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Una decina, son quasi sempre salvo grandinate tra i 1000 e i 1200, quest’anno poco sotto i 1100, con il primo trapianto avevo perso le speranze, han passato maggio nell’acqua, non partivano più, poi c

Se proprio lo fai assicurati di “tenerti giù” una cifra simile a quello che prenderesti affittandola, o ancora meglio consegnali a nome tuo. Non è detto che perché è terra vergine fai la mega produzio

Si xò gente che mi viene a dire che è normale fare 1800 quintali non la capisco, adesso il prezzo è di 86€ ton, praticamente sono 13 mila€ di plv al netto delle trattenute dell'op. Ripeto, 13 mila! Ma

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Absolutely not again !!!

 

Le piante vengono strappate dal terreno (intere) e vengono scosse (si dice così ?) all'interno dei bins. Ovviamente si stacca rosso, quasi tutto il verde e un po' di foglie.

Quello che rimane per terra viene poi raccolto a mano.

 

Si procede staccando qualche metro lineare di piante, per poi procedere alla raccolta del prodotto rimasto a terra.

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Vedo che i riscontri richiesti precedentemente tardano ad arrivare, inserisco un po' di "materiale".

 

Sono stato alcuni giorni fa in visita tecnica nella provincia di Foggia, grosso areale di produzione di pomodoro del Sud Italia.

In generale l'annata si è presentata con scarse produzioni a seguito delle abbondanti precipitazioni primaverili unite a basse temperature. In alcune zone si è pure assistito ad allagamenti. Da qui l'evidente "fame" delle industrie, che hanno ritirato prodotto sia di media-bassa qualità, sia addirittura prodotto proveniente dal Nord Italia.

 

Inserisco alcune foto che esplicano come avvenga la raccolta:

 

t30758_pomodoro.jpgt30757_pomodoro4.jpgt30756_pomodoro3.jpg

t30755_pomodoro2.jpg

 

 

Ora io non ho metro di paragone, se non quanto riferitomi dai locali, ma a quanto pare quella è la qualità media del prodotto raccolto ogni anno. In annate di abbondanti produzioni, con un po' meno verde, ma comunque molto simile.

Ora, sempre da quanto riferitomi, pare che venga applicato ad un prodotto così, uno scarto a dir poco simbolico.

E' pure vero che anche al Nord, in annate di scarsa produzione, vedi l'anno scorso, le industrie non abbiano di certo problemi a ritirare prodotto di scarsa qualità (leggi: terra, verde, marcio), ma a tutto credevo, beata ingenuità, ci fosse un limite.

 

Mi chiedo quindi a cosa serva continuare ad osannare la raccolta manuale in bins, per la salvaguardia della qualità del prodotto, quando si conferisce in quel modo...

Una macchina da raccolta, delle più scarse, a cernite spente, raccoglie meglio...

 

Buona fine raccolta.

 

Se dovessi raccoglie così, mi fucilerebbero seduta stante con, pure, vilipendio del cadavere.

In azienda abbiamo raccolto a metà agosto, una giornata di trambusto, e poi, tutto finito (superfice minima).

Edited by Tiziano
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  • 3 weeks later...

Volevo porvi alcune domande da profano, Il pomodoro generalmente viene posto in rotazione o la maggior parte delle aziende lo ripete sullo stesso appezzamento? con quest'ultima soluzione si possono creare dei problemi fungini o di stanchezza nell'terreno?

Vengono ancora utilizzate le macchine da raccolta trainate od ormai sono tutte semoventi?

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Volevo porvi alcune domande da profano, Il pomodoro generalmente viene posto in rotazione o la maggior parte delle aziende lo ripete sullo stesso appezzamento? con quest'ultima soluzione si possono creare dei problemi fungini o di stanchezza nell'terreno?

Vengono ancora utilizzate le macchine da raccolta trainate od ormai sono tutte semoventi?

 

 

Generalmente il pomodoro viene messo in rotazione di almeno 4 anni o almeno questa sarebbe la buona norma...se sono ben informato mi pare anche per una questione di PAC ma non ne sono certo...comunque se il terreno non ha mai fatto pomodoro di solito non vi sono problemi a metterli due anni di fila, almeno a quanto ho visto nelle mie zone. Le macchine da raccolta trainate io che ci ho lavorato negli ultimi 5 anni non le ho nemmeno mai viste, penso che in areali tecnologicamente avanzati come il nord italia siano scomparse del tutto una decina di anni fa...poi chiaro ci sono zone come ci ha illustrato mapomac in cui si raccoglie ancora a mano, li è un'altro paio di maniche...

tra l'altro vedendo quei bins mi sono anche scandalizzato, una roba così di verde non si è mai vista neanche volendo...quoto in pieno il discorso del mapo

 

@fendt930vario: circa dove lavoro conferiamo il prodotto dove lo conferisci tu immagino vista la vicinanza, quest'anno tutte le bolle che ho fatto a ConserveItalia (e vi assicuro che son state mooolte:asd:) erano tutte di vasche, molto Pomposa ma anche qualche Ravarino se nelle loro zone pioveva...ricordo il primo anno di campagna invece che ci portava molti bins di quelli alti da 3-4 quintali...Anche li usiamo una Guaresi uguale alla tua, essendo il primo anno l'assistenza devo dire che si vedeva abbastanza spesso ma i fermi macchina son stati pochissimi...per fortuna...e abbiamo finito la campagna mi pare attorno al 9 settembre

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  • 1 month later...

apro una discussione per i miei amici pomodorai.

beh controllate bene gli estratti conto delle liquidazioni pomodoro 2009, se a casa vostra e' come a casa mia , l'anno scorso mi hanno pagato 8,13 euro per qle di media naturalmente piu' iva questanno 7,20 circa di media, e circa i qli per ha sono gli stessi, che cambia e' che con quella nuova tabella riescono a pagare cio' che vogliono, e nessuno dice niente,

a casa mia si producono circa 50.000 qli l'anno per un euro, ..............................

sta diventando un mondo di banditi, ma appena arriva il disaccoppiato totale, giuro che la mia raccoglitrice la taglio col cannello.

voi cosa ne farete ??????

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  • 2 weeks later...

Credo si riferisca alla tabella che identifica il prezzo liquidato in funzione della qualità, grado brix ma non solo, del conferito.

 

Considerazioni di Natale:

 

- il 2009 doveva essere l'anno in cui la ritrovata moda "pomodoro" sarebbe stata placata.

- ad inizio campagna 2009 tutti erano concordi su un fatto: molto prodotto sarebbe rimasto incolto; ribadendo, smentiti ampiamente dai fatti, come le superfici debbano calare.

- il prodotto inaspettatamente, grazie alla clemenza del tempo, è stato raccolto quasi tutto.

- la qualità mediamente alta del prodotto, non ha portato a grossi problemi di ritiri in termini quantitativi. Escludendo ovviamente le tempistiche, gli scarti e di conseguenza i prezzi liquidati.

- coloro i quali si sono affacciati al pomodoro solo recentemente, dovevano trovare nel 2009 l'anno per ridimensionare gli animi. Le cassandre di turno infatti ben li avevano messi in guardia sull'annata. Le malelingue sono state disattese, risultato: c'è ancora più entusiasmo.

- in virtù di questo, salvo tragedie nelle liquidazioni o sconvolgimento di prezzi, è ragionevole pensare che il 2010 si presenterà del tutto simile al 2009.

- molto probabilmente è finita l'era del "guadagno extra-quota". Lo dimostrano le medie liquidate di questa frazione, le quali dovrebbero incentivare i produttori a prendere in mano non solo il trattore ma anche la calcolatrice.

 

(se qualcuno non sa cos'è il guadagno extra-quota, non ha che da chiederlo)

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  • 2 weeks later...

Si, ogni tanto è pure il caso darli.

 

Sono ormai definitivi i dati relativi alla campagna 2009:

 

- a livello mondiale la produzione totale si assesta su 442 milioni di quintali, registrando un'incremento di 60 milioni di quintali, quasi un 14% un più.

- il consumo mondiale si assesta su 383 milioni di quintali.

- la produzione spagnola è passata dai 18 milioni di quintali del 2008 ai 27 milioni di quintali del 2009, ovvero un 50 % in più.

- a livello italiano si è consegnato un totale di 57,4 milioni di quintali, nel 2008 49,3.

- gli ettari contrattati nel 2009 sono stati 86.000 contro i 76.000 del 2008; ovvero un 13% in più.

- le consegne contrattate nel 2009 ammontavano a 65,4 milioni di quintali, avvicinandosi pertanto molto all'effettivo consegnato (57*10^6 q)

- in particolare al nord, dove come si è detto è stata un'annata caratterizzata da produzioni medio-alte, si è pareggiato quasi perfettamente con un 29 milioni di quintali consegnati a fronte di 29,4 milioni di quintali contrattati.

- al sud, causa piogge primaverili le quali hanno compromesso in maniera importante le produzioni, si è consegnato 24,3 milioni di quintali a fronte di 31,2 milioni di quintali contrattati.

 

Considerazioni:

 

- il presunto surplus di prodotto lavorato a livello mondiale rispetto all'effettiva domanda (442 milioni di q rispetto a 383 milioni di q), non deve destare preoccupazione. Il prodotto è stato proficuamente impiegato per rimpinguare gli stock, pressoché esauriti a ridosso della campagna.

- Dati alla mano, si capisce come non sia ora ed in questo settore, la Cina a destare problemi. Spesso ci si riferisce agli import cinesi come unici responsabili dei bassi prezzi italiani, quando spesso non è così. O non solo così. In particolare la Spagna com'è possibile vedere ha incrementato la produzioni più che sensibilmente, essendo inoltre paese comunitario e geograficamente più vicino ai mercati europei, è bene riconsiderare il ruolo di questo paese nell'economia agricola. Non solo nel pomodoro, ma specie nell'ortofrutta, la Spagna anno per anno sta conquistando fette di mercato sempre più grandi, con mezzi e metodi spesso discutibili.

- recentemente è comparsa in Italia un nuovo insetto dannoso per il pomodoro da industria: la Tuta absoluta. Per ora rimane circoscritta al meridione ad alle isole, non è improbabile che già dalla prossima campagna questo lepidottero possa destare serie preoccupazioni anche alle coltivazioni del nord Italia.

- se come ipotizzato nel 2010 dovesse venir approvato il disaccoppiamento totale sul pomodoro, occorrerà lavorare onde evitare, come prevedibile, un calo d'interesse rispetto a questa coltura anche del 50 %, con tutti gli annessi e connessi di indotto e filiera.

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  • 2 months later...

Domanda a cui è difficile dare una risposta. I tempi del trapianto sono ormai imminenti, non occorrerà attendere molto per saperlo.

A rigor di logica, ad oggi, i produttori dovrebbero aver già stabilito quanta superficie investire su pomodoro. Il problema si ripete di anno in anno: la contrattazione del prezzo avviene sempre a stagione inoltrata quando ormai i piani preventivati devono sostanzialmente essere rispettati. Di fatto, con le alternative colturali disponibili (mais a 10-11 € ?) risulta difficile per l'agricoltore rimpiazzare un'eventuale contrazione delle superfici.

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Almeno nelle mie zone, i pomodorai - e non parlo di quelli nuovi cioè arrivati l'anno scorso, ma gente che li fa da 5/6 anni - hanno ridotto la superficie in media di circa il 20 %... però, rispetto all'annata 2009.

L'anno scorso si facevano ipotesi sul crollo dei prezzi, quest'anno si vedono i fatti...

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Il pomodoro da industria come detto precedentemente viene prodotto previo contratto, il quale determina, tra le altre cose, una quantità che l'industria s'impegna a ritirare.

Ipotizzando quindi un agricoltore che intenda investire 50 Ha a pomodoro, potrà indicativamente contrattare per 42.500 q (50 Ha x 850 q/Ha = 42.500 q): questo è il totale che l'industria, salvo problemi di qualità ecc, deve ritirare seguendo le modalità stabilite in contratto.

 

Negli anni scorsi, per diversi motivi l'offerta interna era sempre inferiore a quanto le industrie necessitassero: minori superfici, minor import, pressione dei paesi concorrenti inferiore. Pertanto, qualora un'agricoltore avesse un surplus produttivo, dovuto a produzione abbondante o per superfici eccedenti a quelle fissate in contratto, poteva cederlo alle industrie bisognose con prezzi quasi sempre superiori a quelli mediamente liquidati per il prodotto sotto contratto. Vi era infatti alle volte, specie in annate scarse, una vera e propria caccia, dove i produttori, ovviamente, consegnavano a chi dava loro le migliori condizioni.

Questo sistema ha favorito i grossi agricoltori, o per lo meno chi, pur accollandosi il rischio di svendere o nella peggiore delle ipotesi non raccogliere, investiva parecchia superficie a pomodoro. Per diversi anni questa pratica ha portato significativi guadagni, ponendo nell'agricoltore la figura con il coltello dalla parte del manico.

 

Negli anni questa condizione difficilmente si è riproposta e se non altro si è ridimensionata. Aumento delle superfici investite, maggior import, concorrenza dei paesi competitori, hanno ridotto se non eliminato la possibilità di sfruttare la produzione extra-quota; la quale è ormai diventata un peso, un rischio. Accade infatti di consegnare questa frazione a prezzi spesso ignoti al momento della raccolta, i quali si paleseranno poi quasi sempre molto inferiori al prezzo standard (anche

E' quindi il caso forse, di ponderare due scelte:

 

- forte imput al fine di massimizzare le produzioni ad ettaro, ma contenere le superfici.

- minor imput, puntando a produzioni ettariali inferiori, ma con superfici investite maggiori.

 

In ogni caso l'elemento in comune dev'essere il rispetto delle quote prefissate, o per lo meno non sforare così tanto come un tempo. Diversamente, perseverare con le modalità passate potrebbe in qualche caso riproporre guadagni facili, ma tutto indica come questo sia estremamente difficile e di minor entità.

Se a qualcuno piace giocare d'azzardo, il divertimento è assicurato...

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Il pomodoro da industria come detto precedentemente viene prodotto previo contratto, il quale determina, tra le altre cose, una quantità che l'industria s'impegna a ritirare.

Ipotizzando quindi un agricoltore che intenda investire 50 Ha a pomodoro, potrà indicativamente contrattare per 42.500 q (50 Ha x 850 q/Ha = 42.500 q): questo è il totale che l'industria, salvo problemi di qualità ecc, deve ritirare seguendo le modalità stabilite in contratto.

 

Negli anni scorsi, per diversi motivi l'offerta interna era sempre inferiore a quanto le industrie necessitassero: minori superfici, minor import, pressione dei paesi concorrenti inferiore. Pertanto, qualora un'agricoltore avesse un surplus produttivo, dovuto a produzione abbondante o per superfici eccedenti a quelle fissate in contratto, poteva cederlo alle industrie bisognose con prezzi quasi sempre superiori a quelli mediamente liquidati per il prodotto sotto contratto. Vi era infatti alle volte, specie in annate scarse, una vera e propria caccia, dove i produttori, ovviamente, consegnavano a chi dava loro le migliori condizioni.

Questo sistema ha favorito i grossi agricoltori, o per lo meno chi, pur accollandosi il rischio di svendere o nella peggiore delle ipotesi non raccogliere, investiva parecchia superficie a pomodoro. Per diversi anni questa pratica ha portato significativi guadagni, ponendo nell'agricoltore la figura con il coltello dalla parte del manico.

 

Negli anni questa condizione difficilmente si è riproposta e se non altro si è ridimensionata. Aumento delle superfici investite, maggior import, concorrenza dei paesi competitori, hanno ridotto se non eliminato la possibilità di sfruttare la produzione extra-quota; la quale è ormai diventata un peso, un rischio. Accade infatti di consegnare questa frazione a prezzi spesso ignoti al momento della raccolta, i quali si paleseranno poi quasi sempre molto inferiori al prezzo standard (anche

E' quindi il caso forse, di ponderare due scelte:

 

- forte imput al fine di massimizzare le produzioni ad ettaro, ma contenere le superfici.

- minor imput, puntando a produzioni ettariali inferiori, ma con superfici investite maggiori.

 

In ogni caso l'elemento in comune dev'essere il rispetto delle quote prefissate, o per lo meno non sforare così tanto come un tempo. Diversamente, perseverare con le modalità passate potrebbe in qualche caso riproporre guadagni facili, ma tutto indica come questo sia estremamente difficile e di minor entità.

Se a qualcuno piace giocare d'azzardo, il divertimento è assicurato...

 

 

Spiegazione chiarissima come al solito. Alla fine è proprio come dici tu un gioco d'azzardo: se va bene guadagni di più rispetto al contrattato, se male ci smeni un sacco. Non mi è chiaro solo una cosa. Tu parli di due possibili scelte forte input e minore imput. Ma che senso ha il minore input? uno dovrebbe investire maggiore superficie per poi cercare di produrre di meno. non è un controsenso?

 

Grazie mille

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La tua osservazione è legittima. Bisogna però innanzi tutto ricordare come l'Italia abbia per la maggior parte delle colture, rese ettariali praticamente più alte di tutta la media mondiale; se non le più alte.

L'elevata tecnologia applicata, le rende mediamente facilmente ottenibili; di converso sono incontrovertibilmente necessarie, per far fronte alla scarsità di superficie e quindi garantire una remuneratività sostenibile.

In un ottica attuale però, globale, vista anche la recente sensibilizzazione in merito alla questione ambientale, non è più possibile ragionare senza tener conto degli imput legati ad ogni produzione, sia essa agricola, che non. (includendo negli imput, energia, fitofarmaci, acqua, concimi, manodopera, capitale, ecc)

Infatti, ragionando per numeri puramente indicativi, è possibile indicare il seguente rapporto:

- per ottenere 5 di resa, impiego come imput 10

- per ottenere una resa di 8 non posso ragionare in proporzionalità diretta, ovvero per ottenere 8 non mi basterà un 16 ( 5:10 = 8:X, X = 16).

Pertanto l'ipotetico fattore "2 imput per unità di resa" non è costante e si alza all'aumentare della resa. Di fatto il costo per unità prodotta sarà potenzialmente più alto, all'aumentare della produzione che si vuole ottenere.

 

Non è un caso infatti se nelle sconfinate agricolture estensive di USA e Paesi dell'Est le rese sono si basse, ma globalmente sopperite dalle enormi distese investite.

C'è pertanto da chiedersi se un così elevata pressione culturale nelle nostre zone, sia sostenibile (basti pensare all'energia totale che viene riversata sui campi) ancor prima che sensata.

Di fronte ad una situazione di non redditività di molti cereali, forse andrebbe valutato il fatto di tagliare gli ettari investiti a queste colture e convertirli ad altre destinazioni; cercando, se possibile, di trovare un compromesso tra imput e resa, adatto ai nostri areali.

Edited by Mapomac
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La tua osservazione è legittima. Bisogna però innanzi tutto ricordare come l'Italia abbia per la maggior parte delle colture, rese ettariali praticamente più alte di tutta la media mondiale; se non le più alte.

L'elevata tecnologia applicata, le rende mediamente facilmente ottenibili; di converso sono incontrovertibilmente necessarie, per far fronte alla scarsità di superficie e quindi garantire una remuneratività sostenibile.

In un ottica attuale però, globale, vista anche la recente sensibilizzazione in merito alla questione ambientale, non è più possibile ragionare senza tener conto degli imput legati ad ogni produzione, sia essa agricola, che non. (includendo negli imput, energia, fitofarmaci, acqua, concimi, manodopera, capitale, ecc)

Infatti, ragionando per numeri puramente indicativi, è possibile indicare il seguente rapporto:

- per ottenere 5 di resa, impiego come imput 10

- per ottenere una resa di 8 non posso ragionare in proporzionalità diretta, ovvero per ottenere 8 non mi basterà un 16 ( 5:10 = 8:X, X = 16).

Pertanto l'ipotetico fattore "2 imput per unità di resa" non è costante e si alza all'aumentare della resa. Di fatto il costo per unità prodotta sarà potenzialmente più alto, all'aumentare della produzione che si vuole ottenere.

 

Non è un caso infatti se nelle sconfinate agricolture estensive di USA e Paesi dell'Est le rese sono si basse, ma globalmente sopperite dalle enormi distese investite.

C'è pertanto da chiedersi se un così elevata pressione culturale nelle nostre zone, sia sostenibile (basti pensare all'energia totale che viene riversata sui campi) ancor prima che sensata.

Di fronte ad una situazione di non redditività di molti cereali, forse andrebbe valutato il fatto di tagliare gli ettari investiti a queste colture e convertirli ad altre destinazioni; cercando, se possibile, di trovare un compromesso tra imput e resa, adatto ai nostri areali.

 

grazie mille Mapomac.

Non capivo molto il senso della cosa perchè davo già per scontato che ogni bravo agricoltore (sottolineo bravo) faccia già questi conti, tra input/energia spesi e produzioni realizzate per trovare il giusto rapporto. Trovo abbastanza sciocco, per esempio, i piani di concimazione fatti perchè "ho sempre concimato così" o perchè " il mio vicno da tanta conciamzione così". Io stesso nel mio piccolo faccio sempre esperimenti per cercare valutare le cose.

Fine OT

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  • 2 months later...

Ormai è fine maggio, le ripetute piogge, manco a dirlo, hanno ritardato anche la coltura del pomodoro. Mediamente si riscontrano 15 gg di ritardo; trapianti ancora in atto.

Qualche prima stima è già possibile farla: pare sia stata rispettata l'idea di ridurre le superfici per la campagna 2010, si registra infatti circa un 4-5% di ha in meno. A questi è possibile aggiungere qualche altro punto percentuale, dovuti a mancati trapianti per cause meteorologiche.

I primi trapianti ormai hanno quasi 2 mesi, in molti casi è possibile riscontrare "blocchi" vegetativi, causa ovviamente temperature basse. E' probabile che il tutto si manifesterà con sovrapposizioni nei calendari di raccolta, vanificando in parte, i trapianti precoci, i quali si troveranno posticipati di parecchi giorni.

 

Di certo, situazioni come quella sotto mostrata, non si addicono alla coltura del pomodoro.

 

t55744_img-0004.jpg t55743_img-0003.jpg t55742_img-0002.jpg

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  • 3 weeks later...

Come va su al nord?

qui da noi al sud è finalmente scoppiato il caldo, com T° superiori ai 37° e finalmente i pomodori crescono come dovrebbero ( grazie anche a fertirrigazioni spinte).

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  • 3 months later...

La campagna 2010 volge al termine, senz'altro per molte zone non è un'annata da ricordare.

Le abbondanti precipitazioni che hanno caratterizzato quasi tutto il periodo estivo, hanno dapprima compromesso la riuscita e la programmazione scalare dei trapianti, in ultimo ostacolato in maniera pesante le operazioni di raccolta, a volte davvero al limite.

 

Spesso si è assistito, anche se non fortunatamente ovunque, ad un gioco sleale delle industrie trasformatrici, le quali forti di grossi quantitativi di prodotto semilavorato proveniente dalla Cina, hanno spesso intralciato il buon svolgimento della campagna. Sia "interpretando" le tabelle per la determinazione del prezzo, sia, più subdolamente, ritardando o parzializzando i volumi di consegna.

Si parlava appunto di grossi import cinesi, senz'altro segno di una grossa espansione della coltura in terra cinese, come d'altronde in Italia; di certo ne gioiranno i costruttori di macchine per la raccolta (quasi tutti italiani).

Peccato come dal 2011 il disaccoppiamento sul pomodoro diverrà totale e già in molti si chiedono se convenga o meno proseguire la coltivazione di pomodoro da industria. I più accorti valuteranno la remuneratività della coltura; questa a fronte di costi di coltivazione pari a circa 6.000 €/ha (affitto escluso), pone come quasi unica variabile ai fini di giustificarne l'investimento, il prezzo del prodotto. Prezzo che allo stato attuale, lascia ben poco spazio all'interpretazione...

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  • 1 month later...

DICIAMO CHE è STATA UN'ANNATA A DIR POCO CATASTROFICA....FACENDO GIOCOFORZA SUL GROSSO QUANTITATIVO DI POMODORO PRESENTE IN CAMPO (SPECIE QUI NEL TAVOLIERE) , LE INDUSTRIE HANNO SFOGGIATO IL MASSIMO DELLA PERFIDIA IMPRENDITORIALE...ABBIAMO ASSISTITO A DEI VERI E PROPRI FURTI!!!!...UN ESEMPIO ?? FURTO SUL PESO , CAMION PESATI ALLA PARTNZA CON 280QUINTALI E PESO DEL TAGLIANDINO DI ARRIVO IN FABBRICA DI 168QL ,PER UNA LIQUIDAZIONE DI 748EURO!!!!.....GIOCHETTO X FAR RISULTARE IL PREZZO FINALE ADEGUATO AL CONTRATTO.........E QUESTO è SOLO UN ESEMPIO...PECCATO NON POSSA FARE NOMI.....EH SI XKé SE TI RIBELLAVI O PROVAVI A DENUNCIARE ALLE AUTORITà , NESSUNA INDUSTRIA avrebbe + ritirato IL PRODOTTO (CARTELLO IN CHIAVE MODERNO/CAMORRISTICO)....

 

 

 

QUI NEL TAVOLIERE , E SPECIE NELLE ZONE IN CUI BISOGNA OPERARE CON CULTIVAR RESISTENTI/TOLLERANTI AL "TSWV", LE SPESE DI COLTIVAZIONE ,COMPRESA L A RACCOLTA IN CONTO PROPRIO SI AGGIRA INTORNO AGLI 8.000 EURO/HA ,ESCLUSO L'EVENTUALE COSTO DELL'AFFITTO , CHE OSCILLA DAGLI 800EURO/HA A 1.500EURO/HA nel caso si affittino contemporaneamente eventuali pozzi per irrigazione.......

Personalmente ho ottenuto rese buone , intorno ai 1400ql/ha (dati effettivamente calcolati secondo i camion pesati , dato discordante grandemente dalle pesate effettuate dalle industrie ...) , e con tali quantitativi ho una perdita media x ha di 3.500 euro/ha....

A questo punto ,dopo 30 anni cosecutivi dedicati a questa coltura , e dopo aver maturato quote , sto pensando seriamente di smettere!!!!....

è veramente deprimente operare a queste condizioni....non discuto l'andamento normale di mercato ,dettati dalla domanda/offerta , ma discuto la totale disonestà perpetuata dagli industriali nei nostri confronti...

 

Vedo che i riscontri richiesti precedentemente tardano ad arrivare, inserisco un po' di "materiale".

 

Sono stato alcuni giorni fa in visita tecnica nella provincia di Foggia, grosso areale di produzione di pomodoro del Sud Italia.

In generale l'annata si è presentata con scarse produzioni a seguito delle abbondanti precipitazioni primaverili unite a basse temperature. In alcune zone si è pure assistito ad allagamenti. Da qui l'evidente "fame" delle industrie, che hanno ritirato prodotto sia di media-bassa qualità, sia addirittura prodotto proveniente dal Nord Italia.

 

Inserisco alcune foto che esplicano come avvenga la raccolta:

 

t30758_pomodoro.jpgt30757_pomodoro4.jpgt30756_pomodoro3.jpg

t30755_pomodoro2.jpg

 

 

Ora io non ho metro di paragone, se non quanto riferitomi dai locali, ma a quanto pare quella è la qualità media del prodotto raccolto ogni anno. In annate di abbondanti produzioni, con un po' meno verde, ma comunque molto simile.

Ora, sempre da quanto riferitomi, pare che venga applicato ad un prodotto così, uno scarto a dir poco simbolico.

E' pure vero che anche al Nord, in annate di scarsa produzione, vedi l'anno scorso, le industrie non abbiano di certo problemi a ritirare prodotto di scarsa qualità (leggi: terra, verde, marcio), ma a tutto credevo, beata ingenuità, ci fosse un limite.

 

Mi chiedo quindi a cosa serva continuare ad osannare la raccolta manuale in bins, per la salvaguardia della qualità del prodotto, quando si conferisce in quel modo...

Una macchina da raccolta, delle più scarse, a cernite spente, raccoglie meglio...

 

Buona fine raccolta.

 

 

MAPO penso tu sia una persona molto intelligente , e potrai ben capire che le persone che avevi difronte in quella escursione nel tavoliere sono lontane anni luce dalla realtà........vi assicuro che un tale "schifo" non è la norma. Vi garantisco che lo standard è totalmente diverso......Guarda mi vergogno x ciò che abbiano potuto farti credere...e se ti è possibile prova a chiedere ai suddetti sedicenti nostri colleghi se quel prodotto gli è stato poi effettivamente pagato!!!

Edited by puntoluce
unione messaggi consecutivi
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Pasquale hai fatto bene scrivere questo appunto; infatti già all'inizio del mio intervento indicavo come anomala la situazione e non avendo metro di paragone, non potevo spingermi oltre nel commentare. Mi fa piacere quindi sapere che la norma non è quella.

 

Quello che invece pare essere in media è il comportamento delle industrie che a quanto sembra, non si differenzia molto da nord a sud: incoerenze sulle pesate sono presenti anche qua.

Concordo inoltre con te in merito alle spese di coltivazione, ribadiamolo pure: 7500-8000 €/ha.

 

Mediamente qual'è stato il prezzo medio liquidato da te ? Quale era quello da contratto ?

 

Un saluto.

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  • 2 weeks later...

Ciao Mapomac...ahimè siamo arrivati a prezzi ridicolissimi , 5cent /kg ,ma effettivamente con tutti i giochetti magici sul peso si arrivava ai reali 3,8 /4 eurocent/kg , il prezzo da contratto era 8eurocent/kg x il pomodoro lungo (che qui al sud rappresenta il 90% della produzione) con forbice del 30% ...per il pomodoro Tondo era 1cent/kg in meno....ma non è andata assolutamente così.....nella maggioranza dei casi le associazioni ortofrutticole sono controllate direttamente o indirettamente dalle industrie conserviere , e quindi non oppongono nessuna resistenza a questo tipo di sciacallaggio , anche in fase di pre-contratto . Ricordo che qui nel sud ITALIA il fattore limitante ,nonché aggravante i costi è l'ACQUA , che provenga dal sottosuolo tramite pozzi artesiani , o da bacini e quindi i vari consorzi di bonifica , diviene una voce di una valenza impressionante nel capitolo spese ...... e pensare di equiparare la remunerazione tra sud e nord è a dir poco assurdo , in considerazione del fatto che le temperature in primis e l'esposizione solare nelle zone meridionali fa sì che la ruichiesta idrica sia notevole......ma questo è solo uno dei fattori di spesa con una certa valenza .......per non parlare dei parassiti , la lotta alla TUTA ABSOLUTA (nei miei monitoraggi è stata pressocché onnipresente durante tutto il ciclo colturale , con picchi accentuati di presenza nella seconde metà di Agosto) ha impennato la voce agrofarmaci.....quindi tutto questo per dire che con produzioni di circa 1400 quintali x Ha non si possa portare reddito a casa , amici miei mi viene da dire che è ora di frenare bruscamente su questa coltura ,trainante si ,soprattutto nel tavoliere , che può portare facilmente molte aziende al lastrico se si ripetesse un'ennesima campagna come quella da poco conclusasi....

Edited by pasqualeJD
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Ciao Pasquale,

in merito alla Tuta Absoluta, per ora qua al nord non mi pare sia così rilevante come invece è risultata purtroppo negli areali del centro e del sud negli ultimi anni. Questo non deve comunque far abbassare la guardia; già quest'anno si sono viste generazioni "anomale" di Piralide, a causa delle elevate temperature. Non è improbabile che negli anni avvenire possa prendere pianta stabile anche a latitudini più elevate.

 

In merito alla regime idrico delle vostre zone, cosa puoi dirmi in merito di trapianti a mono e bi-filia ?

Ed in generale, quali pensi siano i vantaggi/svantaggi dei due sistemi ?

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