mt765 Inviato 3 Novembre 2011 Inviato 3 Novembre 2011 perchè? per non aver problemi a chiudere il solco con il trattore già fuori dal campo (magari nel fosso)? ciao No, semplicemente viene, a mio parere, un più bel lavoro. Secondo me, che sono un perfettino nel lavorare (qualcuno mi dice che alle volte sono troppo scrupoloso:asd:) la terra viene sistemata più "piana" e senza quella "bassa" che si viene a formare vicino al bordo del fosso. Ovviamente bisogna aver cura di non alzare troppo il primo giro vicino al fosso, altrimenti si va a creare "l'alta" vicino al fosso e la "bassa" dove si va a finire la testata. La mia abitutine forse è più una cosa, a lavoro finito, di estetica. Poi uno fa come meglio credeO0 Cita
purin Inviato 3 Novembre 2011 Inviato 3 Novembre 2011 No, semplicemente viene, a mio parere, un più bel lavoro. Secondo me, che sono un perfettino nel lavorare (qualcuno mi dice che alle volte sono troppo scrupoloso:asd:) la terra viene sistemata più "piana" e senza quella "bassa" che si viene a formare vicino al bordo del fosso. Ovviamente bisogna aver cura di non alzare troppo il primo giro vicino al fosso, altrimenti si va a creare "l'alta" vicino al fosso e la "bassa" dove si va a finire la testata. La mia abitutine forse è più una cosa, a lavoro finito, di estetica. Poi uno fa come meglio credeO0 te lo chiedo perchè dove lavoro io praticamente in tutti i campi deve restare la capezzagna, però in finitura si fanno due solchi per mangiarne un pochino (con il risultato che poi non si coltiva tutta la parte arata, oppure nelle lavorazioni sucessive si passa sul coltivato) e nel fosso che resta se si dà un'erpicata veloce si trascinano eventuali sassi e/o malerbe nate sucessivamente.. nei campi che danno sulla strada, aro proprio fino al bordo, poi faccio un solco a filo strada dove spazzo la terra che ho lasciato sulla strada nelle manovre.. ciao Cita
ggb58 Inviato 4 Novembre 2011 Inviato 4 Novembre 2011 Un po' in ritardo, ma provo a descrivere il mio metodo di aratura. Sono ormai 20 anni che "rivolto della terra", un po' di esperienza ce l'ho... non mi ritengo un fenomeno, lascio giudicare gli altri, comunque di solito dove vado a lavorare rimangono più che contenti, e questo per me è una grande soddisfazione... vuol dire che qualcosina ho imparato in tutti questi anni Accoppiamento trattrice-aratro: E' molto semplice perchè il trattore che ara è sempre lo stesso con lo stesso aratro, quindi anche un bambino lo potrebbe attaccare... i bracci sono già regolati, sganci rapidi in tutti e tre i punti del sollevatore, quindi le nocciole rimangono sull'aratro sempre montate, le gomme idrauliche tutte segnate con fascette colorate sia sulla trattrice che sull'aratro. I bracci inferiori li tengo liberi. Non monto stabilizzatori, solo le "saponette" interne, in modo che quando alzo l'attrezzo i bracci praticamente sono bloccati ( ovvio rimane sempre un po' di gioco!), mentre in posizione di lavoro hanno un bel po' di gioco. Regolazioni: Arando in fuori solco slitta tutta aperta per, appunto, fare il fuori solco, terzo punto rigorosamente nell'asola, NON uso lo sforzo contrallato, lavorando in terreni piani non ce n'è bisogno (lo decido io quando l'aratro deve venire su o quando deve andare giù) se c'è qualche avvallamento, lavorando con terzo punto nell'asola lo segue tranquillamente. Durante l'aratura mi giostro con la memoria per accoppiare il meglio possibile le varie passate. Metodi di aratura: In campi senza scoline mi faccio dalla parte, diciamo così, più bassa spostando l'aratro in posizione fine campo e larghezza variabile tutta aperta e faccio una prima passata buttando la terra verso il campo. Al ritorno risposto l'aratro in posizione fuori solco, larghazza variabile tutta stretta e chiudo il solco precedentemente aperto, questo per evitare di alzare troppo il bordo. Raramente inizio un campo buttando direttamente la terra sul borbo del fosso, è poco professionale:asd: Dopo di che, inizio la lavorazione registrando la fetta in base al tipo di terreno (di solito mai meno di 50-55cm per corpo), e la profondità desiderata dal proprietario del terreno. Arrivato a fine campo per chiudere l'ultimo solco faccio una passata al contrario (alle volte per portare il terreno il più in piano possibile, ne servono anche più di una). In campi con scoline, l'inizio è sempre lo stesso. Arrivato in prossimità della scolina, inizio l'altro pezzo buttando la terra direttamente nella scolina (una passata sola), poi finisco il pezzo iniziato lasciando il solco aperto dove prima vi era la scolina. Metto un paio di foto per intenderci meglio Poi proseguo nell'altro pezzo cercando di tenere la stessa altezza di aratura. Per quel che riguarda la svolta a fine campo, faccio come nel video postato dal buon Fatmike, in effetti nelle nostre zone le svolte i più le fanno così. I freni non li uso quasi mai, eccezion fatta per alcune circostanze in cui non c'è buona aderenza all'anteriore allora do qualche colpetto per aiutare un po' la voltata, ad esempio quando si fanno le testate o le finiture dove sotto si ha il terreno smosso. Dimenticavo le testate, dove è possibile cerco di buttarle verso l'esterno del campo non verso la arata, finedo dove la terra è già lavorata portando il solco finale a "zero". Ovviamente se il bordo verso il fosso è già alto, la testata la lavoro verso la arata, per poi finirla come si finisce normalmente. Spero di essere stato abbastanza chiaro! Complimenti, il fatto che tu dica che non usi lo sforzo controllato è onesto e cosciente da parte tua, la maggior parte pensa di usarlo. Ma la domanda è questa, perche i progettisti e gli ingegneri che costruiscono le macchine si dannano l'anima per cercare di fare uno sforzo controllato se poi non lo usate? Forse che non sia che l'attrezzatura impiegata che non permette di usarlo? Se non incominciate a farvi queste domande, tutta "l'evoluzione" che tanti sbandierano su trattori ed attrezzatura non serve a niente. Secondo me quando si compra una macchina, si DEVE sapere come funziona ed il perchè, per poterla usare al 100%, se non accade, ricercare le cause senza nascondersi dietro un dito. Non venitemi a parlare di momenti difficili, se continuate a ragionanare in questo modo, ve li cercate i momenti difficili, la mia vuole essere una spinta a cercare di vedere le cose in modo diverso, può darsi mi sbagli, ma può darsi di nò! Concludo con una battuta per Purin, quando parlo della meccanica, non mi riferisco alla moglie del meccanico. Cita
DjRudy Inviato 4 Novembre 2011 Autore Inviato 4 Novembre 2011 @ggb58 mt 765 guidando un G240 quel poco sforzo controllato che ha fa più danni che guadagni.... quindi... se fosse stato un Fendt o un SDF o un CNH ultima serie allora avresti ragione ma sul G..... Cita
mt765 Inviato 4 Novembre 2011 Inviato 4 Novembre 2011 @ggb58 mt 765 guidando un G240 quel poco sforzo controllato che ha fa più danni che guadagni.... quindi... se fosse stato un Fendt o un SDF o un CNH ultima serie allora avresti ragione ma sul G..... Qualcuno che mi ha capito al voloO0 A buon intenditore poche parole... infatti con o senza la differenza è poca, quindi preferisco tenerlo disattivato... comunque vedo che si difende molto bene anche senza. E come dicevo prima in aratura comando io decido io se il sollevatore deve salire o scendere:perfido: Cita
ggb58 Inviato 4 Novembre 2011 Inviato 4 Novembre 2011 @ggb58 mt 765 guidando un G240 quel poco sforzo controllato che ha fa più danni che guadagni.... quindi... se fosse stato un Fendt o un SDF o un CNH ultima serie allora avresti ragione ma sul G..... Non ne sarei così convinto, se ne siete convinti VOI bene, a me non cambia nulla. ma sappiate che il concetto di sforzo controllato è analogo per TUTTI, poi i fattori per l'utilizzo al 100% sono molteplici, ma non esiste peggior sordo di chi NON vuole sentire, sembra che voglia peggiorare la vostra condizione lavorativa, NON è cosi! Ma tranquilli continuate pure! Pero non parlate di condizioni etreme di lavoro, Tornate al testa calda e al sollevatore ad aria, tanto il resto non lo usate. Cita
mt765 Inviato 4 Novembre 2011 Inviato 4 Novembre 2011 (modificato) Non ne sarei così convinto, se ne siete convinti VOI bene, a me non cambia nulla. ma sappiate che il concetto di sforzo controllato è analogo per TUTTI, poi i fattori per l'utilizzo al 100% sono molteplici, ma non esiste peggior sordo di chi NON vuole sentire, sembra che voglia peggiorare la vostra condizione lavorativa, NON è cosi! Ma tranquilli continuate pure! Pero non parlate di condizioni etreme di lavoro, Tornate al testa calda e al sollevatore ad aria, tanto il resto non lo usate. Infatti se a te non cambia nulla, dove sta il problema... Io non vengo ad insegnarti come costruire aratri, perchè penso che in tanti anni avrai sicuramente la tua esperienza, ma non voler insegnare a me come si usa un trattore, moderno o più antiquato che sia, perchè sono praticamente 25 anni che ne guido e quindi penso che la mia piccola esperienza ce l'ho... Che uso il G240 in aratura sono 6 anni, prima di lui per 4 anni un claas 55 (che meccanicamente sono la stessa macchina praticamente), e credimi se dico che con o senza sforzo controllato la differenza è poca. Poi se in futuro acquisteremo una macchina con sforzo controllato migliore sicuramente sarò il primo ad usarlo, ho 34 anni e credimi sono il primo ad usare la tecnologia quando c'è ed è valida, quando non mi soddisfa preferisco affidarmi alle mie mani e alle mie esperienze mi fido di più! Quindi risparmiati di dire di tornare al testa calda, le cose che ci sono le uso se mi danno un beneficio, e se mi danno l'ultimo modello di trattore uscito sul mercato ci monto su di corsa. Modificato 4 Novembre 2011 da mt765 Cita
ggb58 Inviato 4 Novembre 2011 Inviato 4 Novembre 2011 Infatti se a te non cambia nulla, dove sta il problema... Io non vengo ad insegnarti come costruire aratri, perchè penso che in tanti anni avrai sicuramente la tua esperienza, ma non voler insegnare a me come si usa un trattore, moderno o più antiquato che sia, perchè sono praticamente 25 anni che ne guido e quindi penso che la mia piccola esperienza ce l'ho... Che uso il G240 in aratura sono 6 anni, prima di lui per 4 anni un claas 55 (che meccanicamente sono la stessa macchina praticamente), e credimi se dico che con o senza sforzo controllato la differenza è poca. Poi se in futuro acquisteremo una macchina con sforzo controllato migliore sicuramente sarò il primo ad usarlo, ho 34 anni e credimi sono il primo ad usare la tecnologia quando c'è ed è valida, quando non mi soddisfa preferisco affidarmi alle mie mani e alle mie esperienze mi fido di più! Quindi risparmiati di dire di tornare al testa calda, le cose che ci sono le uso se mi danno un beneficio, e se mi danno l'ultimo modello di trattore uscito sul mercato ci monto su di corsa. Per me non cambia nulla, ma forse cambia per te, non ho la pretesa di insegnare niente a nessuno, e sono convinto che il compromesso che hai ottenuto con il tuo sistema di usare il trattore, è il massimo che potevi fare, ma non era quello che volevo dire, anzi, il tuo se vuoi è la conferma di quello che ho sempre sostenuto nel forum, non sto dicendo che TU non usi lo sforzo controllato perche non ne sei capace, dico che NON lo puoi usare, che è diverso, su questo dovresti riflettere. Poi se vuoi, analizzare le problematiche e cercare le soluzioni, fa parte della cresscita professionale di ognuno di noi, con la collaborazione di tutti forse lavoreremo meglio. Buon lavoro ed alla prossima, Gabriele. Cita
Silvestro Inviato 4 Novembre 2011 Inviato 4 Novembre 2011 Infatti se a te non cambia nulla, dove sta il problema... Io non vengo ad insegnarti come costruire aratri, perchè penso che in tanti anni avrai sicuramente la tua esperienza, ma non voler insegnare a me come si usa un trattore, moderno o più antiquato che sia, perchè sono praticamente 25 anni che ne guido e quindi penso che la mia piccola esperienza ce l'ho... Che uso il G240 in aratura sono 6 anni, prima di lui per 4 anni un claas 55 (che meccanicamente sono la stessa macchina praticamente), e credimi se dico che con o senza sforzo controllato la differenza è poca. Poi se in futuro acquisteremo una macchina con sforzo controllato migliore sicuramente sarò il primo ad usarlo, ho 34 anni e credimi sono il primo ad usare la tecnologia quando c'è ed è valida, quando non mi soddisfa preferisco affidarmi alle mie mani e alle mie esperienze mi fido di più! Quindi risparmiati di dire di tornare al testa calda, le cose che ci sono le uso se mi danno un beneficio, e se mi danno l'ultimo modello di trattore uscito sul mercato ci monto su di corsa. Insomma MT765, tanti giri di parole per dirti che non riesci a usare lo sforzo controllato perchè hai sbagliato aratro.... Cita
ggb58 Inviato 4 Novembre 2011 Inviato 4 Novembre 2011 Non la farei così semplice, non la mettrerei su questo piano, il concetto è capire il perchè delle cose, che può trasferirsi a qualsiasi attrezzo io vada ad attaccare sulla trattrice o a qualsiasi trattrice, se si capisce qesto il modo di lavorare cambia, credimi. Poi se uno non vuole capire, amen, se la mettiamo in termini tecnici, la discussione può andarmi bene, se si cerca di strumentalizzare fate pure, ma il problema rimane, cerchiamo di capirlo, ammesso lo si voglia capire! alla prossima Gabriele. Cita
mt765 Inviato 4 Novembre 2011 Inviato 4 Novembre 2011 Insomma MT765, tanti giri di parole per dirti che non riesci a usare lo sforzo controllato perchè hai sbagliato aratro.... Dico questa poi la chiudo qui... sforzo non sforzo, aratro giusto o no, comunque riesco a fare il lavoro ottimamente, non basta avere il top sotto al culo per lavorare bene, ci vuole anche del manico!!! Cita
DjRudy Inviato 4 Novembre 2011 Autore Inviato 4 Novembre 2011 (modificato) Ragazzi diamoci un taglio altrimenti anche qui mi tocca fare il gliphosate, quindi basta con la storia dello sforzo controllato che ognuno lo usa come vuole e come crede, nel G è tutto meno che funzionante anzi spesso fa peggio da inserito che da spento quindi caro ggb58 prima passa 20 anni sui trattori e poi vieni a parlare di sforzi controllati. Il tuo compito è fare aratri facili da tirare, che girino bene la terra, e che offrano il miglior accoppiamento ai trattori, a sentire i commenti di massimo g sul tuo aratro sei sulla buona strada continua così che ad usare i trattori ci pensiamo noi con questa vetusta tecnica che è l'aratura. Modificato 4 Novembre 2011 da DjRudy Cita
ggb58 Inviato 4 Novembre 2011 Inviato 4 Novembre 2011 Ragazzi diamoci un taglio altrimenti anche qui mi tocca fare il gliphosate, quindi basta con la storia dello sforzo controllato che ognuno lo usa come vuole e come crede, nel G è tutto meno che funzionante anzi spesso fa peggio da inserito che da spento quindi caro ggb58 prima passa 20 anni sui trattori e poi vieni a parlare di sforzi controllati. Il tuo compito è fare aratri facili da tirare, che girino bene la terra, e che offrano il miglior accoppiamento ai trattori, a sentire i commenti di massimo g sul tuo aratro sei sulla buona strada continua così che ad usare i trattori ci pensiamo noi con questa vetusta tecnica che è l'aratura. Se pensi che fare un aratro o qualsiasi altro attrezzo che venga attaccato ad un trattore, non passi prima dal DOVER SAPERE come funziona, mi spiace ma non ci siamo, se mai avremo modo di parlare di persona, sono sicuro che cambierai idea. In relazione agli anni sul trattore o di esperienza su questi, son ben oltre i venti purtroppo. Non volevo portare la discussione su temi così accesi, mi spiace, mandi mandi Gabriele. Cita
tonytorri Inviato 4 Novembre 2011 Inviato 4 Novembre 2011 Un po' in ritardo, ma provo a descrivere il mio metodo di aratura. Sono ormai 20 anni che "rivolto della terra", un po' di esperienza ce l'ho... non mi ritengo un fenomeno, lascio giudicare gli altri, comunque di solito dove vado a lavorare rimangono più che contenti, e questo per me è una grande soddisfazione... vuol dire che qualcosina ho imparato in tutti questi anni Accoppiamento trattrice-aratro: E' molto semplice perchè il trattore che ara è sempre lo stesso con lo stesso aratro, quindi anche un bambino lo potrebbe attaccare... i bracci sono già regolati, sganci rapidi in tutti e tre i punti del sollevatore, quindi le nocciole rimangono sull'aratro sempre montate, le gomme idrauliche tutte segnate con fascette colorate sia sulla trattrice che sull'aratro. I bracci inferiori li tengo liberi. Non monto stabilizzatori, solo le "saponette" interne, in modo che quando alzo l'attrezzo i bracci praticamente sono bloccati ( ovvio rimane sempre un po' di gioco!), mentre in posizione di lavoro hanno un bel po' di gioco. Regolazioni: Arando in fuori solco slitta tutta aperta per, appunto, fare il fuori solco, terzo punto rigorosamente nell'asola, NON uso lo sforzo contrallato, lavorando in terreni piani non ce n'è bisogno (lo decido io quando l'aratro deve venire su o quando deve andare giù) se c'è qualche avvallamento, lavorando con terzo punto nell'asola lo segue tranquillamente. Durante l'aratura mi giostro con la memoria per accoppiare il meglio possibile le varie passate. Metodi di aratura: In campi senza scoline mi faccio dalla parte, diciamo così, più bassa spostando l'aratro in posizione fine campo e larghezza variabile tutta aperta e faccio una prima passata buttando la terra verso il campo. Al ritorno risposto l'aratro in posizione fuori solco, larghazza variabile tutta stretta e chiudo il solco precedentemente aperto, questo per evitare di alzare troppo il bordo. Raramente inizio un campo buttando direttamente la terra sul borbo del fosso, è poco professionale:asd: Dopo di che, inizio la lavorazione registrando la fetta in base al tipo di terreno (di solito mai meno di 50-55cm per corpo), e la profondità desiderata dal proprietario del terreno. Arrivato a fine campo per chiudere l'ultimo solco faccio una passata al contrario (alle volte per portare il terreno il più in piano possibile, ne servono anche più di una). In campi con scoline, l'inizio è sempre lo stesso. Arrivato in prossimità della scolina, inizio l'altro pezzo buttando la terra direttamente nella scolina (una passata sola), poi finisco il pezzo iniziato lasciando il solco aperto dove prima vi era la scolina. Metto un paio di foto per intenderci meglio Poi proseguo nell'altro pezzo cercando di tenere la stessa altezza di aratura. Per quel che riguarda la svolta a fine campo, faccio come nel video postato dal buon Fatmike, in effetti nelle nostre zone le svolte i più le fanno così. I freni non li uso quasi mai, eccezion fatta per alcune circostanze in cui non c'è buona aderenza all'anteriore allora do qualche colpetto per aiutare un po' la voltata, ad esempio quando si fanno le testate o le finiture dove sotto si ha il terreno smosso. Dimenticavo le testate, dove è possibile cerco di buttarle verso l'esterno del campo non verso la arata, finedo dove la terra è già lavorata portando il solco finale a "zero". Ovviamente se il bordo verso il fosso è già alto, la testata la lavoro verso la arata, per poi finirla come si finisce normalmente. Spero di essere stato abbastanza chiaro! Voglio fare i complimenti al trattorista..... Se ari sempre come in foto lavori bene..... E visto che non hai un aratro dei più prestigiosi, forse vuol dire che a volte conta più il pilota che la macchina......:cheazz::cheazz: Io sul mio purtroppo non ho l'asola..... Però ho visto che a volte per pareggiare il terreno se alzo ho abbasso un pelo mi fa la differenza solo con i giochi delle varie spine del terzo punto...... E su questo trovo molto comodo il dispositivo del sollevatore del JD, che prima dell'acquisto non lo volevo neanche sentire nominare, e che in molti criticano. Però potendo dare tanti colpetti si ha una precisione che è difficile da avere con il classico, che si alzerebbe di molto..... Poi io la memoria tendo a lasciarla stare, se devo dare terra come ho detto abbasso un pelo e se devo toglierla do un colpo con il giro, in modo da avere sempre la posizione memorizzata..... Per il discorso sforzo controllato, senza entrare nelle polemiche, che non servono a nulla. Io lo uso e l'ho sempre usato in maniera molto leggera. Cioè lo tengo su valori che lavori molto poco, perché altrimenti se mi richiama molto va a finire che non pareggio con la passata precedente..... Mentre il Radar lo tengo spento, perché quello fa disastri..... A proposito di Radar qualcuno lo usa? Cita
Ducati TB Inviato 4 Novembre 2011 Inviato 4 Novembre 2011 Il metodo di MT765 , visto le foto , mi pare ineccepibile , mi pare abbia anche sottolineato che lavora terreni pianeggianti , ecco perchè si permette di non usare lo sforzo controllato sottolineando che il terzo punto lavora in asola , avendo l'aratro la ruota di profondità (che dovrebbe essere regolabile da terra , ma raramente dal trattore che io sappia ) è lei che decide quanto andare giù , per cui lui è abile nel regolare gli stegoli in modo da tenere piano il corpo aratro e lavorare correttamente , se avesse un'altra configuazione di aratro dovrebbe cambiare sistema . Nel mio caso con bivomere senza ruota di appoggio come farei ad arare senza l'ausilio dello sforzo controllato e tenere il terzo punto in asola ,per di più in collina con terreni ondulati ? vi garantisco che quando lavoro il terreno viene regolare , a meno che io non voglia alzare o abbassare in un determinato punto il terreno. saluti Cita
alfieri Inviato 4 Novembre 2011 Inviato 4 Novembre 2011 Si Ducati ma qui si stava parlando del fatto che un tipo di trattore nella fattispecie il G ha uno sforzo controllato non dei migliori e pertanto come dice DJ e Mt è meglio non usarlo; tanto il G è come un cingolo l'aratro lo tira di peso che ne ha da vendere. Cita
Ducati TB Inviato 4 Novembre 2011 Inviato 4 Novembre 2011 (modificato) Si Ducati ma qui si stava parlando del fatto che un tipo di trattore nella fattispecie il G ha uno sforzo controllato non dei migliori e pertanto come dice DJ e Mt è meglio non usarlo; tanto il G è come un cingolo l'aratro lo tira di peso che ne ha da vendere. Si hai ragione ,e confermo anch'io per il sollevatore de G , ma volevo riportare la dicussione sul binario regolazione aratri e non proseguire sui difetti del G , anche se le cose alla fine sono legate per quanto riguarda metodi di regolazione degli aratri. ciao Modificato 4 Novembre 2011 da Ducati TB Cita
mt765 Inviato 4 Novembre 2011 Inviato 4 Novembre 2011 Il metodo di MT765 , visto le foto , mi pare ineccepibile , mi pare abbia anche sottolineato che lavora terreni pianeggianti , ecco perchè si permette di non usare lo sforzo controllato sottolineando che il terzo punto lavora in asola , avendo l'aratro la ruota di profondità (che dovrebbe essere regolabile da terra , ma raramente dal trattore che io sappia ) è lei che decide quanto andare giù , per cui lui è abile nel regolare gli stegoli in modo da tenere piano il corpo aratro e lavorare correttamente , se avesse un'altra configuazione di aratro dovrebbe cambiare sistema . Nel mio caso con bivomere senza ruota di appoggio come farei ad arare senza l'ausilio dello sforzo controllato e tenere il terzo punto in asola ,per di più in collina con terreni ondulati ? vi garantisco che quando lavoro il terreno viene regolare , a meno che io non voglia alzare o abbassare in un determinato punto il terreno. saluti Sicuramente il mio sistema di lavorazione va in base alla configurazione che ho... come hai sottolineato lavoro al 99% terreni piani, ho la ruota di profondità (comandata idraulicamenteO0 è una delle prime cose che chiedo in un aratro), lavoro con terzo punto in asola... lo sforzo che ad alcuni piaccia o no non mi è indispensabile. Ovviamente tu che lavori senza ruota di prof. è indispensabile lo sforzo:asd: altrimenti sarebbe come lavorare con un ripuntatore senza rullo pareggiatore! @ Tonytorri: grazie per i complimenti! Diciamo che ci provo a lavorare sempre così, molte volte mi riesce, certamente non tutte le ciambelle escono col buco:fiufiu: Comunque ci metto molta passione in aratura, e ci tengo a fare bella figura a casa dei clienti, sennò l'anno dopo fanno presto a cambiare terzista! Poi è vero, Pietro Moro non è dei più prestigiosi, ma del mio aratrino ne vado molto fiero, e sono contento di questa scelta. Cita
Alberto64 Inviato 4 Novembre 2011 Inviato 4 Novembre 2011 Un po' in ritardo, ma provo a descrivere il mio metodo di aratura. Sono ormai 20 anni che "rivolto della terra", un po' di esperienza ce l'ho... non mi ritengo un fenomeno, lascio giudicare gli altri, comunque di solito dove vado a lavorare rimangono più che contenti, e questo per me è una grande soddisfazione... vuol dire che qualcosina ho imparato in tutti questi anni Accoppiamento trattrice-aratro: E' molto semplice perchè il trattore che ara è sempre lo stesso con lo stesso aratro, quindi anche un bambino lo potrebbe attaccare... i bracci sono già regolati, sganci rapidi in tutti e tre i punti del sollevatore, quindi le nocciole rimangono sull'aratro sempre montate, le gomme idrauliche tutte segnate con fascette colorate sia sulla trattrice che sull'aratro. I bracci inferiori li tengo liberi. Non monto stabilizzatori, solo le "saponette" interne, in modo che quando alzo l'attrezzo i bracci praticamente sono bloccati ( ovvio rimane sempre un po' di gioco!), mentre in posizione di lavoro hanno un bel po' di gioco. Regolazioni: Arando in fuori solco slitta tutta aperta per, appunto, fare il fuori solco, terzo punto rigorosamente nell'asola, NON uso lo sforzo contrallato, lavorando in terreni piani non ce n'è bisogno (lo decido io quando l'aratro deve venire su o quando deve andare giù) se c'è qualche avvallamento, lavorando con terzo punto nell'asola lo segue tranquillamente. Durante l'aratura mi giostro con la memoria per accoppiare il meglio possibile le varie passate. Metodi di aratura: In campi senza scoline mi faccio dalla parte, diciamo così, più bassa spostando l'aratro in posizione fine campo e larghezza variabile tutta aperta e faccio una prima passata buttando la terra verso il campo. Al ritorno risposto l'aratro in posizione fuori solco, larghazza variabile tutta stretta e chiudo il solco precedentemente aperto, questo per evitare di alzare troppo il bordo. Raramente inizio un campo buttando direttamente la terra sul borbo del fosso, è poco professionale:asd: Dopo di che, inizio la lavorazione registrando la fetta in base al tipo di terreno (di solito mai meno di 50-55cm per corpo), e la profondità desiderata dal proprietario del terreno. Arrivato a fine campo per chiudere l'ultimo solco faccio una passata al contrario (alle volte per portare il terreno il più in piano possibile, ne servono anche più di una). In campi con scoline, l'inizio è sempre lo stesso. Arrivato in prossimità della scolina, inizio l'altro pezzo buttando la terra direttamente nella scolina (una passata sola), poi finisco il pezzo iniziato lasciando il solco aperto dove prima vi era la scolina. Metto un paio di foto per intenderci meglio Poi proseguo nell'altro pezzo cercando di tenere la stessa altezza di aratura. Per quel che riguarda la svolta a fine campo, faccio come nel video postato dal buon Fatmike, in effetti nelle nostre zone le svolte i più le fanno così. I freni non li uso quasi mai, eccezion fatta per alcune circostanze in cui non c'è buona aderenza all'anteriore allora do qualche colpetto per aiutare un po' la voltata, ad esempio quando si fanno le testate o le finiture dove sotto si ha il terreno smosso. Dimenticavo le testate, dove è possibile cerco di buttarle verso l'esterno del campo non verso la arata, finedo dove la terra è già lavorata portando il solco finale a "zero". Ovviamente se il bordo verso il fosso è già alto, la testata la lavoro verso la arata, per poi finirla come si finisce normalmente. Spero di essere stato abbastanza chiaro! Ottima tecnica. Però io non riuscirei ad attuarla in quanto quando mi capita di ripassare l'aratura per eliminare oppure ricostruire i fossi, come da te indicato, vado a riportare in superficie cumuli enormi di stocchi di mais. Domanda: questa tecnica la usi anche dopo mais da granella con stocchi? Cita
tonytorri Inviato 4 Novembre 2011 Inviato 4 Novembre 2011 Sicuramente il mio sistema di lavorazione va in base alla configurazione che ho... come hai sottolineato lavoro al 99% terreni piani, ho la ruota di profondità (comandata idraulicamenteO0 è una delle prime cose che chiedo in un aratro), lavoro con terzo punto in asola... lo sforzo che ad alcuni piaccia o no non mi è indispensabile. Ovviamente tu che lavori senza ruota di prof. è indispensabile lo sforzo:asd: altrimenti sarebbe come lavorare con un ripuntatore senza rullo pareggiatore! @ Tonytorri: grazie per i complimenti! Diciamo che ci provo a lavorare sempre così, molte volte mi riesce, certamente non tutte le ciambelle escono col buco:fiufiu: Comunque ci metto molta passione in aratura, e ci tengo a fare bella figura a casa dei clienti, sennò l'anno dopo fanno presto a cambiare terzista! Poi è vero, Pietro Moro non è dei più prestigiosi, ma del mio aratrino ne vado molto fiero, e sono contento di questa scelta. Ma la ruota idraulica cosa fa? Ti diventa stradale da stare sù? O regoli la profondità? Per l'arare bene si anche io ci metto la passione però per ora non sono arrivato a quei livelli. Poi è ovvio che con più lo si fa e più si impara.... Io non faccio sicuramente gli ettari di un terzista..... Però è pure vero che quando la terra viene meglio è più bello lavorare...... Per il Pietro Moro come ho detto non è il Top però ultimamente mi sta stupendo per la sua robustezza. Considerando che è molto leggero...... Poi da noi si erano fissati con un vomere un pò grosso con la scusa che si va profondi, e mai nessuno a neanche preso in considerazione che si possono montare altri modelli, venditore per primo..... Adesso che qualcuno ha iniziato a usare qualche modello con esigenze particolari si sono accorti che i disegni delle ali sono importanti e che bene ho male li hanno tutte le ditte...... P.s. io quando ho preso il mio ero interessato a quello a strisce, il venditore quando l'ho detto mi ha guardato cosi:AAAAH: Poi è uscito qualche Lenkel e adesso si vedono E.R.M.O. e altri a montarle...... Cita
mt765 Inviato 4 Novembre 2011 Inviato 4 Novembre 2011 Ottima tecnica. Però io non riuscirei ad attuarla in quanto quando mi capita di ripassare l'aratura per eliminare oppure ricostruire i fossi, come da te indicato, vado a riportare in superficie cumuli enormi di stocchi di mais. Domanda: questa tecnica la usi anche dopo mais da granella con stocchi? Sì uso in qualsiasi caso questa metodologia. Nel caso in cui la scolina fosse molto sporca, o per residui culturali o per malerbe abbastanza alte, e il fosso non venisse pulitissimo, diamo una passata con lo scava fossi, ma è molto raro. Per Tonytorri, non si impara mai alla perfezione, ma sicuramente più si prova e più si diventa bravi:asd: comunque io il primo solco, diciamo da solo, con l'aratro l'ho fatto a 10 anni, ne ho 34 adesso! Cita
tonytorri Inviato 4 Novembre 2011 Inviato 4 Novembre 2011 Sì uso in qualsiasi caso questa metodologia. Nel caso in cui la scolina fosse molto sporca, o per residui culturali o per malerbe abbastanza alte, e il fosso non venisse pulitissimo, diamo una passata con lo scava fossi, ma è molto raro. Per Tonytorri, non si impara mai alla perfezione, ma sicuramente più si prova e più si diventa bravi:asd: comunque io il primo solco, diciamo da solo, con l'aratro l'ho fatto a 10 anni, ne ho 34 adesso! Si impara più che provando sbagliando..... Be anche io ho iniziato circa alla tua eta..... Però ho ancora un paio di stagioni per imparare.... P.s. non mi hai detto a cosa serve la ruota idraulica.... Cita
mt765 Inviato 4 Novembre 2011 Inviato 4 Novembre 2011 Scusami! La ruota ha la doppia funzione, girata in un modo di trasporto e, girata in un altro modo, di profondità e la profondità è comandata idraulicamente da me in cabina Cita
purin Inviato 7 Novembre 2011 Inviato 7 Novembre 2011 Concludo con una battuta per Purin, quando parlo della meccanica, non mi riferisco alla moglie del meccanico. solo per sdrammatizzare, non prendertela: a volte faresti meglio a pensare di più alla molgie del meccanico! ciao Cita
ggb58 Inviato 7 Novembre 2011 Inviato 7 Novembre 2011 Il problema non è pensare alla moglie del meccanico, è che lei non pensa a mè! Cita
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