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Introduzione

 

L’olio vegetale puro inteso come biocarburante è ottenuto dalla spremitura meccanica dei semi di oleaginose, girasole colza e soia sono tra le più comuni e successiva filtrazione. Si tratta quindi di un biocarburante ottenuto solo attraverso un processo fisico-meccanico, senza l’intervento di alcuna raffinazione chimica. Se l’olio ottenuto non viene transesterificato (in questo caso diventa biodiesel e ne parleremo in un altro 3d dedicato), cioè rimane allo stato grezzo, può ugualmente trovare applicazione come combustibile nelle caldaie al posto del gasolio oppure come combustibile nei motori diesel, purché si adottino gli opportuni accorgimenti.

 

Gli oli grezzi si presentano, quindi, come combustibili più economici del biodiesel, purtroppo la loro combustione nei motori stradali è problematica (sia perché la quota di olio vegetale defiscalizzato è molto limitata, sia perché i motori automobilistici devono subire pesanti modifiche per poter funzionare ad olio vegetale puro), nei motori stazionari, invece, dove le condizioni di funzionamento sono più favorevoli, la combustione è realizzabile adottando alcune precauzioni.

Questo fatto rende gli oli grezzi adatti per i motori stazionari cogenerativi, dove alla convenienza energetica propria delle cogenerazione si unisce l’utilità ambientale di un biocombustibile.

 

Caratteristiche chimiche e fisiche

 

Le proprietà caratteristiche come la densità e il punto di infiammabilità sono dei valori fissi, dipendenti dal tipo di seme impegnato per l’ottenimento dell’olio. Le proprietà variabili sono influenzate da alcuni fattori: condizioni di coltura e di raccolta, la qualità del seme, il processo di trasformazione e l’immagazzinamento.

 

Le principali, caratteristiche degli oli grezzi, riassunte in tabella , evidenziano innanzitutto che essi hanno una viscosità fino a 20 volte maggiore del gasolio e un punto di infiammabilità nettamente più elevato (circa 220°C), oltre a una tendenza alla polimerizzazione, legata all’ossidazione o all’azione termica, inoltre una composizione ricca di ossigeno: se questa caratteristica è garanzia di una migliore combustione (si ricorda che la combustione è una reazione chimica che richiede la presenza dell’ossigeno), da un altro punto di vista è indice di una minore capacità di produrre energia, capacità che dipende dalla concentrazione di carbonio e di idrogeno.

Infatti, la tabella mostra che il potere calorifico degli oli grezzi è più basso di quello di un gasolio.

 

Un’altra caratteristica fisica importante è la viscosità, legata alla possibilità di iniezione del combustibile nella camera di combustione dei motori diesel. Gli oli grezzi sono molto viscosi perché composti da lunghissime molecole che ostacolano lo scorrimento delle une sulle altre; ciò comporta una cattiva nebulizzazione nella camera di combustione e quindi una cattiva combustione.

 

 

 

Parametri

 

 

tabella_dati_thumb.jpg

 

Caratteristiche energetiche e fisico-chimiche dell’olio vegetale. (Fonte Informatore Agrario 09/2007).

 

Queste caratteristiche sono la base principale della progettazione delle modifiche da effettuare ai motori.

 

Potere calorico volumico, massico e densità: Per queste prime caratteristiche, che determinano la potenza nei motori, non sono necessarie modifiche, pertanto i motori svilupperanno circa il 10% di potenza in meno.

 

Numero di cetano: Per questa caratteristica, che determina la facilità di accensione a freddo, bisogna dotare i motori di dispositivi atti a compensare questo limite.

 

Punto di accensione: Per questa caratteristica che indica la temperatura minima di accensione del combustibile nella camera di scoppio, considerando che in alcune zone della stessa la temperatura media è inferiore ai 300°, sono necessari dispositivi di correzione.

 

Viscosità: Per questa caratteristica, che indica la fluidità necessaria per una corretta polverizzazione da parte degli iniettori ed una corretta scorrevolezza all'interno della pompa ad iniezione, bisogna dotare i motori di dispositivi atti a ridurne la viscosità ad almeno la metà di quella originale.

 

Acidità: Durante il funzionamento dei motori una piccola parte del carburante trafila tra la camera di scoppio ed il basamento, contaminando l'olio motore, questo, di carattere basico, reagisce con il carburante acido formando sali che modificano le caratteristiche dell'olio motore rendendone necessaria la sostituzione più frequentemente. Tale inconveniente viene risolto tramite additivi di origine vegetale per la correzione del pH dell’olio motore e/o dell’olio combustibile.

 

La tecnologia

 

Per le caratteristiche descritte nel paragrafo precedente gli oli vegetali provocano degli inconvenienti funzionali nei motori diesel, principalmente a causa della loro viscosità rispetto al gasolio: incrostazioni sugli iniettori, e nelle fasce elastiche, problemi alla pompa di iniezione, diluizione dell’olio lubrificante da parte del’olio vegetale ecc. Quindi l’uso dell’olio vegetale puro come biocombustibile presuppone specifiche modifiche al motore; inoltre non tutti i tipi di motori possono essere adattati con successo. I principali sistemi di adeguamento dei motori sono suddivise in due categorie: sistema a un serbatoio e sistema a due serbatoi:

 

• I primi prevedono per il riscaldamento dell’olio vegetale prima della combustione (60-70 °C) per ridurre la sua viscosità.

• I motori adattati con sistema a due serbatoi sono avviati e arrestati a gasolio, mentre nella fase intermedia, in condizioni ottimali, sono fatti funzionare con l’olio vegetale.

 

Oltre ai due sistemi sopraelencati è importante effettuare le seguenti operazioni:

 

• Controlli più frequenti delle pompe e degli iniettori.

• Cambio più frequente dell’olio lubrificante.

 

Si tratta di accorgimenti semplici e di facile realizzazione ma che purtroppo aumentano i costi di esercizio. Come detto, non tutti i motori possono essere convertiti con successo, ci sono alcune aziende specializzate che vendono motori per cogenerazione già modificati per l’utilizzo di olio vegetale, oppure si possono acquistare kit di trasformazione (1 o 2 serbatoi) che convertono motori diesel a olio vegetale.

 

Poiché il potere calorifico degli oli grezzi è mediamente inferiore del 3-14 % rispetto al gasolio il consumo specifico (g/kwh) di olio grezzo risulterà aumentato della stessa percentuale. A parziale compensazione di questo aspetto negativo interviene l’ossigeno presente nelle molecole dell’olio, che agisce a favore di una buona combustione, in sostanza, il rendimento del motore non si abbassa passando dal gasolio all’olio, anzi in alcuni casi può avere un incremento anche di un punto percentuale.

 

Le emissioni sono suddivise in emissioni regolamentate e non regolamentate, le prime sono soggette a restrizioni di legge, le seconde sono libere. Le emissioni variano fortemente con il tipo di motore (iniezione diretta) e con il suo stato; variano anche con il carico e il numero di giri. In condizioni ottimali di combustione (olio preriscaldato, motore in buone condizioni), le emissioni regolamentate rispetto a quelle medie del gasolio si possono così riassumere (Informatore Agrario 37/2007):

 

• Ossido di carbonio (CO): - 50 %, 0%.

• Idrocarburi incombusti (HC): - 20 %, 0 %.

• Ossidi di azoto (NOX): - 15%, + 5%.

• Particolato: (polveri totali emesse): - 60 %, - 10 %.

 

Per quanto riguarda le emissioni non regolamentate (idrocarburi policiclici aromatici, benzene, aldeidi, sostanze organiche volatili, ecc., sostanze talvolta tossiche) le loro concentrazioni sono sempre più basse rispetto al gasolio tranne che per la formaldeide; si tratta in ogni caso di quantità molto modeste (Informatore Agrario 37/2007).

 

L’olio vegetale risponde bene concetto di microfiliera locale corta. Cioè l’installazione in azienda di un microcogeneratore alimentato da olio di girasole e/o colza direttamente nell’azienda agricola, si adatta anche a piccole aziende infatti possiamo avere impianti di micro-cogenerazione alimentati ad olio vegetale da poche decine di Kweh.

 

All’interno della microfiliera sono compresi tutti i passaggi produttivi fino al prodotto finito: l’energia:

 

1) La produzione dei semi di girasole e/o colza.

2) L’estrazione, presso il centro di raccolta dell’azienda dell’olio vegetale, e del relativo panello.

3) L’alimentazione del modulo di microcogenerazione, connesso alla rete elettrica MT con l’olio vegetale prodotto in azienda.

4) Il panello d’estrazione potrà essere destinato all’alimentazione animale, o venduto sul mercato.

 

filiera_olio_thumb.jpg

 

Schema riassuntivo

 

Per la spremitura si utilizzando macchine che effettuano una frangitura per schiacciamento a freddo e non per "macinazione a martelli" separando all'inizio della lavorazione di spremitura, la pasta del prodotto in lavorazione, il quale viene poi macinato e scaricato separatamente sotto forma di pellet.

 

Macchine Spremitrici

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Le presse hanno una capacità che varia da 20 ad altre 200 kg/ora di semi lavorati si va da un costo di poco più di 3000 € per la sola pressa da 20 kg/ora, ad ben oltre 50 mila € per un sistema completo e automatizzato con coclea di riempimento, pressa da 200 kg/ora anche 2-3 messe parallelo, serbatoi per l'olio, raccoglitore per il pellets ecc.

 

I motori ad olio vegetale sono commercializzati da delle ditte che modificano motori diesel, e li garantiscono per il funzionamento ad olio vegetale, (ricordo che un cogeneratore funziona circa 8000 ore all'anno quindi è importante anche la manutenzione, spesso si paga una tariffa annua che prevede un full service con eventuale pagamento da parte della ditta del fermo macchina), i costi sono circa 2000 € a kw compreso l'impianto di cogenerazione.

 

Da 100 kg di oleaginose mediamente si estraggono circa 33 litri di olio, il resto è panello proteico. L’olio uscito da questa macchina, verrà filtrato e purificato, per eliminare le impurità che possono creare problemi al motore.

 

La cogenerazione è la produzione simultanea di energia meccanica o elettrica e di energia termica in un unico processo. Nei motori termici solo il 30% circa dell’energia immessa nel motore con il combustibile viene convertita in energia meccanica, mentre il 60 % circa viene a trovarsi alla fine del processo sotto forma di energia termica a bassa temperatura, la quale, in forza del secondo principio di termodinamica, deve essere scartata, il restante 10 % è energia assorbita dagli ausiliari del motore e dagli attriti interni. Il recupero di una quota dell’energia termica da scartare costituisce l’essenza della cogenerazione.

 

Ciò può essere fatto agevolmente nei motori stazionari per mezzo di scambiatori di calore che recuperano energia termica dall’olio del motore, dall’acqua di raffreddamento, dall’aria di sovralimentazione se il motore è sovralimentato e infine dai gas di scarico.

 

L’energia termica può essere usata per il riscaldamento o all’interno di processi industriali oppure ancora come energia termica negli impianti frigoriferi ad assorbimento, oppure per essiccare ad esempio il mais aziendale. I generatori possono essere alimentati sia ad olio di girasole che di colza. La quantità necessaria per alimentare un modulo è di circa 1,8 ton/anno di olio vegetale per kWh prodotto, che possono essere prodotte con circa 5 ton di semi di Girasole e/o Colza.

L’energia elettrica prodotta potrà essere autoconsumata in parte o in toto, come può essere ceduta tutta alla rete.

Dal processo di estrazione si ottiene un panello proteico particolarmente adatto all’alimentazione bovina da carne.

 

Aspetti energetici

 

Gli oli grezzi producono più o meno energia di quella che è necessario spendere per la loro produzione? Se si conteggiano tutti i contributi di energia fossile forniti durante l’intero ciclo di vita dell’olio grezzo (energia per fertilizzanti, per le macchine agricole, per il trasporto, per la lavorazione industriale, ecc.) risulta che per produrre 1 kJ di energia da olio grezzo si sono dovuti spendere 0,2-0,4 kJ di energia di origine fossile, il rapporto quindi è pari a circa tre (Informatore Agrario 09/2007).

 

Perciò, sostituire una unità di energia fossile con una di energia da oli grezzi comporta un risparmio del 70% circa. Inoltre, gli oli grezzi producono meno anidride carbonica rispetto al gasolio; infatti, tenendo conto dei contributi di energia fossile durante l’intero ciclo di vita entrambi i combustibili, risulta che:

 

1 MJ da olio vegetale produce 20-25 g di CO2.

1 MJ da gasolio produce 90-93 g di CO2.

 

In definitiva, la sostituzione, di 1 t di gasolio con 1,17 di olio (la quantità di olio vegetale in grado di fornire la stessa energia) conduce mediamente a un risparmio di 2,8 t di CO2 (Informatore Agrario 09/2007).

Da questi dati viene tutta l’importanza dei biocarburanti nella lotta alle emissioni di gas serra.

 

Olio vegetale per autotrazione: un po’ di chiarezza

 

L’utilizzo di olio puro come carburante nei motori ordinari è argomento assai dibattuto e viene più e più volte propinato corredato da numerose testimonianze, spesso tra loro contrastanti tanto da farlo diventare una vera e propria leggenda metropolitana.

 

Dato l’aumento del prezzo della benzina e del gasolio, negli ultimi tempi si è sparsa la voce (soprattutto nei blog e nei forum) che nelle macchine diesel si può utilizzare direttamente l’olio vegetale senza particolari problemi, questo è vero per il biodiesel ma non certo per l’olio vegetale grezzo!

 

Basta pensare a tutti gli accorgimenti che abbiamo visto per un motore da cogenerazione, quindi per le automobili soprattutto quelle di ultima generazione che montano sistemi di alimentazione sofisticati (common rail, o iniettore pompa) è praticamente impossibile usare l’olio vegetale puro anche adottando kit di conversione, infatti in diversi casi si sono verificati danni alla pompa o agli iniettori; tali danni sono documentati nei vari forum sull’argomento da utenti che hanno provato l’innovazione, ma sono dovuti tornare al gasolio.

Infatti: una delle ragioni dei grippaggi è che gli olii vegetali contengono cere e se non vengono polverizzati a sufficienza dagli iniettori e quindi bruciati correttamente possono trafilare tra pistoni e cilindri e arrivare ad inquinare l'olio motore. I trafilamenti causano l'incrostazione delle sedi delle fasce elastiche dei pistoni, che le fa bloccare, limitandone la tenuta, e questo contribuisce ad aumentare ancor di più il flusso di olio vegetale nella coppa olio motore. L'olio vegetale, inoltre, non è adatto a sopportare le temperature dell'olio motore, poiché polimerizza e causa incrostazioni.

 

La rivista Quattroruote (agosto 2005) ha eseguito un test distruttivo con l'olio di colza al 70% su un moderno motore common rail di una Fiat Punto 1.9 JTD, riscontrando l'incollamento delle fasce elastiche dei pistoni e l'otturazione dei condotti di lubrificazione del turbocompressore. L’auto in questione ha avuto danni al turbo dopo appena 7.300 chilometri percorsi continuativamente con olio vegetale non esterificato in miscela al 70 % con il gasolio e privo di additivi; il motore è stato sezionato e le foto mostravano l'otturazione dei condotti del turbocompressore.

 

Questo accade nei moderni motori, ma anche i motori di 15-20 anni fa a precamera se alimentati con olio vegetale grezzo accorciano e di molto la loro durata. Una buona percentuale delle automobili moderne, e particolarmente quelle ingegnerizzate dopo il 1999, sono garantite dal costruttore per l'utilizzo di biodiesel, ma non per l'olio puro.

 

Inoltre l’utilizzo di olio vegetale grezzo fa decadere la garanzia, quindi è abbastanza logico pensare che la casa automobilistica possa comunque far pagare al cliente anche danni non provocati dall’olio di colza o girasole. Usare olio vegetale puro come carburante in Italia è illegale. Infatti, la legge italiana prevede una sanzione amministrativa per chi evade l'accisa sui carburanti: il decreto legislativo n. 504 del 26 ottobre 1995, il Testo Unico in materia di accise, all'art. 40 prevede:

"è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa dal doppio al decuplo dell'imposta evasa, non inferiore in ogni caso a euro 7.746, chiunque: ...omissis... destina ad usi soggetti ad imposta od a maggiore imposta prodotti esenti o ammessi ad aliquote agevolate".

Per quanto riguarda il possibile utilizzo dell’olio grezzo sui trattori anche qui ci sono molti problemi da risolvere sempre riguardanti l’affidabilità dei motori.

 

Un esempio molto interessante è rappresentato dal progetto Voice, finanziato dall’Ue e condotto dal Crear dell’università di Firenze, con la partecipazione di numerosi partner (Arsia, Coldiretti, Cia, Provincia di Firenze ecc.), che sta portando avanti una serie di prove per la creazione di un impianto per l’estrazione dell’olio vegetale puro dal girasole a partire dalle varietà più adatte nell’area toscana, fino all’impiego in trattrici e motori aziendali.(Informatore Agrario 40/2007).

 

DEUTZ 80 cv alimentato a olio di colza

 

La produzione e l’impiego dell’olio vegetale puro sono particolarmente adatti al settore agricolo, che può produrre direttamente in azienda e in consorzi e consumare in loco il combustibile.

 

Questo permetterà agli agricoltori di massimizzare i loro benefici economici (se e quando il conto energia diventerà realtà), specie quando l’olio è valorizzato in cogeneratori e/o impiegato per l’alimentazione dei trattori, attivando in questo modo la filiera corta.

Edited by DjRudy

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Scusa djrudy ma secondo te questi impianti a olio vegetale sono remunerativi anche prendendo il terreno in affitto?sono un patito dell;agricultura anche se sono impegnato tut to in un altro settore.Vorrei investire in questo settore per avvicinarmi al mondo agricolo visto che della fabbrica sono decisamente stanco (dopo piu di 20 anni ).non sono agricoltore ma un po ne so e poi provengo da una famiglia di agricoltori.Mi hanno proposto un impianto da 100 kw e dal bussines plan che mi hanno fatto direi che si possono tirar fuori dei bei soldini apatto di aver a disposizione almeno 100 ettari (pochi vero)per piantare le varie colture necessarie.Quindi chiedo a te o ad altri utenti che hanno esperienza nel settore se potete darmi delle informazioni in piu perche le aziende che costruiscono questi impianti di solito non ti dicono tutto visto che devono vendere il propio prodotto.Grazie a tutti in anticipo

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ciao max, benvenuto su tractorum!

 

Per l'estrazione dell'olio da oleaginose (girasoli o colza) occorre che tutto il seme sia conservato a meno del 8 % di umidità.

 

Poi deve essere pulito dalle impurità con un setaccio:

 

:: Bracco s.r.l. :: a 30 - pulitore per semi a 3 setacci

 

una spremitrice e filtri tipo questa:

 

:: Bracco s.r.l. :: a 10 - macchina serie 110 “COTER 110-200”

 

a questo punto occorre un generatore da 100 kw che possa essere alimentato a olio vegetale

 

PRAMAC - GSW 145

 

modificato con questo kit

 

ELSBETT-OnlineShop

 

Ovviamente sul motore non vi è garanzia sulla durata dato che è alimentato a olio puro e non a gasolio.

 

Un motore da 100 kw consuma circa 25 litri/ora, calcolando di farlo andare circa 7500 ore all'anno consumerà:

 

7500 x 25 = 187.500 litri quindi 1875 q.li di olio vegetale.

 

Da 1 q.le di girasoli si estraggono circa 33 litri di olio, quindi occorrono circa 5000-5500 q.li di girasoli o colza per alimentare un generatore a olio vegetale da 100 kw.

 

Il 49 % della biomassa può essere acquistata all'esterno dell'azienda, ma l'azienda deve produrre almeno 2700 q.li di girasoli o colza, che con una produzione media di 25 q.li/ha (media di 5 anni) occorrono più di 100 ettari all'anno per produrre il 51 % della biomassa che serve per alimentare l'impianto. Dato che non si può fare girasoli su girasoli con 100 ettari fai ben poco ne occorrono almeno il doppio.

 

100 kw x 7500 ore = 750.000 kw prodotti all'anno x 0,28 €/kw = 210.000 € + iva

 

a questo aggiungi circa 3200 q.li di panello proteico che potrai vendere a circa 6-7 €/ q.le che ti ripagherà circa i costi di spremitura.

 

Sistema vaglio-pressa-filtri costano da 40 a 150 mila € a seconda della marca

 

Un generatore da 100 kw silenziato ci vogliono da 25 a 35 mila €

 

Altri produttori italiani di sistemi di spremitura e filtraggio:

 

Mailca s.r.l. - Macchine per l'industria alimentare e la produzione di bio-carburanti

 

Galigani Filtri Srl - filtrazione industriale, costruzione filtri pressa e pompe

 

Oliotechnology - Pressa per olio EL160 15 kW

 

Per qualsiasi altra informazione o curiosità chiedi pure.

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ciao max benvenuto!!

un paio di considerazioni.

i businness plan vanno presi con le dovute cautele, questa non è una scenza esatta e le variabili in gioco sono molte; può succedere che invece di 25 qt/ha la produzione sia più bassa, che non ne esca il 33%, rotture ecc...

quindi credo che prima di pensare ai bei soldini bisogna pensare a dei margini di sicurezza notevoli.

 

uno dei problemi maggiori stà nello stoccaggio infatti per seccare ingenti quntitativi di girasole e stoccarli di modo che non marciscano non è per nulla semplice

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Giustissimo il ragionamento di puntoluce, il mio era solo un calcolo di massima, dove mancano ancora varie voci di costo tipo:

 

  • costo essiccazione biomassa
  • energia elettrica per vagliare-spremere i girasoli,
  • filtraggio olio
  • manodopera una pressa fa 300 kg/ora di seme, per spremere 5000 q.li occorrono quasi 2000 ore di lavoro, oppure si automatizza tutto ma il costo dell'impianto sale.
  • accisa di 12 € ogni 1000 litri di olio
  • manutenzione motore: cambio olio, filtri, varie ed eventuali

 

e sicuramente altre che non mi vengono in mente.

 

Comunque al netto di tutto (manodopera, energia, ammortamenti e manutenzioni) il girasole viene valutato circa 32 €/q.le poco o tanto quello è ed è garantito per 15 anni, a quel punto occorre solo lavorare per abbassare i costi di produzione del girasole (minima lavorazione, sodo ecc). Mentre se si aspetta il mercato un anno può andare a 20 € (quest'anno) poi andare a 30, tornare a 18 ecc ma se fate la media del prezzo degli ultimi 6-7 anni il girasole non va oltre i 25 €/q.le, invece con un impianto del genere sistemate i vari problemi di logistica si hanno 32 € assicurati per 15 anni.

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Uso dell'olio vegetale come carburante

La progettazione dei motori Diesel a gasolio o biodiesel attuali non ha previsto l'uso per tale carburante, quindi si ritiene che non sia di norma possibile l'uso dell'olio vegetale tal quale, che rischia di produrre gravi danni ai motori; tra l'altro l'uso di combustibile non proprio potrebbe provocare la decadenza delle condizioni di garanzia.

I maggiori problemi derivano dalla (maggiore) viscosità dell'olio vegetale rispetto al gasolio, che si accentua con le basse temperature. La maggiore viscosità può causare danneggiamenti sia al sistema di iniezione, sia causare incrostazioni a parti interne del motore, nel caso queste vengano raggiunte dall'olio.

A seconda del tipo di motore e del tipo e modello di sistema di iniezione, è possibile tecnicamente aggiungere percentuali maggiori o minori di olio vegetale al gasolio. Se su motori di vecchia concezione, con precamera di combustione e pompa di iniezione tipo Bosch VE (adatta, anche se non ufficialmente, all'uso di olio) i problemi si limitano ad una limitata difficoltà nell'avviamento a freddo anche con percentuali oltre il 50%, su motori molto moderni si potrebbero avere problemi minori anche con percentuali di molto inferiori, nell'ordine del 10%. Da evitare l'uso con pompe rotative CAV e Rotodiesel, molto sensibili alla viscosità e fragili. Ad ogni modo non è possibile definire con certezza una percentuale adatta o meno, variando per ogni utente le temperature ambientali, e, soprattutto, il tipo di olio vegetale.

Per contro particolari motori diesel "antichi", ad uso industriale od agricolo, come il motore Lister, o il moderno motore automobilistico Elsbett, progettato appunto per funzionare ad olio vegetale tal quale, sono assolutamente adatti all'uso dell'olio vegetale puro.

Se da un lato è possibile trasformare l'olio vegetale mediante transesterificazione in combustibile biodiesel, è possibile per contro modificare il motore Diesel adattandolo al funzionamento con olio vegetale. La modifica riguarda soprattutto il sistema di iniezione e di combustione. La Elsbett AG produce un kit di trasformazione che permette la modifica del motore diesel in tali termini.

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eppure....dallo scorso anno, trascinato da un amico che lo ha"sperimentato"sui suoi motori (punto 1.9 jtd e isuzu trooper 2.8) ho iniziato ad usare olio di semi vari o olio di colza sul mio pajero 2.5...dapprima gradualmente, 1 litro su 60 del serbatoio pieno, poi aumentando gradualmente la dose fino ad un max del 30% (onde evitare improvvisi distaccamenti di vecchie incrostazioni,visto il potere disincrostante e lubrificante dell'olio) e devo dire che la macchina va meglio, consuma leggermente meno, e fuma drasticamente meno!

 

il mio amico per ulteriore controllo,ha smontato gli iniettori del trooper, e praticamente tutti i fori erano liberi, non come quando utilizzava soltanto gasolio, che controllando dopo anni, aveva 3 buchi su 5 otturati...

oltre a noi,poi si sono aggiunti anche altri amici con fuoristrada simili, e tutti godiamo degli stessi benefici! (tutte macchine un po datate, niente elettronica,common rail,ecc..) io ci ho fatto circa 10.000kmi, gli altri amici idem, quello che ha il trooper,ne ha fatti circa 90.000 da quando ha iniziato ad usare olii vari, e 0 problemi!! ricordo che tutti i motori delle nostre macchine hanno pompa rotativa, turbo e intercooler...

 

purtroppo sembra tutto il contrario di ciò che è stato scritto piu sopra, ma vi posso assicurare ne traiamo veramente beneficio, non siamo degli sprovveduti,altrimenti avremo subito abbandonato tale pratica...tanto piu che qualche volta l'ho usato anche nel same (iniettore-pompa) e problemi non sembra darne(ma è presto per giudicare, l'ho usato solo un paio di volte e poi ho finito le scorte!)

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Sottoscrivo quanto detto da LucAgri O0, ho riscontrato gli stessi benefici sulla mia Ford Focus 1.8 TdCi!

Tra l'altro al momento del controllo fumi alla revisione ho lasciato sbigottito il meccanico, con un 15% di olio di colza nel serbatoio la Focus ha segnato valori inferiori alle Volvo appena uscite di fabbrica...! :leggi:

 

Sull'Argon ho osato un pò di più con la percentuale di olio e, a differenza del più soffisticato TdCi Ford, l'odore da frittura era molto più percepibile, anche se il motore comunque risultava più pronto e silenzioso...!

Per migliorare ulteriolmente la combustione mi sono autocostruito un riscaldatore elettrico composto da un paio di candelette di preriscaldamento (è sufficiente anche una sola), e con questo riuscivo a portare la temperatura del combustile tra i 60 e 75 gradi, eliminando così anche l'odore da fritto! :)

t43843_riscaldatore.jpg

 

P.S.

La rivista Quattroruote (agosto 2005) ha eseguito un test distruttivo con l'olio di colza al 70% su un moderno motore common rail di una Fiat Punto 1.9 JTD, riscontrando l'incollamento delle fasce elastiche dei pistoni e l'otturazione dei condotti di lubrificazione del turbocompressore. L’auto in questione ha avuto danni al turbo dopo appena 7.300 chilometri percorsi continuativamente con olio vegetale non esterificato in miscela al 70 % con il gasolio e privo di additivi; il motore è stato sezionato e le foto mostravano l'otturazione dei condotti del turbocompressore.

Consideriamo con le dovute cautele (e malizie...:fiufiu:) questo test...diciamo che si sono proprio messi d'impegno per causare il danno...! Ovvero hanno fatto tutto quello che non si deve fare...chissà perchè...::)

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Usare olio vegetale puro come carburante in Italia è illegale. Infatti, la legge italiana prevede una sanzione amministrativa per chi evade l'accisa sui carburanti: il decreto legislativo n. 504 del 26 ottobre 1995, il Testo Unico in materia di accise, all'art. 40 prevede:

"è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa dal doppio al decuplo dell'imposta evasa, non inferiore in ogni caso a euro 7.746, chiunque: ...omissis... destina ad usi soggetti ad imposta od a maggiore imposta prodotti esenti o ammessi ad aliquote agevolate".

 

Forse perchè usare olio vegetale nella macchina è pratica illegale?:cheazz:

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Che c'entra l'illegaità con il risultato di una prova tecnica?

 

Il motivo potrebbe essere perchè tre pagine prima dell'articolo c'era la pubblicità della Shell...e tre dopo quella della Esso...più avanti quella della Q8...:fiufiu:

 

Dal modo in cui è stato condotto il test, si capisce che è stata praticamente pianificata la distruzione del motore!

 

 

Comunque com'è noto l'uso dell'olio vegetale nelle auto è frode alla Stato, quindi anche Quattroruote è passibile di sanzione...:nutkick:

Edited by Argon70

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Ricordo che la prova di QR è stata fatta in pista, e non su strade pubbliche di conseguenza non ha violato nessuna legge, dato che in una pista privata si può usare il carburante che si vuole.

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Su questo però ho dei dubbi :cheazz:....è da un pò di tempo che me lo chiedo se in area privata si possano "evadere" le accise o, meglio, se queste non siano obbligatorie, perchè se per esempio io ho un magazzino e uso gasolio agricolo o da riscaldamento nei muletti, è lecito?

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Probabilmente le prove vengono giustificate perchè fatte a scopo di ricerca, potrebbe essere che chi ha proceduto all'esperimento abbia prima chiesto ed avuto il permesso dalle autorità competenti, oppure inquadra la sua attività come sperimentale e per questo può procedere a tali prove senza incorrere in problemi vari, mentre il muletto che gira in area privata non viene classificato come attività sperimentale, ma produttiva.

Se fosse vero il principio secondo il quale su proprietà privata si potesse far uso di tali combuastibili, basterebbe lavorare con un trattore su area privata e provvedere al trasporto su area pubblica per mezzo di un carellone trainato da un gommato alimentato a Nafta, in molte realtà tipo la mia dove per lavorare si usa quasi esclusivamente il cingolato tale pratica non farebbe nemmeno aumentare i costi visto che un gommato con carellone è d'obbligo per tutti.

Però Argon credo che proprio non sia fattibile.

 

DjRudy una curiosità finora abbiamo trattato la generazione di energia per mezzo di motori endotermici a moto alternativo (Pistoni) che tu sappia altri tipi di motore turbina oppure bruciatori in grado di scaldare acqua e generare vapore, ai fini della produzione di energia elettrica possono avere rese maggiori?

Edited by MCT

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Pratiche legali a parte e relatice acisse, tecnicamente parlando, quattroruote all'epoca ha usato per la prova la macchina meno indicata, la punto col common rail.Il risultato sarebbe stato nettamente differente usando una punto primo tipo iniezione indiretta e pompa bosch, quel motore lo ho visto bersi di tutto senza grossi problemi.Le lobbyes manipolano la tecnologia a loro escusivo vantaggio.Oggi stiamo assistendo ad un nuovo evento in tal senso, la messa alla gogna dei motori diesel delle autovetture e dei mezzi pesanti, quando esistono metodi semplici e gia sperimentati per ripulirli quasi completamente, ma aime, purtroppo tali metodologie costano relativamente poco e rischiano di fare circolare a lungo gli attuali mezzi.Basterebbe consentire ed omologare impianti misti diesel- gpl oppure diesel-metano, che gia utilizzano paesi che i piu considerano retrogradi(india e altri che ora non ricordo), ora in italia tale pratica è consentita solo a autobus urbani ed alcuni mezzi pesanti.

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Primo messaggio e primo saluto a tutti.

Voglio riprendere alcuni argomenti fino a qui trattati in modo di avere un quadro più completo e più reale sulla possibilità di ricavare vantaggi economici con un impianto di cogenerazione.

 

Riprendendo l'interessante ragionamento di DjRudy si legge:

...un cogeneratore funziona circa 8000 ore all'anno quindi è importante anche la manutenzione, spesso si paga una tariffa annua che prevede un full service con eventuale pagamento da parte della ditta del fermo macchina, i costi sono circa 2000 € a kw compreso l'impianto di cogenerazione.

 

Quindi un contratto annuale, rapportato ad una potenza energetica di 100 Kwe costa:

100 kw x 2000 Euro = 200.000 Euro ???? possibile?

 

Ma andiamo avanti, più avanti si legge:

 

...La quantità necessaria per alimentare un modulo è di circa 1,8 ton/anno di olio vegetale per kWh prodotto, che possono essere prodotte con circa 5 ton di semi di Girasole e/o Colza.

 

Qui non mi è chiaro cosa si intende come modulo.

Poi ancora:

Dal processo di estrazione si ottiene un panello proteico particolarmente adatto all’alimentazione bovina da carne.

Ho notato che il pannello in uscita risulalta un po' umido, ma utilizzando la potenza termica non lo si potrebbe essicare ed usarlo come normale combustibile? se così fosse che potere calorifero potrebbe avere?

 

Questo punto per me è fondamentale perchè pregiudica la possibilità di realizzare l'impianto:

Il 49 % della biomassa può essere acquistata all'esterno dell'azienda, ma l'azienda deve produrre almeno 2700 q.li di girasoli o colza.

Se non riesco a produrre il 51% della biomassa? se si acquistasse invece tutto dall'esterno dell'azienda?

 

ed infine un generatore consuma:

7500 x 25 = 187.500 litri quindi 1875 q.li di olio vegetale.

il girasole o colza necessaria sarà (l'olio è circa un terzo del prodotto in origine):

1875 q.li x 3 = circa 5600 q.li

la rendita presunta sarà:

100 kw x 7500 ore = 750.000 kw prodotti all'anno x 0,28 €/kw = 210.000 € + iva

ma se facciamo i conti di quanto ci costa il girasole in un anno risulta che:

32 €/q. x 5600 q.li = 179.000 €

 

Rimangono quindi 30.000 Euro di cui dobbiamo togliere tutte le spese di gestione. Pochi secondo me, sarei curioso di vedere il business plan mostrato a max 70.

 

Non è che come ha detto DjRudy, "...Il recupero di una quota dell’energia termica da scartare costituisce l’essenza della cogenerazione." ?

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Quindi un contratto annuale, rapportato ad una potenza energetica di 100 Kwe costa:

100 kw x 2000 Euro = 200.000 Euro ???? possibile?

 

100 kw/h x 0,28 euro/kw x 8000 h = 224000 euro

 

 

 

Qui non mi è chiaro cosa si intende come modulo.

 

 

per modulo dovrebbe intendere il generatore

Ho notato che il pannello in uscita risulalta un po' umido, ma utilizzando la potenza termica non lo si potrebbe essicare ed usarlo come normale combustibile? se così fosse che potere calorifero potrebbe avere?

non sò, sicuramente alto visto il contenuto oleoso residuo. bisogna fare un conto economico per vedere quale caso sia più remunerativo. comunque oggi il panello alla borsa costa sui 12-13 euro al quintale

 

Questo punto per me è fondamentale perchè pregiudica la possibilità di realizzare l'impianto:

 

Se non riesco a produrre il 51% della biomassa? se si acquistasse invece tutto dall'esterno dell'azienda?

 

quello che esce dal 49% che puoi acqustare rapportato al 51% che puoi produrre adotta un'altra tariffa credo 18 cent quindi e ci paghi pure le tasse, quindi non sta in piedi con girasole e colza. forse nemmeno con l'olio di palma

ed infine un generatore consuma:

7500 x 25 = 187.500 litri quindi 1875 q.li di olio vegetale.

il girasole o colza necessaria sarà (l'olio è circa un terzo del prodotto in origine):

1875 q.li x 3 = circa 5600 q.li

la rendita presunta sarà:

100 kw x 7500 ore = 750.000 kw prodotti all'anno x 0,28 €/kw = 210.000 € + iva

ma se facciamo i conti di quanto ci costa il girasole in un anno risulta che:

32 €/q. x 5600 q.li = 179.000 €

 

Rimangono quindi 30.000 Euro di cui dobbiamo togliere tutte le spese di gestione. Pochi secondo me, sarei curioso di vedere il business plan mostrato a max 70.

 

Non è che come ha detto DjRudy, "...Il recupero di una quota dell’energia termica da scartare costituisce l’essenza della cogenerazione." ?

 

il consumo ad olio di girasole dovrebbe andare dai 240 grkw/h ai 300 grkw/h a seconda della taglia dell'impianto e delle caratteristiche del girasole quindi prendiamo la media per un 100 kw

 

100 kw/h x 8000 h x 260 gr/kwh = 2080 qt

circa 6200 qt di girasole

 

224000:6200=36 euro/qt

 

da qui devi togliere tutte le spese, volorizzare il panello e se ci riesci il calore

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Giancostanco benvenuto su Tractorum.

 

Il costo dei cambi olio e filtri annuo è di circa 2000 € se uno se lo fa da solo, mentre il contratto full service ha un costo x a kw che dipende dal tipo di contratto se prevede ad esempio: pagamento dell'eventuale fermo macchina, n° ore di garanzia del motore ecc.

 

Il valore energetico del panello supera i 5000 kcal/kg però proprio perchè ha del residuo di olio all'interno la sua possibile utilizzazione energetica crea dei problemi sia nei gassificatori, sia nelle semplici caldaie a biomassa. Per cui attualmente le uniche 2 soluzioni sono o venderlo al prezzo di mercato a chi fa allevamento o a chi produce mangimi, oppure utilizzarlo come concime (NPK 5-1-1), in quest'ultimo caso sto seguendo direttamente delle prove fatte dall'Università di Pisa sia nei lisimetri sia in pieno campo confrontando la concimazione fatta con panello proteico al posto dei tradizionali concimi chimici, i risultati sono incoraggianti, ma visto l'attuale prezzo di vendita del panello conviene venderlo e comprare i tradizionali concimi che hanno un minor costo per unità di elemento nutritivo.

 

Il discorso 51 % biomassa aziendale, e 49 % biomassa extraziendale per l'olio vegetale ormai è un discorso obsoleto. In quanto il GSE paga gli 0,28 €/kw (nel caso di cogenerazione a olio vegetale) solo se la produzione di oleaginose è totalmente prodotta all'interno dell'azienda (fa fede la dichiarazione PAC con relative particelle), per evitare frodi dei furbacchioni che poi andrebbero a olio di palma, per il quale è previsto un prezzo di 0,18 €/kw.

 

Per tutte le altre domande che hai fatto ti ha ben risposto puntoluce.

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Una sola azienda con 200 ettari di terreno a disposizione, considerando la rotazione, non è cosa da poco, ma se fosse una cooperativa di agricoltori a fare la domanda si rientrerebbe nei 0,28 €/kw ?

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Certo fa fede sempre la PAC, quindi occorre intestare l'impianto alla cooperativa, e tutti i soci che conferiscono il girasole poi dovranno dichiarare nella PAC le loro oleaginose e ad ogni conferimento in coopertiva sulla bolla scrivere da quale particella viene quella partita di prodotto in modo che il tutto sia tracciabile in presenza di eventuali controlli della finanza o del GSE.

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Ringrazio per le risposte, adesso mi avete veramente demoralizzato... :muro:

Ora devo passare al piano B

 

Non è che per caso sapete quanto costa all'agricoltore produrre colza, tenendo presente che tutto il lavoro dovrà per forza essere fatto da un terzista.

Ovviamente queste informazioni servono a valutare un piano di investimento con un cogeneratore, tanto per non essere OT.

 

Gian

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Il costo a ettaro per la coltivazione del colza è di circa 600 €, poi varia da zona a zona e a seconda delle tariffe che fanno i contoterzisti nel tuo areale, e da quanti ettari vuoi produrre, è chiaro che far fare 10 ettari a un terzista è ben diverso che farne 300.

 

Inoltre la colza (per problemi fitosanitari) sarebbe bene che non tornasse nel solito appezzamento non prima di 3 anni.

 

Se il tuo business plant prevede prendere gran quantità di terra in affitto, farla coltivare tutta conto terzi, per produrre oleaginose da sfruttare in un cogeneratore direi che sei un po' fuori strada, se invece hai qualche idea felice di darti tutti i consigli e le informazioni che vuoi.

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scusate ragazzi avrei una domanda da fare . Facendo degli accordi con agricoltori che mettano a disposizione il terreno, lavorandolo io possessore dell;impianto e alla fine acqistando da loro il prodotto colza o girasole che sia la tariffa e di 0,28 cent vista la traccibilita del prodotto?

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Questo è un caso un po' specifico, non me la sento di darti una risposta, dato che per ora c'è molta confusione sull'incentivazione dell'olio vegetale, per sapere una risposta definitiva alla tua domanda devi telefonare al GSE e parlare con il responsabile dell'incentivazione delle biomasse.

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...Facendo degli accordi con agricoltori che mettano a disposizione il terreno, lavorandolo io possessore dell;impianto ...

Scusa ma accordi con agricoltori vuol dire riconoscergli qualcosa, cosa cambia con il discorso di affitto?

 

DjRudy non è che puoi dirmi dove hai trovato il regolamento che dice che tutto il raccolto deve essere prodotto all'interno dell'azienda? sul sito del GSE e precisamente in questa pagina:

http://www.gse.it/attivita/Incentivazioni%20Fonti%20Rinnovabili/Pagine/QuadroNormativo.aspx

ho trovato solo:

... impianti alimentati da biomasse e biogas derivanti da prodotti agricoli, di allevamento e forestali, ivi inclusi i sottoprodotti, ottenuti nell’ambito di intese di filiera o contratti quadro ai sensi degli articoli 9 e 10 del decreto legislativo 27 maggio 2005, n. 102, oppure di filiere corte, cioè ottenuti entro un raggio di 70 km dall’impianto che li utilizza per produrre energia elettrica.

 

Ma c'è qualche impianto attivo in italia?

 

Saluti Gian

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