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Apro questa nuova discussione per parlare di una coltivazione che purtroppo sembra che in italia stia scomparendo:la barbabietola da zucchero.Veramente quì in friuli è già da qualche anno che non si coltiva più.Le cause?Molte;forse vere,forse scuse chissà:la prima che si era sentita è che quando c'era la stagione giravano per strada e autostrada troppi camion,e con l'annoso problema di allora cioè la tangenziale di Mestre,avevano deciso di diminuire le colture a vantaggio(per sentito dire)dei terreni in prossimità degli zuccherifici.Poi sono passati ai container che venivano caricati direttamente nel campo e tramite camion trasportati allo scalo ferroviario di Cervignano del friuli e li caricati sul treno(i container) che li portava a Pontelongo dove si erano attrezzati per poterli scaricare.

Di seguito si disse che costava troppo via ferrovia e cosi pian piano,e con l'avvento dei paesi dell'est,la coltivazione sparì e cosi gente che era molto ben attrezzata per la raccolta si trovò in mano un bel pugno di mosche.

Penso e spero che qui si possa parlare di tutto quello che riguarda la barbabietola.

Come sono le coltivazioni nel resto del paese,quanti zuccherifici sono ancora attivi

e magari che qualcuno ci spiegasse il vero motivo di questa "disfatta".:leggi:

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qui dalle mie parti sono stato uno dei primissimi produttori di barbabietole nel lontano 1995 ora da circa 5 anni non si possono più produrre.. lo stabilimento di castiglion fiorentino sadam è stato chiuso e verrà riconvertito..

 

io mi chiedo perchè ??? perchè una coltivazione bella che permetteva all'italia di non importare zucchero è stata tolta ??

ora così importiamo la maggior parte di zucchero

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Perchè? Semplice, le quote zucchero italiane sono state cedute ad altri paesi un po' più a est, e il comparto è stato in alcune zone smantellato o comunque ridimensionato.

 

Per favorire pochi sono stati bastonati molti.

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ci avranno dato qualcosa in cambio di cedere quelle quote no ?

cosa ci ha guadagnato l'agricoltura italiana ?

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Parliamo di tecnica colturale va, invece della suicida politica saccarifera italiana....

 

Quando facevamo la bietole in azienda ecco la tecnica coltura che adottavamo:

 

Ripuntatura con aratro talpa a 70-80 cm di profondità e circa 1 metro di distanza tra una passata e l'altra, lavorazione effettuata immediatamente dopo la trebbiatura del grano.

 

Aratura a 40-45 cm, oltre 50 nei campi dove non c'era stato tempo di fare la ripuntatura con aratro talpa, aratura effettuata entro la metà di settembre.

 

Fine settembre-inizio ottobre passaggio con estirpatore a molle.

 

Se nell'inverno capitava una settimana di bel tempo con terreno in tempera passaggio di erpice rotante per preparazione anticipata del letto di semina in modo da facilitare e stimolare la germinazione delle infestanti (falsa semina).

 

Prima di seminare gliphosate + diserbo di pre-emergenza + concimazione di fondo con 8-24-24, vibro molto leggero passato max a 3-4 cm di profondità, e semina dai primi di marzo in poi, con fosforo localizzato alla semina, in parte distribuito prima dell'estirpatura a molle.

 

Con bietole a 4-6 foglie vere prima concimatura con nitrato ammonico, 1 o 2 interventi di diserbo post-emergenza (possibilmente usando microdosi), successiva concimazione azotata al momento della sarchiatura, e infine difesa della pianta nella nostra zona principalmente contro cercospora e afidi.

Edited by DjRudy

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Mio Dio!!!!!!Ma questo da dove è saltato fuori?

Dj sei disarmante!

 

Ecco un video da dedicare a chi coltivava le barbabietole ed ai terzisti che le raccoglievano.

 

 

Che distesa!

Edited by Mapomac

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Mio Dio!!!!!!Ma questo da dove è saltato fuori?

Dj sei disarmante!

 

...non voglio fare l'avvocato difensore di nessuno(tantomeno di andrea...che e' capacissimo da solo),ma penso che stai prendendo un granchio,....agribassa guarda che l'italia e' grande, e i terreni molto variegati,come le condizioni climatiche,...percio' non ce' da stupirsi se qualcuno svolge delle lavorazioni che si discostano di molto da quelle che sei abituato a svolgere(o a veder svolgere)dalle tue(nostre) parti,...magari prima di postare un commento cosi' colorito,ti invito a pensare che anche in altre parti del nostro paese coltivano le bietole,anche se magari con lavorazioni differenti,...

 

Ps: dj rudy,recentemente e' "saltato fuori" da un'ottima universita' toscana,con un pezzo di carta in cui si dice che LUI E' un dottore agrario...:perfido::perfido: un tanto per la cronaca!!!!

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Ci sono anche motivi agronomici per cui la coltura della barbabietola non è particolarmente efficiente in Italia. Motivi che in ottica di Unione Europea, non possono nel 2010 essere sottovalutati.

Se da un lato la progressiva scomparsa di questa coltura ha creato in parecchie zone, reali problemi alle aziende italiane, in primis togliendo una coltura fondamentale per una corretta rotazione colturale (da cui l'aumentare di malattie tipiche di ristoppi e successioni strette di cereali), vi sono però aspetti noti a chiunque abbia avuto in azienda barbabietole.

 

- La barbabietola è pianta a fotosintesi C3: questo implica l'inadeguatezza di molti climi italiani, troppo torridi in estate. Elevate temperature, unite non sempre a luminosità elevate, porta a ridurre drasticamente l'efficenza della pianta. Il delta termico ridotto tra notte e giorno, tipico dei mesi estivi, non consente un normale stoccaggio di zucchero nella radice, avendo una fase "consumatrice" troppo attiva durante la notte (appunto per le alte temperature).

- Quanto detto si traduce in una assimilazione netta ridotta, il che implica un anticipo nelle semine per allungare il ciclo della coltura. Ed è appunto questo il motivo della corsa alle semine anticipate, decisamente rischiose visti i problemi di gelate. D'altro canto l'anticipare il ciclo della coltura si rende necessaria per sfruttare le condizioni ambientali favorevoli prima dell'estate (piogge e temperature miti) ed evitare di dover entrare in campo per la raccolta ad autunno inoltrato, dove la tessitura può compromettere le operazioni di estirpo.

- L'allungare il ciclo della pianta comporta la necessità di seguire e curare la coltura per più tempo; tradotto: più trattamenti, più irrigazioni, ecc.

- Il fenomeno della retrogradazione dovrebbe essere sotto gli occhi di tutti. Specie per le raccolte non precoci, ma dalle medie in poi si notano frequenti ricacci dell'apparato fogliare, spesso dovuti ad attacchi di cercospora importanti o per siccità. Lo spostamento dello stato di sink, dalla radice alle foglie comporta un uso dello zucchero già assimilato per la ricostituzione della parte epigea. Non a caso l'andamento della polarizzazione italiana è decrescente con l'evolversi della campagna di raccolta.

 

Per i motivi sopraccitati si denota come a livello europeo l'Italia sia svantaggiata nella coltivazione della bietola, presentando campagne più corte, polarizzazioni e rese in zucchero più basse, costi più alti.

Può sembrare come la bietola sia sempre stata una coltura storica dell'agricoltura italiana, sarebbe legittimo pertanto chiedersi perché proprio adesso debba essere tolta così rapidamente. Probabilmente modalità e tempistiche non sono state le più indovinate, ma occorre ricordarsi anche di politiche protezionistiche e autarchiche volte a compensare il gap tra produzione saccarifera italiana ed estera, così come il progressivo dilatarsi dei mercati e dei trasporti.

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Vengo dalle marche dalla gloriosa terra delle Barigelli e di due bellissimi zuccherifici che ora sono li mezzi smontati e lasciati all'abbandono!

Io mi ricordo quando mio nonno mi diceva con un campo di barbatiele si costruiva un piano di casa!

Non credo a tutti questi ''Dottori della terra'' che sanno tutto ma praticamente non sanno fare niente , la barbatielo ancora si mette meno ma dalle mie parte si mette e si porta per la lavorazione fuori regione!

Per quanto riguarda la scomparsa della cultura e come tutte le cose che stanno accadendo in l'agricoltura danno incentivi per non coltivare nulla cosi la roba la compriamo da fuori costa meno e non hanno ''cazzi'' i nostri magnifici politici e possono mangiar meglio controllando prodotti che vengono da fuori!Seconda cosa e stata l'entrata in EU a portarci al massacro paesi dell'Est coltivano barbabietole a raffica , ma come si sà la costa pokissimo un operaio e quindi...............

E cmq sià io posso dire con certezza che la barbabietola in italia rimmarrà per sempre un qualcosa di grande!

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L'entrata in Eu dell'Italia non può che essere vista come segno positivo. Diversamente saremmo messi ben peggio di quanto non ci troviamo ora; che piaccia o no. Che poi a livello comunitario purtroppo/per fortuna, gli ordinamenti non abbiano potere esecutivo immediato è un altro discorso.

Molti dimenticano del prolifico ventennio 1980-2000, dove grazie alla continua svalutazione della Lira, la produzione italiana, intera e non solo agricola, si è sempre mantenuta vantaggiosa. Cosa saremmo oggi senza l'€...

Edited by Mapomac

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L'entrata in Eu dell'Italia non può che essere vista come segno positivo. Diversamente saremmo messi ben peggio di quanto non ci troviamo ora; che piaccia o no. Che poi a livello comunitario purtroppo/per fortuna, gli ordinamenti non abbiano potere esecutivo immediato è un altro discorso.

Molti dimenticano del prolifico ventennio 1980-2000, dove grazie alla continua svalutazione della Lira, la produzione italiana, intera e non solo agricola, si è sempre mantenuta vantaggiosa. Cosa saremmo oggi senza l'€...

 

Pur essendo in linea di principio d'accordo con te, per quanto riguarda l'aspetto agronomico della bietola, sottolineo comunque che TUTTO il tracciato produttivo dello zucchero era pieno di inefficienze, non solo la produzione in campo, ma la logistica, le strutture di trasformazione, le dimensioni industriali e.... (tipico italiano) la poca trasparenza in alcuni punti.... (e mi fermo qui).

 

Non sono molto d'accordo con te sui ragionamenti che fai a livello di confronto economico tra euro e lira, la svalutazione della lira e l'attuale presenza dell'euro. Ritengo invece che le svalutazioni competitive, la politica monetaria e fiscale, il potere economico di una nazione ed il riflesso sulla valutazione della propria moneta sono argomenti quantomai complessi e pieni di collegamenti ed equilibri portanti e importanti che a mio parere mal si prestano alla spiegazione o a deduzioni semplicistiche sulla fine della bieticoltura italiana.

Edited by Mapomac
corretto quote

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Ci mancherebbe altro; devo essermi spiegato male. Il mio intervento non era riferito alla discussione in oggetto (bietole); bensì, una piccola riflessione su come molti ritengano negativa, imputando ad essa buona parte dei problemi attuali, l'entrata dell'Italia nell'Unione Europea.

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Come sempre in agricoltura (e ancora di più in agronomia) la risposta è sempre: dipende.

 

Intanto occorre sapere coltura precedente, tipo di terreno, l'aratura quando è stata fatta o deve essere ancora fatta ecc, 35 cm possono essere pochi o anche sufficienti a seconda di vari fattori da considerare.

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No l'aratura deve essere ancora fatta,siccome ho preso un bivomere che fà circa 35cm di profondità e quest'anno devo arare campi di frumento per poi seminare barbabietole mi chiedevo se erano sufficenti 35 cm perchè senò mi tocca comprare un monovomere......

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35 possono tranquillamente bastare, potresti ripuntare con un aratro talpa a 70 cm prima di arare: http://www.tractorum.it/forum/attrezzature-da-campo-aperto-f19/aratro-talpa-74/

 

Perchè non hai ancora arato il terreno? Quando facevamo bietole lo aravamo presto e per questo periodo il terreno era già praticamente raffinato e ben strutturato.

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No forse mi sono espresso male,in questi terreni abbiamo già seminato il frumento e il prossimo anno ci semino le barbabietole,tranquillo che se le facevamo quest'anno il terreno era già pronto,è bello avere persone come voi che appena si ha un dubbio fate di tutto per rispondere grazie.....

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Una domanda ai coltivatori di barbabietole. Nella mia zona sono anni che non si coltivano più, però quest'anno un "matto" ne semina circa 10Ha... questa mattina parlavamo del diserbo da effettuare in semina. Ecco la domanda: che dosi di Pyramin(p.a. chloridazon) e Goltix o Volcan(p.a. metamitron) siete soliti usare per trattamento a tutto campo? Perchè guardando le dosi consigliate mi sembrano esagerate rispetto a quelle che usavamo ai tempi in cui le seminavamo.

 

@ DJ RUDI: mi piacerebbe avere anche un tuo consiglioO0

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Una domanda ai coltivatori di barbabietole. Nella mia zona sono anni che non si coltivano più, però quest'anno un "matto" ne semina circa 10Ha... questa mattina parlavamo del diserbo da effettuare in semina. Ecco la domanda: che dosi di Pyramin(p.a. chloridazon) e Goltix o Volcan(p.a. metamitron) siete soliti usare per trattamento a tutto campo? Perchè guardando le dosi consigliate mi sembrano esagerate rispetto a quelle che usavamo ai tempi in cui le seminavamo.

 

@ DJ RUDI: mi piacerebbe avere anche un tuo consiglioO0

 

Barbabietole quanti bei ricordi di gioventù!!!ma come fà uno a fare 10 ettari e poi a chi li conferisce?ci sono ancora zuccherifici attivi in Italia?

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Una domanda ai coltivatori di barbabietole. Nella mia zona sono anni che non si coltivano più, però quest'anno un "matto" ne semina circa 10Ha... questa mattina parlavamo del diserbo da effettuare in semina. Ecco la domanda: che dosi di Pyramin(p.a. chloridazon) e Goltix o Volcan(p.a. metamitron) siete soliti usare per trattamento a tutto campo? Perchè guardando le dosi consigliate mi sembrano esagerate rispetto a quelle che usavamo ai tempi in cui le seminavamo.

 

@ DJ RUDI: mi piacerebbe avere anche un tuo consiglioO0

In pre-emergenza con trattamento a tutto campo, un paio di settimane dalla semina, io metto 1.5 Kg/h di Goltix e 2.5-2.7 Kg/h di Pyramin.

Edited by @gianlu@

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Altre tecniche di semina? oltre quelle elencate da DJ?

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Barbabietole quanti bei ricordi di gioventù!!!ma come fà uno a fare 10 ettari e poi a chi li conferisce?ci sono ancora zuccherifici attivi in Italia?

 

Infatti il problema della barbabietola non è tanto farla ma conferirla! Comunque a quanto so ci dovrebbe essere uno stabilimento nei pressi di Bologna ancora in funzione... E poi sì come dici tu che bei ricordi! Ai tempi non mi occupavo full time alla barbabietola praticamente ero "adibito" solo alla semina e alla sarchiatura poi mi occupavo di altri lavori! Mi dispiace di non averle mai estirpate ma in quel momento ero immerso nell'aratura(dalle 12 alle 14 ore al giorno:asd:) e di tempo me ne rimaneva ben poco!

 

 

@Gianlu@ grazie per l'informazione! Più o meno i mie ricordi erano quelli mi consulterò col mio collega poi vedremo il da farsi. Comunque noi il diserbo lo facciamo durante la semina direttamente con la seminatrice

Edited by mt765

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Le dosi di @Gianlu@ sono quelle che usavamo mediamente noi su terreni medio impasto, su terreni sabbiosi andavano calate un po' altrimenti le bietole soffrivano troppo.

 

@ crc per le bietole c'è poco da fare bisogna fare i lavori per bene per vari motivi:

 

1) Ogni confezione di seme costa circa 150 € e ce ne va una e mezza ad ettaro, quindi già di seme si spendono ben oltre 200 €, per cui riseminare 20 ettari di bietole non è come riseminare 20 ettari di girasoli a 30 € ettaro.

 

2) La terra va assolutamente preparata presto sia perchè non va pestata bagnata (con l'apparato radicale fittonante risente molto di più delle altre colture estive il terreno compattato e destrutturato), sia perchè ti permette di avere un letto di semina quanto mai perfetto per ridurre i problemi di crosta ecc.

 

3) Diserbo pre-emergenza quasi indispensabile in tutti gli areali bieticoli, per tenere l'erba a bada, e magari risparmiare in post-emergenza con un paio di interventi con microdosi con un primo intervento allo stadio di 4-6 foglie e un'altro dopo 15-20 giorni.

 

In poche parole con le bietole non si può arare a marzo, affinare e seminare, altrimenti di bietole (ammesso di riuscire a farle nascere) ne farai ben poche.

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Sapevo già anch'io che andava preparata presto la terra dato che viene seminata a marzo(sto vicino a degli ex bieticoltori di tutto rispetto:)) , siccome qlc aveva criticato questa tecnica pensavo ne esistessero altre.

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Ormai mica tanto più ex, dato che proprio oggi nella Provincia di Pisa sono stati firmati contratti di coltivazione per circa 200 ettari di Barbabietole, che verranno consegnate presso lo zuccherificio di San Quirico (PR). Dato che tale stabilimento di 12500 ettari di cui ha bisogno per funzionare ad oggi ne ha poco più di 3000 sicuri (causa prezzo mais in ascesa e pure prezzo del latte, nella zona di Parma figurarsi se perdono tempo a fare le barbabietole). Per cui si spingono fino a 220 km di distanza pur di cercare ex comprensori bieticoli disposti a coltivare le barbabietole.

 

La nostra azienda ha deciso non ritornare a fare bietole dato il basso prezzo e cioè circa 4 €/q.le base 16 di polarizzazione, per guadagnare qualcosa bisogna fare almeno 500 q.li a pagamento, e in asciutta nei nostri terreni è molto difficile farli, discorso già diverso verso Bientina o ancora meglio Montecatini.

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