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HP90

Difendere il tronco degli alberi, dai trapanatori

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1° La difesa va fatta identificando prima l'invasore? O vi sono soluzioni ad ampio spettro?

 

2° Ho come l'impressione che quando un albero ha problemi alle foglie e ha fuoriuscita di "miele" (non so se è il termine esatto) la causa si può trovare all'interno del tronco, confermate?

 

3° Molti usano imbiancare il tronco con la calce, la ritengo una soluzione poco efficace, è una pratica presente in altre regioni?

 

4° Cospargere il tronco con un prodotto chimico abbastanza concentrato può arrivare al frutto? L'albero ha delle barriere o un meccanismo che lo impedisce?

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Scusa HP, ma bisognerebbe tu dicessi di che tipo di alberi si stà parlando e magari quali esperienze hai avuto te in merito ai "trapanatori"!!.

Io per esempio in passato quando avevo dei bei meli e alberi da frutto in genere, ero spesso alle prese con i "rodilegno", che sono degli insetti che ti appioppano le uova nelle crepe della corteccia, (spesso al colletto della pianta) e in primavera sviluppano un bruco molto vorace che pratica delle vere e proprie gallerie all'interno del legno, tanto che a volte mi son trovato l'albero da frutto sdraiato irrimediabilmente.

Nel mio caso per esempio avevo letto che la spalmatura del tronco con una bella mano di grassello di calce poteva effettivamente proteggere da questo tipo di attacchi.

Ultimamente invece come trapanatori della corteccia dei miei olivi ho delle bestie un pò piu grosse: daini e caprioli!!!, che mi rovinano tutta la corteccia degli alberi, in particolare giovani, ma anche non più giovanissimi. E stò tappezzando i tronchi di shelters, con mediocri risultati...

Saluti, Gioma

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Per daini e caprioli mi sa che l'unico rimedio è una buona recinzione! :asd:

Nel mio caso gli alberi più a rischio, e qualcuno arriva a morire sono: susine, pesche, albicocco.

Leggendo in altri forum ho capito che la presenza di formiche è un indicatore di alto rischio, sia perchè allevano le afidi, ma anche perchè se non hanno niente da fare continuano gli scavi iniziati da altri insetti per costruire casa.

Alcune risposte le ho trovate mirando la ricerca verso gli oli minerali, usati come insetticidi (per una precedente esperienza con esito positivo),

chiamato "olio bianco".

In sintesi: Il mio primo problema è creare una barriera alle formiche (forse trovata).

E poi trovare qualche notizia sulla possibilità o rischio che prodotti applicati alla corteccia del tronco possano arrivare al frutto,

che siano oli minerali, o insetticidi neurotossici.

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Salve Hp 90:asd:

come te sono soggetto ogni tanto a delle visite sgradite di piccoli trapanatori che te ne accorgi :AAAAH:dal ( miele che ne esce ) nel mio caso nelle viti,è il Bostrico della vite penso :knuppel2:che sia lo stesso ospite (trapanatore )allego file saluti

 

Bostrico dei fruttiferi e della vite

 

Sintomatologia

 

I danni sono legati all’attività xilofaga delle larve e degli adulti. I danni sono localizzati prevalentemente sui tralci della Vite (raramente sul fusto o ceppo) e sui rami delle altre piante arboree colpite.

Sulla Vite i danni compiuti dagli adulti derivano dalla loro attività di alimentazione che si esplica attraverso la formazione di gallerie e di fori posti generalmente alla biforcazione dei tralci, in corrispondenza dei nodi, nel punto di inserzione di questi sul ceppo oltre che vicino alle legature. La presenza dei fori è rilevata dalla formazione di grumi di gomma prodotti in corrispondenza del tralcio attaccato e dai fori stessi.

I tralci con fori alla loro base si indeboliscono e si possono spezzare facilmente in modo particolare durante le operazioni di potatura.

L’attività degli adulti di escavazione avviene anche ad opera di:

  • adulti svernanti che formano corti cunicoli negli speroni delle potature, nei tralci morti o fortemente deperiti, oltre che sul ceppo di viti morte.
  • femmine che stanno per ovideporre determinano la formazione di gallerie decorrenti ad anello nei nodi di tralci morti, ma non completamente secchi.

I danni prodotti dalle larve derivano dalla loro attività di alimentazione entro gallerie longitudinali all’interno degli internodi dei tralci morti o deperienti. Le gallerie si caratterizzano per la formazione di rosura o massa pulvurenta molto compressa.

In seguito agli attacchi si verifica una riduzione del flusso linfatico e quindi riduzione dello sviluppo oltre che perdita di produzione. È da considerare che raramente l’entità degli attacchi di Sinoxylon sexdentatum è tale da costituire un serio pericolo per le piante o di parte del vigneto.

 

Gli attacchi dell’insetto suddetto sono particolarmente presenti e diffusi in caso di annate caratterizzate da forte siccità estiva oltre che su viti danneggiate da forti gelate invernali. Ciò perché in tali condizioni è facile reperire numerosi tralci disseccati oppure le piante presentano una ridotta vitalità: premesse per una colonizzazione da parte degli insetti in questione.

Frequenti sono i danni anche in vigneti dove è abitudine lasciare i residui della potatura nelle immediate vicinanze del vigneto stesso o dei filari. Infatti su tali residui è facile che si sviluppino le covate dell’insetto per poi diffondersi sulle piante circostanti.

 

Tecnica diagnostica

 

Oltre ai sintomi abbastanza caratteristici legati all’attività trofica degli adulti e delle larve di Sinoxylon sexdentatum, la sua identificazione e, di conseguenza, la diagnosi legata alla sua attività patogena avviene attraverso il riconoscimento delle larve e degli adulti in base alle caratteristiche morfologiche macroscopiche che li contraddistinguono.

Tale riconoscimento avviene sia con semplice analisi visiva, sia con l’ausilio di lenti, oltre che con osservazioni al microscopio ottico (a basso ingrandimento: max 40X) con micrometro per definire le dimensioni ed i particolari morfologici.

 

Tecnica di Campionamento

 

Il monitoraggio che dovrebbe essere effettuato nei confronti della presenza o meno dei bostrichi (Sinoxylon perforans e S. sexdentatum) si colloca durante le operazioni di potatura e consiste nella semplice analisi visiva.

In questa fase è importante verificare la presenza o meno di fori con adulti svernanti nei tralci, ceppi o sarmenti vecchi. Inoltre durante la piegatura dei tralci di allevamento verificare che questi ultimi si spezzano a causa dei fori presenti alla base.

 

Difesa

 

Ai fini della difesa e/o per ridurre i rischi di infestazione nei vigneti si possono adottare le seguenti operazioni:

  • Distruggere i resti delle potature con la trinciatura o con il fuoco.
  • Eliminare i vecchi tralci eventualmente lasciati sui fili allo scopo di costituire un appiglio per i nuovi tralci.
  • Legare alla base del ceppo della vite oppure appendere al filo dei fasci – esca costituiti da vecchi tralci, nei quali si svilupperanno le covate in seguito alla deposizione delle uova da parte delle femmine. I fasci – esca vanno posti lungo i filari a distanze di circa 20 metri l’uno dall’altro, per poi essere asportati e bruciati prima della formazione degli adulti, ovvero verso la metà di giugno.

Gli eventuali trattamenti di tipo chimico, da effettuarsi esclusivamente in caso di forti infestazioni, non danno risultati apprezzabili in relazione al lungo periodo di sfarfallamento degli adulti.

È da considerare che gli interventi dovrebbero collocarsi in corrispondenza del periodo di massimo volo (metà luglio – fine luglio) degli adulti, e di conseguenza gli interventi contro le tignole a base di fosforganici (che vengono effettuati in quel periodo), possono contenere anche gli adulti di Sinoxylon perforans e Sinoxylon sexdentatum.

 

Prodotti utilizzabili per la difesa

Gli eventuali prodotti utilizzabili, come detto, appartengono alla categoria dei fosforganici.

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La disinfezione dei tronchi degli alberi da frutto, è una cosa molto importante, l'uso della calce, affonda le radici in tampi lontrani, quindi prima di bollarlo come rimedio empirico, bisognerebbe stare attenti, nelle mia zona, molti ancora lo usano con successo, abbinato al verderame in fase di prima fioritura e successivamente a disinfezione dei frutti.

Spesso anche il solo verderame, tra le altre cose ammesso anche in agricoltura biologica, offre una buona barriera contro molti insetti.

Per olio a difesa dei tronchi, ci sono csi si uso di olio di lino cotto per la protzione dei tronchi dei castagni appena innestati.

Per l'uso di olio esausto, pur avendo dei risultati, non ci scordiamo che parliamo di prodotti altamente inquinanti e quindi vietati. Staimo attenti, perchè per fare danni ci vuole un attimo!

Edited by ilmarronaro
correzioni e aggiunte

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Purtroppo le decisioni che dobbiamo fare sono difficili perché condizionate da interessi finanziari.

Io verso i veleni neurotossici che attaccano il sistema nervoso ho le maggiori diffidenze.

Su gli oli minerali ci sono grossi affari che vanno dall'estrazione, commercio, riciclaggio, riutilizzo come carburante in centrali o simili.

Faccio un paragone con delle credenze antiche.

Fino a quando era giovane mia madre, la gente era terrorizzata dalla possibilità di rompere una bottiglia di olio di oliva, le disgrazie che sarebbero accadute alla famiglia erano di una paura indescrivibile.

Oggi che c'è una sovrapproduzione di olio di oliva e che non è raro rompere bottiglie di olio, si è capito che il motivo di quella credenza era la difficoltà che c'era un tempo per fare una bottiglia di olio.

Per questo ho dei dubbi su cosa è più tossico o neurotossico,

e mi piacerebbe il parere di un chimico imparziale e obiettivo.

 

Riguardo alla calce: So che è un rimedio buono,, ma di breve durata,

e sono convinto che appena asciuga le formiche ci passeggiano sopra senza difficoltà.

Prima non vedevo le formiche come un problema grosso, ma facendo bene i calcoli, da queste parti circa il 50% dei danni è fatto da loro.

Molti vecchi alberi di mandorlo e pere hanno il tronco svuotato e ci vivono migliaia di formiche.

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Il problema di questi insetti xilofagi è un problema molto grave che trova la miglior tecnica di eliminazione nella PREVENZIONE!!!Una volta che l'insetto si trova all'interno del tronco,l'unico metodo valido di eliminazione sta nell'utilizzare un fil di ferro uncinato e tirare fuori letteralmente la larva.Certo è un metodo un po' dispendioso in fatto di tempo,ma certamente essenziale in caso di forte attacco.

La prevenzione è tutto;installare trappole sessuali per il monitoraggio dei voli e fare trattamenti nei periodo di sfarfallamento con prodotti adeguati è essenziale,e ancor migliore se a questo si aggiunge una bella confusione sessuale specifica(il costo è veramente basso).Pensate che io nel meleto con la confusione e con un trattamento all'anno ho risolto il problema.

Secondo me tutti gli altri metodi sono inefficaci,se nn del tutto quasi(o almeno di breve durata).

Quando una pianta evidenzia i sintomi di cui sopra,è già troppo tardi per lei;può essere che non muoia,ma di certo non tornerà più come prima.Meglio controllare la presenza di segatura per intervenire tempestivamente piuttosto che aspettare la comparsa di "miele".

Ricordo che gli insetti xilofagi sono essenzialmente tre:

-Rodilegno rosso(cossus cossus),larva di grandi dimensioni(come il pollice circa)di colore rosso,scava le sue gallerie orizzontalmente girando attorno al tronco

-Rodilegno giallo (zeuzera pyrina),larva di piccole dimensioni(ma non troppo piccole)di colore giallo,scava le sue gallerie verticalmente al centro del tronco

-Sesia(ora nn ricordo il nome scientifico),si trova come sesia del melo ma i problemi maggiori li provoca su kaki.E' forse la più subdola in quanto erode il legno subito sotto alla corteccia,principalmente nelle inserzioni delle branche,ed è praticamente impossibile da eliminare meccanicamente una volta entrata.Chimicamente ci sono poche soluzioni,se non preventive.

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Con una o due piante si può tentare di cavare il ragno dal buco, :fiufiu:

ma quando le piante sono tante non è facile beccarlo in tempo.

Intanto a Striscia la notizia hanno intervistato un esperto del nord Africa

sul problema del punteruolo rosso,

Striscia la Notizia - Video

usa degli olii naturali (ma va a vedere che non abbia lo stesso effetto del minerale?) :fiufiu:

alla faccia di chi altrove mi considerava un pazzo ;)

Edited by HP90

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Con una o due piante si può tentare di cavare il ragno dal buco, :fiufiu:

ma quando le piante sono tante non è facile beccarlo in tempo.

Intanto a Striscia la notizia hanno intervistato un esperto del nord Africa

sul problema del punteruolo rosso,

Striscia la Notizia - Video

usa degli olii naturali (ma va a vedere che non abbia lo stesso effetto del minerale?) :fiufiu:

alla faccia di chi altrove mi considerava un pazzo ;)

Purtroppo a danno avvenuto l'unica possibilità per risolvere il problema è quella del fil di ferro.Per poter salvare le piante del mio meleto ho controllato 2650 piante una ad una ed eliminato le larve presenti.Tempo necessario;all'incirca due ore,quindi non esageratamente troppo,anche perchè considera che avere una larva o più in ogni pianta è difficilissimo.In più è un'operazione che se poi adotti la prevenzione non è più necessaria.Infatti poi non ho avuto più nessun problema.

Inoltre è facile scovarli perchè non devi controllare se ci sono i fori,ma se c'è la segatura,facilmente visibile camminando tra le fila...

Se no possiamo provare col mega microonde!!!!L'ho visto a striscia pure quello!!!Ahahahah!!!! :2funny:

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Purtroppo a danno avvenuto l'unica possibilità per risolvere il problema è quella del fil di ferro.Per poter salvare le piante del mio meleto ho controllato 2650 piante una ad una ed eliminato le larve presenti.Tempo necessario;all'incirca due ore,quindi non esageratamente troppo,anche perchè considera che avere una larva o più in ogni pianta è difficilissimo.In più è un'operazione che se poi adotti la prevenzione non è più necessaria.Infatti poi non ho avuto più nessun problema.

Inoltre è facile scovarli perchè non devi controllare se ci sono i fori,ma se c'è la segatura,facilmente visibile camminando tra le fila...

Se no possiamo provare col mega microonde!!!!L'ho visto a striscia pure quello!!!Ahahahah!!!! :2funny:

 

:asd:

dei cossus cossus su ciliegio li ho cavati fuori con i "raudi":nutkick:

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Raudi? Ho chiesto a google di spiegarmi cosa fossero,

fai delle microcariche di dinamite? :AAAAH:

 

Chiisà che metodo di prevenzione adotta "sazza"

In più è un'operazione che se poi adotti la prevenzione non è più necessaria.Infatti poi non ho avuto più nessun problema.

 

---------------------

http://www.agraria.org/entomologia-agraria/cossus-cossus.htm

 

Lotta guidata

I trattamenti specifici nel periodo dell'ovideposizione non sempre danno risultati soddisfacenti, in considerazione dell'ampio intervallo di sfarfallamento; per sopperire a questo inconveniente è possibile attuare il monitoraggio ambientale, mediante l'uso di trappole sessuali.

Le trappole vanno installate circa nella prima metà del mese di maggio.

In questo caso il trattamento va eseguito sugli organi legnosi nel periodo di massima cattura; i prodotti da utilizzare sono gli insetticidi fosforganici eventualmente miscelati con Oli bianchi, per migliorare la persistenza e la penetrazione.

 

Lotta alla infestazione in atto

Questa lotta viene eseguita con attacchi già in atto e con evidenti segni delle gallerie; consiste nell'eliminazione delle larve con mezzi meccanici (fili di ferro che risalgono la galleria fino al raggiungimento della larva) o con mezzi chimici, insufflando nelle gallerie insetticidi allo stato di aerosol, saturando le gallerie stesse, e chiudendole con stucco. Questi metodi non sempre hanno il successo sperato sia per la difficoltà di raggiungere le larve sia perché, comunque, il danno è già avvenuto. La loro applicazione è spesso limitata a piante ornamentali.

 

cossus-cossus1.jpg

Edited by HP90

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Raudi? Ho chiesto a google di spiegarmi cosa fossero,

fai delle microcariche di dinamite? :AAAAH:

 

Chiisà che metodo di prevenzione adotta "sazza"

 

 

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http://www.agraria.org/entomologia-agraria/cossus-cossus.ht

 

Lotta guidata

I trattamenti specifici nel periodo dell'ovideposizione non sempre danno risultati soddisfacenti, in considerazione dell'ampio intervallo di sfarfallamento; per sopperire a questo inconveniente è possibile attuare il monitoraggio ambientale, mediante l'uso di trappole sessuali.

Le trappole vanno installate circa nella prima metà del mese di maggio.

In questo caso il trattamento va eseguito sugli organi legnosi nel periodo di massima cattura; i prodotti da utilizzare sono gli insetticidi fosforganici eventualmente miscelati con Oli bianchi, per migliorare la persistenza e la penetrazione.

 

Lotta alla infestazione in atto

Questa lotta viene eseguita con attacchi già in atto e con evidenti segni delle gallerie; consiste nell'eliminazione delle larve con mezzi meccanici (fili di ferro che risalgono la galleria fino al raggiungimento della larva) o con mezzi chimici, insufflando nelle gallerie insetticidi allo stato di aerosol, saturando le gallerie stesse, e chiudendole con stucco. Questi metodi non sempre hanno il successo sperato sia per la difficoltà di raggiungere le larve sia perché, comunque, il danno è già avvenuto. La loro applicazione è spesso limitata a piante ornamentali.

 

cossus-cossus1.jpg

 

:asd::asd:

 

i raudi sono quei petardini gialli del diametro di 5 mm.

se il foro è piccolo uso quei piccolini rossi.

ho visto dei beni uscire maciullati,

penso grazie al rinculo(contropressione).

quando son penetrati troppo, tocca andarci dietro con fil di ferro e a

volte scorticare un pò.

ho notato che tendono a rosicchiare parecchio a luglio agosto e a ripresa vegetativa

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La medicina finale

 

t88360_110409-tronco-susino.jpg

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