giù un pò alla volta, la cassettina a mano viene da sola che magari la ribalti in due giri il rimorchio vibrante lo metti in una posizione nella quale puoi fare quasi la cernita dell'uva se vuoi.

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Anche con il ribaltabins sul muletto si riesce a far scedere poca uva alla volta.

Potresti ribaltare l'uva su un nastro in cantina con scarico diretto nel portellone della pressa. In caso di difettosità usi il nastro anche per la cernita

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TNV scusa ma non hai capito noi buttiamo l'uva in una vasca di acqua da 1500 litri (soluzione citrica) per lavarla poi viene asciugata da un soffiatore tipo quelli del lavaggio auto e va nella coclea della pressa.

Quindi la modalità di scarico è importante se qualche fenomeno comincia a ribaltare 200kg alla volta come succederebbe di sicuro allora sarebbe un problema.

  • Confused 1
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42 minuti fa, Johndin ha scritto:

TNV scusa ma non hai capito noi buttiamo l'uva in una vasca di acqua da 1500 litri (soluzione citrica) per lavarla poi viene asciugata da un soffiatore tipo quelli del lavaggio auto e va nella coclea della pressa.

Quindi la modalità di scarico è importante se qualche fenomeno comincia a ribaltare 200kg alla volta come succederebbe di sicuro allora sarebbe un problema.

Tu hai gia' eseguito questa operazione con il citrico o ti proponi di farla?

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1 ora fa, Johndin ha scritto:

TNV scusa ma non hai capito noi buttiamo l'uva in una vasca di acqua da 1500 litri (soluzione citrica) per lavarla poi viene asciugata da un soffiatore tipo quelli del lavaggio auto e va nella coclea della pressa.

Quindi la modalità di scarico è importante se qualche fenomeno comincia a ribaltare 200kg alla volta come succederebbe di sicuro allora sarebbe un problema.

A ok, non avevo capito bene.

Allora hai già la risposta....cassetta

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14 ore fa, CBO ha scritto:

Tu hai gia' eseguito questa operazione con il citrico o ti proponi di farla?

La fanno tutti quelli che lavano l'uva non è una mia invenzione.

  • Thanks 1
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La fanno tutti quelli che lavano l'uva non è una mia invenzione.
Quest'anno ha provato anche Alan, poi ha notato che lavare 400 quintali per ettaro di roba diventava lunga allora alla fine ha desistito.
Scherzi a parte, il motivo del lavaggio tecnicamente quale sarebbe? E oltretutto, il vino cambia molto o sono le classiche quisquilie?

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21 ore fa, Johndin ha scritto:

Lo so ma usando la lavatrice per l'uva non si può rovesciarci dentro il bins deve entrare dolcemente.

Scusa tu riempiresti le cassette e poi dalle cassette alla vasca e poi nella lavatrice? Oppure entri direttamente con la vasca nel filare e svuoti le cassette lì e poi corsa alla lavatrice? Devi acquistare tutto cioè ad ora non hai nè bins nè cassette o hai già le cassette? I bins useresti quelli con la parete da 50-60 cm o proprio quelli grandi ? Dovresti fare due conti sui tempi proprio di tutte le operazioni. Se il meteo ti fa lavorare non ci sono problemi ma se devi correre devi riuscire a ottimizzare tutto. Ad esempio nel frattempo che tu vai a svuotare la vasca i tagliatori riescono a riempire le cassette o stanno fermi? Altrimenti il bins basso però devi sempre stendere e recuperare e poi comunque quello piccolo lo svuoteresti sempre ad uno a uno e ovviamente l'uva scende meglio però ne devi svuotare due al posto di uno di quelli grandi. Le cassette se hanno un buon incastro e le metti su una pedana le potresti trasferire con il muletto nel rimorchio porta cassette e a quel punto le movimenti a mano solo per metterle nella tua pedana e nella vasca. Però , per averlo fatto con i pomodori, non so quanti giorni di vendemmia si reggono a fare tutto a mano.

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1 ora fa, Johndin ha scritto:

La fanno tutti quelli che lavano l'uva non è una mia invenzione.

Lui e' il genio che si e' inventato questa poetica che puo' valere sui rossi (strano ma vero parla di macerazione ovvero contatto lungo di mosto con buccia) ma e' pura poetica sui bianchi dove hai un condivisione di spazi tra la parte liquida e quella solida dalla tramoggia alla all' uscita di pressa di forse 180/240 minuti.

Qui vanno di bins. Se non fosse per ragioni di certificazione fare un vascone (recupero di una tramoggia da 40/50 ql) con un pieno inclinato con un entrata per un compressore su un lato e una catena di caricamento sulla parte piu' inclinata la potrebbe fare il meccanico che ho in squadra. 

Ps.: avevo gia' postato il video

Edited by CBO
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Lui e' il genio che si e' inventato questa poetica che puo' valere sui rossi (strano ma vero parla di macerazione ovvero contatto lungo di mosto con buccia) ma e' pura poetica sui bianchi dove hai un condivisione di spazi tra la parte liquida e quella solida dalla tramoggia alla all' uscita di pressa di forse 180/240 minuti.
Qui vanno di bins. Se non fosse per ragioni di certificazione fare un vascone (recupero di una tramoggia da 40/50 ql) con un pieno inclinato con un entrata per un compressore su un lato e una catena di caricamento sulla parte piu' inclinata la potrebbe fare il meccanico che ho in squadra. 
Ps.: avevo gia' postato il video
Incredibile cosa si beve la gente, in tutti i sensi...

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22 ore fa, Gianni il Folle ha scritto:

Incredibile cosa si beve la gente, in tutti i sensi...

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Penso che certe esternazioni potrebbero anche essere interpretate in maniera offensiva nei confronti del proprio lavoro.

Io non vendo fumo, lavoro manuale come gli altri e mi smazzo parecchie operazioni perchè non voglio usare chimica.

Tu non ti puoi permettere di dire che quello che faccio io, che sia poetica come dice CBO (è la sua opinione che io non condivido chiaramente) o qualsiasi altra idea non mi interessa, sia fumo negli occhi per quelli che mi comperano il vino.

Ho un progetto serio di tracciatura di tutto quello che faccio in vigna per renderlo al mio cliente come analisi chimica e storia di quello che c'è nella bottiglia per cui spendo un sacco di soldi e non puoi pensare che venda fumo ai miei clienti OK?

 

@superbilly1973 la vendemmia si fa così adesso:

stendiamo le cassette (io ne ho circa 1000 così posso permettermi di mettere 100/120 quintali nel frigo e ripartire con la vendemmia il giorno dopo anche se si pigia) nel filare con un rimorchio e passiamo a caricare con un altro rimorchio che le porta in cantina poi vuotiamo le cassette direttamente nella lavatrice e portiamo via i vuoti se la pigiamo subito, oppure la lasciamo nei container frigo e la pigiamo il giorno dopo.

Col rimorchietto agrofer portiamo circa 104 casse piene e poi dipende, quest'anno l'abbiamo pigiata subito perchè era grandinata di solito si mette nei container frigo e poi si fa una giornata a pigiare

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Buongiorno @Johndin

X curiosità cosa costa un rimorchio portacasse agrofert come quello azzurro sopra? Sembra il mio ex carro autocaricante da balini.... Se sapevo così te lo vendevo a te! 😁

Ma ha un sistema di caricamento automatico delle cassette? 

Perché metti le casse in cella? A che temperatura? Grazie 

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Penso che certe esternazioni potrebbero anche essere interpretate in maniera offensiva nei confronti del proprio lavoro.
Io non vendo fumo, lavoro manuale come gli altri e mi smazzo parecchie operazioni perchè non voglio usare chimica.
Tu non ti puoi permettere di dire che quello che faccio io, che sia poetica come dice CBO (è la sua opinione che io non condivido chiaramente) o qualsiasi altra idea non mi interessa, sia fumo negli occhi per quelli che mi comperano il vino.
Ho un progetto serio di tracciatura di tutto quello che faccio in vigna per renderlo al mio cliente come analisi chimica e storia di quello che c'è nella bottiglia per cui spendo un sacco di soldi e non puoi pensare che venda fumo ai miei clienti OK?
 
@superbilly1973 la vendemmia si fa così adesso:
stendiamo le cassette (io ne ho circa 1000 così posso permettermi di mettere 100/120 quintali nel frigo e ripartire con la vendemmia il giorno dopo anche se si pigia) nel filare con un rimorchio e passiamo a caricare con un altro rimorchio che le porta in cantina poi vuotiamo le cassette direttamente nella lavatrice e portiamo via i vuoti se la pigiamo subito, oppure la lasciamo nei container frigo e la pigiamo il giorno dopo.
Col rimorchietto agrofer portiamo circa 104 casse piene e poi dipende, quest'anno l'abbiamo pigiata subito perchè era grandinata di solito si mette nei container frigo e poi si fa una giornata a pigiare
Ma Raffaele, tu mica sei parte lesa in tutto questo eh!!! Sei quello che usufruisce di tutta questa mentalità. È lo stesso identico processo che avviene col prosecco e che cbo ammette da anni di sfruttare. Non essere sempre così coi nervi tesi a fior di pelle, sappiamo benissimo che per raggiungere livelli estremi di nicchia come i vostri serve molto investimento e materiale umano. Xo rimane pur sempre una mia opinione, e tecnicamente alla fine poi molte operazioni non sarebbero nemmeno necessarie (cbo ha esplicato bene) ma servono al marketing. È brutto non ammetterlo.
È come noi col melone, perdiamo il doppio del tempo a fare le cassettine da 6 frutti ma mica vuol dire che i meloni son più buoni, è tutta una bella lavorata esclusivamente per il marketing. Pura ignoranza .

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21 ore fa, Johndin ha scritto:

Penso che certe esternazioni potrebbero anche essere interpretate in maniera offensiva nei confronti del proprio lavoro.

Io non vendo fumo, lavoro manuale come gli altri e mi smazzo parecchie operazioni perchè non voglio usare chimica.

Tu non ti puoi permettere di dire che quello che faccio io, che sia poetica come dice CBO (è la sua opinione che io non condivido chiaramente) o qualsiasi altra idea non mi interessa, sia fumo negli occhi per quelli che mi comperano il vino.

Ho un progetto serio di tracciatura di tutto quello che faccio in vigna per renderlo al mio cliente come analisi chimica e storia di quello che c'è nella bottiglia per cui spendo un sacco di soldi e non puoi pensare che venda fumo ai miei clienti OK?

...

Io sono gia' offeso caro collega. Sono offeso perche' il signore in video e pure tu se ne condidi la comunicazione stai sostenendo che io vendo un prodotto legale ma avvelenato.

Quando nel video si rileva che la frutta diversa dall' uva viene lavata per eliminare veleni sta affermando per trapasso che il derivato di un frutto non lavato contiene veleni ed e' vero ma non nel senso che dice lui ma per quello che ti spieghero' fra un po' e che tu devi dire al tuo cliente se lo scopo del tuo progetto non e' la semplice poetica.

La comunicazione e' sempre importante ma quando si toccano certi temi in un periodo come quelll attuale o si e' chirurgici o si denigra.

Fossi stato il giornalista avrei chiesto: perche' la mela viene lavata? E la risposta sarebbe stata: la mela viene lavata perche' puo' essere venduta e quindi consumata come materiale tal quale nella sua integrita' fisica. Anche l' uva da tavola viene lavata per lo stesso motivo. 

L' uva da fermentazione non viene lavata. Questo frutto, infatti, viene immesso nel mercato come derivato di un processo di trasformazione chimico/materiale unico e prende un nome preciso e distinto: vino.

Prima di arrivare al derivato il frutto subisce una doppia privazione: una materiale con l' eliminazione di elementi fisici e una chimica attraverso la trasformazione di elementi naturali n elementi industriali primo tra tutti l'alcool. In natura non si produce alcool come noi lo intendiamo. La vite infatti vive in un ambiente aerobico e l' alcool se si producesse renderebbe sterile il picciolo che e' in funzione della conservazione della specie. 

L' ignoranza purtroppo produce bavetta a secchi di fronte a certi baffi o a certe case nel bosco. Noi chimici abbiamo il dovere di bucare quei secchi perche' rischiamo che quei secchi ci vengano tirati adosso con una potenza elevata all' ennesima potenza dagli attuali strumenti di comunicazione con gravi conseguenze. 

Fare un parallelo tra mela e vino e' esercizio consapevole di malafede. Me ne assumo personalmente la responsabilita'. 

E mo ti spiego perche' il lavaggio del frutto lascia il suo derivato da fermentazione avvelenato quando frutto di gestione in convenzionale. Tu fai bio o fai convenzionale?

Se fai il secondo sappi che stai eliminando una minima parte di veleno. Il grosso e' nella buccia intesa come struttura e non come semplice superficie, e nella polpa: sistemici e cerodinamici in primis ma anche i cicotropici (Dimetemorf). Cosa rimane fuori da queste classi tra i prodotti che usi? Il rame, lo zolfo e le cimici. 

Le cimici che molti ventilavano come la piaga divina del vino ad oggi non risultano avere effetti in sede di vinificazione. 

Lo zolfo e il Rame. Gli effetti dello zolfo sono descritti in letteratura e non vorei farti imbarazzare ma fatti spiegare dal tuo chimico cosa fa e cosa non fa questo elemento se e quando arriva dentro un vaso.

L' eventuale punto di domanda riguarda il rame ma anche qui ti rinvio alla letteratura dandoti un imput semplice per non fraintedere quello che leggerai (controlla l' anno di scrittura): il nonno consumava in due trattamenti piu' Cu, in forma di ossicloruro tra l' altro, che il pronipote in tutta la stagione. Il proponipote chiude la stagione con idrossido o nella peggiore delle ipotesi con un tribasico. 

Abbiamo un enologo tra noi @Francesco F. che ci dica lui se ha mai riscontrato problemi di fermentazione dovuto alle quantita' di Cu presenti sulla buccia. E ci dica soprattutto se e dove questo metallo pesante termina il suo percorso nel processo di vinificazione.

Spero di essere stato chiaro o fai biologico e allora lavi per scopo edonistico o fai convenzionale e allora lavi per poco o nulla.

Sappi, pero', che quando lavi elimini il terroir del tuo futuro vino. Questo purtroppo il baffo lo ha dovuto ammettere tant'e' che dice di inoculare lieviti da lui selezionati attraverso una fermentazione di materiale non lavato (lievito madre ma il vino non e' mica come il pane uguale a se stesso ogni anno ...) raccolto in loco selezionando attentamente ceppo per ceppo ...

Lo puoi fare, intendo puoi abbattere il terroir, ma allora tu non sei piu' un semplice mediatore sincero tra campo e bicchiere. Sei un artista ovvero un soggetto che prende un sasso e lo sgrezza magari con ottimi risultati. Anche l' industriale fa la stessa cosa. Lui pero' lo fa perche' deve usare un protocollo di produzione predeterminato ma il risultato non cambia. Sia l' artista che l' industriale producono vini umani (belli e buoni) che nulla hanno a che fare con i vini naturali che devono portare nel bicchiere il campo che non ha nulla di edonistico.

Spero di essere stato chiaro.

Chi scrive e' maestro di poetica. L' anonimato mi permette anche di sgravarmi in parte la coscienza dalle mie punte poetiche aziendali. 

Leggi dove sono stati spesi i 4 sacchi citati dal baffo come sdoganamento di un modo alternativo di fare poetica. Leggi l' aspetto edonistico del vino.

Solo top

154340473305_CDB_MetodoCadelBosco_2018_ITA (1).pdf

Ps.: @Johndin: io mi preoccupo per la tua schiena. Pero' come si dice a casa mia "fin che l' olio condise la salata ... " ovvero se la tua poetica viene adeguatamente remunerata fai pure il bagnetto al trebbien via Verona, pero', preparati una poetica adeguata anche per chi ignorante non e' e da piccolo chimico qual' e' potrebbe chiederti l' origine del citrico che usi e da li iniziare una lezioncina accademica di chimica elementare sulle reazioni tra acidi organici dell' acino fessurato e di sintesi 🤭

Ogni singolo grappolo. Non uno di meno. 

Screenshot_20211018-075826_Samsung Internet.jpg

Ciao caro.

 

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Io sono gia' offeso caro collega. Sono offeso perche' il signore in video e pure tu se ne condidi la comunicazione stai sostenendo che io vendo un prodotto legale ma avvelenato.
Quando nel video si rileva che la frutta diversa dall' uva viene lavata per eliminare veleni sta affermando per trapasso che il derivato di un frutto non lavato contiene veleni ed e' vero ma non nel senso che dice lui ma per quello che ti spieghero' fra un po' e che tu devi dire al tuo cliente se lo scopo del tuo progetto non e' la semplice poetica.
La comunicazione e' sempre importante ma quando si toccano certi temi in un periodo come quelll attuale o si e' chirurgici o si denigra.
Fossi stato il giornalista avrei chiesto: perche' la mela viene lavata? E la risposta sarebbe stata: la mela viene lavata perche' puo' essere venduta e quindi consumata come materiale tal quale nella sua integrita' fisica. Anche l' uva da tavola viene lavata per lo stesso motivo. 
L' uva da fermentazione non viene lavata. Questo frutto, infatti, viene immesso nel mercato come derivato di un processo di trasformazione chimico/materiale unico e prende un nome preciso e distinto: vino.
Prima di arrivare al derivato il frutto subisce una doppia privazione: una materiale con l' eliminazione di elementi fisici e una chimica attraverso la trasformazione di elementi naturali n elementi industriali primo tra tutti l'alcool. In natura non si produce alcool come noi lo intendiamo. La vite infatti vive in un ambiente aerobico e l' alcool se si producesse renderebbe sterile il picciolo che e' in funzione della conservazione della specie. 
L' ignoranza purtroppo produce bavetta a secchi di fronte a certi baffi o a certe case nel bosco. Noi chimici abbiamo il dovere di bucare quei secchi perche' rischiamo che quei secchi ci vengano tirati adosso con una potenza elevata all' ennesima potenza dagli attuali strumenti di comunicazione con gravi conseguenze. 
Fare un parallelo tra mela e vino e' esercizio consapevole di malafede. Me ne assumo personalmente la responsabilita'. 
E mo ti spiego perche' il lavaggio del frutto lascia il suo derivato da fermentazione avvelenato quando frutto di gestione in convenzionale. Tu fai bio o fai convenzionale?
Se fai il secondo sappi che stai eliminando una minima parte di veleno. Il grosso e' nella buccia intesa come struttura e non come semplice superficie, e nella polpa: sistemici e cerodinamici in primis ma anche i cicotropici (Dimetemorf). Cosa rimane fuori da queste classi tra i prodotti che usi? Il rame, lo zolfo e le cimici. 
Le cimici che molti ventilavano come la piaga divina del vino ad oggi non risultano avere effetti in sede di vinificazione. 
Lo zolfo e il Rame. Gli effetti dello zolfo sono descritti in letteratura e non vorei farti imbarazzare ma fatti spiegare dal tuo chimico cosa fa e cosa non fa questo elemento se e quando arriva dentro un vaso.
L' eventuale punto di domanda riguarda il rame ma anche qui ti rinvio alla letteratura dandoti un imput semplice per non fraintedere quello che leggerai (controlla l' anno di scrittura): il nonno consumava in due trattamenti piu' Cu, in forma di ossicloruro tra l' altro, che il pronipote in tutta la stagione. Il proponipote chiude la stagione con idrossido o nella peggiore delle ipotesi con un tribasico. 
Abbiamo un enologo tra noi @Francesco F. che ci dica lui se ha mai riscontrato problemi di fermentazione dovuto alle quantita' di Cu presenti sulla buccia. E ci dica soprattutto se e dove questo metallo pesante termina il suo percorso nel processo di vinificazione.
Spero di essere stato chiaro o fai biologico e allora lavi per scopo edonistico o fai convenzionale e allora lavi per poco o nulla.
Sappi, pero', che quando lavi elimini il terroir del tuo futuro vino. Questo purtroppo il baffo lo ha dovuto ammettere tant'e' che dice di inoculare lieviti da lui selezionati attraverso una fermentazione di materiale non lavato (lievito madre ma il vino non e' mica come il pane uguale a se stesso ogni anno ...) raccolto in loco selezionando attentamente ceppo per ceppo ...
Lo puoi fare, intendo puoi abbattere il terroir, ma allora tu non sei piu' un semplice mediatore sincero tra campo e bicchiere. Sei un artista ovvero un soggetto che prende un sasso e lo sgrezza magari con ottimi risultati. Anche l' industriale fa la stessa cosa. Lui pero' lo fa perche' deve usare un protocollo di produzione predeterminato ma il risultato non cambia. Sia l' artista che l' industriale producono vini umani (belli e buoni) che nulla hanno a che fare con i vini naturali che devono portare nel bicchiere il campo che non ha nulla di edonistico.
Spero di essere stato chiaro.
Chi scrive e' maestro di poetica. L' anonimato mi permette anche di sgravarmi in parte la coscienza dalle mie punte poetiche aziendali. 
Leggi dove sono stati spesi i 4 sacchi citati dal baffo come sdoganamento di un modo alternativo di fare poetica. Leggi l' aspetto edonistico del vino.
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Ps.: @Johndin: io mi preoccupo per la tua schiena. Pero' come si dice a casa mia "fin che l' olio condise la salata ... " ovvero se la tua poetica viene adeguatamente remunerata fai pure il bagnetto al trebbien via Verona, pero', preparati una poetica adeguata anche per chi ignorante non e' e da piccolo chimico qual' e' potrebbe chiederti l' origine del citrico che usi e da li iniziare una lezioncina accademica di chimica elementare sulle reazioni tra acidi organici dell' acino fessurato e di sintesi
Ogni singolo grappolo. Non uno di meno. 
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Ciao caro.
https://www.tractorum.it/forum/uploads/emoticons/afro.gif.6c25a7e6958fd98cb3d7589fb7df1c54.gif[/img]?feature=oembed]  
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4 ore fa, CBO ha scritto:

Io sono gia' offeso caro collega. Sono offeso perche' il signore in video e pure tu se ne condidi la comunicazione stai sostenendo che io vendo un prodotto legale ma avvelenato.

 

Questo non l'ho mai scritto e sai benissimo che non metto becco o critico quello che fanno i colleghi.

Comunque hai dato ampio spunto di riflessione per quello che dovrei realizzare io (sai benissimo che io faccio conto lavorazione per adesso, ma mi sto organizzando con calma per mettermi in proprio), non si finisce mai di imparare.

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Il 17/10/2021 Alle 09:58, davide87 ha scritto:

Buongiorno @Johndin

X curiosità cosa costa un rimorchio portacasse agrofert come quello azzurro sopra? Sembra il mio ex carro autocaricante da balini.... Se sapevo così te lo vendevo a te! 😁

Ma ha un sistema di caricamento automatico delle cassette? 

Perché metti le casse in cella? A che temperatura? Grazie 

Diciamo che ce ne sono diversi modelli, però quello che porta 100 cassette piene, non autocaricante, con il timone sterzante idraulico costa più  o meno 7/8 k più iva poi dovrebbero fare un pò di sconto.

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5 ore fa, CBO ha scritto:

lo zolfo e il Rame. Gli effetti dello zolfo sono descritti in letteratura e non vorei farti imbarazzare ma fatti spiegare dal tuo chimico cosa fa e cosa non fa questo elemento se e quando arriva dentro un vaso.

L' eventuale punto di domanda riguarda il rame ma anche qui ti rinvio alla letteratura dandoti un imput semplice per non fraintedere quello che leggerai (controlla l' anno di scrittura): il nonno consumava in due trattamenti piu' Cu, in forma di ossicloruro tra l' altro, che il pronipote in tutta la stagione. Il proponipote chiude la stagione con idrossido o nella peggiore delle ipotesi con un tribasico. 

Abbiamo un enologo tra noi @Francesco F. che ci dica lui se ha mai riscontrato problemi di fermentazione dovuto alle quantita' di Cu presenti sulla buccia. E ci dica soprattutto se e dove questo metallo pesante termina il suo percorso nel processo di vinificazione.

Spero di essere stato chiaro o fai biologico e allora lavi per scopo edonistico o fai convenzionale e allora lavi per poco o nulla.

Sappi, pero', che quando lavi elimini il terroir del tuo futuro vino.

 

non posso esimermi dall'appropinquarmi ad una risposta esaustiva ma non del tutto esauriente: certo è che, non avvalendomi delle disquisizioni siffatte in materia, rimanderei ad altra sezione di codesto forum la disquisizione in itinere.

 

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non posso esimermi dall'appropinquarmi ad una risposta esaustiva ma non del tutto esauriente: certo è che, non avvalendomi delle disquisizioni siffatte in materia, rimanderei ad altra sezione di codesto forum la disquisizione in itinere.
 
Francesco non ti piegare ai poteri forti del forum!!!

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Comunque le mele, almeno finché ci bazzicavo, si lavavano per mille motivi tranne quello di togliere residui. Innanzitutto l'acqua andava bene per guidarle nelle macchine selezionatrici e, forse nello stesso bagno, credo ci fosse il fungicida che si dà prima di stoccarle in frigo. Che nessuno pensi che basta l'atmosfera controllata..

In ultimo, @Johndin: prima di imbarcarsi in avventure, se non le hai già fatte, non sarebbe opportuno fare le analisi multiresiduali di uva lavata e non e capire se ci sono differenze e, se ci sono, se sono significative? Se hai già riscontri in tal senso, come non detto. 

Perché, ragazzi miei, avete idea dei residui di un'integrata discretamente applicata? Sono ridicoli. In confronto una mela o un'uva di 30 anni fa era purissimo veleno.

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Il 17/10/2021 Alle 09:48, Johndin ha scritto:

 

@superbilly1973 la vendemmia si fa così adesso:

stendiamo le cassette (io ne ho circa 1000 così posso permettermi di mettere 100/120 quintali nel frigo e ripartire con la vendemmia il giorno dopo anche se si pigia) nel filare con un rimorchio e passiamo a caricare con un altro rimorchio che le porta in cantina poi vuotiamo le cassette direttamente nella lavatrice e portiamo via i vuoti se la pigiamo subito, oppure la lasciamo nei container frigo e la pigiamo il giorno dopo.

Col rimorchietto agrofer portiamo circa 104 casse piene e poi dipende, quest'anno l'abbiamo pigiata subito perchè era grandinata di solito si mette nei container frigo e poi si fa una giornata a pigiare

Scusa ma allora quale è il processo che vuoi ottimizzare? Perchè alla fine le cassette sempre a mano le devi scaricare e ricaricare e infine svuotarle. Oppure doti la squadra di cassette sufficienti a riempire il rimorchio-vasca e entri scarichi li e parti. Così tutti quanti scaricano e poi tornate a tagliare

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