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DjRudy

Bioenergie Italiane: reale opportunità per l'agricoltore?

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Prendendo spunto da questi post scritti nella discussione del biogas apro questo nuovo argomento, dove possiamo discutere su cosa ad oggi rappresentano le bioenergie dopo oltre 2 anni dall'attivazione del conto energia 0,28 € per l'energia elettrica prodotta con biomasse agricole.

 

 

 

Niente di nuovo, il problema è che come in tutti i servizi di settore dicono le cose a metà, e mi fa anche ridere coldiretti cremona, che parla di affitti del terreno cresciuti quando sa benissimo che il biogas centra poco o nulla (sono davvero pochissimi gli impianti su 120 che funzionano con terra in affitto), ma la colpa è principalmente della normativa nitrati che pur esistendo dal 92 le associazioni di categoria l'hanno dimenticata fino al 2000. Non sono comunque del tutto in disaccordo, ma il tipo della regione emiglia romagna ha espresso un concetto male, forse perchè incalzato o tagliato, oggi bisogna creare un settore, che domani tramite ricerca e innovazione può funzionare a tutt'altri materiali, a costi decisamente più competitivi. Un argomento che non è stato toccato è anche quello occupazionale, io sono laureato in agraria e se oggi non lavorassi nelle bioenergie non so se troverei occupazione cosi facilmente. Bisogna anche decidere se dare le aziende alle banche o cercare di fare impresa, come ho detto in più riprese anche in questo forum. Inoltre decidiamo se fare bioenergia o altrimenti corrente più a buon mercato come per esempio il nucleare, il problema che chi dice si la vuole a casa di qualcun altro.

Mi fermo perchè altrimenti divento polemico e la discussione potrebbe diventare poco costruttiva.

 

A mio avviso la discussione sarebbe tutt'altro che poco costruttiva; al limite se ne può aprire un'altra.

Mi sembrano argomenti di discussione importanti al pari di quelli tecnici, nonché legittimi di risposta da parte anche dei non addetti al settore.

 

Credo che a molti interesserebbe leggere come, sia i pro che i contro, interpretano i punti chiave della polemica.

 

- gli incentivi italiani sono tra i più alti (non solo sul biogas ovviamente), o no ? Perché ?

- aziende che trasformano in modo radicale il proprio indirizzo produttivo. Sapranno al termine della vita utile dell'impianto, "riadattarsi" all'agricoltura "normale" ?

- impianti che vanno con i famosi "scarti" di industrie agroalimentari e non, ce ne sono ben pochi.

- mi pare pretenzioso affermare che contribuiscano a ridurre l'inquinamento e a salvaguardare l'ambiente. Lo fanno ?

 

 

.................................................................................................................................................................

 

EDIT 04/04/2013

 

Articolo che analizza il biogas in Italia: http://dl.dropbox.com/u/55359462/Bio...n%20Italia.pdf

 

Attualmente ci sono 1000 impianti, con una potenza media di 760 kwh, e nell'ultimo anno il numero di impianti è aumentato del 95%, ora con il nuovo conto energia questo trend dovrebbe calare.

 

Comunque articolo ben fatto che fa riflettere su come soltanto in Italia sappiamo fare leggi del tubo (come del resto sul fotovoltaico), prima troppo incentivo (con relative porcate di 70 ha di fotovoltaico a terra) e ora nulla, la storia si ripete con il biogas.

Edited by DjRudy

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- aziende che trasformano in modo radicale il proprio indirizzo produttivo. Sapranno al termine della vita utile dell'impianto, "riadattarsi" all'agricoltura "normale" ?

una azienda agricola che investa nel biogas perchè mai dovrebbe trasformare in modo radicale il proprio indirizzo produttivo???? a me risulta che produrre mais, sorgo, triticale, ecc. siano operazioni da ricondursi a "agricoltura normale"

non è preoccupante il fatto che si affermino cose del genere, ma bensì il fatto che altre persone possono credere che tale affermazione sia corretta e basata su conoscenze oggettive e farsi idee sbagliate.

 

mi pare pretenzioso affermare che contribuiscano a ridurre l'inquinamento e a salvaguardare l'ambiente......certo molto meglio il nucleare

Edited by gass

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Di sicuro chi legge spero guardi innanzi tutto il tono con il quale vengono presentate le cose.

Io ho posto delle domande, di certo non ho sentenziato verità assolute.

 

- per 15 anni l'azienda produce trinciato di mais, triticale e sorgo da fibra per metterli nel digestore, magari dismette anche qualche altra coltura per dare priorità alla produzione di biomassa (non è così ?). Una volta venuto meno l'impianto, che redditività ha una ripartizione colturale simile ? Dopo 15 anni saprà riadattarsi alla redditività ben diversa ?

- spiegami come, perché e quanto un impianto biogas è ecosostenibile.

 

Che poi il business del biogas così come del fotovoltaico (ed altri), siano piccole galline dalle uova d'oro per gli agricoltori è evidente; tanto quanto il fatto che è giusto e legittimo che se ne approfitti e se ne tragga vantaggio.

Però penso che l'euforia non faccia riflettere come meriterebbe il fatto che si stanno dirottando troppe risorse ad un settore incentivato; ed in Italia hanno quasi sempre fatto fini misere.

Se di preoccupante proprio vogliamo trovare qualcosa, andiamolo a cercare in chi si trincera dietro posizioni ferree giustificando, senza motivare, ogni cosa e non affronta il dialogo e confronto.

 

Saluti.

Edited by Mapomac

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per gli impianti di biogas si parla già un po' adesso della loro continuità, ho letto che con diversi microorganismi invece di produrre metano si produrrebbe idrogeno e al posto del motore endotermico utilizzare delle fuelcel, oppure eliminare tutta la parte del coogeneratore purificare il metano e immetterlo direttamente in rete

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Magari sto per dire una cavolata...però provo a farvi "riflettere" su una cosa.

Ipotizziamo l'impianto da 1 mega. Questo impianto per funzionare ha bisongo di300/400 ettari, giusto? Questi ettari devo essere coltivati, quindi si deve preparare la terra, fertillizare, seminare, fare trattamenti(diserbo), irrigare, e poi raccogliere, quindi trinciare, trasportare e pressare in trincea.

Quanto cavolo di gasolio viene consumato per fare tutto ciò?

Non è un pò un controsenso? Magari ripeto dico una cavolata ma dal punto di vista della "natura" la vedo più amica del pianeta l'energia solare che questa o sbaglio?

Tutto il gasolio usato per coltivare quanta energia potrebbe produrre?

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Bisognerebbe calcolare quanto petrolio viene consumato per coltivare ogni singolo ettaro di mais e quanti kw produce un ettaro di mais.

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In Italia le bioenergie, soprattutto quelle relative alle biomasse a mio parere c’è stato un approccio sbagliato per vari motivi, per cui pongo alcune domande e mi do delle risposte, ma attendo che anche altri dicano come la pensano in riferimento a queste domande:

 

Perchè se nel resto d’Europa il conto energia va da circa 0,16 a 0,20 €/kwh, in Italia è stato fatto 0,28?

 

1) In Italia a causa della mancanza del nucleare, della quasi totale mancanza di petrolio e gas, l’energia costa almeno il 30 % in più rispetto agli altri paesi, ma questo non giustifica il fatto che l’energia da biomasse debba essere incentivata un 30 % in più rispetto agli altri paesi europei, dato anche che i soldi per gli incentivi vengono caricati direttamente nelle bollette di tutti i cittadini e delle industrie, rendendo le bollette ancor più salate rispetto agli altri paesi europei, oppure siamo in Europa quando ci fa comodo, e poi facciamo quello che ci pare?

Addirittura inizialmente era stato proposto 0,30 €/kwh….

 

2) Se proprio si voleva fare un incentivazione del genere perché non farla solo per impianti fino a 100-150 kwh dato che gli impianti più piccoli sono meno remunerativi, e lasciare un livello di 0,18-0,20 per impianti sopra tale taglia?

 

3) Se avessero fatto un tariffa come la media Europea, gli impianti a biogas sarebbero stati fatti comunque, ma in gran parte sarebbero stati solo quelli alimentati con reflui zootecnici in quanto la materia prima è a costo 0, di certo sarebbero stati molto pochi gli impianti oltre i 3-400 kw alimentati in gran parte a mais infatti con un conto energia a 0,20 i conti tornano molto meno se hai un certo costo di produzione della biomassa come avviene con il silo mais.

 

Se guardate il servizio di Report ad un certo punto il direttore della cooperativa con impianto da 1 mw dice, se non avessero fatto la tariffa a 0,28 ma avessero lasciato 0,22 le banche non ci avrebbero finanziato…. Questo discorso dice tutto….

 

4) Con incentivo in media europea non ci sarebbero stati problemi di impennamento degli affitti, in quanto con 0,20 €/kwh non ci si fa a pagare anche 7-800 € + la pac lasciata al proprietario di affitto….per fare il silomais....

 

5) Nel resto dell’Europa l’incentivo è 0,18 € di media? Volevamo fare gli sboroni? Facciamo 0,20-0,21, ma perché 0,28 €/kwh, poi magari dal 2013 ci accorgiamo che spendiamo troppo perché gli impianti a biogas nascono come funghi ed esattamente come per il fotovoltaico tagliamo a metà l’incentivo senza preavviso? Non era meglio fare una tariffa più bassa ma sicura per un lungo periodo? In questo modo si fanno sempre le cose all’Italiana, chi accede ora gode, chi viene dopo come sempre lo prende nel retrobottega.

 

6) Dietro molti impianti da 1 mw ci sono industriali, o banche che pensano solo al conto economico, è giusto che tutti quei soldi che andrebbero destinati all’agricoltura vadano a industriali o alle banche?

 

7) Non era meglio tutti questi soldi darli agli agricoltori veri che magari fanno agricoltura conservativa? Oppure che immettono nella loro azienda vere innovazioni?

 

8) Siamo davvero sicuri che abbia senso incentivare di 3-4 volte il costo reale dell’energia, in un sistema di produzione dove se va bene si produce il doppio dell’energia immessa nel sistema? Cioè consumo 1 barile di petrolio di energia, per produrre se va bene l’equivalente di 2 barili? Si capisce benissimo che nel lungo periodo la cosa non può tenere…

 

9) L’attuale governo aveva fatto una proposta di legge di mettere un limite del 15 % delle biomasse da aggiungere ad impianti a biogas, chiaramente le lobby degli industriali non hanno fatto passare questo emendamento che avrebbe tagliato le gambe a tutti gli impianti sopra i 500 kw, in quanto ci vogliono allevamenti molto grandi per poter produrre l’85 % della biomassa sottoforma di deiezioni necessarie per impianti sopra i 500 kw, e quindi era finito il giochetto di prendere terra in affitto e farci il silo mais….ma purtroppo non è passata…

 

Alla luce di tutto questo, chi può fa bene a farsi sti impianti a biogas ed avere un reddito sicuro per 15 anni, ma non è certo così che si risolvono i problemi dell’agricoltura Italiana…

 

Per chi volesse approfondire che cosa è l'EROEI per capire quanto è il rendimento delle varie fonti rinnovabili invito a leggere questi documenti:

 

VALUTAZIONE DELL'EROEI PER VARIE FONTI

 

EROEI — Nuove Tecnologie Energetiche

 

Meditate gente...meditate....

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Guest albe 86

Per rispondere a Mapomac non vedo tutti questi grandi sconvolgimenti aziendali, al massimo qualche macchina acquistata per lo scopo specifico del biogas (es macchine per il caricamento) verranno dismesse, ma in 15 anni la loro vita (almeno economica) è finita.

Per rispondere a Dj Rudy:

1) E' vero che l'incentivo in Italia è più alto, però ci sono degli obiettivi da raggiungere e se non si incentiva a sufficienza questi obiettivi non si raggiungono ed invece di dare i soldi con gli incentivi li si pagherà in multe, quindi ben venga darli sotto forma di incentivi per dare uno sprint nuovo ad un settore in decadenza. Magari non risolverà la situazione dell'agricoltura, ma a mio avviso una mano la dà, sia dal punto di vista occupazionale che puramente economico.

State tutti additando i biogas come dei mostri, e trovo questo argomento perfetto per fomentare ancora di più gli scontri tra di noi invece di restare uniti e compatti come dovremmo fare per aiutare veramente il settore. Poi magari dimentichiamo che alcuni fotovoltaici stanno prendendo 0,44 più il costo secco dell'energia. Allora, qual'è la cosa sbagliata??? E' logico che ognuno cerca di fare il proprio interesse, perchè non siamo imprese per beneficienza, però a questo punto evitiamo di fare i moralisti sul bigas e poi costruire fotovoltaici solo perchè l'energia è pagata 4-5 volte il prezzo di mercato. Io per conto mio sono favorevole sia al fotovoltaico che al biogas, e da dei conti fatti da gente esperta anche se si fossero mantenuti questi incentivi anche sul fotovoltaico ogni famiglia avrebbe pagato solo 120 euro all'anno in più in bolletta per avere molta più energia pulita, ed è un costo che io accetto volentieri piuttosto che pagare il petrolio a peso d'oro e arricchire sempre i soliti sceicchi o ricconi, per non parlare del nucleare che è un altro tema a sè.

2) In questo caso ero d'accordo con te, magari dare incentivi per 20 anni, con una scalarità che io avrei ipotizzato così:

fino a 100 kW a soli liquami 0,30

fino a 250 kW prevalenza liquami 0,28

fino a 500 kW prevalenza liquami 0,25

da 500 kW al megawatt 0,22

In questo modo si sarebbero fatti più impianti, più piccoli, e più tagliati per le singole realtà aziendali. Purtroppo così non è stato e quindi ci si regola e si agisce di conseguenza.

3) è logico che con questi costi le banche non finanzierebbero se non ci fosse lo 0,28. Tutti pensate che un impianto di biogas sia una miniera d'oro per chi ce l'ha. Io dico che è una buona opportunità però va seguito, gestito e dà molto lavoro. A mio avviso chi ci guadagna veramente sono i produttori/costruttori di impianti che, guarda caso, si sono tutti stabilizzati sulle stesse cifre alte per ogni tipo d'impianto.

p.s. non fidatevi MAI dei business plan proposti dalle aziende, spesso le cose non sono così rosee come vogliono far sembrare.

4) vero, comunque non credo durerà ancora molto questa corsa.

5)Chi parte entro fine 2012 prende 0,28 fisso per 15 anni, chi parte dopo non sa cosa trova, prevedo un grande ridimensionamento, e quindi molti meno impianti in costruzione, per la gioia di tutti voi.

6) effettivamente sarebbe più giusto che gli incentivi rimanessero in agricoltura, ma visto che molti impianti sono di politici od industriali è proprio per questo che la tariffa è stata mantenuta alta, altrimenti così non sarebbe stato. Per una volta siamo noi agricoltori che saltiamo sul carro dei forti, cioè gli industriali.

7)E' giusto che il psr dia dei soldi per cose nuove ed innovative. Quel meccanismo purtroppo funziona poco e male, ma la colpa, così come tutti le situazioni che non vanno nell'agricoltura italiana, non è certo del biogas.

8)Per cominciare bisogna avere dati certi. In secondo luogo il mais è la coltivazione che più è in grado di assorbire CO2, e i processi naturali sono gli unici con bilancio positivo. Se bruci un litro di gasolio lo bruci e basta, ma se lo bruci per seminare una pianta che sequestra CO2 e poi mi restituisce più energia di quella che spendo, dove sta il problema??? Pensate davvero che i pannelli fotovoltaici producano tanta più energia di quella spesa per costruirli??

9) per fortuna che non è passato se no tanto valeva bloccare del tutto il settore, la cosa è irrealizzabile.

Concordo che i problemi dell'agricoltura ci siano e siano grossi, ma adesso dare tutta la colpa al biogas mi sembra veramente eccessivo e ridicolo, soprattutto quando me lo sento dire da persone di cui ho stima.

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Concordo che i problemi dell'agricoltura ci siano e siano grossi, ma adesso dare tutta la colpa al biogas mi sembra veramente eccessivo e ridicolo, soprattutto quando me lo sento dire da persone di cui ho stima.

 

Forse mi sono espresso male nel precedente messaggio, ho fatto l'esempio del biogas, ma era solo un esempio, ci tengo a precisare che non ho assolutamente nulla contro il biogas, e nemmeno contro chi fa impianti anche tutti a secco (senza liquami ecc tipo la cooperativa di report); sono contro lo 0,28 in generale, punto e basta, che sia biogas, olio vegetale (i cui conti nonostante lo 0,28 non tornano comunque con le oleaginose ai prezzi attuali), o un gassificatore per me cambia ben poco, ripeto sono contro la tariffa non contro la tecnologia per sfruttare la tariffa.

 

State tutti additando i biogas come dei mostri, e trovo questo argomento perfetto per fomentare ancora di più gli scontri tra di noi invece di restare uniti e compatti come dovremmo fare per aiutare veramente il settore. Poi magari dimentichiamo che alcuni fotovoltaici stanno prendendo 0,44 più il costo secco dell'energia.Allora, qual'è la cosa sbagliata??? E' logico che ognuno cerca di fare il proprio interesse, perchè non siamo imprese per beneficienza, però a questo punto evitiamo di fare i moralisti sul bigas e poi costruire fotovoltaici solo perchè l'energia è pagata 4-5 volte il prezzo di mercato. Io per conto mio sono favorevole sia al fotovoltaico che al biogas, e da dei conti fatti da gente esperta anche se si fossero mantenuti questi incentivi anche sul fotovoltaico ogni famiglia avrebbe pagato solo 120 euro all'anno in più in bolletta per avere molta più energia pulita, ed è un costo che io accetto volentieri piuttosto che pagare il petrolio a peso d'oro e arricchire sempre i soliti sceicchi o ricconi, per non parlare del nucleare che è un altro tema a sè

 

Assolutamente d'accordo con te, la politica del fotovoltaico se vogliamo è stata ancora più suicida rispetto a quella dello 0,28, in quanto a causa dell'elevata incentivazione siamo arrivati al paradosso di multinazionali estere che hanno comprato decine di ettari di terreno per fare impianti a terra. Grazie a questa politica scellerata di incentivi siamo arrivati a fare un impianto di 70 ettari tra Ferrara e Rovigo, dove d'inverno quando c'è la nebbia davvero può passare anche un mese senza che si veda il sole, ma nonostante tutto i conti tornano comunque.... se questa è la strada giusta....:nutkick:

 

In poco più di un anno siamo arrivati alla quota di fotovoltaico che doveva durare fino al 2013-2014, e cosa è successo? Dall'oggi al domani boom dimezzati gli incentivi... Anche in questo caso ce ne saranno di capannoni industriali e agricoli ancora da metterci i pannelli fotovoltaici? Si e sono ancora molti, bastava fare una legge con incentivazione sempre in media con l'Europa per gli impianti sul tetto totalmente o parzialmente integrati, e bandire totalmente gli impianti a terra sopra i 15-20 kw, ma anche in questo caso si sarebbe andati contro le lobby degli industriali e delle banche, quindi si è preferito andare contro gli agricoltori per 2 anni per fare favori alle banche ecc, poi quando la misura era troppo colma di punto in bianco chiudere tutto. Per cui sono tanto a sfavore dello 0,28 quando a sfavore dell'inutile dopatura degli incentivi per il fotovoltaico.

 

3) è logico che con questi costi le banche non finanzierebbero se non ci fosse lo 0,28. Tutti pensate che un impianto di biogas sia una miniera d'oro per chi ce l'ha. Io dico che è una buona opportunità però va seguito, gestito e dà molto lavoro. A mio avviso chi ci guadagna veramente sono i produttori/costruttori di impianti che, guarda caso, si sono tutti stabilizzati sulle stesse cifre alte per ogni tipo d'impianto.

p.s. non fidatevi MAI dei business plan proposti dalle aziende, spesso le cose non sono così rosee come vogliono far sembrare.

 

Che non ci sia da fidarsi del business plant di chi vende è sicuro, ma è altresì sicuro che se non ci fosse un largo ritorno economico (tipo che l'impianto si ripaga dopo nemmeno 3 anni se è sopra 5-600 kw) sti biogas non nascerebbero come funghi. Unico caso al Mondo dove in agricoltura il ritorno dell'investimento è pari a 2-3 anni, guarda caso gli industriali per la prima volta sono interessati al mondo agricolo.

 

Per questo ritengo che questa incentivazione non sia sostenibile nel lungo periodo (se una cosa non è sostenibile nel lungo periodo che senso ha farla nel breve periodo?)

 

Ho visitato un impianto a Cremona, di un allevatore con 150 vacche in lattazione, è partito con il 250, poi appena acceso il 250 e arrivati i primi soldi del 250, ha ampliato a 500, appena arrivati i soldi del 500 ha ampliato a 999, e l'anno prossimo chiude la stalla....peccato che debba prendere 150 ettari in affitto per alimentare il 999, e si lamenta perchè gli affitti sono aumentati, gli ho chiesto quanto sei disposto a pagare di affitto? 1000 € + la PAC, e gli risposto ridendo e ti lamenti pensa fra un anno o due quando il vicino ne offrirà 1200 o più per rubarti la terra.....w la coerenza... grazie conto energia....Se fosse stato 0,20, quell'allevatore si sarebbe fermato a 250 kw, avrebbe continuato a produrre latte e di sicuro non sarebbe andato fallito.

 

5)Chi parte entro fine 2012 prende 0,28 fisso per 15 anni, chi parte dopo non sa cosa trova, prevedo un grande ridimensionamento, e quindi molti meno impianti in costruzione, per la gioia di tutti voi.

 

Per me di impianti possono farne altri 7000, non è un problema mio, tanto dalla Romagna in giù il mais non si può fare, e che ne dicano chi vende biogas se uno deve alimentarlo con cereali minori ecc ci vuole uno scatafascio di terra ---> minore guadagno e più lavoro, guarda caso in Toscana ancora non è acceso nemmeno un impianto nonostante lo 0,28...Conto energia dalla parte degli agricoltori, si ma solo di una parte, e guarda caso quelli del Nord che di certo non stavano peggio rispetto al centro sud, fosse solo per le più favorevoli condizioni metereologiche.

 

6) effettivamente sarebbe più giusto che gli incentivi rimanessero in agricoltura, ma visto che molti impianti sono di politici od industriali è proprio per questo che la tariffa è stata mantenuta alta, altrimenti così non sarebbe stato. Per una volta siamo noi agricoltori che saltiamo sul carro dei forti, cioè gli industriali.

 

Quando 20 anni fa uscì il set aside ventennale o trentennale, qui in molti facevano i salti di gioia, svariate aziende hanno venduto tutto, lasciato a casa gli operai, e tenuto un trattore per tenere pulita l'azienda, sembrava la panacea di tutti i mali, dopo 20 anni, finito il set aside, quelle aziende ora non esistono più, o sono state vendute o sono state affittate ad altri agricoltori che hanno continuato a fare gli agricoltori, molto probabilmente capiterà anche a chi oggi da la terra in affitto a chi fa impianti di biogas.

 

8)Per cominciare bisogna avere dati certi. In secondo luogo il mais è la coltivazione che più è in grado di assorbire CO2, e i processi naturali sono gli unici con bilancio positivo. Se bruci un litro di gasolio lo bruci e basta, ma se lo bruci per seminare una pianta che sequestra CO2 e poi mi restituisce più energia di quella che spendo, dove sta il problema??? Pensate davvero che i pannelli fotovoltaici producano tanta più energia di quella spesa per costruirli??

 

Vuoi una bioenergia che rende davvero in termini energetici? La canna da zucchero per fare bioetanolo, dove immettendo un barile di petrolio di energia se ne producono 8, purtroppo però tale coltura viene solo in Brasile. Il biogas, il fotovoltaico ecc hanno tutti EROEI di 2 massimo 3, ecco perchè secondo me non ha senso incentivarli così tanto.

 

Il discorso della CO2 sono tutte cavolate, se non davano 0,28, o 0,50 per il fotovoltaico nessuno se ne fregava della CO2, invece con quelle tariffe c'è business quindi si può anche dire io risparmio CO2. Ma posso già anticipare che se uno fa il calcolo reale delle entrate e uscite energetiche di tutto il ciclo di vita dell'impianto e del mais (LCA): Life Cycle Assessment - Wikipedia si accorgerà che il bilancio energetico non è detto che sia in pareggio, CO2 compresa.

 

Per non parlare del bilancio della sostanza organica, nella mia tesi di secondo livello, avevo come obbiettivo fare un progetto di rotazione e tecniche colturali per incrementare il livello di sostanza organica nel lungo periodo in un'azienda di 400 ettari con 150 capi bovini, senza biogas riuscivo anche se di poco a incrementare il quantitativo di sostanza organica nel terreno nel lungo periodo (inserendo, cover crop, semina su sodo ecc) tenendo conto dei consumi derivanti dalla mineralizzazione.

 

Attivando un impianto da 100 kw, già i conti non tornavano più, perchè un conto è distribuire il letame e il liquame, e un conto è distribuire il digestato, il digestato è ben più povero di carbonio rispetto al letame dato che gran parte del carbonio dei reflui zootecnici una volta entrato nel digestore viene inglobato nel metano, quando sono andato a fare i conti della sostanza organica inserendo il digestato invece dei reflui tal quali ho avuto la spiacevole sorpresa che nonostante il sodo, e nonostante le cover crop (2 tecniche che aiutano molto la sostanza organica) nel lungo periodo non riuscivo a incrementare la sostanza organica ma a malapena a tenerla costante, pensa te un impianto da 1 mw fatto a secco, in pianura padana con 350 ettari di mais su mais con aratura quanto è favorevole il bilancio della sostanza organica.

 

Per cui nemmeno dal punto di vista agronomico nel lungo periodo gli impianti a biomassa (ripeto che siano biogas o gassificatori cambia ben poco), sono sostenibili.

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L'incentivo del fotovoltaico è stato ridimensionato perchè si è ridimensionato il prezzo degli impianti, come cita la normativa europea l'ammontare dell'incentivo deve essere proporzionato all'investimento, al fine di creare un settore. Nel servizio di report, che evidentemente hanno tagliato, l'assessore emiliano dice che c'è da creare un settore inesistente prima di poterci lavorare su.

Parliamo di incentivi, ma scusate il latte è stato incentivato fino a ieri, la quota latte non è stato storicamente un mezzo per sostenerne il prezzo?

Il set-aside non è sempre un sistema per sostenere il prezzo?

i marketing board (inglesi) o i marketing order (Usa) non sosno sistemi studiati per mantenere il prezzo alto alla produzione?

Non diciamo stupidate per cortesia, la verità è sempre una, se l'agricoltura italiana non viene sostenuta gli agricoltori chiudono, punto.

Non abbiamo estensione e abbiamo costi di produzione elevatissimi, questo a spinto a spingere moltissimo sulla quantità (una vacca che arriva al 4 parto è molto fortunata, una vaccha che non resta gravida entro i 50 giorni finisce al macello).

Vogliamo fare qualità? Bene andate al supermercato qualche ora e mettetevi al banco della carne o del fresco, e vedete in base a cosa scieglie il consumatore, provate ma fatelo sul serio. Poi postate la risposta.

Facciamo chilometro zero come inneggia coldiretti? Bene un azienda da 500 ha tutta a ortaggi, le altre? Chi mi piazza il prodotto? Facciamo noi il mercato? Chi farà il prezzo?

Veniamo all'energia.

Il problema delle energia alternative è che come sempre l'agricoltore resta indietro, chi ha avuto spirito imprenditoriale l'impianto lo ha fatto, o comunque ha investito in azienda. Se gli industriali o le società di investimento trovano terra in affitto un motivo ci sarà. Perchè quell'agricoltore scieglie di dare in affitto il proprio terreno? alcune motivazioni a cui dare risposta:

1) nessuno in famiglia prosegue l'attività (troppa fatica e pochi o nessun guadagno)? Come mai i giovani in agricoltura sono sempre più rari?

2) Altra attività più remunerativa?

3) il terreno è in mano ad una banca?

4) Monocultura in perdita?

Il prezzo degli affitti si è alzato? Vero, da quando?

La 152/99 è il recepimento di quele legge? forse una del 92'? Perchè una vacca in emiglia faceva 130 Kg di azoto al campo e una in lombardia solo 90? la vacca non era sempre quella? ma la colpa è delle bioenergie!!! (sto tornando indietro)

Le bioenergie sono un'opportinità come poche altre.

L'incentivo è sbagliato? Non dimentichiamoci che un impianto da 1Mw è un impianto di microcogenerazione.

I sottoprodotti sono poco utilizzati? Vero, ma la normativa sta arrivando adesso, visto che poco fa moltissimi sottoprodotti agroindustriali erano considerati rifiuti e quindi non utilizzabili in impianti di digestione anaerobica (normativa uscita 15 giorni fa in via di recepimento da parte delle regioni).

Vorrei fare un impianto a sottoprodotti? bene ha tempo 20 anni per l'autorizzazione?

Non dimenticate che chi deve autorizzare oggi ha un minimo di esperienza (si spera anche di conoscienza) ma fino a poco fa non ne aveva nella maniera più assoluta.

Cambio di destinazione d'uso: un impianto di biogas da 1 Mw occupa 2 ha circa, sempre che non si riutilizzino spazi aziendali inutilizzati (vecchie stalle, paddok in disuso ecc), e la restante parte dell'azienda viene coltivata ne più ne meno come prima.

Altro problema è che gli impianti si sono sviluppati di più nelle zone dove già c'è zootecnia andando in competizione. Chi ha costruito l'impianto? Grossi monocultori (che comunque vendevano granella o insilato), Piccole aziende zootecniche che dovevano decidere se investire nel latte o fare qualcosa d'altro, allevamenti di suini a ingrasso che dovevano decidere se chiudere o cercare di tener in piedi la baracca. (Esempio un azienda di 8000 posti ingrasso che faceva la bellezza di 400 000 euro l'anno di debito, che si fa? Regalo in alcuni anni l'azienda all'istituto di credito?)

Poi chi ha investito nel settore? Chi ha annusato il business, cioè? come al solito gli industriali, che spesso come capitali non sono più potenti di un agricoltore, ma differentemente rischiano, o in questo caso si buttano!!!

 

La parte ambientale.

Come è andato il valore della sostanza organica nei vostri terreni negli ultimi 10 anni? qualcuno lo ha misurato?

Come sono andate le produzioni ad ha di alcune colture ad alto reddito negli ultimi anni? (vedi pomodoro da industria)

La gestione del digestato può essere agronomicamente una buona opportunità per evitare un eccessivo impoverimento dei nostri terreni (effetto desertificazione).

Un ettaro di mais respira come 60 di foresta ( il biogas consente un risparmio di 9800 kg di CO per ettaro)

Consumo gasolio a lavorare la terra? E prima?

Il metano che ha effetto serra di molte volte superiore alla CO2 lo catturo e lo utilizzo per fare corrente.

Il digestato puzza decisamente di meno, impatto odorigeno molto differente.

Impatto acustico? 60 decibel a 10 metri in campo libero, 80 dB traffico intenso.

Il vento e il sole sono energie non costanti, il biogas è costante sia di giorno che di notte, meno sbalzi di tensione in rete.

 

Dopo tutto cio, dico che il settore è nato, speriamo che cresca e adesso possiamo lavorare per migliorarlo.

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Scusate dimenticavo:

Risparmio CO2/ha bioetanolo 1062 Kg; Biodisel 2376

E non dimentichiamoci che principalmente il bioetanolo mondiale è fatto da canna da zucchero, coltivata recuperando terreno dalla foresta amazzonica (stock naturale di CO2).

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Che dire ,anche questa volta DJ ha pienamente ragione (secondo me).

Analizzando questi impianti subito ci si accorge che il gioco vale la candela dai

250 kw in su, questi impianti se pur di non grandi dimensioni hanno bisogno di almeno

un centinaio di ettari a disposizione circa.

Considerando la grandezza media delle aziende agricole in italia o ci si associa tra agricoltori (grande difficolta)o si prendono terreni in affitto (prezzi sempre piu in alto) o la cosa riguarda poche aziende.

Inoltre i piccoli impianti destinati ad aziende che usano solo liquami o silomais in piccola parte sono costosissimi e le banche fanno molta fatica a finanziare i piccoli, quindi o ci si arrangia con risorse propie o picche.

Per finire ,vorrei dire, che è normale che se uno ha un impianto di questo tipo (biogas)sia a favore ,visto il reddito che apporta all'azienda ,pero bisogna anche mettersi nei panni di quelle persone che non hanno un impianto di questo tipo e che hanno bisogno di terreni in affitto per smaltire ad esempio i liquami della propia azienda agricola o procurarsi il cibo per il propio bestiame . Credo che per questi gli attuali prezzi degli affitti siano insostenibili ,quindi quale futuro per loro e le loro aziende?

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Scusa ma che coefficienti di mineralizzazione hai utilizzato per il digestato?

Hai in mano delle prove agronomiche? Se si di che arco temporale?

Allora meglio per una azienda da 350 ha in pianura padana continuare a fare mais, magari vendendone una parte per insilato destinato zootecnico, e dare solo concime chimico?

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Guest albe 86

1) Parere condivisibile, comunque tornando al post precedente vorrei ricordare che lo 0,28 non toglie nessun incentivo all'agricoltura, ma è un costo che paga tutta la popolazione che utilizza energia per la produzione di una quota di essa da parte di rinnovabili.

2) Penso anch'io che un fotovoltaico gestito in un modo sensato possa essere un'ottima cosa, ma in Italia non funziona sempre quello che è logico, purtroppo.

3) Fidati che ritorni di investimento in 2-3 anni sono fantasia pura, anche per il megawatt ce ne vogliono molti di più se vogliamo fare i conti per bene. Di sicuro non nego che dovrebbe comunque offrire possibilità finora sconosciute con la normale agricoltura, dove siamo abituati a recuperare le spese e poco altro, purtroppo aggiungerei.

Tornando al discorso delle cose logiche bastava fissare un tetto provinciale alla produzione di energia da biogas, oltre quel tetto non sarebbero più stati autorizzati impianti. Invece con tutto libero è stato possibile arrivare a 120 impianti tra partiti ed in partenza nella sola provincia di Cremona.

6) Secondo me ci sarà un'ulteriore selezione delle aziende agricole, spostandosi verso dimensioni aziendali maggiori. Giusto o sbagliato che sia comunque si persegue un obiettivo che molti di voi trovano basilare per l'agricoltura moderna, quindi forse un male non è, questo solo il tempo potrà dirlo.

8) Bisogna vedere chi fa i conti e come li fa, perchè spesso i risultati che si vogliono si "fanno venire". Io ad esempio ho fatto un corso sulle rinnovabili, e non si parlava così bene del ciclo della canna da zucchero per fare bioetanolo, comunque che una coltura di mais sequestri molta CO2 è vero. Quando produco energia la CO2 torna in atmosfera, ma almeno prima ho avuto una sottrazione, mentre bruciando petrolio ho solo un apporto netto.

 

Per la sostanza organica vorrei vedere casi reali, non ipotetici. Io da quello che so e che ho visto ho trovato tutti molto contenti con l'utilizzo del digstato, anche se per i reali benefici ci vogliono 3-4 anni. Tutti dicono che il terreno viene arricchito, inoltre il digestato è basico e non ha il problema di acidità ad esempio dei liquami suini. Poi è vero che il digestato ha meno carbonio, perchè il carbonio presente nel metano dovrà pur arrivare da qualche parte, però c'è da dire che il carbonio restante nel digestao è stabilizzato e viene umificato completamente perchè le parti facilmente fermentescibili sono state utilizzate e l'equilibrio si sposta fortemente sull'umificazione. Anzi, alcuni studi dicono che umifica più carbonio un digestato che un pari quantitativo di carbonio presente in un normale liquame o nei residui colturali. Questo perchè è vero che di carbonio in quantità assoluta ce ne è di più, ma è altrettanto vero che è sostanza organica non stabilizzata e che va rapidamente incontro a mineralizzazione. Quindi ripeto, i calcoli sono calcoli ma la realtà spesso è diversa. Aspettiamo il parere di persone come green che hanno già questa esperienza.

Poi comunque nessuno vieta di fare sovescio, o ad esempio di fare pastone lasciando in campo la pianta del mais.

Ecco un link che parla della trasmissione di report:

 

trasmissione di report su biogas - EnergeticAmbiente.it

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E perchè tu hai bisogno di altri terreni per smaltire gli effluenti zootecnici?

Perchè hai bisogno di altra terra per dare da mangiare ai tuoi animali?

Perchè non sei dimensionato proporzionalmente alle tue dimensioni aziendali?

Mi preme sottolineare che io non sono sempre pro biogas, ma le motivazioni che spesso sento non stanno in piedi.

Risottolineo il punto che l'agricoltura di oggi in italia è in perdita se non incentivata, non siamo competitivi con altri paesi, cavolo ma nessuno ha mai fatto realmente i costi della propria azienda tirando dentro lavoro proprio e ammortamenti in maniera corretta? (bianco e nero!!!)

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per i test sul digestato bisogna aspettare, ho cominciato quest'anno prove agronomiche (analisi dei terreni 2 volte l'anno su 4 appezzamenti rappresentativi, con pesata della biomassa asportata e relativa analisi e nalisi del quantitativo di digestato, e chimico apportato, e su altri a rotazione 1 analisi annuale).

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io non sono contro al biogas però a mio parere andrebbero dimensionate in base alla superficie aziendale. perchè qui molti per poter alimentare le centrali stanno affittando terreni a prezzi elevati provocando danni a tutti gli altri agricoltori che non possono sopravvivere con affitti simili.

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Come ho avuto modo di scrivere altrove non c'è nulla di male, specie perché legalmente lecito, nell'approfittare di biogas, fotovoltaico et similia; le condizioni in cui versano i conti di molte aziende agricole italiane rendono la cosa sicuramente legittima e razionalmente consigliabile. Leggo in questa stessa discussione come chi opera in agricoltura non lo fa di certo per beneficenza; ci mancherebbe altro, aggiungo io.

Spiace però vedere come la coerenza e l'obiettività personale, vengano meno per difendere a spada tratta quello che sembra essere diventato un ideale imprescindibile; tanto è il tono accorato che, ironizzando, sembra quello di chi colto in castagna prova salvare la faccia...

 

Mi trovo concorde sui fasce dimensionali di assegnazione dell'incentivo. Si limiterebbe la corsa al rialzo degli affitti dei terreni e l'integrazione in aziende zootecniche (o recupero di sottoprodotti) sarebbe scelta obbligata.

Concordo inoltre con Green in merito alla sempre ostacolante burocrazia in merito all'uso dei sottoprodotti.

 

Leggo sempre in questa discussione, un aspetto che spesso viene, o volutamente sconosciuto, oppure ignorato: l'agricoltura, ovunque nel mondo, se non sostenuta da politiche di sostegno ed incentivi non è in grado di sostenersi; un mercato quindi atipico, fuori dalle logica di autoregolazione. La Pac, sostegno più importante al settore agricolo a livello europeo, che sfrutta più di ogni altro intervento le risorse della Comunità Europea, venne concepita per garantire stabilità geopolitica all'interno dell'unione, assicurando approvvigionamenti alimentari necessari alla ripresa post dopo-guerra e per gli equilibri interni dei paesi membri. Una politica di sussidio che portò negli anni a venire a surplus produttivi che tutti i contribuenti dovettero pagare a caro prezzo. Da li in poi la storia è recente e i giri di vite che si preannunciano, oppure han già preso strada, sono in buona parte lo scotto da pagare per quelle "leggerezze".

La politica di incentivare in modo così grasso le rinnovabili in Italia sembra del tutto simile ad altre forme di intervento sul prezzo che nel medio periodo hanno subito dimostrato le loro criticità: set aside come ben spiegato da Dj Rudy, ma anche i sussidi alle industrie di trasformazione, in primis i zuccherifici che al riparo con denaro UE non hanno mai investito in ammodernamento ed efficienza. Gli stessi pannelli fotovoltaici, risento del mercato distorto dagli incentivi, presentando un calo di costo, un'efficienza ed un progresso tecnologico di sicuro inferiore ad altre tecnologie sul mercato libero. E così non può che avvenire per gli impianti di biogas.

 

Fin'ora nessun paese al mondo s'è mai sognato di delegare altrove la produzione delle proprie derrate alimentari; per ovvi motivi nessuno si sobbarcherebbe un rischio simile. Questo al costo di dirottare quasi metà dell'intero bilancio dell'UE. Pare evidente che il motto ispiratore è sempre stato quello di garantire la produzione di derrate agricole = cibo = pace. Vedere stravolgere la cosa, incentivando ancor più di prima un settore che prevede l'esatto contrario, solo a uno sciocco potrebbe passare inosservato. Le recenti rivolte nel bacino del mediterraneo, sono l'ennesima prova che da agricoltura e cibo non si prescinde e la fame non è pacifica.

 

Ribadisco inoltre il concetto secondo il quale le aziende che si trasformano dedicandosi quasi interamente alla produzione di biogas, sottovalutano il momento in cui dovranno passare a fatturati annui con molti meno zeri. In 15 anni le cose, i prezzi, le tecniche cambiano.

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come dare torto alle tue belle parole. Ma se l'agricoltore non è bravo a cogliere le occasioni (non parlo solo del biogas e delle rinnovabili) non va molto lontano. E il problema resta comunque sempre uno: aziende da milioni di euro di capitali non riescono a fare utili o ultimamente in maniera molto difficile, e ciò non va bene.ùDovremo abituarci tra qualche anno a fatturati con meno zeri? Lo siamo già, ma se un imprenditore è in grado di pianificare avra una buona base da cui partire.

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Esprimo il mio parere sulla questione biogas a prescindere dal conto economico io non trovo assolutamente corretto (per me è antieconomico sul lungo termine) coltivare terreno per dare da mangiare al digestore.........

 

Secondo me il biogas va bene se l'azienda non deve coltivare per dare da mangiare al digestore ci sarebbero un sacco di scarti che si potrebbero utilizzare senza dover coltivare e questo secondo me è un nodo esenziale nella cosa.

 

Per quanto riguarda il fotovoltaico invece trovo che la politica fatta in Italia sia folle, ho fatto un giro in Umbria e partendo da Cesena per arrivare a Perugia ho visto campi solari sparsi qua e la come cavolo capita e tutti i campi erano belli incoltivabili sul lungo periodo (a parte il fatto che qualcuno mi deve spiegare perchè smaltire il silicio dovrebbe essere ecologico.......).

 

Io avrrei fatto una politica del solare per le coperture aziendali e per terreni scarsamente coltivabili o brulli propio non per campi in pianura.

 

E se qualcuno ha trasformato il campo in una pianura di pannelli allora questo è:

 

CAMBIO DI DESTINAZIONE D'USO DELL'AREA da agricola a industriale.

 

CAMBIO DI ATTIVITA' con tutte le consieguenze del caso anche fiscali.

 

A me sembra che in campo agricolo (non voletemene ma da osservatore devo dirlo) fanno sempre le cose col sedee per dare il contentino qua e la senza mai una strategia precisa anche econimica e di redditività............

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E perchè tu hai bisogno di altri terreni per smaltire gli effluenti zootecnici?

Perchè hai bisogno di altra terra per dare da mangiare ai tuoi animali?

Perchè non sei dimensionato proporzionalmente alle tue dimensioni aziendali?

Mi preme sottolineare che io non sono sempre pro biogas, ma le motivazioni che spesso sento non stanno in piedi.

Risottolineo il punto che l'agricoltura di oggi in italia è in perdita se non incentivata, non siamo competitivi con altri paesi, cavolo ma nessuno ha mai fatto realmente i costi della propria azienda tirando dentro lavoro proprio e ammortamenti in maniera corretta? (bianco e nero!!!)

 

Scusa green, non ti arabbiare, io volevo solo esprimere una mia idea.

Ti faccio ora un esempio: un'azienda con allevamento come hai detto tu non riesce a fare profitti, allora installano un impianto biogas .

Dopo un po di tempo si accorgono che effetivamente gli introiti dell'impianto sono alti allora visto che l'allevamento non rende e bisogna decidere se alimentare il bestiame o l'impianto l'allevamento viene dismesso.

Questo è un cambio di direzione del bussines dell'azienda agricola .

Poi tra 15 anni quando il contributo finirà l'azienda cosa farà? tornera ad aprire l'allevamento?

Secondo me il biogas oltre a dover utilizzare materiali di scarto dell'azienda deve essere un integrazione al reddito dell'azienda e non l'attivita principale.

Altro esempio :in una zona c'è un'azienda agricola con allevamento,ha terreni propi e terreni in affitto (non credo ci siano molti allevamenti che hanno di propieta tutti i terreni di cui hanno bisogno).

Un giorno arriva in questa zona un'azienda che opera nel biogas ,naturalmente ha bisogno di terreno e va ad offrire ai vari agricoltori contratti di affitto con prezzi alle stelle.Risultato ? L'allevamento naturalmente non potendo competere con quei prezzi deve rinunciare ai terreni e ridimensionare l'azienda o adirittura chiudere.

Nel caso arrivasse un altro impianto biogas a fare concorrenza al primo,comincerebbe una guerra dei prezzi al rialzo che porterebbe nel giro di pochi anni a uno scenario di questo tipo:allevamento chiuso,e uno dei 2 impianti a rischio per mancanza di terreno.

Questa tariffa è troppo alta e in questo modo si droga il sistema,percio non si andra tanto distante.

Abbiamo visto che molti di questi impianti appartengono a industriali , gli unici che si possono permettere di investire grossi capitali a scapito dei veri agricoltori che non hanno a disposizione tali cifre.Alla faccia di chi dice che il biogas è un aiuto agli agricoltori.

Un altra cosa :vorrei capire perchè un impianto da 50 / 100 kw con tecnologia di 50 anni fa (motore endotermico ,condutture,ecc ) costa quanto un reattore nucleare

.

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Guest albe 86

Molti bei discorsi, però bisogna anche considerare alcune cose:

1) non è etico produrre alimenti per bruciarli, però era etico dargli un valore talmente basso da non avere più la convenienza economica a produrre, come è stato ad esempio lo scorso anno per il mais in moltissime zone. Mapomac ha parlato di surplus, e con le rinnovabili ridimensionano anche questo problema.

2) tutti si lamentano degli affitti cari, però la domanda che hanno generato i biogas ha stimolato molto il mercato del mais, con beneficio per tutti i produttori, sia che conferiscano il mais direttamente oppure lo vendano sul mercato. Questo è un valore aggiunto che hanno tutti i cerealicoltori, ed è anche grazie al biogas, quindi significa che parte dell'incentivo all'energia torna agli agricoltori, sotto un'altra forma ma torna.

3) Mapomac si chiede cosa faranno le aziende oggi produttrici tra 15 anni. Per cominciare io dico che quelle aziende tra 15 anni quantomeno c'è una buona probabilità di trovarle ancora attive, perchè con l'andazzo attuale le prospettive sarebbero state mooolto meno rosee. Poi sinceramente non vedo dove sta il problema nel guadagnare "molto" per 15 anni per poi trovarsi a non guadagnare niente come succede oggi. L'unico vero inconveniente secondo me è che tu per 15 anni ti vincoli ad una situazione da cui non puoi uscire. Tanto per fare un esempio stupido se il mais va a 30 euro il biogas lavora solo per girare i soldi e il maiscultore ci guadagna un sacco, viceversa se il mais torna ai 14 euro come l'anno scorso il biogas fa i salti di gioia e il maiscoltore è pronto a chiudere o quantomeno non seminare. Per evitare il primo caso molti biogas cercano di avere almeno il 70-80% di biomassa propria così da essere al riparo dalle oscillazioni di mercato, se la biomassa vale di più avrai un minore introito da biogas ma maggiore introito dalla coltivazione, viceversa succederà con la biomassa a basso prezzo. Un'azienda sul mercato libero invece è obbligata a subire quello che capita, quindi preferisco essere tutelato per 15 anni e poi riaffrontare il mercato e vedere la situazione che ci sarà.

Fermo restando che tutti pensate che un biogas al 16° anno è buono da buttare, ma le cose non stanno sempre così. Non si può sapere il progresso e l'innovazione cosa porteranno, magari a livello di efficienza energetica (es biometano).

Io capisco che molti allevamenti sono in crisi, ma la verità è che moltissimi biogas sono fatti proprio da allevatori che non vedono un futuro per la loro attività, quindi piuttosto che chiudere provano a diversificare, come testimonia anche l'esperienza di green. Però finchè si sta qui tra di noi a discutere se il biogas sia giusto o sbagliato, etico o no, buono o cattivo, si continua a perdere tempo senza ad esempio invece andare al vero cuore del problema, e cioè vedere apprezzato (e quindi monetizzato) il frutto del nostro lavoro di allevatori. Ma se continuiamo ad accettare questa situazione scagliandoci gli uni contro gli altri tra di noi allora la fine è veramente vicina.

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Da piccolo produttore cerealicolo non posso che appoggiare quanto detto da albe 86, io al momento ho smesso di coltivare mais da tre anni ormai, non lo trovo più redditizio ( già da alcuni anni prima veramente, ma perseveravo con la speranza di...), ora con quest'aumento di domanda di mais chissà che il prezzo non si stabilizzi a livelli accettabili, quindi chi lo produce per il biogas lo faccia pure utilizzando il proprio e chi come me fare del biogas sia antieconomico ( vedi dimensioni aziendali e mancanza di reflui vari), si veda almeno aperta una speranza di reddito congrua nella vendita della granella a chi la immette sul mercato per alimentazione, poi tra 15 anni avrò gli stessi problemi di ora, ok, sono d'accordissimo, ma il fatto è che ora ci sono i problemi, vedi persone che lasciano a prato e trinciano per non dover sostenere costi di seminatura elevati con scarsi risultati.

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Credo che a molti interesserebbe leggere come, sia i pro che i contro, interpretano i punti chiave della polemica.

 

- gli incentivi italiani sono tra i più alti (non solo sul biogas ovviamente), o no ? Perché ?

- aziende che trasformano in modo radicale il proprio indirizzo produttivo. Sapranno al termine della vita utile dell'impianto, "riadattarsi" all'agricoltura "normale" ?

- impianti che vanno con i famosi "scarti" di industrie agroalimentari e non, ce ne sono ben pochi.

- mi pare pretenzioso affermare che contribuiscano a ridurre l'inquinamento e a salvaguardare l'ambiente. Lo fanno ?

 

Appurato il fatto fatto che gli incentivi italiani sono molto alti e senza i quali anti-economico produrre energia, mi sembra di notare che i reali problemi sono ben lontani dalla semplice "economicità" di lavorare con biomassa, vale a dire:

 

-questi terreni su cui vengono costruiti gli impianti (biogas o fotovoltaico), o come dice mapomac le stessa aziende, potranno tornare ad assurgere la funzione prettamente agricola a cui sono sempre stati adibiti?

-inoltre, produrre energia pulita non mi sembra che non abbia ripercussioni sull'attività agricola tradizionale viste le difficoltà degli allevatori di reperire insilato, frumento ecc...

-non so quanto un impianto biogas alimentato ad insilato di mais (o cereali vari)possa contribuire a ridurre l'inquinamento, vista la quantità di idrocarburi immessi nell'atmosfera per avere rese soddidfacenti e per raccoglierli.

 

A mio parere un impianto potrebbe avere un impatto positivo qualora si utilizzassero degli scarti industriali, i quali vengono inevitabilmente prodotti a valle di un processo di lavorazione e in tal modo verrebero sfruttati. Attenzione quindi a chiamarli "scarti", perchè in tal caso questi residui verrebbero reintrodotti all'interno di un'altro ciclo produttivo, quello dell' Energia... ecco che da scarti produttivi sono tornati ad essere degli input.

Edited by Federix

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Non mi sono assolutamente arrabbiato, giornalmente mi trovo a discutere di queste cose. Alcuni preparati e con il quale il discorso diventa costruttivo, alcuni solo invidiosi di non poterlo fare perchè con l'azienda ipotecata per l'aquisto di quote, altri che hanno sentito al bar, altri contro per ragioni etiche e in fine anche qualcuno a favore.

Il mio punto di vista credo di averlo espresso, penso che le rinnovabili oggi siano un pò di respiro per un settore che fatica a stare in piedi.

Io credo nel settore e credo in un suo sviluppo, e nel suo evolversi per trovare un suo spazio.

Un'ultima cosa, dietro a molti impianti che nascono oggi ci sono industriali, ma dietro tanti grossi allevamenti italiani chi c'è?

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