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ago.stino

quanti anni per ammortizzare il biogas?

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quanti anni per ammortizzare un impianto di biogas? :cheazz:

 

qualcuno ha dati reali e non business plan fasulli preparati dai costruttori?:muro:

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Si potrebbe azzardare una nessuna risposta per una nessuna idea chiara in materia anche per chi li ha già realizzati? Qui vicino a me c'è un'azienda agricola di piccole dimensioni (20 ettari) che sta cercando terreni in affitto per poterli coltivare a sorgo ( unica coltura accettabile vista la mancanza di acqua dovuta alla conformazione collinare del territorio) per fare del biogas, notare che quest'azienda NON ha nemmeno un allevamento di nessun tipo, è incentrata sull'agriturismo, vino e contoterzismo nei tempi morti, mi chiedo che tempi di ammortamento possa avere una cosa del genere, anche ammettendo contributi PSR ( che credo si aggirino sul 20% aspettando smentite da esperti), ma bisogna vedere anche le graduatorie e quanti soldini ci sono...

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io ho paura che quando uno ha finito di pagare il mutuo col "guadagno" del biogas finisce anche la tariffa incentivante. A quel punto spegne tutto perche senza incentivo il business non sta in piedi e chi ci ha guadagnato sono state banche, industrie, venditori, impiantisti ecc ecc... e l'agricoltore rimane a secco.

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Gli anni del mutuo.

La redditività inizia dal terzo mese, infatti normalmente si inizia a pagare le rate dal secondo anno, (da inizio realizzazione), viceversa il tempo in cui si ripaga l'impianto ipotizzando di mettere i ricavi per abbssare il debito è tra i 4 e i 5 anni.

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Guest albe 86
il tempo in cui si ripaga l'impianto ipotizzando di mettere i ricavi per abbssare il debito è tra i 4 e i 5 anni.

 

Secondo me è molto di più. Per cominciare dipende moltissimo dalla taglia dell'impianto, comunque un megawatt con conti reali dubito si ripaghi in meno di 8-9 anni dando alla biomassa anche autoprodotta un reale valore di mercato.

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Ciao,

la mia personalissima opinione alla discussione, con riportati i segni + e - davanti alle attività e passività:

 

+ Guadagno dell'energia prodotta

 

- Costo dell'impianto

- Costo della manodopera per il corretto funzionamento

- Costo per l'affitto dei terreni per le coltivazioni

- Costo per la coltivazione e la raccolta delle colture da immettere nel digestore (personale, attrezzature....chi ha impianti da un MW circa ha solitamente trince da almeno 450-500 cv, che mangiano taaaaanto gasolio...)

- Mancato guadagno per la mancata produzione di colture sul terreno di proprietà

- Scarsissima produzione da liquami agricoli (benchè ne dicano i liquami non hanno un efficente conversione in biogas, il mais ha rese nettamente superiori ma deve essere coltivato, IRRIGATO, raccolto,trinciato e trasportato)

- Interessi sul debito contratto

- Costo per gli interventi manutentivi e relativo storno per mancata produzione di energia nel frattempo (il biogas se ottenuto da liquami è ricco di ammoniaca e zolfo, è assai facile distruggere un motore Diesel se alimentato con combustibili contenetni tali sostanze....qui in zona un impianto dopo 3 anni di attività ha riportato serissimi danni al motore....)

- La desolforazione del gas si può fare, ma costa anche lei, ovviamente....

- Smaltimento del digestato (altro aspetto spesso sottovalutato)

 

Morale della favola....4-5 anni di ammortamento sono a mio avviso impossibili da ottenere.

Io sono nato e vivo in campagna, ma lavoro in una industria piuttosto grossa, e conosco a perfezione i costi che hanno gli impianti industriali, attualmente in questo ambito vengono finanziati (specie da istituti di credito) solo investimenti con ritorni previsti in tempi decisamente inferiori.

Invito molto caldamente tutti gli imprenditori agricoli intenzionati a sostenere investimenti di questa portata a soffermarsi attentamente e a prendere in mano carta e penna per curare molto l'aspetto economico.

Tropo spesso si vedono imprenditori agricoli commettere errori tragici per scelte fatte avventatamente o sotto eccessiva "spinta" di promesse/rendiconti fittizi/ingabolamenti vari.....

Per l'analisi economica affidatevi a un commercialista serio, indipendente dalle associazioni di categoria, solo cosi avrete un rendiconto freddo e crudo dei numeri. Il mio non è disfattismo, solo che con un impianto da 1 MW a biogas in ballo la passione e l'entusiasmo di fare di un agricoltore centran purtroppo poco rispetto ai crudi risultati economici. In questo periodo se le banche vi danno soldi troppo facilmente sospettate immediatamente.....a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si prende....

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Gli anni del mutuo.

La redditività inizia dal terzo mese, infatti normalmente si inizia a pagare le rate dal secondo anno, (da inizio realizzazione), viceversa il tempo in cui si ripaga l'impianto ipotizzando di mettere i ricavi per abbssare il debito è tra i 4 e i 5 anni.

 

:cheazz:

 

si iniziano a pagare le rate dal secondo anno da inizio realizzazione... ok, ma io sono sicuro che passano almeno 12 mesi per la costruzione e messa in funzione, piu non so quanti mesi per allacciare l'impianto e dopo quanti mesi inzia a pagare il GSE o Enel o chi per esso?

 

:cheazz: 4 o 5 anni per ammortizzare? vuol dire avere una redditivita incredibile.. se e' vero quelli del biogas tra poco saranno tutti in Rolls Royce..

 

:cheazz: una altra domanda. Ma quanto durano gli incentivi? 15 o 20 anni? sul fotovoltaico sono 20, per il biogas non so.

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Guest albe 86

@ ago.stino:

1)tra permessi, costruzione ecc, fino all'inizio produzione ci può volere anche un anno, se i permessi si rivelano difficoltosi i tempi aumentano ancora. Da quando inizi a riempire a quando avrai gas buono da bruciare nel motore ci possono volere anche 2 mesi.

Da quando inizi a produrre corrente a quando inizi ad incassare possono passare anche 5-6 mesi.

2) leggi il messaggio di stefano 76, mi sembra molto veritiero. Io ci ho perso giornate intere a far conti e nemmeno ora ho finito di farne, la verità è che non è tutto oro quello che luccica.

Molte ditte fanno business plan con produzione al 100% per anche più di 8300 ore, cosa veramente poco probabile (quasi impossibile) in tutta la vita dell'impianto.

Molti sottostimano il valore della biomassa, ma bisogna pur sempre considerare che il prodotto, se non utilizzato per l'impianto, sarebbe stato venduto sul mercato col suo bel valore.

Altro punto sottovalutato sono autoconsumi e perdite di consegna. Poi ovviamente gli interessi, i costi per la manutenzione ordinaria e gli accantonamenti per la straordinaria.

I costi di gestione, di laboratorio per le analisi, e soprattutto di smaltimento digestato.

Altri punti chiave sono gli interessi, l'IVA, che su certe cifre assume valori considerevoli.

3) Il conto energia dura 15 anni.

Edited by albe 86

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:cheazz:

 

si iniziano a pagare le rate dal secondo anno da inizio realizzazione... ok, ma io sono sicuro che passano almeno 12 mesi per la costruzione e messa in funzione, piu non so quanti mesi per allacciare l'impianto e dopo quanti mesi inzia a pagare il GSE o Enel o chi per esso?

attento perchè il mutuo lo inizi a pagare il secondo anno, ma nel primo chiamato preammortamento ti fanno pagare SOLO gli interessi, quindi la cifra non è poi bassissima...

:cheazz: 4 o 5 anni per ammortizzare? vuol dire avere una redditivita incredibile.. se e' vero quelli del biogas tra poco saranno tutti in Rolls Royce..

l'agricoltore non lo so,ma chi li fa può anche darsi, sono stato di recente ad una fiera sulle bioenergie, le macchine di rappresentanza con tanto di pubblicità in evidenza sulle fiancate erano per la maggior parte tutt'altro che smart:2funny::2funny:

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Ciao,

la mia personalissima opinione alla discussione, con riportati i segni + e - davanti alle attività e passività:

 

+ Guadagno dell'energia prodotta

 

- Costo dell'impianto

- Costo della manodopera per il corretto funzionamento

- Costo per l'affitto dei terreni per le coltivazioni

- Costo per la coltivazione e la raccolta delle colture da immettere nel digestore (personale, attrezzature....chi ha impianti da un MW circa ha solitamente trince da almeno 450-500 cv, che mangiano taaaaanto gasolio...)

- Mancato guadagno per la mancata produzione di colture sul terreno di proprietà

- Scarsissima produzione da liquami agricoli (benchè ne dicano i liquami non hanno un efficente conversione in biogas, il mais ha rese nettamente superiori ma deve essere coltivato, IRRIGATO, raccolto,trinciato e trasportato)

- Interessi sul debito contratto

- Costo per gli interventi manutentivi e relativo storno per mancata produzione di energia nel frattempo (il biogas se ottenuto da liquami è ricco di ammoniaca e zolfo, è assai facile distruggere un motore Diesel se alimentato con combustibili contenetni tali sostanze....qui in zona un impianto dopo 3 anni di attività ha riportato serissimi danni al motore....)

- La desolforazione del gas si può fare, ma costa anche lei, ovviamente....

- Smaltimento del digestato (altro aspetto spesso sottovalutato)

 

Morale della favola....4-5 anni di ammortamento sono a mio avviso impossibili da ottenere.

Io sono nato e vivo in campagna, ma lavoro in una industria piuttosto grossa, e conosco a perfezione i costi che hanno gli impianti industriali, attualmente in questo ambito vengono finanziati (specie da istituti di credito) solo investimenti con ritorni previsti in tempi decisamente inferiori.

Invito molto caldamente tutti gli imprenditori agricoli intenzionati a sostenere investimenti di questa portata a soffermarsi attentamente e a prendere in mano carta e penna per curare molto l'aspetto economico.

Tropo spesso si vedono imprenditori agricoli commettere errori tragici per scelte fatte avventatamente o sotto eccessiva "spinta" di promesse/rendiconti fittizi/ingabolamenti vari.....

Per l'analisi economica affidatevi a un commercialista serio, indipendente dalle associazioni di categoria, solo cosi avrete un rendiconto freddo e crudo dei numeri. Il mio non è disfattismo, solo che con un impianto da 1 MW a biogas in ballo la passione e l'entusiasmo di fare di un agricoltore centran purtroppo poco rispetto ai crudi risultati economici. In questo periodo se le banche vi danno soldi troppo facilmente sospettate immediatamente.....a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si prende....

Quoto.

Anche perchè le banche ci credono molto, basta che chi lo fa abbia terreni da dare in garanzia.................

Poi vorrei mettere altri due costi che spesso ci si dimentica, perchè ritenuti irrisori.

Il primo è il raccolto del primo anno, in pratica si fa un intero raccolto che si va ha fermare nelle trincee per tempo, e li non entrano soldi per una intera stagione.

E quando si parla di 300 ettari non è poco.

Il secondo è il tempo che passa da quando si inizia a spendere a quando si inizia ad incassare.

Dubito che dopo 2 anni si vedano i primi soldi.

Io ho fatto un po di fotovoltaico, e prima di vedere i primi sodi passa 1 anno........

Con cifre del genere gli interessi di 2 anni incidono parecchio, secondo mè.

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abbiamo 2 punti fermi..

 

4 anni sono troppo pochi per rientrare e poi guadagnare veramente

15 anni sono il limite oltre il quale il giochino si interrompe

 

a chi possiamo chiedere per sapere da che anno si comincia a guadagnare (veramente)?

 

mumble mumble..

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Ma penso sia difficile da dire di preciso.

Come ti han detto ti servono preventivi, magari chiavi in mano, per evitare che aumenti troppo.

Che poi come sempre le spese aumentano, ugualmente.

Poi ci sono le varie spese dell'impianto che si possono quantificare.

Alla fine ci sono le spese del raccolto che quelle si devono quantificare con il prezzo di mercato.

Dunque come fai ha fare previsioni con il mais che in pochi mesi è passato da 14 a 25 euro?

In pratica come ti hanno detto, devi fare fare dei conti, ben fatti con un commercialista che non abbia interessi di parte.

Secondo mè sul forum non potrai mai trovare risposte cosi precise, per il semplice fatto che ci sono troppe incognite.

Secondo mè per avvicinarti, ha questo mondo, fai i conti di fare un mutuo sui 15 anni, e fai un bilancio per vedere cosa ti fa guadagnare, gia dal secondo anno.

Poi se lo fai e tutti i soldi che prendi riesci a mandarli in banca e liberarti di essa, ben venga alla fine guadagni di più.

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e' proprio qui dove voglio arrivare.. secondo me (a sensazione) il biogas non e' la gallina dalle uova d'oro..

 

facciamo un po di calcoli. un impianto da 3000000 di euro (mi sembra la spesa minima per un impianto normalissimo) costa solo di mutuo circa 260 270 mila euro all'anno e alla fine non hai un immobile che puoi trasformare in agriturismo o ricovero attrezzi. quindi non c'e' un vero e proprio valore residuo.

 

poi devo pagare il mais per farlo funzionare e le spese "vive" per tenerlo in funzione..

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Io no l'ho fatto per vari motivi.

Però ci si guadagna.

Poi è ovvio che ha dei pro e dei contro.

se si acquista quel valore in terreni, si ricava molto poco.

Pero sono capitali che rimangono.

Ok ma qui si va su altre considerazioni che tutti sappiamo, e che ogni uno valuta.....

Per il mais si è discusso molto, sul fatto che bene o male si è in balia di un mercato.

Ma questo succede anche in qualsiasi allevamento, con guadagni nettamente inferiori....

Edited by tonytorri

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- Io i conti li faccio sui 3 impianti che gestisco.

- Il pre ammortamento lo ho considerato.

- Il guadagno inizia al 3 mese.

- Per fatturare abbiamo impiegato 2 mesi con i primi 2 Mw e 3 per il terzo megawat (dalla data del primo parallelo rete).

- Il costo della biomassa nella gestione è il costo di produzione non il prezzo di mercato (puoi valutare l'investimento paragonandolo ad un altro se vuoi BOT, CCT, Latte, Carne, Borsa ecc, ma o i conti li si fanno correttamente o altrimenti è come uno che tira una coperta corta)

- Il costo della raccolta è il prezzo che mi fa pagare il terzista materiale posto in trincea pressato, quindi il gasolio che mangia la trincia è compreso.

- Il costo della manodopera è considerato.

- Considerato l'interesse passivo sulle scorte.

- Considerato costo full service solo sulla parte motore (il resto lo facciamo tutto in casa biologia e manutenzione impianto).

- Lo scorso anno con i primi 2 impianti ho fatto circa 8300 ore pieno regime, autoconsumi 6%; non tutti gli anni sono cosi certo, ma più piccola è la taglia più i fermi macchina si riducono come tempismo.

Che incide

- Calcolare da che investimento si parte.

- Che taglia di impianto (noi 3 impianti da 1Mw considerare anche economia di scala).

- I 4-5 anni sono considerati sulla nostra realta (ripeto teorici perchè ovviamente abbiamo fatto un mutuo parte a 10 e parte a 15 anni).

- Un impianto da 1Mw con tutti gli annessi e connessi va dai 6 ai 7 anni.

- La gestione in 15 anni puo incidere anche un 50% del guadagno.

 

Se uno fa un impianto risparmiando, non è in grado di gestirlo (o spende una cifra di soldi per farlo), deve andare sul mercato per il 40% della biomassa, ha un autoconsumo del 15%, allora perde.

 

Con tutto cio dico: NON E' UN GUADAGNO FACILE!!!!

E' un investimento che non tutti sono in grado di portare avanti.

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Non tutto il raccolto dell'anno precedente va stoccato, comunque si considerata anche mancato introito e cambiale agraria per vivere l'anno della costruzione.

Non bisogna per forza fare un biogas.

Hai un po di terra?

Sei stufo di lavorare come un matto e avanzarti la PAC(quando ci riesci anon toccarla)?

Vendi che con i prezzi che ha la terra per colpa del biogas fai la vita da signore tu e le tue generazioni a venire.

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Facciamo un po di chiarezza analisi dei costi Realizzazione:

- Pratiche iter autorizzative.

- Preparazione e sistemazione terreno

- Impianto (vasche, motore e strumentazioni varie)

- Trincee per insilati

- Vasche stoccaggio

- Linea elettrica MT per utilizzo/consegna (componenti e ENEL).

- Trattamento digestato (se necessario).

- Gestione e allestimento cantiere e sicutrezza.

 

Analisi costi di gestione:

- Mezzo caricatore (ammortamento 5 anni) (costo fisso)

- manodopera (1 operaio, normalmente + imprenditore come cambio) (Costo fisso)

- Manutenzione motore (normalmente contratto) + Lubrificanti (costo variabile).

- Manutenzione impianto (ordinaria, straordinaria ecc) c'è chi fa il contratto, questa dipende anche molto dal tipo di impianto e l'ho già spiegato credo bene in altri post. (costo variabile)

- Service biologico (costo fisso)

- Costo Mutuo. (costo fisso)

-Costo eventuali assicurazioni. (costo fisso)

- Ore funzionamento macchina (costo variabile)

- Autoconsumi (costo variabile)

- Biomassa (costo variabile)

- Distribuzione digestato (Costo variabile)

- Spese varie (acquisto attrezzi se uno non li ha, ecc ecc).

 

altre considerazioni:

- se utilizzo calore (costo investimento- Risparmio dall'utilizzo del calore 1Mw puo scaldare 8000 mq di abitazione/capannone).

- Risparmio fertilizzanti da utilizzo digestato.

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grazie Green, le tue info sono preziose

 

da quello che dici capisco 3 cose:

 

ci vogliono 6-7 anni per ammortizzare l'impianto

 

il silomais per il business plan lo si calcola al costo di produzione, come nelle razioni per le vacche da latte (30-35 euro/ton puo andar bene?)

 

e' meglio avere terreno a suffcienza perche andare sul mercato a comprare biomassa e' un rischio.

 

citandoti posso dire "NON E' UN GUADAGNO FACILE!!!! E' un investimento che non tutti sono in grado di portare avanti"

Edited by ago.stino

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Guest albe 86

Green la tua analisi è molto corretta, non sono d'accordo sul valore che dai alla biomassa perchè se non la reimpieghi nell'impianto la venderesti sul mercato, quindi comunque se il mais va a 25 euro e tu lo reimpieghi tutto è vero che lavori solo coi costi di produzione, però è altrettanto vero che in questo caso vendendolo sul mercato avresti avuto un guadagno che reimpiegandolo non hai avuto. Tutto, qui, il resto mi sembra perfetto.

Per quanto riguarda le tempistiche di incasso ho parlato giusto oggi con un ragazzo che ha un impianto da megawatt partito in novembre, ma ad oggi non ha ancora visto un € per l'energia prodotta, purtroppo i tempi si sono allungati notevolmente da quando è partito green con i suoi impianti.

Per quanto riguarda gli autoconsumi il mio tecnico agronomo segue diversi impianti e stanno notando che impianti ad agitazione discontinua sono più "assetati" di kW rispetto ad impianti ad agitazione continua (Thoeni, SebiGas, Shmack), mentre come alimentazione grosso modo non ci sono differenze rilevanti tra le varie tecnologie.

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Secondo me non è corretto considerare la biomassa a prezzo di mercato perchè a mio avviso devi considerare l'investimento in toto paragonato ad un altro investimento possibile, altrimenti devi fare il paragone:

- 1 ha di mais= 50 ton insilato = 6100 euro/ha lordi

- 1 ha di mais= 14 t granella = prezzo 25 euro/t= 3500 euro/ha lordi

 

Allora devi dire se vendo un ettaro di mais portandolo a granella incasso tot, se lo stesso mai lo impiego per fare biogas incasso tot.

Altrimenti non conta il fatto di autoprodursi la biomassa (ma cosi secondo me per tutti i costi di produzione), allora hai una contabilità analitica e non cento ipotesi.

Poi puoi fare paragoni con n biomasse. se immetto questo risparmio quello e vedo dopo il risultato netto cosa mi conviene, almeno io i sottoprodotti li valuto cosi.

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Ps per gli autoconsumi è un pezzo che dico di guardare i Kw istallati

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Guest albe 86

Io ho visto business plan fatti da agronomi staccati da imprese produttrici di biogas e loro considerano per il mais un valore che dà un leggero guadagno alla coltivazione, mi pare valutassero il mais come 18 euro a granella e quindi un valore del silomais fresco pari a 4,2-4,3 €/qle. Secondo me è corretto dare un valore del genere alla biomassa perchè scinde il risultato economico che dipende unicamente dall'impianto e quello che dipende dalla coltivazione.

 

Come hai ricavato i 6100 €/ha del silomais?? Con la granella a 25 €/qle il silomais posto a casa costa circa 5,0-5,5 €/qle, quindi sei tra i 2500 ed i 3000 euro ettaro di plv.

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ricapitoliamo:

1)nei business plan si calcola il silomais a prezzo di costo (equivalente a circa 13 euro qle secco)

cosi mi pare di capire.

 

2)il biogas mi permette di fatturare 6000 euro/ha circa, ma di questi 6000 quanti ne devo dare alla banca considerando un mutuo di 15 anni?

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Per mè è sbagliato mettere il prezzo del mais a prezzo di costo.

Perchè si usa il ricavo della terra per pagare l'impianto.

In pratica può anche avvenire per liberarsi prima delle banche.

Però penso che non sia coretto, perchè mettiamo per assurdo che il costo del mais vada a 6000euro/ha.

Io guadagnerei come uno che ha un impianto da 4milioni di euro.

Non so se ho reso, ma è quello che mi succede con i tori, se non metto il costo di mercato dei miei prodotti, non so se siano i tori a guadagnare o la terra, o nessuno dei due....

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