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4 ore fa, mattia 3645 ha scritto:

È più giusto dire do 1000 l/ha, recupero 700, in campo son rimasti 300 tra le piante, a terra e in aria... Sto ancora sbagliando? Sono capra e non ho fatto scuole alte... Per macchine a recupero su frutteti penso sia più un voler ridurre la deriva che il risparmio su pareti larghe e foglio se come in video o comunque sui trattamenti del legno invernali o il primo mese con poca foglia potrebbe aver un senso.. Come certi in vigna usano il recupero solo nella prima parte dell'anno quando la vegetazione è limitata 

Siamo due capre. 

Sul meleto adesso si fanno potature e allevamenti anche molto piccoli sia in altezza che in larghezza. Certi impianti che ho avuto modo di vedere non credo siano più difficili da trattare di un bel glera a sylvoz. Il limite più grosso sta nell'impianto antigrandine piuttosto che nelle piante, per quel po' che ho visto. Nel video che mi mostrarono, fatto in Polonia, la rete era una specie di "capanna" sopra il frutteto e dentro di essa le file erano "libere", come un vigneto, con solo i pali bassi e i fili. Peccato non riesca trovarlo su YouTube. Poi non so se funzionasse (l'irroratrice e/o l'impianto). Certamente l'idea non era affatto male.

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Il punto e' che l'agricolo non e' "una quasiasi attivita". L' agricolo non maneggia una biro, maneggia veleni per un arco di tempo di oltre 100 giorni.  In certi areali e' indicato come l'origine

La competizione non serve, ogni macchina va usata per le sue potenzialità nell'ambiente in cui operano. In Fiera e nei depliants fanno miracoli, in campo vengono fuori le differenze ed un lavoro

Ieri ho travato un vecchio atomizzatore del mio nonno.

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Siamo due capre. 
Sul meleto adesso si fanno potature e allevamenti anche molto piccoli sia in altezza che in larghezza. Certi impianti che ho avuto modo di vedere non credo siano più difficili da trattare di un bel glera a sylvoz. Il limite più grosso sta nell'impianto antigrandine piuttosto che nelle piante, per quel po' che ho visto. Nel video che mi mostrarono, fatto in Polonia, la rete era una specie di "capanna" sopra il frutteto e dentro di essa le file erano "libere", come un vigneto, con solo i pali bassi e i fili. Peccato non riesca trovarlo su YouTube. Poi non so se funzionasse (l'irroratrice e/o l'impianto). Certamente l'idea non era affatto male.
Un meleto a spindel, super spindel o colonna inclinata sul lungo periodo diventa 3 0 4 metri 8n corca 12, 20 anni, vita media 15 anni. Diffocile pensare au un mezzo di recupero dovrebbe essere immenso.
Il recupero servirebbe nelle prime fasi quando non hai la boscaglia.... meglio la vite che un melo ma su melo vai decisamente a 1000l/ha a giugno, su vite non ci vai più neppure su tendone per cui a giugno più facile andare col recupero in vigneto prima di giugno... e non con 1000.
I 1000 ipotetici non li bloccherai mai tutti col recupero e la maggior parte andrà in terra comunque per gocciolamento e accumulo non tanto per il solo lancio o nel fuori bersaglio di un recupero.
Sono conti che purtroppo si fanno con l'acqua e non con le miscele pronte o con i prodotti limitanti la deriva per cui sono teorici. Come tutto va tenuto conto del diametro e peso delle gocce,i droplets anche quelli piccoli della deriva volante..
Le microgocce sono difficili da studiare nei moti turbinanti d'aria in pieno campo, come so fa a sapere il peso .... solo con cartine idrosensibili su captaspore a diversi metri e altezze in campo stimando il peso dal numero e diametro goccioline.
La bella cosa è che i tendoni abbattono la deriva ma prima o poi si accumula e sgocciola per stillicidio e sibrame, va al suolo e aumenta l'accumulo in loco e si dilava dalle reiti con le pioggie.
Un bel argomento multiqiesito e multivariabili in cui nessuno può def8nirsi capra ma siamo tutti ingegneri e sperimentatori perchè n9n hi trovato nessuno che guarda il fenomeno da un unico e fisso punto di vista e valcolo. Troppo dipendente, follia garlo in condizioni controllate e troppo standatdizzate. Tanta roba.

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Le realtà per grandi superfici, e ato che costano come un appartamento, non appartengono alla mia azienda ma voglio fare un calcolo con il mio atomizzatore cima.

comprato 16 anni fa (ma va ancora benissimo, il cinghione è ancora intonso).

ricordo che avevo pagato 5000 euro + iva lui e il solforatore 420s (bei tempi al passaggio lire-euro e la roba aveva ancora prezzi umani)

lasciamo l'iva dov'è (recuperata) la divisione era circa 1200€ (solf) + 3800€ (ato)

avevo recuperato il 40% con il PSR dell'epoca (o come si chiamava) = 3800€ x 60% = circa 2300 eurozzi

il mio cima P45, 400lt, testata 5+5 (con ruote), attualmente è quotato dai 2300-2500 euro

in questi anni ho speso 150 euro di revisione pompa centrifuga e 100 euro per mettere a posto una perdita dal riduttore ventola.

a conti fatti......dopo 16 anni, praticamente non ho speso un ca...o 😆

 

PS sta mattina ho chiamato il venditore di CIMA (vorrei cambiarlo con uno più capiente per fare più strada) e mi ha detto che le possibili detrazioni sono molto limitate (6%)...ma, comunque sia, se mi dura 15-20 anni, penso che all'epoca futura (se sarò ancora vivo), non  avrò più il problema di un ato nuovo....🤣

Edited by alexbrown
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+1 per te

Un +1 va bene per tutti e n9n ingrassa nessuno. La carta serve a tanto.

Scherzi a parte in alcuni centri come a Torino fanno le prove Unama ma appunto prove in situ non sono prove in campo. Se no siamo sempre a parlare di Woswagen.

Peove di durata non ci tiene nessuno a farle.

Il resto è tutto lù, è dal 1970 che si parla di deriva oggi sicuramente è un'altro mondo ma perchè è cambiata l'agronomia, il cluma e la flobalizzazione di tutto. I vigneti sono rivoluzionati pwrchè è cambiato il vino dal 1987 al 2000 c'è stata la rivoluzione tecologica e tecnica in primis. Però però i frutteti sono 1/5 in pratica i frutteti sono spariti, la vite tiene ma si n9bilita in grandi zone a denominazione mentre le zone storiche restano piccole. I fwnomeni del Sassicaia si sono sopiti n9n c'è più nessuno che tenta oltre e scommette es. un Pianeta o altri.

Le macchine per la difesa ormai si attestano e tesyano in vigneto.

I frutteti in questo peeiodo ganno parecchi colpi di sfiga tanto quanti colpi di meteo avverso. Quest'anno direi di non conteggiarlo.

Più grave è la sfida dei prodotti, dei modelli e degli algoritmi, con super mereo annate del axxx non c'è troppo da fare, i tendoni.... sì ma quelli blindati.

Ottimismo c'è, sono tornate le pere e le castagne ma non per opera della sola difesa chimica ma per ipera della CARTA, senza carta neppure la lotta biologica funziona... mahhh!! Mettiamoci a riflettere.

Inizierei francamente a parlare di come tenerle, manitenerle e allineare gli ugelli delle macchine pwrchè forse serve di più la messa a punto e il settaggio perchè i soldo son quelli e i brevetti 8n vosta non costano poco e la deriva con le sparate amazzoniche è sempre tanta e difficilmente prevedibile perchè nou ci dimentichiamo ma la Difesa Fitosanitaria è sempre un gioco a 3 su un campo triangolare, non si può puntare tutto sul un solo lato seppur tecnologico e perfetto.

Se ricapita una terna annulale tipo 2014-15-16 e parte del 17 dobbiamo parlare di overcrafh o di semoventi stile Giappone perchè mezzi tradizionali diventano inadatti. Se devo vedere le mie colline, non si può certo entrare con un recupero e la viticoltura non è tutta in Veneto.

 

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1 minuto fa, CultivarSé ha scritto:

 La carta serve a tanto.....
 

Questa è una verità "scherzosa" vera.

in italia (Europa) la carta sta diventando tutto, purtroppo.

e, non farmi parlare su quel che riguarda il reparto SICUREZZA in agricoltura (questo è il settore che conosco, e non ho esperienza nell'industria).

la carta è l'unica ragione (e i denari che porta a qualcuno)  perchè se ci fossero fondamenta "vere".... non ci sarebbe quel che c'è dietro veramente (e non fatemi parlare perchè...va beh, avete capito 😉)

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Le realtà per grandi superfici, e ato che costano come un appartamento, non appartengono alla mia azienda ma voglio fare un calcolo con il mio atomizzatore cima.
comprato 16 anni fa (ma va ancora benissimo, il cinghione è ancora intonso).
ricordo che avevo pagato 5000 euro + iva lui e il solforatore 420s (bei tempi al passaggio lire-euro e la roba aveva ancora prezzi umani)
lasciamo l'iva dov'è (recuperata) la divisione era circa 1200€ (solf) + 3800€ (ato)
avevo recuperato il 40% con il PSR dell'epoca (o come si chiamava) = 3800€ x 60% = circa 2300 eurozzi
il mio cima P45, 400lt, testata 5+5 (con ruote), attualmente è quotato dai 2300-2500 euro
in questi anni ho speso 150 euro di revisione pompa centrifuga e 100 euro per mettere a posto una perdita dal riduttore ventola.
a conti fatti......dopo 16 anni, praticamente non ho speso un ca...o
 
PS sta mattina ho chiamato il venditore di CIMA (vorrei cambiarlo con uno più capiente per fare più strada) e mi ha detto che le possibili detrazioni sono molto limitate (6%)...ma, comunque sia, se mi dura 15-20 anni, penso che all'epoca futura (se sarò ancora vivo), non  avrò più il problema di un ato nuovo....
Il CMA non mi fa impazzie ma è una capra e fa vite e altro. Un mezzo a recupero in OltrePo, sul Tortonese, Aqui o in Langa.... sarebbe fantascienza. Già mi godo l'innovazione delle vendemmiatrici... cosa che sul piacentino è normale ma basta superare il clinale e... si entra in un risucchio temporale verso l'antico.
Ci si scanna ancora su zone calde e zone fredde....sarà il Gotturnio o il Bonatda che frizza troppo.

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Cultivar, quando ho parlato con  il sig. Martignani, mi ha detto esplicitamente che CIMA "è una signora macchina".

se me l'ha detto lui, io mi fido. 😉

potessi mi prenderei un MARTI, il problema è il peso doppio rispetto a CIMA e, per le mie realtà collinari, sinceramente ho un po' paura di tribulare.

Edited by alexbrown
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21 ore fa, luca ha scritto:

Se uno mi chiede che plus hanno le macchine certificate enama cosa devo rispondere?

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Che se vuoi accedere ad un Psr per un ato/nebu devi avere questa certificazione.

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Il 23/12/2020 Alle 17:48, alexbrown ha scritto:
Cultivar, quando ho parlato con  il sig. Martignani, mi ha detto esplicitamente che CIMA "è una signora macchina".

se me l'ha detto lui, io mi fido.

potessi mi prenderei un MARTI, il problema è il peso doppio rispetto a CIMA e, per le mie realtà collinari, sinceramente ho un po' paura di tribulare.

Lo so ma il Marti che dico io è quello grosso e l'adsttamento ai semoventi. Da noi vanno ancora le officine autoctone. Cima sulle solfo va bene, come acevi detto tu, sono poco capienti ma per capirci, sulle rampe non vi vai con un recupero. Zone di Gavi o Mango non vai ato grossi... seppur i piccolu ce li hanno tutti poi vedere quale vada meglio e tararlo a puntiglio e tenerlo al meglio è un'atra cosa. Giusto per non tornare a casa con fili di ferro e tenaglie.

 

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Il 23/12/2020 Alle 18:04, CBO ha scritto:
Che se vuoi accedere ad un Psr per un ato/nebu devi avere questa certificazione.

Sì si ma sono le ditte a chiedere e portare a a Torino o Firenze i mezzi da certificare e testare in condizioni standard.
Sicuro che Eu chiede certificato come 8nail chiede l'antinfortunistica ma è la zona di utilizzo, l'uso che è altra cosa.
Un conto sono le colline dolci, un conto è la Collina di casa. In fondovalle vai col Marti ma sul poggio ci vogliono i mezzi degli Alpini a ritocchino ci vogliono le funi, a cavallapoggio van giù anche i dassi e il problema è fermarsi quando si va giù, col peso e coi mezzi. È uno sfracasso di zebedei ricarivare sempre, con le polveri va... certo non come in Spagna ma col liquido è un continuo girare e pit stop. È viticultura quasi eroica datata ai tempi della Gallia e di Attila non da Paesi Emergenti, roba da Vecchi Imberiaghi.

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Dire solo "collina" è un po un limite.. Ci sono vigneti fatti in collina su terrazzamenti (colli friulano), vigneti fatti lungo le massime pendenze (Toscana) e vigneti fatti lungo le linee di livello senza terrazzamenti (Piemonte) generalizzare queste realtà con una categoria unica è limitante.. In alcune colline si può andare anche con un atomizzatore a recupero da 10 hl con pannelli piccolini e autolivellamento in altri come in Piemonte è un'ipotesi impossibile... Se vedete certi terrazzamenti "moderni" fatti per lavorare anche con macchine moderne ci sono gli spazi per lavorare con recupero così si fanno anche le pareti esterne senza difficoltà..

Ot so di averlo già detto altre volte e se ti offe di non è un mio problema ma caro @CultivarSésarebbe cosa buona e giusta scrivere in italiano e perdere 2 minuti a rileggere quello scritto perché non tutti hanno le doti di capire cosa volevi scrivere in certi messaggi criptati

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Dire solo "collina" è un po un limite.. Ci sono vigneti fatti in collina su terrazzamenti (colli friulano), vigneti fatti lungo le massime pendenze (Toscana) e vigneti fatti lungo le linee di livello senza terrazzamenti (Piemonte) generalizzare queste realtà con una categoria unica è limitante.. In alcune colline si può andare anche con un atomizzatore a recupero da 10 hl con pannelli piccolini e autolivellamento in altri come in Piemonte è un'ipotesi impossibile... Se vedete certi terrazzamenti "moderni" fatti per lavorare anche con macchine moderne ci sono gli spazi per lavorare con recupero così si fanno anche le pareti esterne senza difficoltà..
Ot so di averlo già detto altre volte e se ti offe di non è un mio problema ma caro @CultivarSésarebbe cosa buona e giusta scrivere in italiano e perdere 2 minuti a rileggere quello scritto perché non tutti hanno le doti di capire cosa volevi scrivere in certi messaggi criptati
I8fatti il messaggio è arrivato, per l'appunto è qiello, le collune non sono le dolci colline della Champagne ma le rampe per cui parlare di recuperi e certi pesi parliamo di atomizzatori necessariamente piccoli. Testare al banco questi attrezzi che lavorano in condozioni non estensive non ha senso, certo meglio un Cma di un ventolone
Un Drago è già il futuro, rispetto a quell9 che si vede nei vecchi vignaioli.in Langa,
Fa specie per quelli che vogliono a tutti i costi adottare Ulw ultra basso dosaggio in collina sui germogli... si sono accorti che non vai con i recuperi e coi ventoloni.
Manca un certo grado di appropriatezza nella gestione delle macchine.
Le solfonatrici hanno il vizio di essere particolarmente poco capienti seppur non credo che nessuno vada ad oggi a 21 Kg ad ettaro.
Nb, devonto gliere il correttore dal telefono ma preferisco un italiano un pò aulico, allo slangh.... col pc è un'altra cosa che con un francobollo.

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2 ore fa, mattia 3645 ha scritto:

Dire solo "collina" è un po un limite.. Ci sono vigneti fatti in collina su terrazzamenti (colli friulano), vigneti fatti lungo le massime pendenze (Toscana) e vigneti fatti lungo le linee di livello senza terrazzamenti (Piemonte) generalizzare queste realtà con una categoria unica è limitante.. In alcune colline si può andare anche con un atomizzatore a recupero da 10 hl con pannelli piccolini e autolivellamento in altri come in Piemonte è un'ipotesi impossibile... Se vedete certi terrazzamenti "moderni" fatti per lavorare anche con macchine moderne ci sono gli spazi per lavorare con recupero così si fanno anche le pareti esterne senza difficoltà..

Ot so di averlo già detto altre volte e se ti offe di non è un mio problema ma caro @CultivarSésarebbe cosa buona e giusta scrivere in italiano e perdere 2 minuti a rileggere quello scritto perché non tutti hanno le doti di capire cosa volevi scrivere in certi messaggi criptati

Mattia nisba.....gli enciclopedieri sò così...  testa bassa e pedalare.....fanno finta di non ascoltare.......poi magari se organizzate pranzo nordest si iniziano a  fare paranoie alla verdone su viabilità e  meteo...   

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Mattia nisba.....gli enciclopedieri sò così...  testa bassa e pedalare.....fanno finta di non ascoltare.......poi magari se organizzate pranzo nordest si iniziano a  fare paranoie alla verdone su viabilità e  meteo...   
Covid ce nè come sabbia a Rimini. Passi al pranzo di Ferragosto. Enciclopediario dice che Natale coi tupi a casa.
Covid sfrutta deriva di microgocce e droplets. Il Covid conosce perfettamente la deriva e i moti del vento.

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17 ore fa, mattia 3645 ha scritto:

Dire solo "collina" è un po un limite..

Non capisco la diatriba. E' ovvio che una macchina a pannelli o senza che lavora nella piana trevigiana non è adatta al vigneto eroico delle Cinque terre liguri.

Si sta parlando del principio di distribuzione, micronizzazione, volume, ecc..; principi che possono essere applicati nella Trevigiana e in Liguria.

Il ferro che compone la macchina cambia a seconda delle esigenze aziendali. Già la macchina che va bene a me non va bene al mio confinate, ragionando in questa maniera quanti confinanti ha il mio confinante che a sua volta ne ha altri, ergo non c'è una macchina che va bene.

18 ore fa, mattia 3645 ha scritto:

....sarebbe cosa buona e giusta scrivere in italiano e perdere 2 minuti a rileggere quello scritto...

Ho l'impressione che si scriva di getto solo per il gusto di rispondere.

La punteggiatura è un'opzione antica e a volte ho l'impressione che chi scrive non sia di madre lingua e abbia appreso l'italiano per la strada.

Scusate lo sfogo.

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Ho l'impressione che si scriva di getto solo per il gusto di rispondere.

La punteggiatura è un'opzione antica e a volte ho l'impressione che chi scrive non sia di madre lingua e abbia appreso l'italiano per la strada.

Scusate lo sfogo.

Ok ma si parlava 8n merito al controllo della deriva e alla percentuale di vaduta a terra. I recuperi erano nati per questo poi si sono ripoposti i bassi e ultravolumi per alcune prime fasi di vegetazione.

Byago non c'è solo la meccanica tecn8ca ma il luogo fisico dove la macchina opers

La teoria ba bene ma la pratica è un incaglio.

Si parlava della certificazione Unama ma non sono prove in reale ma in ambiente controllato.

 

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Buonasera, 

Un costruttore di zona il prossimo anno lancia sul mercato un “nuovo “ sistema di ventilazione.. se riesco carico il video.. 

si tratta di due ventole tangenziali... fino qui nulla di nuovo... apparte la novità interessante del fatto hanno elettrificato i motori e aggiunto in generatore di corrente. Che nn occupa spazio in più perché installato dietro la pompa..

Dal mio punto di vista è come spiegato dal costruttore la velocità dell’aria è possibile variare in base alla velocità e vegetazione. Sicuramente si potrà contenere molto la deriva con un sistema di controllo della velocità. 
il punto forte che nn utilizzando la pressione dell’olio per far ruotare le ventole assorbirà sicuramente meno potenza al trattore.. e quindi la possibilità di variare velocità e regimi motore senza influenzare i regimi di ventole.

che ne pensate dell’elettrificazione anche in questo campo?

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1 ora fa, DM83 ha scritto:

Belle macchine e sistema interessante ma l’affidabilità nel lungo tempo di utilizzo delle ventole elettriche ? Che differenza di prezzo con quelli a ventole meccaniche/idrauliche?

Le ventole non avrebbero nessun problema se fossero progettate con una discreta cura del dettaglio. Non servono tecnologie strabilianti. Sul mio di 8 anni avrò cambiato 4 ventole su 20 che ne ha (5 per pannello). Silicone mal messo, nulla di incredibile. 

Su quello di 3 anni ne ho cambiate 6 su 20. Processo di verniciatura e stampaggio dei componenti non adeguato all'ambiente di lavoro. Ho rimediato con un po' di vernice epossidica. 

Questo per dire che l'elettrificazione è benvenuta (nonostante tutto sono entusiasta della macchina) e per sfiorare la perfezione (in termini di affidabilità) necessita solo di minimi accorgimenti. 

Altra cosa: sarà vero che l'elettrico darà problemi (son qua a testimoniarlo) ma non è che il tradizionale ne dia meno..

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Che ci siano inconvenienti quando le macchine si usano è una cosa certa..

Ma per una macchina così nuova per il territorio dove sono.. a me mette un po’ di incertezza il discorso dell’affidabilità di certe parti.. nonostante sia a favore di questa tecnologia applicata..

 

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Il 23/12/2020 Alle 18:04, CBO ha scritto:

Che se vuoi accedere ad un Psr per un ato/nebu devi avere questa certificazione.

e anche che, a differenza di quelle non certificate, L' "E.N.A.M.A." (ENTE NAZIONALE DELLA MECCANIZZAZIONE AGRICOLA), ha fatto una verifica e valutazione della funzionalità dell'attrezzo e che "La macchina è conforme ai requisiti del Disciplinare di sicurezza ENAMA Cat. 05.05 - Macchine per la protezione delle colture: Atomizzatori trainati - Rev. 4.2 del 25/05/2016, contenente, oltre le indicazioni della Direttiva 2006/42/CE e della Direttiva 2009/127/CE, le seguenti norme armonizzate e specifiche tecniche: UNI EN ISO 4254-1:2015, UNI EN ISO 4254-6:2010, ISO 11684:1995. La relativa documentazione è depositata agli atti. alle norme di legge riguardo alla sicurezza "

UNA BELLA SICUREZZA PER L'ACQUIRENTE!!!!

 

05.219_Caffini_Rafal 2000+est.pdf

Edited by Mercuzio
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6 ore fa, DM83 ha scritto:

Che ci siano inconvenienti quando le macchine si usano è una cosa certa..

Ma per una macchina così nuova per il territorio dove sono.. a me mette un po’ di incertezza il discorso dell’affidabilità di certe parti.. nonostante sia a favore di questa tecnologia applicata..

 

Secondo me esistono cose ben fatte o mal fatte. Meccaniche o elettriche poco importa. Ci sono componenti elettrici che lavorano in condizioni gravose da decenni e pistoni idraulici che perdono dopo dieci movimentazioni. Secondo me il discorso sta tutto qui. 

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