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Già in altre discussioni si è accennato come la tipologia di terreno influisca pesantemente su tutte le attività, sia umane sia biologiche, che insistono su esso. Ci si è spesso riferiti alla tessitura per "spiegare" alcuni aspetti della concimazione ad esempio. Tutte cose che verranno eventualmente riprese ed ampliate.

In questa discussione vorrei mettere in luce come le 3 componenti (più quella organica) del terreno modifichino le proprietà termiche del terreno, fornendo indicazioni utili ad esempio per le semine primaverili. Alcune di esse, come ad esempio la bietola, vengono per vari motivi seminate sempre più in anticipo, esponendo l'emergenza delle piante a rischi non sempre calcolati.

 

Una distinzione molto spicciola che spesso viene fatta distingue i terreni in:

 

- Caldi

- Freddi

 

I terreni caldi sono generalmente quelli con tenori idrici inferiori, ovvero che trattengono meno acqua. Come si vedrà però sono più soggetti a cali di temperatura e di conseguenza a danni da freddo alle colture. Un terreno secco, ovvero che trattiene poca acqua, classificato anche come terreno caldo, è più soggetto a cali di temperatura e di conseguenza a danni da freddo.

I terreni freddi invece, per definizione, sono quelli che trattengono più acqua.

Quello che trae spesso in inganno è la velocità con cui i 2 tipi di terreno si riscaldano.

 

Calore specifico

 

l calore specifico di una sostanza è definito come la quantità di calore necessaria per aumentare di 1 kelvin la temperatura di un'unità di massa (generalmente un grammo o un chilogrammo) del materiale.

 

Ragionando in termini di Cv (calore specifico) si evidenzia come mediamente le 3 componenti del terreno, sabbia-limo-argilla, abbiano un Cv di 0,75 J/g, l'humus o S.O. di 1,96 J/g e l'acqua di ben 4,186 J/g.

 

Pertanto un terreno freddo (ovvero con > acqua) impiega più tempo a riscaldarsi, in quanto necessita di assorbire maggior calore, ma presenta un volano termico molto maggiore.

 

E' opportuno introdurre anche un'altra misura.

 

Conducibilità termica

 

La conducibilità termica indica una quantità (di calore) trasmessa per unità di superficie, per unità di tempo.

 

Da questa tabella, dove viene indicata la C.T. del terreno (soil) e dell'acqua (water), si vede come la C.T. del terreno vari da 0,12 - 1,13.

Ponendo quella dell'acqua a 0,6, si capisce come in molti casi la quantità d' acqua porti ad una dissipazione termica inversamente proporzionale alla quantità stessa.

 

Volendola riassumerla in parole molto più semplici possiamo dire: se la conducibilità termica indica una quantità di calore trasferito (nel nostro caso al sistema atmosfera-ambiente), la presenza di acqua garantisce un "serbatoio" termico maggiore. Pertanto la temperatura del terreno subirà a parità di tempo un delta termico inferiore.

 

Per vedere l'andamento della C.T. in funzione del contenuto idrico è possibile riferirsi a questi grafici presi da qui (le unità di misura non sono le nostre, ma rendono comunque l'idea).

 

immagine2xd9.th.png immagine3nk5.th.png

 

Per una corretta comprensione aggiungo una piccola legenda:

Soil = suolo (soils = suoli)

Clay = argilla

Silt = limo

Sand = sabbia

Moisture = umidità

Thermal conductivity = conducibilità termica

 

Da questi grafici, ad esempio, è possibile vedere come:

 

- in un terreno franco-limoso/franco-argilloso, con un ipotetico contenuto idrico del 20%, 60

- in un terreno sabbioso o comunque leggero, sempre con un ipotetico 20 % di umidità , 90

 

Quindi se in precedenza si è detto che la C.T. indica una quantità di calore che viene trasmessa è evidente come nel caso delle tessiture sabbiose, questa sia maggiore.

Di conseguenza non è l'umidità in sè ad accellerare la dissipazione del calore, ne la quantità della stessa. Bensì come e dove viene trattenuta nel sistema suolo. Condizioni che prescindono principalmente dalla tessitura.

Ecco spiegato il motivo per il quale un terreno considerato freddo, che ricordiamo essere quelli che trattengono più acqua, ma anche quelli generalmente argillo-limosi, recano meno danno, o meglio ammortizzano (sia in termini temporali che "quantitativi") gli abbassamenti di temperatura.

 

Ho quasi volutamente trascurato il discorso S.O. Come detto prima l'humus ha un C.V. maggiore di anche 2-3 volte le 3 normali componenti del terreno. Questo perchè generalmente (purtroppo) la maggioranza dei terreni agrari italiani ne è abbastanza carente. E' comunque anch'esso un potenziale volano termico.

L'andamento è comunque possibile dedurlo da questo grafico.

 

t8288_Immagine1.png

 

Aggiungo che per avere dati certi, occorre ovviamente misurarli. Ed essi varierebbero ovviamente per ogni terreno analizzato. Il che porterebbe a dover affrontare un lavoro come questo, dove viene analizzata la conducibilità termica in funzione di tessitura, conducibilità elettrica del terreno e componente organica.

 

Al di là del discorso forse troppo astratto per alcuni, è però a mio avviso importante, notare come spesso non si dia peso ad alcune cose, che all'atto pratico possono invece influire molto.

 

Sicuramente avrà fatto errori di terminologia, pertanto gli eventuali lettori con competenza in merito a fisica e termodinamica sono vivamente pregati di apportare le dovute correzioni.

Edited by Mapomac
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Ottimo argomento! per gli errori questa riga l hai ripetuta due volte.

 

I terreni freddi, per definizione, sono quelli che trattengono più acqua.

Quello che trae spesso in inganno è la velocità con cui i 2 tipi di terreno si riscaldano.

 

 

Se si parla di scaldare un terreno con il sole , secondo me un terreno nero assorbe piu calore di uno chiaro.

 

In quanto alle semine anticipate è vero si che nasce prima ciò che si semina, però molte volte a temperature piu alte nasce pure tanta erba e in caso di annate poco piovose si possono avere problemi con il gelo. (attribuirsi agli sbalzi che il terreno non sopporta?).

 

Altre volte ho visto come una semina anticipata può assumere diversi aspetti, nella coltura , rispetto a quanta sostanza organica ha.

Per esempio usando un letame, ho notato come in quel pezzo di terra, diversi sbalzi non hanno fatto danni , invece dove si usa l 'amico accendino piromane, ho notato come con temperature calde in semina(anticipate) poi freddo e pioggie persistenti, la coltura soffra di piu.

Ovviamente non sono un chimico e neanche un agrario , ma sicuramente nei terreni argillosi la quantità di calore che viene trasmessa è inferiore , quindi conducibilità termica inferiore e magari la coltura nasce anche piu a rilento , con tutti i pro e contro del caso.

 

Di sicuro passerei la mano a chi è piu capace di me su questo argomento un pò tecnico.

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Si, il tenore di S.O. come ho indicato influenza le proprietà termiche del terreno. Quindi la tua osservazione su minori danni in caso di terreni ben forniti, è da attribuire appunto alla S.O. Con buona pace di chi brucia (per motivi validi e non) le stoppie.

 

Sicuramente un terreno nero (o per presenza elevata di argilla o per forte tenore umico) si riscalda di più, in quanto quasi tutta la radiazione solare incidente sullo stesso, viene assorbita e non riflessa, ed appunto si ha colore nero. Le componenti che "conferiscono" colore nero sono però guarda caso, quelle a maggior calore specifico. Pertanto saranno saranno anche le più lente a riscaldarsi, ma quelle che manterranno il calore più a lungo. Riassumendo il tutto va sempre riferito ad un arco temporale, che può essere giorno-notte; settimana, mese, ore ecc.

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sul fatto che un terreno e' caldo oreddo per la sua capacita idriaca , ti chiedo uan cosa

 

allora perche i terrreni in collina che sono argillosi calcarei , rispetto a quelli di pianura che sono limosi sabbiosi , sono piu indicati per le semine anticipate?

 

non e' un fatto di ritenzione idrica, perche tralasciando quest'anno 2009 perche molto probabilemente in alcuni punti a marzo ci sara ancora la neve.

 

me nel 2008 , in collina con arature e concimazioni di fondo(letame piu potassa) fatte in autunno , e semine del mais avvenute lo stesso giorno , in quelle di collina sono emerse prima?

 

secondo me il parametro dell'umidita non e' un valore giusto , perche unminumo di umidita per la germinazione ci vuole , anche se questo va a scapito della temperatura minima vitale.

 

nelle semine anticipate , va presa in considerazione il fattore della concimazione fosfatica localizzata , come effetto starter , e di conseguenza tutto quello che puo portare alle basse temperature a bloccare questo elemento rendendolo poco assimilabile.

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allora perche i terrreni in collina che sono argillosi calcarei , rispetto a quelli di pianura che sono limosi sabbiosi , sono piu indicati per le semine anticipate?

Premettendo che l'ambiente collinare lo conosco poco e pertanto potrei sbagliarmi, mi viene però da dire che questa non sia una considerazione completamente esatta.

Un conto è la giacitura del terreno, un'altra è la sua tessitura. Infatti possiamo avere anche terreni di pianura con la composizione da te indicata.

Ed aggiungo, chi ha detto che i terreni in collina siano più adatti alle semine anticipate ? A mio avviso non si tratta di tessitura ma forse di esposizione ed altre caratteristiche (che l'ambiente collinare conferisce) che conferiscono anticipo di germinazione.

me nel 2008 , in collina con arature e concimazioni di fondo(letame piu potassa) fatte in autunno , e semine del mais avvenute lo stesso giorno , in quelle di collina sono emerse prima?

Vedi sopra, sicuramente il fosforo (effetto starter), la S.O. (volano termico), l'esposizione hanno influito molto sull'anticipo di germinazione.

 

secondo me il parametro dell'umidita non e' un valore giusto , perche unminumo di umidita per la germinazione ci vuole , anche se questo va a scapito della temperatura minima vitale.

Questa parte non l'ho capita...se solo tu fossi un po' più chiaro e ti sforzassi di scrivere un pochino meglio ! L'umidità non è un parametro giusto per cosa ?

 

nelle semine anticipate , va presa in considerazione il fattore della concimazione fosfatica localizzata , come effetto starter , e di conseguenza tutto quello che puo portare alle basse temperature a bloccare questo elemento rendendolo poco assimilabile.

Questo è risaputo, infatti tutti (molti, ovvio ci sono le dovute eccezioni) i mais specie se seminati presto o se a seguito dell'emergenza incontrano un periodo di basse temperature, presentano il tipico colore "rosso", che svanisce al rialzarsi delle temperature. Il tutto ovviamente dovuto ad una mancata assimilazione di P.

Vi è però da dire che nelle concimazioni localizzate si utilizzano concimi fosfatici complessi che risentono meno delle temperature e per via della loro composizione sono maggiormente assimilabili.

 

capisco. ma quindi su che tipo di terra conviene anticipare le semine ?

il terreno può influire quando e ben fornito , ma quando non lo è , non conviene ritardare un pò?

 

Come al solito si rischia di fare l'errore di voler applicare alla lettera delle indicazioni di massima, senza vagliare tutti gli aspetti in questione (per quanto possibile).

Conviene ritardare se non c'è S.O. ?

Dipende: il terreno è sciolto, quindi caldo ? Il terreno ha giacitura ben esposta ? Questi ed altri aspetti possono permettere (ed a mio avviso lo fanno) di anticipare le semine, a prescindere dal contenuto dell' S.O. che seppure importante, in questo frangente (l'anticipo di semina) ha effetto limitato.

Edited by Mapomac
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non posso che essere d'accordo, però parlando di collina l esposizione al sole e il tipo di terra pur avendo le stesse concimazioni fatte varia non di poco l emergenza della coltura.

per esempio noi non anticipiamo mai le semine perchè con una gelata in fioritura si hanno distruzioni anche del 50% di raccolto molto facilmente.

se il terreno è sciolto e caldo ed è ben esposto non ho mai notato problemi nelle semine anticipate, però se la coltura la si fa avanzare troppo con i nitrati poi si potrebbe per esempio con certe varietà essere fuori ciclo e bisogna calcolare troppi parametri ed è piu facile vedere guai.(gia visto con il k24) .

 

le semine anticipate le faccio soltanto per non distruggere i terreni dove l argilla ha una percentuale elevata (tanto nascono a rilento li) e il terreno e la coltura in base al tempo , avendo i giusti valori e le giuste concimazioni , non danno problemi , però in caso di piogge persistenti e terreno lavorato con minima lavorazione , beh allora il tutto si capovolge...

 

infatti non si possono applicare alla lettera indicazioni di massima perchè ci sono un milione di variabili e il tempo si può prevedere ma non 6 mesi prima!

Edited by IlCoNtE
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son posso che essere d'accordo, però parlando di collina l esposizione al sole e il tipo di terra pur avendo le stesse concimazioni fatte varia non di poco l emergenza della coltura.

 

Intendevo proprio questo, riferendomi all'affermazione di ggyno. L'esposizione non è cosa da poco, così come generalmente (ogni collina è diversa) si ha meno umidità nell'aria, ecc.

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da quando ilpotassio ha un effetto starter sulla emergenza?

 

poi scusa l'hai detto tu che un terreno asciutto ha una temperatura superiore a uno umido , cosa ho da spiegare?io ribadisco che in un terreno A S C I U T T O il seme non germina.

 

il fatto che il fosforo sia l'elemnto che fa la differenza quando il terreno ha una teperatura inferiore ai 10 gradi lo sanno tutti.

 

il mio fatto e' :

quali elementi bisogna prendere in considerazione per riuscire a seminare dalla 2 decade di marzo in poi, e fare un bel lavoro????

 

la mia domanda non verte sulla dignosi del problema(mancate emergenza ) ma sulla risoluzione dei prolema, il che vuol dire anche a non fare degli errori , sia nella preparazione del terreno , sia nella semina in senso lato, sia nella concimazione localizzata,

 

per mio conto avendo usato molto il 18/46 o il 12/52 mi son trovato bene anche col 11/22/16s a partita di costo sul tal quale , anche se l'11/22/16s ha un costo per unita fertilizzante superiore.

 

anni fa ho usato l'entec 25/15 e ho visto un effetto starter piu lento , ma in seguito uno sviluppo nel primo mese piu costante e piante e piu contenute , che si e' poi tradotto in un rapporto altezza pianta /altezza spiga migliore e cioe con gli internodi sotto la spiga piu corti e una pianta piu bilanciata.

Edited by GGyno
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Un altro aspetto da considerare per le semine anticipate che indipendemente dal tipo di terreno se si effettua una semina su sodo è sempre meglio anticipare un po' l'epoca di semina (parlo di cereali autunno-vernini o favino).

In modo da avere maggiori probabilità di avere il terreno in tempera (o al limite anche secco) in modo da evitare di fare carreggiate con il trattore e compattare il meno possibile il terreno visto il peso delle seminatrici da sodo.

 

Inoltre su sodo il grano nelle prime fasi di sviluppo ha una velocità di crescita minore (soprattutto per la presenza di stocchi ecc e per la maggiore difficoltà ad approfondire l'apparato radicale) quindi qualche giorno in più di ciclo colturale male non gli fa di sicuro.

 

@ ggyno è vero che su terreno secco il grano non germina, ma io preferisco sempre seminarlo con la polvere che con il bagnato. Seminato con la polvere appena piove nasce tutto (anche se piove molto è molto più difficile marcirlo) se semini un po' umido e poi viene giù il diluvio universale (come successo a molti agricoltori della mia zona quest'anno e in qualche ettaro anche a me) poi metà grano non nasce perchè marcisce sotto terra.

Edited by DjRudy
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  • 3 months later...

Ma in soldoni, quanti sono che fanno ste semine anticipate su mais?? noi vogliamo provare da alcuni anni........ma piove sempre ad aprile..............

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